mercoledì 9 luglio 2008

Clandestino

“Non so dove i gabbiani abbiano il nido, 
ove trovino pace. 
Io son come loro in perpetuo volo.” 
 Come i gabbiani il mio vagar dirigo 
verso specchi fallaci 
quando cerco ristoro, 
non nel mare ma al suolo.
 E come loro alla tempesta affido
 il mio orgoglio tenace 
e con l’anima esploro 
alla fine del molo. 
 Come i gabbiani qualche volta grido, 
allorché il giorno tace, 
se c’è un Dio, lo imploro 
quando il cielo è un lenzuolo. 
 Non so dove i gabbiani abbiano il nido, 
io non trovo la pace
 e non son come loro
 Io son stanco del volo. 

(Sara Ferraglia )

martedì 1 luglio 2008

Il vento di scirocco oggi


Il vento di scirocco 

Il vento di scirocco oggi 
nuvole pesanti e scure 
che passano sui poggi 
e su opache pianure, 
spinge lontano
 ( le tocco con la mano) 
 All’ultima m’aggrappo
 e m’alzo in volo forte 
sento lo strappo 
e mi stacco dal suolo 
viaggio improvvisato 
( da tempo sognato) 
 Vedo il sud più profondo
 di Sicilia o di Puglia 
mentre lascio là in fondo 
di quel duomo la guglia
 e più a sud io mi spingo
 ( emisfero meridionale)

( Sara Ferraglia )

martedì 24 giugno 2008

Preziosi momenti


Preziosi momenti


Parlami ancora 

Preziosi momenti 

Accoccolata qui fra le mie braccia 

Parlami ora 

Che dell’infanzia ritrovi la traccia

 Parliamo del futuro 

Diamo forma ai tuoi sogni 

Usciti dal cassetto degli anni 

Non esiste quel muro 

Contro il quale t’affanni. 

Parliamo della notte

 Con la luce del giorno

 Degli incubi angoscianti 

Sgretolati qui intorno 

Fra due braccia avvolgenti 

Parlami ora 

Preziosi momenti.

( a mia figlia )

giovedì 19 giugno 2008

Stella fra tante

Stella fra tante

Sai, nulla muterà nell’universo 
Tutto rimarrà uguale
 Se mai nessuno leggerà un tuo verso 
Mi disse un giorno un tale 
Un editore della mia città 
 Non ho preteso mai d’essere luna 
Solitaria e distante 
Che, se scompare, il mondo tutto imbruna 
Ma stella sì, fra tante 
Credo sia proprio questa la beltà 
 Essere quel puntino luminoso
 A volte unica luce 
Quando diventa il cielo tenebroso 
Segnale che conduce
 Ad un tempo sereno che verrà

( Sara Ferraglia )

martedì 10 giugno 2008

Vorrei conoscere Vivian Lamarque

Vorrei conoscere Vivian Lamarque 

Le vorrei confidare
 che io uso un cucchiaio 
per dosar sentimenti,
 quanto basta, mischiare 
poi aggiungere un paio di dolori cocenti
. Dal suo sguardo rubare la ricetta segreta 
e gli esatti ingredienti 
che le fanno creare su lavagne di seta 
emozioni viventi. 
 Chiamerà numi e vati lei,
 per fare arrestare una ladra di sogni? 
Fuori i versi rubati! 
e dovrò dimostrare ch’eran solo illusioni.

( Sara Ferraglia)

lunedì 19 maggio 2008

Corte di Giarola, 18 maggio 2008

Parma, tramonto autunnale

Buongiorno, la vedi?
 La nebbia dirada, 
sipario che s’apre sui viali autunnali
 comparse sfuggenti i passanti affannati 
attrici le foglie che colman la strada 
vestendo costumi di scena ancestrali
 di rossi, di gialli e d’ocra sfumati.
 Ascolta, lo senti?
 L’autunno sospira:
 è l’ape che ronza sull’ultimo fiore
 nel vecchio giardino dell’Oltretorrente,
 è il rifolo fresco che sui ponti spira 
e stringi le spalle nel primo tremore
 annuncio precoce d’inverno imminente. 
 Cammino al tuo fianco sui ricci dischiusi, 
sui frutti maturi dell’ippocastano;
 topazi e rubini della piracanta
 adornano muri e cancelli ormai chiusi 
sul sole che muore e rosseggia lontano
 in questo tramonto d’autunno che incanta.

