domenica 14 novembre 2021
Cresima di Claudia
martedì 2 novembre 2021
Diana, sette anni.
Il
tempo che impiega un dentino
a
disegnare una finestrella
sul
tuo musetto birichino.
Il
tempo di lasciare la matita
per
la biro che si cancella
e
non contare più con le dita.
Il
tempo d'indossare la divisa
di
pallavolo della Montebello
e
palleggiare poi così decisa
come
se avessi fatto sempre quello.
Il
tempo della tua risposta
davanti
a una "pericolosa" giostra
nel
momento in cui dici sicura
"Voglio
vincere la mia paura".
Il
tempo dai sei anni ai sette,
di
una spanna più corte le braghette
del
pigiamino dello scorso inverno.
Il
tempo del nostro amore *eterno.
(Sara Ferraglia)
*eterno=che
dura per sempre.
giovedì 28 ottobre 2021
Tardo autunno
Tardo autunno.
Capisco ora, a quasi settant'anni,
cos'era il mio vagar per boschi
a quindici anni, sola
con l'inverno alle porte.
Non andavo in estate o in primavera,
era già allora il tardo autunno
quello che più mi assomigliava.
Sento ancora l'odor delle foglie
calpestate da neri stivali antipioggia, di gomma, perfetti
per entrare nell'acqua sorgiva.
Quel silenzio che il cuore ovattava...
di natura che tutto rallenta,
vita che lentamente scolora
mano a mano che il sole tramonta.
Dolce, lenta stagione che ancora
di ricordi è affabulatrice
e rafforza profonda radice
con gli aromi dell'ammostatura.
Sara Ferraglia
sabato 25 settembre 2021
Una vita spezzata
Una vita spezzata
Stamattina
ho distrutto in un istante
con
un colpo di spugna involontario
il
lavoro paziente di una notte
Solitaria,
tenace e insistente
una
femmina di ragno ballerino
dalle
zampe sottili
come
fili d'acciaio
aveva
ricamato lentamente
con
opera d'ingegno sopraffino
la
sua tela fra il muro e l'acquaio
Ora
è lì fra macerie argentate
con
ancora il terrore negli occhi
Tutte
uguali le vite spezzate
Sara
Ferraglia
sabato 4 settembre 2021
Interrogatorio
Interrogatorio.
Sì
maresciallo, ho sfondato la porta.
No,
non è vero, non ho mano esperta.
Non
ho rubato, non ho fatto danni,
(ho
solo steso e asciugato i miei panni)
Sì,
lo so bene. Non è casa mia.
(quella
è un ricordo, è ormai fantasia)
Pioveva
forte, la notte era scura.
Nella
campagna una casa sicura...
Mi
è apparsa vecchia, deserta e sola.
Come
una nenia che ti consola
piangeva
pioggia dalla grondaia.
Sì
maresciallo, ho percorso l'aia
fino
all'abbraccio con le sue mura.
La
legge dice che è pena sicura,
che
è violazione di proprietà.
Lei,
maresciallo, che ha la mia età,
ha
mai provato in un giorno soltanto
a
perdere tutto, tranne il suo pianto?
Non
sto chiedendo la sua compassione
ma
di cercare dentro quel nome
che
sta scrivendo sulla tastiera
l'uomo
che sono. È la mia preghiera.
Sara Ferraglia
martedì 24 agosto 2021
Vola stellina mia
Vola Stellina mia
Vola
stellina mia,
fino
a toccare il cielo...
Sotto
ai tuoi piedi il tempo
di
giochi e fantasia,
d'una
infanzia felice.
Sopra
il tuo capo gli anni
ancora
indefiniti
di
quel breve passaggio
verso
l'adolescenza.
Così
ti sembra strano
sentirti
troppo grande
per
salir sulla giostra,
desiderare
ancora
di
prendere il codino
come
fa la piccina
che
la sua gioia mostra.
Vola
bambina mia,
afferra
più che puoi
frammenti
di poesia,
conserva
nel tuo cuore
la
voglia di sognare
e
di guardare in alto
cercando
cose belle
e,
con un solo salto,
cattura
le tue stelle.
