domenica 19 luglio 2009

Le falene

Le falene

Al chiaror della luna le falene

escono dalle finestre aperte o rotte

della vecchia soffitta,

ove tutto è più oscuro,

a cercare la luce

svolazzano.

Ma al sorgere del sole le falene

sazie di folli voli nella notte

nella siepe più fitta

nelle crepe del muro

dove c’è poca luce

spariscono.

( Sara Ferraglia )

venerdì 10 luglio 2009

Una telefonata

Una telefonata

Mamma, non dirlo mai che mi disturbi

Credimi, il tempo mio non è prezioso

Semmai il tempo perso è il non sentirci

E non c’è nulla al mondo che mi turbi

più del nostro discorrer frettoloso,

al posto di un sereno raccontarci.

Mamma, sapessi quante volte penso

ai giorni andati e al tempo che ci resta

a ciò che ho taciuto o rimandato

alle parole dette senza senso

ai vuoti che mi riempiono la testa,

a qualcosa che ho perso o trascurato.

Cercami sempre e fallo quando vuoi

nel buio della notte se ti opprime,

nel silenzio di un’alba addormentata,

perché i giorni miei sono un po’ tuoi,

perché l’amore anche così si esprime.

E grazie per la tua telefonata.

( Sara Ferraglia )

martedì 7 luglio 2009

Un temporale estivo

Un temporale estivo

Cielo pesante sopra me, di piombo

cerco quel filo che mi dia la luce

ma s’ode solo, là del tuono un rombo

che un urlo disperato riproduce.

E sul mio viso goccia dopo goccia

il tempo passa inesorabilmente

Ed ora scroscia su di me la pioggia

mi lascio andare, fuggo con la mente.

Ritrovo fra le spighe una bambina

capelli lunghi e sorridente in volto

Verso qualcuno allunga la manina

ma non rivedo chi sta là in ascolto

Ritorno al cielo sopra me opprimente

asciugo il viso che la pioggia bagna

e quel ricordo, forse inesistente,

per tutto il temporale m’accompagna.

Poi si fa strada un sole bianco a stento

che mi riscalda dolcemente il cuore

ritrovo il fil di luce e già lo sento

che quell’angoscia lentamente muore.

( Sara Ferraglia )

mercoledì 1 luglio 2009

Riccione, Bagno 82

Riccione, Bagno 82

Non so se sono sordo

se mi tradisce il tempo

ma più non porta il vento

le grida dei gabbiani

Nemmeno altri suoni,

le voci del ricordo

d’ un valzer lento o un tango

di mani delicate

e abiti di seta

Come ogni sera torno

con passo lento e incerto

dalla mia passeggiata

al Bagno 82

Lungomare di gente

di veloce rumore

Non so se sono sordo

se mi tradisce il cuore

ma qui fra tante mani

mi mancano le tue

( Sara Ferraglia )

venerdì 12 giugno 2009

Per dir di te

Per dir di te

Non bastano parole

Per dir di te, Anita

Mi servono le nubi

Bianche di vento

Mi serve la frescura

Della pioggia scrosciante

E il fiore rosa dell’oleandro

E un ragno che si culla

Appeso al filo della fantasia

Mi servono formiche

Piccole e silenziose

Su colline di zucchero

Mi serve il miele sul cucchiaio

E latte caldo nel bicchiere

E le stelle curiose

Che chiedono alla luna chi tu sia

Per dir di te, Anita

Mi serve la Poesia

(Sara Ferraglia )

venerdì 5 giugno 2009

Campagna elettorale

Venditori di parole

 

Ho visto venditori di parole

agli angoli di strada e nelle piazze

con in bocca lusinghe e in mano nulla

e sentimenti altrui sotto le suole

In saldo le bugìe e le sciocchezze

per chi nell’illusione si trastulla.

