domenica 8 febbraio 2026

Squallide persone

 


Squallide persone


C'è un ragazzino alla mia fermata
Sguardo orientale, pelle dorata
Faccia bambina, innocente e pulita
Occhi profondi, una giovane vita
Proseguo fianco fianco sulla strada
con una madre nera e il suo bambino
batte le mani sul suo passeggino
Qualche metro più in là, in via Mazzini,
un banchetto di squallide persone
sta firmando per la 'remigrazione'
Li guardo ed ho l'effetto di un blackout
Il ragazzino col suo sguardo puro,
mi ha fatto ben sperare nel futuro
Intorno a loro l'odore è molto forte
Credo che sia la puzza della morte


Sara Ferraglia


venerdì 30 gennaio 2026

Alla vecchiaia

 Alla vecchiaia


Dolce vecchiaia che indurisce i tratti,
velocemente mi rallenta il passo
(del mondo ho ancora tanto da scoprire)
I settant'anni son come una scossa,
la consapevolezza che è passata
come in un lampo tutta la mia vita
e la certezza che sarà in salita
ogni gradino dei giorni futuri
Ma, dalla mia, ho la forza e l'energia
del segno zodiacale dell'Ariete
e scarpe adatte per non inciampare
sui sassi e sui macigni da affrontare,
che saran tanti in questi tempi avari
di grazia, di giustizia e umanità
A settant'anni, se il terreno scotta,
figlie e nipoti dietro gli striscioni
indipendentemente dalla nostra età
ci stringeremo, unite nella lotta


Sara Ferraglia


lunedì 19 gennaio 2026

Medicine ideali

 Medicine ideali


Che stiamo tutti male, tutti ammalati
lo dicono i sondaggi ed i giornali
Ci vogliono frustrati, disperati,
carne da macello, manovalanza muta
Deserti di emozione e sentimento
in perenne allerta col cervello spento,
ci contendiamo una coperta corta
Dall'alba al tramonto é la follia
Come criceti ci muoviamo in fretta,
sprechiamo il tempo, ci combattiamo
Eppure tutti siamo affamati d'amore
Ne abbiam bisogno, ci è necessario
più dell'aria che respiriamo,
più degli integratori e medicine
Nel buio della notte un po' di pace
Quando la terra dà le spalle al sole
e una parte del mondo tace,
i più fortunati, fra quattro pareti,
cenano e coccolano i bambini
o i loro animali da compagnia
Posano la testa sui cuscini,
sopraffatti dal sonno e da stanchezza
-Solo i più fortunati-, desideri soddisfatti
e pochissimi bisogni e invece
ci vorrebbe per tutti una piccola luce,
un libro, un bicchiere d'amore, una fotografia
sul comodino accanto al letto
Medicine ideali per un sogno perfetto


Sara Ferraglia

mercoledì 14 gennaio 2026

I bambini

 


I bambini
A modo loro, per quello che sono,
mi spingono a cercare il lato buono
Ne hanno diritto, perché sono nati
vestiti di bellezza, disarmati
Morbide unghie e denti immaturi,
armi possibili in tempi futuri
ma dobbiamo nutrirli di speranza,
di desiderio, amore e conoscenza
Li aiuteremo ad alzar la testa
quando la vita si presenta ingiusta,
disobbedendo quando necessario,
non calmo delta ma bollente estuario
e impareranno ad ascoltare il vento,
e si commuoveranno per il pianto
di un merlo che è caduto giù dal nido
Procederanno in pace, a passo lento
e ascolteranno chi cammina a fianco
Trionferanno dove abbiam fallito
Sara Ferraglia

venerdì 9 gennaio 2026

La noce

 


La noce

La noce dal guscio legnoso,
esempio perfetto in natura
di resistenza e protezione
Racchiude un gheriglio oleoso
nella scatola cranica dura,
sorprendente imitazione
dell'umano-disumano cervello
Forse eravamo noci
un tempo, prima dell'involuzione

Sara Ferraglia


mercoledì 31 dicembre 2025

31 dicembre 2025

 31 dicembre 2025

Fanno già musica al piano sotto 
Da stamattina mi batte in testa
Samba, balcanica, non si capisce 
Sono le prove per mezzanotte 
Lo stordimento, per forza festa
mentre il mio cuore si appesantisce 
Tu non parlare oggi di guerre 
di disperata gente nel mondo
Pensa alla cena, cucina bene 
Siam così tanti su questa terra 
Scherza e sorridi, lo sai che in fondo
non puoi far niente e ti conviene 
stordirti ancora nelle illusioni 
come i petardi giù dai balconi 

Sara Ferraglia

domenica 28 dicembre 2025

Mia nonna parlava assai poco

 


Mia nonna parlava assai poco

Mia nonna parlava assai poco
Tutti incolpavano la sua sordità
Può darsi sia vero, chissà...
o forse era un gioco
Infatti a me rispondeva
- a volte strizzandomi l'occhio -
ed io le battevo il ginocchio
con gesto d'intesa
Sedeva in silenzio nell'angolo
al caldo del termosifone
Sembrava nel tempo sospesa,
presente eppure distante
Con piccoli occhi diamante
guardava la strada e contava
le auto nei giorni di festa
- Mi fanno girare la testa -
diceva di quel serpentone
Aveva uno sguardo sornione
Chissà se domande ne aveva
e quante teneva nascoste
Di certo eran più le risposte

Sara Ferraglia
Inedita

Fotografia originale di Giuliano Gennari