Sara
Ferraglia
sabato 21 agosto 2021
Donna in nero
Donna in nero
Quando
mi sento inutile
invisibile
a un mondo sbagliato
come
un sasso gettato nel lago
penso
alle onde concentriche
che
il sasso ha generato
di
misure diverse
di
sostanza identiche.
Prima
un'onda piccina
quella
più vicina
e
via via movimento allargato
si
allontana e si fonde
con
le acque del lago.
Oggi
qui nella piazza
Donna
in nero divento.
Come
piccola onda mi espando.
Sara
Ferraglia
venerdì 13 agosto 2021
A Gino Strada
È morto Gino Strada.
Certe notizie spengono
anche il fulgore del cielo d'agosto.
Come un campo di girasoli
dal sole bruciati
in attesa di essere falciati,
come i giochi dei bambini
ammonticchiati
in un angolo polveroso
nel giardino dell'asilo chiuso,
come i balconi abbandonati
in casa di un anziano
quando nessuna mano
cura più piante e gerani.
Così.
Triste è il mio sguardo ora,
più vuota questa terra
piena di disperata umanità
in fuga dalla guerra, ancora.
Resta di te immensa eredità.
giovedì 8 luglio 2021
Politica
Certa gente è indifferente
Certa gente ne ha paura
Solo a leggerla ne teme improvvisa cecità,
che la lingua caschi a terra
anche al solo pronunciarla
O che il mondo poi si estingua
'Roba che per me non fa'
E stizzita toglie mani
dalla pagina o dal foglio
se dal titolo intuisce
che politica sarà.
Già terribile in parola,
figuriamoci in azione
Ed allora omette il like,
con la massima attenzione
la cancella anche dai post
Non sia mai che se mi schiero
rivelando il mio pensiero
qualche danno ne verrà,
perderò qualche favore
Molto meglio rimanere
in un torbido grigiore
Certa gente non lo sa
che politica è la vita,
guarda il mondo e già la fa.
Sara Ferraglia
lunedì 28 giugno 2021
La vena artistica
La vena artistica.
Cedono
le pareti delle vene
al
caparbio avanzare dell'età.
Compaiono
grafìe di ragnatele
a
disegnare il tempo che verrà.
Non
è Rosso Tiziano
ma
Porpora di Tiro
il
cuore che è comparso sulla gamba
come
a prendermi in giro,
come
se mi dicesse
"ama
questa stagione stramba
che
questo corpo tuo dipingerà".
Cedono
le pareti
di
vene e capillari.
Angiologia
e statistica
con
studi secolari
ed
analisi esperta
d'annunciare
son lieti
che
è nata in me una certa
consolatoria
vena artistica.
Sara Ferraglia
giovedì 24 giugno 2021
Parma
Parma che mi respinge e mi seduce,
un'ouverture di passi sui suoi ponti.
Di notte, sotto, requiem silenziosi...
A nord e a sud hai ali di cemento,
al centro un cuore antico come il mondo,
resuscitato dopo un intervento.
Parma d'Oltretorrente identitario,
di piazze colorate e mercatini.
L'altra che cambia facce con le mode,
di strette vie che segnano confini
fra aperitivi in piedi e lunghe code
all'ufficio stranieri dal mattino.
Contraddizioni di città moderna
che fissa il suo ombelico provinciale.
Io son piovuta in te dalla collina, da un piccolo paese spopolato.
Per questo, forse, che la tua vetrina
di vecchi e nuovi allori infiocchettata,
invece di abbagliarmi mi disturba
per questo, forse, mai ti ho dedicato
versi d'amore incondizionato.
Sara Ferraglia
lunedì 21 giugno 2021
Memoria
Memoria
Dove
sono finiti i nomi?
Galleggiano
nella mente
come
pesciolini rossi
Scendono
sul fondale
Poi
salgono in superficie
Riaffiorano
lentamente
Riappare
qualche volto
Ti
rammenti un sorriso
E
sembri più felice
se
al nome abbini un viso
Dove
è andato il ricordo?