 

Un chilo di speranza a basso costo

svendita di promesse sbandierate

nel becero vociare dei mercati

fra chi scambia ideali ed è disposto

ad acquistar potere anche a rate

Fondi di magazzino, i candidati.

( Sara Ferraglia )

 

domenica 31 maggio 2009

Straniero in Piazza Duomo

Straniero in Piazza Duom

Un giaciglio là sotto l’arcata 
Freddo manto di gelo t’avvolge
 Stamattina la nebbia è calata 
Non ti bacia il sole che sorge.
 Di tua madre ricordi il coraggio
 Fra la sabbia e l’odore del vento 
Della fame ricordi l’oltraggio 
Della sete ogni giorno il tormento. 
 Nell’immenso deserto di volti 
Camminando fra gente straniera
 Stai cercando ricordi sepolti 
Con in tasca la tua mano nera. 
 Sul selciato di Piazza del Duomo 
S’ode solo il rumor dei tuoi passi 
Questo Dio dal volto di uomo 
E’ nascosto dal rosa dei sassi. 
 E lo cerchi con sguardo fremente
 Ai passanti porgendo un saluto 
Ma t’accorgi che sei trasparente 
E quel Dio, forse stanco, ora è muto.

(Sara Ferraglia)

3° classificata al Premio letterario Coluccio Salutati Borgo a Buggiano ( PT) giugno 2005

1° classificata al Premio CittadellaPoesia - 1° edizione  
Parma  - maggio 2009
con la seguente motivazione :
Costruita in endecasillabi in rima, l'opera tratta il tema doloroso della solitudine dell'immigrato che cerca Dio in un volto di uomo, cerca il sorriso tra l'indifferenza fredda della gente che lo ignora.

venerdì 29 maggio 2009

Radici

Radici profonde

 

Radici profonde

Inestricabile intreccio

Radici contorte

E mai sradicate

Dal vento o dall’onda.

 

Radici diverse

Diversa natura

Nel tempo han creato

Un ibrido forte

In terra matura.

 

Radici coperte

Fin sotto le mura

Ma giovani ancora

A tratti virgulti

Che spuntan selvaggi.

 

Immensa foresta

Ricolma di  vita

Amor che non muore

Con piccole rughe

Radice nel cuore.

 ( Sara Ferraglia )

lunedì 25 maggio 2009

Ada non c'è più.

Ada confusa

Ada confusa davanti allo specchio
 Corto respiro le stinge la voce 
Non riconosce quel volto già vecchio
 Spento e sferzato dal tempo feroce
 Ada ha paura di restare sola
 Troppi fantasmi le girano intorno 
Nessun abbraccio ormai la consola 
Più non distingue la notte dal giorno
 Ada ogni tanto si perde nel vuoto 
Delle parole spezzate e dei gesti
 Quando il ricordo diventa l’ignoto 
E la memoria si nutre dei resti
( Per Ada... che non c'è più.)

( Sara Ferraglia )

Segnalazione "Invito alla poesia "- II edizione - Trieste agosto 2009

sabato 23 maggio 2009

Premiazione "De Andreade 2009"

Donne di confine.

E penso a te che vivi sul confine
 in una terra calda e sconvolgente,
 culla di religioni e di cultura, 
terra dove la notte non ha fine,
 perché nel cielo – incessantemente -
 brillan stelle di fuoco e di paura. 
Io penso a te… 
E penso a te che fiabe non inventi 
- volar di fantasia a volte uccide – 
non fai lunghi programmi sul futuro, 
vivi giorno per giorno i tuoi momenti 
sapendo che per te c’è chi decide 
se oggi il passo tuo sarà sicuro.
 Abbi cura di te…
 E penso a te che anche se ti ammali
 passi la notte al freddo o all’aria aperta.
 Leggera come il vento eppure forte 
quando le braccia tue si fanno ali, 
calde e avvolgenti come una coperta, 
proteggi i tuoi bambini dalla morte.
E penso a te che sei una donna vera.