 ( a una persona cara che ha vissuto un difficile autunno )

Segnalazione alla VI edizione del Premio letterario "Il mio paese" ( Corte di Giarola - Pr )

( Sara Ferraglia )

venerdì 9 maggio 2008

Tentazione al cioccolato

Tentazione al cioccolato.

T’amo quando mi tenta il tuo profumo
 da una vetrina nella nebbia densa
 e m’avviluppa quella voglia intensa
 che ogni resistenza manda in fumo. 
 Penetra nelle ossa questo inverno 
quando dal campanile l’ora scocca 
del languido sapor sulla mia bocca 
che il corpo accende come fosse inferno. 
 Perchè guardarti mi dà pace t’amo,
 t’amo quando mi scorri nelle vene 
e più nessun pudore mi trattiene 
quando divieni tutto ciò che bramo. 
 Placato, il desiderio si dilegua 
ma il retrogusto amaro che permane
 s’insinua nella mente come fame
 e agli appagati sensi non dà tregua.

( Sara Ferraglia )

martedì 29 aprile 2008

A volte la poesia

A volte la poesia

A volte… 
Quando leggo dei poeti i testi
 I miei diventan come polvere
 Noiosa, subito da togliere 
Prima che infarini le mie vesti.
 Ma a volte… 
Dei miei versi freschi vado fiera 
Ne farei polline per farfalle
 Canto di fiume che corre a valle
 Leggera brezza che scende a sera.
 Altre volte… 
Soffrono le rime appena nate 
Gemme che sbocciano premature 
Più bisognose delle mie cure 
Ma non per questo le meno amate.
 Ed una volta… 
Ricordo ancora la meraviglia
 Della poesia che s’è fatta vita 
Da un pugno stretto leggera è uscita 
E dalla mano di mia figlia.

(Sara Ferraglia)

Pubblicato sulla rivista on line su http://www.opposto.net/

venerdì 25 aprile 2008

Ancora 25 aprile

Qualcuno ha schiaffeggiato la speranza

Ha posto sull’attesa un drappo scuro

Tracciato un rigo nero sul futuro

Svuotando questo giorno d’importanza.

Qualcuno anche il ricordo vuol sbiadire

O raccontare storie all’incontrario

Ma il tempo con pazienza scrive un diario

Di giorni che non possono morire.

( Sara Ferraglia )

venerdì 18 aprile 2008

Passeggiata

Passeggiata

Camminerò con te anche domani 
lentamente sottobraccio
 su quel tappeto di foglie
 nel viale autunnale.
 E avrò nelle mani 
carezze non date e mai perse 
carezze di donna o di moglie 
e sogni lontani mai spenti. 
E sarà domenica
 quel discorrere allegro e quel tempo sereno
 che l’inverno invoglia 
quando cade sul viale
 anche l’ultima foglia.

(Sara Ferraglia )

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venerdì 28 marzo 2008

Sonetto per i tuoi tredici anni

Tredici anni

Per te non ho mai scritto una poesia
 Eppure sei da sempre nel mio cuore 
E prima che tu cresca e scappi via 
Voglio lasciarti un segno del mio amore. 
 Parole nate per i tredici anni 
Per questo tempo strano e misterioso
 Pensieri dolci per quando t’affanni 
Pensieri allegri quando sei gioioso.
 Piccole note per una canzone 
Che t’accompagni nella tua giornata 
Che possa suscitare un’emozione 
Come carezza su di te posata. 
 A volte quel che conta non si vede 
Ma sta da qualche parte ad aspettare
 Poi d’improvviso sai cosa succede?
 Che con la mano tu lo puoi afferrare. 
 Avrai per questo mondo occhi curiosi 
Avrai un cuore che saprà ascoltare 
Avrai pensieri chiari e luminosi 
E saprai sempre dove vuoi andare.

A Pietro

(Sara Ferraglia)

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venerdì 14 marzo 2008

Genitori e figli...piccolo pensiero.

Comunque figli. 

Siamo stati germogli 
E poi cespugli incolti 
A volte rami in fiore 
E spesso rovi 
Comunque figli. 
Stessi volti nei volti 
Fitto intreccio d’amore
 In giorni vecchi e nuovi.