Sfilacciato,
intrecciato
come
maglie da due soldi
sui
banchi del mercato
Si
fa il passo insicuro,
raggiungi
la poltrona
e
conti con le dita,
Un,
due, tre, quattro...
Ma
quanti sono i figli?
E
chi è venuto prima?
Chi
si affacciò alla vita
in
primavera e chi in estate?
Si
siedono nipoti sui ginocchi
Rivedi
te bambino,
divento
io tua madre
(
forse le rassomiglio?)
che
chiama i tuoi fratelli,
le
grida e le risate
Mistero
divino la memoria
che
rimescola i giorni,
che
riscrive la storia
accendendo
una lacrima agli occhi
Sara
Ferraglia
Tino
Tino
tranquilla
e silenziosa,
di
movenza graziosa
dolce
come un bambino.
Come
una monetina
nel
più buio cantuccio
lei
stava nell'astuccio
di
mia figlia bambina.
Ventiquattr'anni
insieme.
Nella
vasca piscina
usciva
testolina
dal
guscio per la fame.
Non
servono parole,
non
eclatanti gesta
di
lei per sempre resta
un
ricordo d'amore.
venerdì 11 giugno 2021
Parma - Piazzale Salvo D'Acquisto
C'è il mondo in questa piazzadi bimbi e di pallonie poi tanti piccioniche tubano davanti a Padre Pio. C'è il vecchio con la cuffia in lana blu infeltritamaglione dolcevita ed un bastone su cui poggiar consertele braccia affaticate.E accanto alla statua del santo la piccola donna devotache annaffia con mani abituate i fiori ai piedi del frate. La bionda straniera che parlacon voce che possa arrivareai confini del mondo e i merli sugli ippocastani le fanno colonna sonorae lei alza il timbroe al cielo le mani. Ognuno ha il suo sogno,ognuno un pensiero diverso.È un'oasi questo piazzale, che incanta i tuoi passi, ti prende e t'invita a sostare.
Sara Ferraglia
martedì 8 giugno 2021
La scelta.
La scelta.
Raccolta chissà dove,
nel parco dietro casa?
Sulla mia spalla aspetta
d'essere liberata.
Piccola, non matura
d'un pallido arancione.
La trasporto con cura
sul verde del fogliame.
Le chiedo di restare
che qui il verde non manca,
che qui avrà l'occasione
di saziare la fame.
Poi le scatto una foto
e lei sembra accettare
la prigione dorata.
Alzo gli occhi un momento...
e la vedo volare
oltre il muro, nel vento.
Sara Ferraglia
lunedì 7 giugno 2021
Stanca
Stanca.
Confesso
che son stanca,
persino
del pensiero
necessario
o impegnato
Leggerezza
mi manca,
stesa
a croce su un prato
Stanca,
però di testa
chè
di braccia... non faccio
Se
avessi confessato
a
mia nonna in segreto
l'anomala
stanchezza,
lei
che mieteva grano
sotto
il sole di giugno,
col
falcetto nel pugno
e
all'alba nella stalla
per
un secchio di latte
si
struggeva la mano,
coi
suoi occhietti chiari
mi
avrebbe ricordato
che
è la schiena piegata
che
fa male davvero,
aggiungendo
magari
che
il pensiero occupato
dal
lavoro di braccia
cambia
il cuore e la faccia
Sara
Ferraglia
La
fotografia è di Morandi Giuseppe fotografo a Piadena.
mercoledì 2 giugno 2021
Nostra signora La Costituzione
domenica 30 maggio 2021
Il pianto nero
mercoledì 19 maggio 2021
Pioggia di luna
Rotolò giù la luna
dal braccio di una gru
ove s’era posata,
pallida ed assonnata,
per riposarsi un po’.
Si sfaldò sulle fronde
di un pioppo tremolante.
La porpora d’argento
si sciolse e lo bagnò
e pappi vagabondi
ricamarono il cielo di strass.
Poi, con un colpo di reni
e una spinta possente,
la luna tornò su,
si scusò per l'empasse
e rimise il suo velo.