(Sara Ferraglia )

Segnalazione della giuria del Premio De Andreade 2009 - Sala delle Capriate- Reggia di Colrono ( Pr ) con la seguente motivazione :
" Un diverso modo di porsi della femminilità nei confronti della morte, della guerra e del proprio ruolo intrinseco di donna solo apparentemente sopraffatta"

domenica 17 maggio 2009

Premiazione "Essere o sentire" : La parola non detta

La parola non detta


La parola non detta 

è quel mazzo di fiori 

a mia madre negato 

quando andavo di fretta. 

La parola non detta...

ne parliamo domani

e nemmeno ti accorgi

di uno sguardo deluso, 

di un sorriso che aspetta, 

della porta che hai chiuso. 

Le parole non dette 

come pietre silenti 

levigate dal tempo 

sono freddi lucchetti 

di prigioni di vento.

( Sara Ferraglia )

2^ classificata + Menzione Speciale al Premio di poesia "Essere o sentire" - Finale Emilia - maggio 2009
Per l'intensità del sentimento espresso nel testo
Selezionata per pubblicazione nell' edizione 2009 dell'associazione "Ricordando Tiziana - Cultura e solidarietà" : Mano tesa ( http://www.ricordandotiziana.it/) - ( Guspini - giugno 2009 )

giovedì 14 maggio 2009

L'impollinazione

L' impollinazione 

Vorrei che fosse polline l’amore

e come del tarassaco il soffione,

visibile nell’aria eppur leggero,

volasse lieve senza far rumore

ma forte anche se ancora in embrione.

Feconda primavera del pensiero.

 

Vorrei che si posasse sopra i rovi

e penetrando negli aridi anfratti,

ove non giunge più nemmeno un raggio,

vi generasse dei germogli nuovi,

morbide rose su rami contratti.

E’ la stagione questa del coraggio.

 

Vorrei che fosse polline nel vento

la sete di giustizia e tolleranza,

ma più non vedo api indaffarate

ed il ronzìo dei bombi più non sento,

come se muta fosse la speranza

di rinverdire terre desolate.

( Sara Ferraglia )

venerdì 1 maggio 2009

1° maggio ?


1 maggio ?

Sul bordo della Piazza
 un uomo di colore
 vende bandiere rosse
 a cinque euro appena
 L’anziano industriale
 si gode il primo sole
 con il bicchiere in mano solo, 
al Caffè Centrale Sorride alle parole 
che giungono dal palco 
Lavorare è un diritto 
grida il sindacalista
interprete perfetto
del ruolo suo d'attore
oggi protagonista
L’anziano industriale 
fa un cenno con la mano
e richiama il suo autista

( Sara Ferraglia )

venerdì 24 aprile 2009

Mi viene voglia d'ingrassare

Mi viene voglia d'Ingrassare.

Tu mi doni il tuo amore
 e me lo fai mangiare 
Anzi mi colmi il piatto 
Come fanno le madri 
Dolci e premurose 
Mangia che ti fa bene 
Ed io mi abbuffo 
Ed il mio cuore 
Riprende a funzionare 
E canta con un ritmo
 Re - go - la - re 
E’ buffo 
Forse mi viene voglia d’ingrassare.

( Sara Ferraglia)

martedì 14 aprile 2009

Ci portarono gli anni

Ci portarono gli anni 

Ci portarono gli anni
 lungo strade tortuose
 ricoperte di polvere, a volte. 
Ci son stati anche danni 
Eppur vedi? 
Cogliemmo anche rose 
E a contarle son molte.
 Ci han graffiato le spine, 
ne portiamo la traccia
 ricoperta dal tempo, sbiadita. 
Ma del mar conosciamo il confine
 e guardandoci in faccia 
ci ritorna una forza infinita. 
 E le imposte sbattute dal vento 
di finestre confuse, annebbiate
 e coi vetri che il freddo incrinava 
nel profondo lo sento, 
ora tu le hai fermate 
mentre il vento, deluso, passava.