( Sara Ferraglia)

sabato 8 marzo 2008

8 marzo : La forza delle donne

La forza delle donne

Ardevano le messi sotto il sole
 Mentre la falce amica le avvolgeva 
Sciamavano lontano le parole 
Di chi giustizia seminar voleva. 
 La contadina dalla pelle scura 
Segnata dagli schiaffi della vita 
Sfidava il cielo il vento e la paura 
Chiudendo in pugno forte le sue dita. 
 Tornò l’autunno con la nebbia densa 
Ad offuscare l’anima e la mente 
Tornò la falsa gloria di chi pensa
 Che il tutto sia di pochi solamente. 
 Mai stanca l’operaia in bicicletta 
Sull’argine del fiume travolgente 
Di vita e di speranza era staffetta 
Fra i volti intimoriti della gente.
 Si ruppe il ghiaccio e venne primavera 
Di fiori nei capelli e di canzoni 
E si cantò di pace quella sera 
D’aria pulita e libere emozioni. 
 Sentiva la ragazza giunta l’ora 
D’esser padrona della propria vita 
Temeva di dover soffrire ancora 
Ma dentro la sua forza era infinita. 
 Ancora nubi scure all’orizzonte 
E brividi di freddo nella schiena 
Ma limpida e distesa è la sua fronte 
Lei, giunco che resiste nella piena.

(A mia nonna, a mia madre, a me stessa, a mia figlia e a tutte le donne che verranno)
(Sara Ferraglia )


2° premio - "L'insigne Borgo Sala Roderari" - AL - maggio 2005
Menzione speciale Premio "Walter Ciapetti - Castelnuovo G.- LU - 2007)
3° premio - "Il dolce stile eterno " - Firenze - 2007)
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Eravamo in corteo

Eravamo in corteo

Eravamo in corteo, ragazze

che la notte volevan sfidare

Indumenti bruciati, un eccesso

e qualcuno ci prese per pazze

per la libera scelta d’andare

dove ancora non era concesso.

Oggi piove, una donna cammina

nel vapore di nebbia autunnale

E sui tacchi vacilla insicura

se la notte si fa più vicina

Anche un’ombra può farle del male

e ritorna un’arcaica paura.

Riprendiamo la notte e che sia

orizzonte di luna e di stelle

E il pensiero sia fresco vivaio

e si nutra con la fantasia

alla forza brutale ribelle

come rosa che sboccia a gennaio.

( a tutte le donne che ancora hanno paura )

(Sara Ferraglia)

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lunedì 25 febbraio 2008

Non canto alla luna

Non canto alla luna 

Stanotte una luna sfacciata e beffarda 
Si sporge dal cielo per farsi ammirare 
Si fa più vicina all’umano dolore 
Lo sfiora, sorride ma non la riguarda
 Le piace esser musa e far sospirare 
Chi alza lo sguardo al suo freddo chiarore. 
 O luna stregata tu no, non m’inganni 
Non canto nel coro d’amanti e poeti
 Tu pallida luna, tu luna d’argento 
Tu diva adorata nel corso degli anni 
Tu scrigno prezioso per mille segreti
 O luna, sei sola nel gran firmamento.
 Non levo lo sguardo, lo vedi? T’ignoro 
Non cedo ad effimeri slanci del cuore 
Accelero il passo, proseguo il cammino 
Ho altro da fare, pensieri e lavoro
 Frammenti affannosi di un giorno che muore
 Ritagli di tempo aspettando il mattino. 

  (Sara Ferraglia)

Poesia pubblicata da Viadellebelledonne sul Quaderno "La notte" scaricabile da
http://viadellebelledonne.files.wordpress.com/2008/02/la-notte.pdf

venerdì 15 febbraio 2008

Il Pianto di Calypso

Il pianto di Calypso

Sono le onde di Calypso il pianto 
Respira il vento e sferza la scogliera
 Candide pietre immobili più in alto 
Si specchiano nel mare blu cobalto 
La città vuota attende nella sera 
D’antichi cavalieri il passo e il canto. 
 Giganti austeri nel silenzio immoti 
Difendono da secoli la traccia
 Dell’uomo prima della sua parola 
Quando la luna illuminava sola 
Rocce selvagge con la triste faccia 
E mondi nuovi ancora erano ignoti
 Sciaborda l’onda e scopre la collana 
Di quella ninfa che morì d’amore 
Coralli rossi incidono la roccia 
Là dove stilla ancora goccia a goccia 
Il sangue di chi vide nel dolore
 La vita che nel mare s’allontana.

