Si
fa strada a fatica fra la gente
che
rovista fra mucchi di vestiti
prelevati
dai sacchi su un furgone
e
gettati su banchi fatiscenti
nel
caldo soffocante del mercato.
Tutto
a due euro, cinque sono tanti.
Lei
ha comprato un piccolo zainetto
nero
con pupazzetti disegnati.
Lo
spolvera, lo gira fra le mani,
lo
ripone con cura nella borsa.
Sorride,
perché sa che il suo bambino
sarà
felice nel suo primo giorno
di
scuola elementare e, cosa rara,
ritornerà
il sorriso nei suoi occhi
che
ha visto troppe volte tristi e scuri.
È
un mercato di lingue e cicalecci,
scambi
di merci, sconosciuti intrecci.
Sara Ferraglia
Inedita
Giugno 26
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