(Sara Ferraglia )

mercoledì 8 aprile 2009

Buona Pasqua

La sorpresa

Domani all’alba romperò la luna
colma di tutti i sogni della notte
come si fa con l’uovo al cioccolato
perché si crede che porti fortuna 
E frugherò fra le sue schegge rotte 
finché il tuo sogno non avrò trovato 
Se dentro l’uovo troverai una stella 
fra tutte la più stanca di brillare, 
che per un soffio resta ancora accesa,
abbine cura perché proprio quella 
può dare un senso al nostro camminare
Amala più che puoi questa sorpresa.

( Sara Ferraglia )

domenica 5 aprile 2009

Primavera del 2009

Lenta primavera

O dolce primavera scopriti piano piano 
come un’antica dama la caviglia 
Non rivelarti intera 
Solleva con la mano
 il velo rosa a liberar le ciglia
Oggi una gemma sola schiude sul ramo
 Domani un altro fiore sul sentiero 
Credo che sia una viola 
quella che grida t’amo 
al rinverdir dell’universo intero
Di questa primavera
 adoro la lentezza
 che mi sorprende giorno dopo giorno
 E quando si fa sera
 mi dona la pienezza 
di nuova vita che germoglia intorno

( Sara Ferraglia )

mercoledì 1 aprile 2009

Penso a una donna di Gaza

Donne di confine.

E penso a te che vivi sul confine 
in una terra calda e sconvolgente, 
culla di religioni e di cultura,
 terra dove la notte non ha fine,
 perché nel cielo – incessantemente - 
brillan stelle di fuoco e di paura.
 Io penso a te…
 E penso a te che fiabe non inventi
 - volar di fantasia a volte uccide –
 non fai lunghi programmi sul futuro, 
vivi giorno per giorno i tuoi momenti
 sapendo che per te c’è chi decide 
se oggi il passo tuo sarà sicuro. 
Abbi cura di te… 
E penso a te che anche se ti ammali
 passi la notte al freddo o all’aria aperta. 
Leggera come il vento eppure forte 
quando le braccia tue si fanno ali, 
calde e avvolgenti come una coperta, 
proteggi i tuoi bambini dalla morte. 
.

( Sara Ferraglia )

mercoledì 25 marzo 2009

Un compleanno ancora

Un compleanno ancora 

Un compleanno ancora
Dimmi chi ringraziare 
Per averti al mio fianco
Potrei provar col cielo
Potrei farlo anche ora
Ecco 
Quasi come pregare
Ma non sarei sincera 
Credo solo alla terra 
Ai tuoi gesti sicuri 
A parole che sento 
No, nessuna preghiera 
Penso 
Che a te devo il sorriso 
Quando il tempo è pesante 
A te devo ogni viaggio 
Sulla strada in discesa 
Grazie 
Per gli auguri più veri 
Quelli saldi nel tempo 
Solo tu sei importante 
E non devo cercare 
Su nel cielo o nel mare
Un compleanno ancora 
Per quel piccolo gesto
Che l’amore misura 
Ti ringrazio anche ora

( Sara Ferraglia)

sabato 21 marzo 2009

1° giorno di primavera

Sono sempre le donne

Sono sempre le donne
 che ad ogni primavera vestono i davanzali 
di primule e giacinti
 le donne, sempre loro sempre uguali
 Donne dai cuori variopinti
 Uomini ai giardinetti portano in giro i cani
 e pestano le viole 
Uomini la sigaretta accesa 
non vedono la gemma 
sbocciare oltre il fumo
 Mentre invece le donne 
ad ogni primavera arieggiano le stanze 
le donne, sempre loro a spargere profumo
 anche se il cuore pesa.

( Sara Ferraglia )

martedì 17 marzo 2009

Una "non poesia" per un evento che è sempre poesia...