(Sara Ferraglia) Viaggio a Gozo - Malta - Febbraio 2008

mercoledì 6 febbraio 2008

Una sera in toscana


Una sera in toscana

Polveroso il sentiero saliva

al casale dal sole baciato

La cicala insistente friniva

sull’ulivo dal tempo piegato

Diveniva la mente leggera

nel silenzio, sul far della sera

Terra rossa di fuoco sfumata

dalla mano d’antico pittore

Dolcemente sui colli adagiata

da una chiesa sonavan le ore

Solitario un cipresso ondeggiava

nella notte, che il vento cullava

Più vicine la torre e le mura,

maestose guardiane silenti,

avvolgevano d’ombra sicura

stretti borghi e giardini dormienti

Apparivan lontano, sul mare,

stelle ardenti e tremanti lampare

(Sara Ferraglia)

Poesia pubblicata nella plaquette "Toscana"- Piccola casa editrice Acquaviva

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domenica 3 febbraio 2008

Noi poeti



Noi poeti 

Noi poeti siamo tristi
 Rami d’una stirpe antica
 Spesso cupi e troppo seri
 Noi dell’intimo gli artisti 
Senza pena né fatica 
C‘insinuiamo nei pensieri. 
 Invadenti noi poeti 
Delle anime angosciate 
Ci spingiamo dentro i cuori 
A cercare i meno lieti 
E saggezza dispensiamo 
Poi cingendoci d’allori. 
 Noi poeti siamo strani 
Ci crediamo possessori 
Di straordinaria luce 
Ed invece siamo umani 
Servi ed umili cantori 
Della vita in controluce.

(Sara Ferraglia)

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venerdì 1 febbraio 2008

Lasciami sfiorare le tue rughe.

Lasciami sfiorare le tue rughe 

Lasciami sfiorare le tue rughe.
 Quella in mezzo alla fronte, 
solco profondo, per i dubbi e le paure
. Quelle agli angoli degli occhi, 
raggi sottili, per le gioie e i sorrisi.
 Quelle ai lati delle labbra,
 tracce perenni, per le cose non dette. 
Lasciami sfiorare le tue rughe 
Fedele specchio delle mie. 
 ( a mio padre e a mia madre )

Sara Ferraglia

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domenica 27 gennaio 2008

Ascoltando Goran Bregovic

Notte di guerra nei Balcani ( ascoltando Goran Bregovic)

Danza scatenata danza gitana
 Intorno al fuoco allegra e colorata 
Capelli lunghi mossa la sottana
 Rossa sul volto non s’è mai fermata. 
 Cupa la notte balcana che avanza 
Fredde le stelle nel cielo appannate 
E cresce intenso il ritmo della danza
 Gambe leggere dal vento sfiorate.
 Ogni scintilla che nasce dal fuoco 
Ancheggia e sale nell’aria già scura
 E della musica il magico gioco 
Cancella dai suoi occhi la paura. 
 Or brillano nel buio gli occhi neri 
E danza sul suo petto la collana 
Avvolta dai colori e dai misteri
 La morte nella notte s’allontana.

( Sara Ferraglia )

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venerdì 25 gennaio 2008

A mia figlia...prima che nascesse.

L’attesa

. Mi riempi il corpo e l’anima 
 Immensamente grande
 Come un abbraccio all’universo 
 O come quando guardo il cielo terso.
 Lascia che ascolti il tuo respiro 
 E silenziosamente parlami di te. I
ntensa voce 
 Goccia preziosa e pura essenza
 Natura stessa della mia esistenza.
 Ogni momento nella lunga attesa
 Ricamerò d’amore il nome tuo
 Immensa vita che ti sei accesa.

(Sara Ferraglia )
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martedì 22 gennaio 2008

Tempi moderni...

Se un pettirosso canta all’alba 

Ma come può cantare un pettirosso 
nell’albeggiare così freddo e bigio?
 Davvero immaginare io non posso 
cosa lo ispiri in questo giorno grigio!
 M’affaccio alla finestra per capire, 
allegro se ne sta s’un davanzale
 ed il suo canto a tutti sembra dire 
“C’è sempre il sole dopo il temporale.” 
 Sbatte le alucce e il canto mi rapisce, 
non riesco più a distogliere la mente 
sono incantata e forse lui capisce, 
sale di tono ancora più abilmente. 
 Canta le meraviglie del creato
 e sembra che non voglia mai finire. 
Da un piano alto arriva un ululato
 “Ma quando smetti che voglio dormire!” 
 Per un così gentile concertino 
che cosa fa passar l’ispirazione? 
Non occorre un cervello molto fino 
per capir che la colpa è di un coglione.