Della pioggia di luna
ne rimase un frammento
fatto a forma di U
sulla base in cemento
proprio sotto la gru.
( Sara Ferraglia )
giovedì 13 maggio 2021
Le liste.
Le liste.
A
volte è tutto fermo,
il
tempo è congelato
come
in passato è stato
nei
giorni del lockdown.
E
allora resto dentro
e
scrivo mille liste,
assegno
priorità
a
cose che non faccio,
che
cambiano di posto
nell'ora
o nel momento.
Al
primo posto, fisso,
ci
sono tre sorrisi,
tre
chiavi universali
che
apron tutte le porte,
che
infondono energia
alle
giornate morte.
Sara
Ferraglia
mercoledì 5 maggio 2021
Passeggiata col vento.
Passeggiata col vento.
Oggi
c'è vento, il parco è deserto,
c'è
il vento che soffia e risponde natura.
S'inarcano
giovani pioppi
a
un forte e improvviso fendente,
ma
il vento non è prepotente
né
loro servili,
così
come i fili sottili
dell'erba
fienarola
o
della selvatica avena
che
trema ma non di paura,
scuotendo
le verdi spighette
per
danza ancestrale.
E
adesso il vento è un sensale
che
spinge all'abbraccio
la
pallida rosa canina
e
la forte ginestra
e
mentre a calare già il sole si appresta
del
gioco amoroso si fa testimone
la
timida margherita.
Ma
come puoi dir d'essere solo,
se
sei invitato a una festa,
se
il vento che vien da sud ovest
dirige
per te la sua orchestra?
Sara
Ferraglia
martedì 27 aprile 2021
Fotogenìa
Fotogenia.
Ma come si cancella dalla facciaquesta velata impronta di tristezza? Passo e ripasso con la salviettina, quella che normalmente toglie il trucco, e giorno e notte creme di bellezza, cambio pettinatura, m'imparruccoma nulla che cancelli l'espressioneche già fu di mia madre e di mia nonna. Lo specchio ne rimanda la certezza. Muliebre destino di famiglia, banale eredità di poco conto che mi rovina la fotografia?Solo questione di fotogenia.
Sara Ferraglia
sabato 17 aprile 2021
Polisemìa
Polisemia.
Rosa - Non cosa dal tempo corrosa ma fiore, sbocciato di maggio. Posa - Non scatto di fotografiama piuma discesa sul pratocon lieve ondeggiante volteggio. Letto - Non talamo in legno di faggioma libro di bella poesia, che doni carezza ogni sera. Muta - Non voce al silenzio forzata ma come natura che cambiaquand'è primavera avanzata. Parte - Non pezzo, ma solo chi lascia la casae cerca altro postoper vita migliore. Lascia - L'apostrofo che può ferire. Sonno che eterno vuol dire morire. C(i)elo - Tutt'altro che spazio infinitoma ciò che nel cuore nascondo, sottratto alla vista, è quando non guardi la lunama solo il vicino tuo dito. Riso - Non pasta, ma ciò che vorresti abbondantesui volti che incontri per strada, di chi ti sta accanto o distante. Verso - Non riga di questa poesia, ma il dritto o il rovescio, cercando un senso diverso, che aiuti a trovare la via. In fondo la vita è anche questo, un gioco di polisemia.
Sara Ferraglia
venerdì 2 aprile 2021
io non so dire cosa sia poesia
Io non so dire cosa sia poesia.
Io
non so dire cosa sia poesia
Né
dove si nasconda quando tace
Né
perché parla anche senza voce
Di
certo so che sta nella tristezza
di
un fiore che si spegne ed avvizzisce
Resiste
ma scolora e una carezza
se
pure delicata lo sfinisce
Dei
petali si spoglia e resta nudo
esposto
il cuore senza la corolla
Più
non seduce l'ape o la farfalla
e
più non freme al soffio della brezza
Il
capo china...
e
muore nel ricordo di bellezza
Sara
Ferraglia





