Il nostro codice segreto

( “ Chi parla così forte? Che rumore! Io stavo meglio là dentro, aiuto che succede?”)
Ti ho toccata, accarezzata, fiutata e ci siamo scambiate il nostro indelebile codice segreto e tu, piccolo corpo ancora chiuso al mondo esterno, hai a disposizione solo questo per comunicare con me, per sentire che le nostre carni si sono staccate ma ci apparteniamo ancora.
  (“ Non posso parlare, non sono capace… ma so chi sei. Però adesso ho fame…Non m’importa di nient’altro al mondo, solo della mia fame.”)
La tua manina rosa e un pò rugosa si aggrappa al mio seno, lo stringe e la tua bocca non smette di cercare e di succhiare e alla fine si stacca: la tua espressione ora è di pace e sazietà mentre ti addormenti fra le mie braccia. Lentamente mi alzo e ti poso nella culla.
  ( “ Eh no! Così non mi piace mica tanto! C’era più caldo prima e poi mi piaceva come mi facevi dondolare…dai, prendimi ancora in braccio altrimenti piango…Ok…allora piango!”) 
 Dobbiamo imparare a vivere staccate, piccolina mia, dobbiamo imparare che ora abbiamo due vite, capisci? La risposta è nel tuo pianto, che, da intermittente mugugno, diventa assordante grido di rabbia, che rende paonazzo il tuo viso. E va bene…ancora un attimo di coccole, vieni… “Dondola, dondola e il vento la spinge, cattura le stelle per i suoi desideri…” canto piano piano e tu ti calmi
  ( “ C’è tempo mamma per imparare a staccarci! Adesso stiamo così che ci sto meglio!”)
Passeranno troppo in fretta questi giorni… e i mesi… e gli anni… e non torneranno più ma non perderemo mai il nostro codice segreto.

( Sara Ferraglia )

Scritto anni fa per mia figlia e dedicato oggi ad Anita e Francesca

lunedì 16 marzo 2009

E finalmente...alle 23,45..

A N I T A

Anita appena nata
Per te
Nubi di panna rosa
Per te
Immacolati sogni
Tenera e delicata
Tu sei
Angelo che riposa

giovedì 12 marzo 2009

Il Calicantus

Il Calicantus

La mia amica sospira 
Sai, da tempo non mi vesto 
Mi copro solamente
 E poi non mangio 
Mi nutro
 E più nessuno aspetto
 Siamo così vicine
 Sull’orlo del giardino 
Ove è fiorito ancora Il calicantus
 La vita è prepotente
 Ha sempre la pretesa 
Di far finire tutto 
Anche il dolore 
Se no per qual motivo
 Fiorisce ogni febbraio 
Questo fiore?

( Sara Ferraglia )

martedì 10 marzo 2009

Tempo virtuale

Tempo virtuale


Io mi ricordo ora 
quando aveva un senso la Parola.
 L’amico era l’Amico ,
 l’amore era l’Amore
 Non eravamo ancora mascherati nei blog. 
 Io mi ricordo ancora
 quando aveva un senso l'emozione
 e sollevare un sasso ad anima scoperta ,
 quando aprivi la porta ad un cuore sincero. 
 No, non mi metto in lista 
per diventar tuo amico .
 Condividere foto? 
Visualizza il profilo?
 No, credo ancora che esista 
oltre il mondo virtuale
 la Persona reale.

( Sara Ferraglia )

domenica 8 marzo 2009

8 marzo...ancora

Al mio cuore, di domenica

Ti ringrazio, cuore mio:

non ciondoli, ti dai da fare

senza lusinghe, senza premio,

per innata diligenza.

Hai settanta meriti al minuto.

Ogni tua sistole

è come spingere una barca

in mare aperto

per un viaggio intorno al mondo.

Ti ringrazio, cuore mio:

volta per volta

mi estrai dal tutto,

separata anche nel sonno.

Badi che sognando non trapassi in quel volo,

nel volo

per cui non occorrono le ali.