(Sara Ferraglia)

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mercoledì 16 gennaio 2008

Tu ed io sorelle


Tu ed io sorelle

Siamo mai state con gli occhi persi
sole, a guardar le stelle?
Cresciute all’ombra d’alberi diversi
Tu ed io, sorelle.
Il vento di carezze avaro
Ci ha sferzato la pelle
Nemico il tempo, a volte amaro
Tu ed io, sorelle.
Ci siamo mai abbracciate forte
Per entrar nella pelle?
L’una nell’altra radici contorte
Tu ed io, sorelle.
Gli stessi segni tracciano il volto
Le nostre voci, solo quelle
Parlano a due anime in ascolto
Tu ed io, sorelle.
(A mia sorella Bruna )
(Sara Ferraglia)


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martedì 8 gennaio 2008

Quando incontrai la poesia

La poesia. 

Solitaria in disparte 
mollemente adagiata sul letto di parole
 nella nebbia dell’arte
io ti avevo trovata fra le anime sole.
 Con le mani ti ho presa 
Occhi chiusi a cercare
 sconosciuta emozione 
Al tuo fascino arresa
 come naufrago in mare 
che non ha direzione.
 Silenzioso il tuo canto di sirena o di musa 
mi rapisce nell’onda 
del sorriso e del pianto 
nella luce soffusa 
poi ritorno alla sponda. 

(Sara Ferraglia)

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domenica 6 gennaio 2008

La notte della Befana.

La notte della Befana.

Ti svegli all’alba coi piedi ghiacciati 
Cerchi le calze per farti scaldare 
Scendi dal letto e cominci a frugare
 Nei desideri dei tempi passati 
E nei ricordi dal sonno offuscati.
 Cerchi il rumore di passi sui tetti 
Ed il profumo di notti stellate 
Quando sognavi di streghe e di fate 
Quando dal cielo piovevan confetti 
Forse perduti da incauti folletti.
 E’ proprio questa la cosa più strana 
Che il tempo è maestro, a volte, a sbiadire 
Pensieri ed orme che vuoi custodire 
Poi certe notti l’oblìo si dipana 
E ancora aspetti l'amata Befana.

(Sara Ferraglia)

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sabato 5 gennaio 2008

Chissà se arriva...

Chissà se arriva.


Silente notte di nebbia padana

penetra il freddo fin dentro le ossa

spero in un dono, non credo che possa...

dormon le stelle, la luna è lontana

chissà se arriva fin qui la Befana...

(Sara Ferraglia)

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martedì 1 gennaio 2008

Ninna nanna al 2008 appena nato...



Ninna nanna per un bambino africano


Possano nudi i tuoi piedi
sprofondar nelle dune
Possano i sogni in cui credi
attraversar notti e lune.

Possa la terra odorare
d’uva matura e grano
e possa tu calpestare
l’erba sull’altopiano.

Calore e sete placati
dall’acqua del torrente
e d’amore saziati
anima cuore e mente.

E possa il vento portare
libero il tuo pensiero
fino a raggiungere il mare
di pace messaggero.

Possa tu riposare
Sotto un cielo stellato
E ringraziare il cielo
Solo per esser nato.

( a tutti i bambini che soffrono in qualche parte del mondo )



Sara Ferraglia






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mercoledì 19 dicembre 2007

Il presepe dal mare




Il Presepe dal mare

S’infrangono sul molo come onda
brandelli di stanchezza e di speranza
Già diafana è la luna e l’alba avanza
illuminando ombre sulla sponda.

Siete approdati qui occhi stranieri
che v’insinuate oltre il mio orizzonte
nei solchi delle rughe sulla fronte
celando il mare mosso dei pensieri.

S’accende una lampara fra i marosi
stella cometa per viandanti persi
traccia che unisce mille e più universi
luce che parla a volti silenziosi.

