domenica 31 gennaio 2021

A due passi da me.

 


A due passi da me.
Arrivano entrambi a becchettare
le briciole di pane sul balcone,
il piccolino dal petto rosso
insieme al merlo nero, più grosso .
Trattengo il fiato,
immobile a osservare
la saltellante esibizione.
Becchetta tu, no io non posso,
ho già fatto due volte, davvero.
Tocca a te ora, so aspettare.
Sta per finire il pane, resta poco.
Non è abbastanza per due becchi affamati.
Passano da un lato all'altro,
da sinistra a destra, sembra un gioco,
si osservan per un po', preoccupati.
Rinuncia il merlo e vola via.
Il rosso piccolino, fermo per un momento,
inizia a becchettare,
l'ultima briciolina porta via.
Sarà stato un caso, o fantasia la mia
che mi ha fatto veder ciò che non è...
Mi ritrovo coi piedi sul ponte
che ci unisce al confine orientale,
briciole sul sentiero, impronte
per portare calore e speranza
a chi ha il suo orizzonte
nella neve, nella fame e nel buio della notte che avanza.
Piedi nudi di ghiaccio e di fame
di chi arriva da terre lontane
e che ora ha interrotto il suo viaggio
a due passi da me.
( Sara Ferraglia)


sabato 16 gennaio 2021

Un tempo congelato.

 


Un tempo congelato.

Volteggia all'improvviso giù dal cielo

come all'inizio d'una nevicata

questa tristezza grigia che mi avvolge.

Anche se trasparente come un velo,

anche se silenziosa e delicata

congela quello slancio che si sporge

dal limite di un'anima invecchiata

solcata dalle rughe di un presente,

come di vita vera soffocata,

come di spazio vuoto, tempo

assente.

Tempo di lunga attesa dilatata

che ha cancellato anche l'orizzonte.


( Sara Ferraglia)



mercoledì 6 gennaio 2021

I biscotti della Befana.

I biscotti della Befana.

I biscotti la Befana
li nasconde nella sottana
Vola sulla scopa in fretta...
Non si accorge, poveretta,
che di briciole una scia
sta lasciando sulla via
Poi l"avvisa un pettirosso
cinguettando a più non posso
Lei sorride e gira in tondo:
"Voglio far più dolce il mondo!"

( Sara Ferraglia)

 

mercoledì 30 dicembre 2020

Agitu Gudeta

 


Agitu Gudeta

Solo per te stanotte

nel silenzio assoluto della valle

brilleranno le stelle,

le stesse che ti videro guerriera

su più aride terre.

Rosso di sangue, bianco di neve,

per qualcuno ancora straniera.

Nero di pelle, bianco di latte,

sogno spento di notte.

Martellate alla luna

e la luna si è rotta.

È caduta nel pozzo.


Sara Ferraglia


sabato 26 dicembre 2020

Il presepe nato per caso.


Il presepe nato per caso.

In questo Natale un cigno è atterrato

nel piccolo presepe.

È argentato, di carta stagnola

modellata da Claudia e Diana con piccole dita.

La casetta invece è opera di Anita

costruita coi compagni di scuola

delle elementari.

Le statuine, pregiati esemplari,

omaggio di un distributore di benzina,

quando mia figlia era ancora bambina.

È un presepe nato per caso,

poverissimo e quest'anno alloggiato fra i libri di poesia.

Credo che proprio questo il suo posto sia.

Sara Ferraglia


venerdì 25 dicembre 2020

Il Natale delle parole e degli sguardi.

 


Il Natale delle parole e degli sguardi.

Vorrei un Natale di parole vere,

che quando leggi amore

amore batta forte.

Quando pronunci a-u-g-u-r-i

sia speranza,

quella di cui son pieni tanti cuori

in questo tempo incerto.

Se mancheranno strette di mano e abbracci

saranno più potenti le parole

e tanto parleranno gli occhi

lontani, nel deserto degli schermi.

Auguri,auguri a un metro di distanza,

auguri sulle scale ai miei vicini,

auguri per la strada ai conoscenti.

Auguri

ma più veri, scanditi senza fretta,

di ritrovarci ancora tutti quanti,

anzi più numerosi

quando questo Natale solitario

sarà solo ricordo,

un triste segno in rosso

sbiadito dentro un vecchio calendario.


Sara Ferraglia



mercoledì 16 dicembre 2020

Questo è il mio nome

Questo è il mio nome.
Questo è il mio nome, la mia storia
È la sfera di cristallo di rocca
in cui guardo il futuro
È il ricordo di un rito, la memoria
di danza o di antica preghiera
È il primo vagito uscito dalla bocca
È il diritto al riposo di sera
dopo un giorno umiliante,
passata una frontiera
È la macchina del tempo
quando non la controllo
e mi porta distante
È il messaggio in bottiglia
che qualcuno ha raccolto
Un sospiro sussurrato dal vento
all'orecchio della vita
È scintilla alla fiamma sfuggita
Questo è il mio nome, la mia storia
È l'ultima foglia rimasta sul ramo
e la prima gemma sbocciata
prima di primavera
quando ho il tempo di guardarle
Questo è il mio nome, la mia storia
anche quando fu cancellato
quando divenne numero
quando divenne niente
quando sulla mia tomba fu cambiato
È stato in me scolpito prima che fossi nata
Sara Ferraglia