Ti ringrazio, cuore mio:

mi sono svegliata di nuovo

e benchè sia domenica,

giorno di riposo,

sotto le costole

continua il solito viavai prefestivo.

( Wislawa Szymborska )

mercoledì 18 febbraio 2009

Il ricettario



Il ricettario

Pagina dell'inizio
Dosi scritte con cura
Il cucinare è un'arte
"Pepare con giudizio"
Nella giusta misura
Il tutto con la parte

Pagina libertina
"Friggi in olio bollente"
Amore zuccherato
Dolcezza sopraffina
Di panna prorompente
Delizia del palato

Pagina stropicciata
"Di sale quanto basta"
Goccia d'acqua o di pianto?
E la sfoglia tirata
Avvolge nella pasta
Anche qualche rimpianto

Pagina scolorita
Dal tempo e dall'usura
E gli angoli consunti
Le impronte delle dita
Nel "rimestar con cura"
Ricordi e vecchi appunti.

( Sara Ferraglia )



martedì 3 febbraio 2009

Raccolta differenziata

Nell’umido le lacrime versate 
Le bucce a serpentina dei pensieri
 I torsoli rimasti dopo i morsi 
alle occasioni avute e mai sfruttate
 e i noccioli con dentro i desideri 
e poi tutti gli avanzi dei rimorsi.
 E nella carta i giorni come fogli 
strappati dal quaderno della vita 
Le pagine mai lette e accartocciate 
parole come fragili germogli 
o testi forti su una trama ordita 
e copertine lisce e patinate. 
 Fra le lattine colorate getto 
l’inutile e la rabbia di un istante 
Ciò che pareva colmo ed era vuoto 
Ciò che stillava gocce dentro al petto 
quando la sete era devastante 
Ciò che sembrava oscuro ed era noto. 
 Nel vetro la coscienza trasparente 
Le cose dette ad anima scoperta 
Fragili sogni e solide passioni 
Quello che ben curato è resistente 
ma quando sfugge ad una presa incerta 
si rompe in mille schegge d’emozioni.

( Sara Ferraglia )
Segnalazione a Trieste : Invito alla Poesia 
( Trieste- agosto )
2^ classificata Premio "Sole d'autunno - VI edizione ( Busto Arsizio - settembre )
Pubblicata nell'antologia RES, edita da Tapirulant.( Parma - dicembre

domenica 18 gennaio 2009

Guerra

Guerra 

La forza, la rabbia 
Urlata dal vento
 Che abbatte, distrugge
 Solleva la sabbia
 Negli occhi smarriti 
Del bimbo che fugge 
Muovendosi a stento
 Fra sangue e macerie
 Cercando quel Dio
 Che assiste impotente 
Ai giorni dell’ira 
Al nostro sgomento 
Non parlo stasera 
Laggiù tutto è fuoco
 E rabbia e tempesta 
Non parlo ma piango 
per la mia bandiera 
L’ho appesa distesa
 Dal fango pulita 
Perché son suo figlio 
Speranza nel vento 
Or pende ferita 
Dal ramo di un tiglio.

(Sara Ferraglia)

sabato 10 gennaio 2009

Lo scatto di un gatto



Il mio racconto "Lo scatto di un gatto" è stato pubblicato su Viadellebelledonne.
Se amate i racconti , i gatti e le storie strane, questo è il link per leggerlo direttamente :

http://viadellebelledonne.wordpress.com/2009/01/09/lo-scatto-di-un-gatto-di-sara-ferraglia/#more-10285

mercoledì 7 gennaio 2009

Neve

NEVE

Scende dal cielo lentamente
 Si posa piano leggera sulla mano
 eppur macigno per il filo d’erba, 
che la dolce violenza piega 
E piano piano, 
con abbraccio suadente, 
lo copre e lo distende.