Parole ignote su labbra di sale
or sfumano nel grido dei gabbiani
Sorride un bimbo a un battito di mani
ed è un messaggio dolce e universale

Sei giunta fino a me anima in viaggio
attraversando la tua oscura notte
Uomini uguali sulle stesse rotte
orme noi siamo in strade di passaggio

( Lampedusa, uno sbarco a Natale )


Sara Ferraglia





(Poesia II classificata alla IV edizione del premio "Il Presepe" - Pesche ( IS) dicembre 2007)

Motivazione della Giuria:


Il Secondo premio viene assegnato a Sara Ferraglia, di Parma, per il testo “Il presepe dal mare” con la seguente motivazione: «Il titolo “Il Presepe dal mare” è chiarito dal sottotitolo “Lampedusa, uno sbarco a Natale”. Sei quartine di endecasillabi regolari a rima incrociata in cui troviamo piú che un senso di solidarietà verso “viandanti persi” per i quali una lampara costituisce una stella cometa verso un presepe/terra della speranza, una meditazione sulla nostra avventura esistenziale. Il viaggio di speranza di immigrati si universalizza negli ultimi due versi, dove tutti noi, elementi dell’umanità, diventiamo “orme” “in strade di passaggio”»









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mercoledì 12 dicembre 2007

Auguri con un canto lieve


Auguri con un canto lieve

Auguri alla luna 
Che stasera si adagia 
Stanca su quel tetto
 E guarda il firmamento 
Auguri bianchi e d’argento 
 Auguri anche al vento 
E a quel bosco vecchio
 E alle voci lontane 
Che nel cuore sento 
Auguri all’odore del muschio
 Auguri alle stelle 
In questa notte fredda 
Al gelo e alla delicata neve 
Che le rende più belle 
Auguri a tutti con un canto lieve.

( Sara Ferraglia)

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domenica 2 dicembre 2007

Il Natale del 1960

Il Natale del 1960

C’era un angolo vuoto nella stanza.
 Piccolo spazio dei miei anni belli
 E il gelo ricamava con costanza 
Sui vetri freddi lunghi ritornelli 
 Nel catino di zinco lei lavava
 Usando cenere e solo la sua mano
 E quando in casa stanca rientrava 
Gliela stringevo e la scaldavo piano 
 A quel Natale mancava solo un giorno 
Ed i miei occhi ad aspettar magìa
 Guardavo nella stanza tutt’intorno
 Cercando l’albero con la fantasia 
 Poi lui entrò, bianco per la neve 
Con l’alberello piccolo così 
Ricordo ancora quel suo bacio lieve
 E l’angolino vuoto si riempì 
 Colmo di caramelle e mandarini 
Ma sfavillante come il sol d’agosto
 Non c’eran luci, fili e palloncini
 Ma solo tanto amore lì in quel posto 
 Angolo vuoto ora nella stanza 
Immenso spazio del ricordo vecchio 
Dove il gelo ricama con costanza
 Rughe sul volto fisso nello specchio

(Sara Ferraglia)

( Menzione speciale CONCORSO DI POESIA ONDA D'ARTE 2005 Ceriale- SV)

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Il presepe capovolto

Il presepe capovolto.

Il mio presepe avrà stelle sul prato 
Stelle cadute ma brillanti ancora 
Calde come una lacrima che implora 
Pace per un bambino appena nato. 
 Il mio presepe avrà cielo di dune 
Un uomo nudo all'ombra del palmizio 
Sarà com'era il mondo dall'inizio 
Quando guidavan tutto soli e lune. 
 Porterà doni in mano chi avrà tolto 
Al sud del mondo stanco e depredato
 I più umiliati avranno voce e fiato 
Il mio sarà un presepe capovolto

. Sara Ferraglia

( II^ classificata alla V edizione del concorso "Il Presepe" - Pesche (IS) - dicembre 2005)
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sabato 17 novembre 2007

Donna dell'est

Donna dell’est

Sei venuta da molto lontano 
sulle ali d’un fragile sogno.
 Nei capelli l’odor del tuo vento 
mentre stringi la diafana mano 
di chi della tua forza ha bisogno
 e non pensa al tuo dolce tormento. 
 Hai lasciato la strada sterrata
 la finestra graffiata dal ghiaccio 
la dispensa ricolma di niente.
 Quella notte serena e stellata 
c’era tutto nell’immenso abbraccio
 la speranza, la terra e la gente. 
 Ad un corpo che il tempo ha piegato 
a una mente che non può ascoltare 
a quegli occhi perduti nei tuoi
 tu racconti d’un tempo passato
 di un paese che non puoi scordare
 del futuro migliore che vuoi. 
 Sei venuta da molto lontano 
sulle ali di un falso miraggio 
sulle labbra il sorriso ormai spento
 di chi vuole lasciar quella mano, 
di chi sente mancare il coraggio, 
guardi ad est poi ti perdi nel vento. 