( Sara Ferraglia )

martedì 6 gennaio 2009

L'alba della Befana


L'alba della Befana

Un merlo ha ricamato
 una leggera trama nella neve
 Sul sentiero ghiacciato, 
di bacche rosse 
pende un ramo greve
 Il silenzio poi sfuma 
al gracchiar di una gazza lontana; 
ne raccoglie una piuma 
una stanca e affannata Befana.

( Sara Ferraglia )

lunedì 29 dicembre 2008

Regalo di Natale

Regalo di Natale

"Io non ho bisogno di denaro.
Ho bisogno di sentimenti,
di parole, di parole scelte sapientemente,
di fiori detti pensieri,
di rose dette presenze,
di sogni che abitino gli alberi,
di canzoni che facciano danzare le statue,
di stelle che mormorino all'orecchio degli amanti....
Ho bisogno di poesia,
questa magia che brucia la pesantezza delle parole,
che risveglia le emozioni e dà colori nuovi."

Alda Merini (Terra d'Amore 2003)

mercoledì 17 dicembre 2008

Per Francesca che sta aspettando...

Il presepe di una madre. 

Notte per me che sto immaginando 
come saranno gli occhi e le tue mani 
Notte per te che al buio stai sognando 
di sconosciuti viaggi nel domani 
 Tu presto nascerai anima bella
 in un tempo malato di follìa
 dove brilla un pò meno anche la stella 
che guidò molte genti sulla via
 Intorno a te saranno luci ed ombre 
rari silenzi e inutili parole 
grandi deserti e città immense ingombre 
di falsi miti e di persone sole 
 Per te stanotte chiedo a stelle e luna d’essere 
quel che sono eternamente
 luci nel buio se la notte abbruna
 e fari per il cuore e per la mente
 E tu amore mio devi aspettare 
che tutto quanto al mondo prenda forma
 che il cielo cielo sia e il mare mare 
che lasci il piede tuo sul suolo l’orma

( Sara Ferraglia )

venerdì 5 dicembre 2008

Sei dolce quando metti in fila i sogni

Sei dolce quando metti in fila i sogni 

Sei dolce quando metti in fila i sogni
 l’uno all’altro annodati
 oppure sciolti
 o dentro la valigia accatastati
, mescolando maglioni con passioni
 e desideri nella calze avvolti, 
nel doppiofondo quelli accantonati. 
 Sei bella quando sfogli sul divano 
mari e deserti in carta patinata 
e parli dei tuoi viaggi nel futuro 
la tazza di caffè nell’altra mano
 l’acquaio che diventa una cascata 
e un sogno dirompente abbatte il muro.

( Sara Ferraglia )

venerdì 21 novembre 2008

Piccola bimba scura

Piccola bimba scura

Piccola bimba scura

 principessa orientale 

nata tu all’alba ed io al tramonto

 ma di un giorno uguale

 e mentre tu crescevi 

io con te imparavo un amore nuovo

 di madre insieme e di sorella 

Se su sapessi piccolina 

con quel sorriso

 se tu sapessi quanto eri bella. 

Quando lasciai la casa

 incontro alla mia vita

 tu stavi male e sembravi smarrita 

come un cucciolo solo 

che bagnato rincasa sotto un temporale. 

Poi sei cresciuta in fretta 

ma voglio ricordarti, 

piccola bimba scura, 

che ti ho tenuta stretta sul fondo del mio cuore 

come per ripararti da ogni tua paura.

( a mia sorella Francesca )

( Sara Ferraglia )

giovedì 20 novembre 2008

20 - novembre : il ricordo di te

Ricordo d’infanzia 

All’alba,il fruscio di passi felpati;
 scendeva le scale il mio angelo stanco, 
la notte era piena dei tempi passati 
ed io respiravo,bambina,al suo fianco. 
 Il sole nei campi bruciava la pelle 
riempiva di luce dolcissime rughe; 
guardavo i suoi occhi aspettare le stelle 
e sotto il cappello sognare di fughe. 
 Ricordo le sere davanti al camino; 
salivan scintille ed erano draghi. 
Seduta nel grembo di un nonno bambino
 tremavo e ridevo alle storie di maghi.
 Le notti d’inverno forse eran più bianche 
o forse guardavo con occhi diversi. 
Adesso le stelle mi sembran più stanche
 o forse è il ricordo di sogni ormai persi.