 ( a una badante ) 

                                                                                   ( Sara Ferraglia ) 

( Menzione speciale Premio Citta' di Giungano ( Sa ) settembre 2007)

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lunedì 12 novembre 2007

Corvi


Corvi

Lottarono i corvi per l’ultimo seme
 Nell’arido campo che autunno bagnava
 E vinse il più forte di becco e di ali 
In uno rimase la fame ma insieme 
Tornarono al cielo che notte oscurava
 Compagni di caccia ma eterni rivali.

( Sara Ferraglia, autunno 2006 )

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giovedì 1 novembre 2007

Ricordare

Il giorno dei morti 

Non vorrei ricordarti con fiori, 
con parole e saluti distratti. 
Non vorrei tutti questi rumori, 
questi suoni così rarefatti. 
 Siamo qui in silenzio raccolti 
sta dicendo una voce sul fondo 
siamo qui a pregar per i morti
 ma un mercato mi sembra lo sfondo. 
 Alzo gli occhi a guardar il tuo volto 
su quel gelido marmo lucente 
e il tuo sguardo profondo ed assorto 
sembra dirmi che c’è troppa gente. 
 Io ti tengo sepolta nel cuore, 
io ti parlo nella notte scura. 
Hai ragione,c’è troppo fragore, 
esco in fretta dalle fredde mura. 
 E nel prato qui fuori ti sento, 
sei dell’albero il lieve sospiro, 
sei la dolce carezza del vento
 sei nell’aria che adesso respiro.

( Sara Ferraglia, novembre di tutti gli anni )

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martedì 23 ottobre 2007

Il Poeta


“Il poeta scrive perché si compia il destino della parola che è quello di essere ascoltata” (M.Luzi)

Il vecchio poeta 

 Poeta forse sono 

se la neve sull’albero adagiata, 

la silenziosa neve 

voglio toccare lieve?

 E per un attimo tornar bambino

 col fuoco allegro nel camino

 che racconta mistero

 nero? 

e aspetto per un mese che sbocci l’orchidea

 e vedo la bellezza mentre nasce

 e l’accarezzo con la mano piano? 

Poeta forse sono? 

No soltanto uomo

e il mio passar non segna traccia 

Lui, poeta davvero

 le sue orme ha lasciato nella neve 

affinchè parli il silenzio

 e l’inutile taccia.

 ( dedicata a Mario Luzi )

(Sara Ferraglia , febbraio 2005)

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mercoledì 17 ottobre 2007

Il tempo del riposo e dell'ascolto

Il tempo del riposo e dell’ascolto. 

Ascolta, voglio amarti adesso 

che i filari son pieni d’oro e d’ametista 

e le foglie d’argento fra i capelli 

disegnano l’inverno che verrà. 

Ascolta, voglio dirti adesso

 le parole che nei solchi della terra fredda 

saran protette da coperte di neve. 

Il tempo è questo del riposo e dell’ascolto. 

 Sara Ferraglia 

 Pubblicata nella raccolta antologica “ Tra un fiore colto e l’altro donato” ( Aletti editore- dicembre 2003)

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lunedì 1 ottobre 2007

Dove sono cresciuta...


Ritorno

Ritrovo in te le voci della scuola

Alla lavagna l’odore dei gessetti

Vecchie scarpe col buco nella suola

E noi bambini nei vestiti stretti.

Ritrovo in te la piccola bottega

Dove tutto costava sempre troppo

Affamato ricordo che mi lega

A sacchetti di stoffa col rattoppo.

Ritrovo in te il bucato nel cortile

Le lenzuola sul prato a veleggiare

Il sapone coi profumi d’aprile

Mare d’erba in un lento ondeggiare.

Ritrovo in te la sponda del torrente

Ed i pesci scovati con le mani

Sotto i sassi ed in mezzo alla corrente

Divenivano enormi pescecani.

Ritrovo in te la piccola fontana

Ed i vecchi seduti a raccontare

Di una vita un pò sacra un pò profana

Sotto un sole che sta per tramontare.

E ti porto i ricordi dei miei anni

Io son più stanca, tu rinvigorito

quando ritorno sfumano gli affanni

ringrazio il tempo che non ti ha sfiorito.