  ( Sara Ferraglia ) Prima classificata al concorso “I Racconti del nonno contadino” ( Pernumia – Pd. Ottobre 2003)

martedì 18 novembre 2008

Passeggeri

Passeggero n° 2

Lui non timbra il biglietto 

stringe in tasca le mani 

Uno squillo improvviso 

Forse il solo suo affetto

 o il lavoro domani 

e nemmeno un sorriso 

 Scende all’ultima strada della periferia

 fuori piove a dirotto

 lui al cielo non bada 

e percorre la via

 nel suo vecchio giubbotto

( Sara Ferraglia )

giovedì 13 novembre 2008

Passeggeri


Passeggera n°1 

Ha una sciarpa di lana 
stinta come il suo sguardo
 i capelli sul giallo
 una corta sottana
maculata leopardo
 tacchi a spillo in metallo 
 Alla prossima scende
 Cambia nome al tramonto 
se la luce s’abbassa 
Quando il buio la prende 
un sorriso già pronto
 per il primo che passa

(Sara Ferraglia)

mercoledì 12 novembre 2008

C'era una volta

 C’era una volta

Ti sento ancora al centro della stanza
 Fra caldi fuochi e vesti in lana grezza
 C’era una volta la tua tenerezza 
Mentre ti muovi come in una danza. 
 Freddo l’inverno che ricopre i vetri 
Di te mi porta il bianco della mano 
Rosso il camino e mi parlavi piano
 Di nere notti di folletti e spettri. 
 Ti sento ancora al centro del giardino 
Tappeto di violette a primavera 
Ritorna un dolce canto verso sera 
E mi rivedo insieme a te bambino. 
 A come ali per volar lontano 
B come baci sulle gote belle
 C come il cielo e tutte le sue stelle 
D come dita che accarezzan piano. 
 Eco di rime che per me intonavi 
Tocchi e rintocchi dall’antica torre
 Calda l’estate e la mia vita scorre
 Con i tuoi passi sulle vecchie travi.
 L’autunno invade con colori audaci 
Le valli, i boschi ed apre la cantina
 Odor di mosto ed in quest’aria fina
 Riposa il tuo ricordo nelle braci.

( Sara Ferraglia )

domenica 2 novembre 2008

Del mio paese, giorni e stagioni


Del mio paese, giorni e stagioni. 

Ci son parole che all’improvviso 

aprono squarci nella memoria 

Lampi di luce sfumano intorno 

solcando un cielo di nubi intriso 

mentre riaffiora la mia storia,

 quel che son stata fino a quel giorno.

 Torno al canale dall’acqua chiara 

dove respiro l’odor di menta 

Vedo mia madre lavare china 

e un’ape ardita che sulla giara ronza, 

si posa e riparte lenta 

verso la tenue rosa canina. 

 Torno alla Sagra di San Michele 

a spume d’oro di dolci torte 

nate da braci dei forni a legna

 bagnate appena col dolce miele 

di quel moscato dal timbro forte 

che inebria i sensi e il palato impregna. 

 Se punge l’aria e si fa tormento

 tornano giorni di ghiaccio e neve

 quando il paese si addormentava 

e rimaneva soltanto il vento

 a spinger forte giù dalla Pieve 

fantasmi e grida per chi sognava. 

 Ci son parole che in un istante

 portano al mare dell’esistenza 

S’addensa il delta delle emozioni 

Ogni ricordo si fa vibrante

 nel ricomporre la pura essenza 

del mio paese, giorni e stagioni.

( Sara Ferraglia )