E ti porto ogni volta le emozioni

Che invadente tu all’anima derubi

E diventan poesia le sensazioni

Che regalo al tuo cielo e alle tue nubi.

mercoledì 26 settembre 2007

Una madre

Una madre

Io ti ricordo coi capelli neri

Raccolti sulla nuca a crocchia

Donna che nascondevi i tuoi pensieri

Quando prendevi me sulle ginocchia

Per quel tuo figlio perso nella guerra

Nell’anima tormento lacerante

Soltanto ti rimase un po’ di terra

E la sua voce sempre più distante

Negli anni tu aspettavi il suo ritorno

E lui viveva eterno nei tuoi gesti

Quand’io piccina ti giravo intorno

E m’aggrappavo ignara alle tue vesti

Un solido rifugio era il tuo fianco

Dolce giaciglio nella notte scura

A me bastava quel tuo corpo stanco

Per cacciar via del buio la paura

Io ti ricordo dolce e disperata

Anima in lotta contro il maestrale

Vela leggera dal tempo ammainata

Naufraga persa nel tuo antico male


( A mia nonna )

venerdì 14 settembre 2007

Poesia nella mia città



Notte emiliana
Mi siedo accanto a te amico mio,
tu bevi birra ed io una malvasìa
Straniero in questa terra sono anch’io
Da quando aspetto qui che sera sia.

Sulla via Emilia scorrono veloci
Luci e rumori nella nebbia fitta
Come fantasmi tornan volti e voci
Chiusi da tempo nella mia soffitta.

Pane e salame ed un bicchier di vino
Per festeggiare insieme un buon raccolto
Oppure la bottiglia del nocino
Per rincuorar l’amico triste in volto.

E quando il gelo tutto ricopriva
Sentivo già nell’aria la mattanza
La vita del maiale che finiva
Già prometteva sogni d’abbondanza.

Scompare il viso tuo nel denso fumo
Tu mi sorridi eppure sei lontano
E intanto io ricordo il suo profumo
Di Parma la Violetta e la sua mano.

Sulla via Emilia scorrono i ricordi
Si perdono sull’argine silente
Del “Va pensiero” mormoro gli accordi
Mentre cammino vecchio fra la gente.

Sara Ferraglia - 2005




Stamattina il torrente era in piena
Stamattina il torrente era in piena.
Tumultuosa e melmosa scendeva,
ed ai monti mostrava la schiena,
questa forza che ieri non c’era.

Sotto un cielo di nubi pesanti
nella nebbia che tutto avvolgeva,
sotto gli archi dei ponti tremanti
l’onda scura il suo corpo stendeva.

La guardava un vecchio passante.
Tutt’intorno cadevan le foglie,
lui chiudeva il cappotto pesante
e prendeva a braccetto sua moglie.

Lei diceva, parlando un po’ forte,
“E’ più grossa che nel trentadue.”
“Sai qual è la più grossa? La morte.
L’acqua và. Resteremo noi due?”

Lei si strinse al suo braccio e sorrise.
Calpestando il tappeto di foglie
lentamente in cammino si mise
quel vecchietto insieme a sua moglie.


Sara Ferraglia - 2003
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sabato 1 settembre 2007

E-mail che mi hanno lusingata...

13 settembre 2007 Segnalazione Concorso Nazionale di Poesia "Città di Giungano" La Pro-loco Giungano è lieta di comunicarLe che la poesia"Donna dell'est" è stata giudicata meritevole di segnalazionedalla Giuria che ha valutato le 244 poesie pervenute al ConcorsoNazionale di poesia "Città di Giungano"; pertanto La invita allacerimonia di premiazione che si terrà a Giungano sabato 29 settembre2007 alle ore 19,00 per la lettura musicata della suddetta ,lalettura della motivazione della segnalazione con la consegna dellatarga e attestato di partecipazione.Per il buon esito dellamanifestazione La preghiamo di confermare la Sua presenza via e-mail.In attesa Le porgiamo distinti saluti. 14 agosto 2007 E' tanto bella la sua poesia "Ricordo d'infanzia"! Una delle poche tra tanta banalità! :) L'ho letta sul sito del concorso con tema "La casa" (a cui sto partecipando anch'io con la poesia "Notturno"). Ho letto diverse poesie dopo aver inserito la mia e mi sono meravigliata di come la gente sia convinta che basti andare a capo un paio di volte per fare poesia... invece la sua era un'altra cosa... almeno ho una valida concorrente! :) Giorgia Tribuiani