Resteranno sul web
fredde tracce di noi
Non l’odore di inchiostro
Né parole appuntate
sopra un lembo di carta
o su un vecchio quaderno
Nel cassetto ho chiavette
di parole salvate.
( Sara Ferraglia )
Resteranno sul web
fredde tracce di noi
Non l’odore di inchiostro
Né parole appuntate
sopra un lembo di carta
o su un vecchio quaderno
Nel cassetto ho chiavette
di parole salvate.
( Sara Ferraglia )
Le ragazze nate in primavera
Le ragazze nate in primavera
hanno nuvole in testa
e vento nei capelli
Le mani come nidi
da riempire di sogni
e di mari in tempesta
Le ragazze nate in primavera
ostinate guerriere
ispirate da Marte
hanno frecce di sole
e faretre di luna
sulle spalle leggere.
Le ragazze nate in primavera
non invecchiano mai
e si vestono a festa,
con mazzetti di viole
fra ingrigiti capelli
per il tempo che resta.
( Sara Ferraglia)
Pubblicata su
http://viadellebelledonne.wordpress.com/
http://carlocapone.altervista.org/e/news.php?item.71
tradotta in francese per il blog : http://lapetitelibrairiedeschamps.blogspot.com/
Qualcuno se n’è andato
Qualcuno se n’è andato.
In silenzio s’è spento
leggero come neve
caduta in abbondanza
nella notte.
Spazio condominiale.
Nel bianco abbacinante
aspetta sul sentiero
davanti ad un cancello
un carro funebre nero.
Assurdo e surreale:
abitiamo a due passi,
ci divide un prato
Eppure non lo so chi se n’è andato.
Rallenta cuore mio e mio motore,
riprenditi il tuo ritmo,
libero dagli artigli della fretta
Mettiti a nudo e pienamente esposto
alle delizie o ai pugni del dolore.
Rallenta cuore mio, fammi parlare
recupera il tuo spazio ed il tuo posto.
Da qualche tempo mi cammini avanti,
confuso fra le gambe della gente,
dai suoni e dai rumori ossessionanti,
nel frastuono di questo folle tempo.
Tu fuggi e mi rispondi “Mi difendo”
Aspetta...
Ti chiamerò con il tuo nome antico,
censurato nei versi dei poeti
per timore della banalità,
dimenticato anche dagli amanti
nel nome di una finta libertà
Ricordi? Un tempo tu mi eri amico
Fermati cuore mio, che ti riprendo.
( Sara Ferraglia )
Stai pensando ad un nome
Italiano, ovviamente
Inizi dalla A e ridiamo
per certi che ci vengono in mente
Eppure un parente lontano
si chiamava così,
con questo nome strano.
Se ti appassiona l’etimologìa,
cerca il significato della vita,
ch’è forza pura, vigore naturale
è l’anima che inizia a respirare
è il battito di un cuore
è poesia.
Ancora non ha un nome,
si chiama solo “vita”
e vita sia.
( Sara Ferraglia )
e per le mie domande irriverenti
Ma TU dov’eri
quando salì l’inferno in superficie?
Non c’eri nelle piaghe,
di questi nostri corpi trasparenti
Pensai che avesse un senso
continuare a cercarti nel lezzo
di giacigli ammassati,
nelle ossa di vetro,
e nel vuoto dei denti.
Ti cercai nelle tasche
vuote anche del nome
Dimmelo TU se c’eri.
Ti cercai anche dopo,
fra la melma lasciata
dalla barbarie in piena,
nel mio primo caffè zuccherato,
nella prima carezza e nel vino,
nei miei giorni "normali",
nel dolore dell’acqua passata.
Davvero, mi dispiace
non ti ho più ritrovato.
( Sara Ferraglia )
Lunga conservazione
L’amore a lunga conservazione
è silenzioso
Infatti non fa rumore
quando apre il mio blog di poesia
E legge per suo piacere
ma anche per soddisfazione mia
L’amore a lunga conservazione
è premuroso
quando, ad esempio, la sera
posa un fazzoletto di carta
pulito sul mio comodino
Certo, non è gran cosa
ma non si sa mai che serva
così lo trovo pronto, lì vicino
L’amore che non scade a breve
ogni tanto ha il sapore
di piatti mille volte cucinati
con la stessa vecchia ricetta,
eppur rimane ciò che si tramanda,
di voce in voce, di cuore in cuore
attraversando il tempo,
senza fretta
( Sara Ferraglia )
Il Presepe nel deserto
Non c’era neve di cotone a fiocchi
né prato verde dall’odor di muschio
nessuna grotta ove riparare
Soltanto un sole che accecava gli occhi
quando Lei partorì quel figlio, maschio
sul confine orientale del Sahara
Non giunsero pastori ad adorare
né cherubini dai riccioli biondi
nessuna processione di Re Magi
Le dune e una colonna militare
di quel Presepe furono gli sfondi
Lei, confuse miraggi con presagi
- L’hanno trovato nella sabbia, sano
fra corpi devastati dalle mine -
breve notizia di un telegiornale
per un bambino che è nato, lontano
e la coscienza s’inventa un confine
Così si dorme e si attende il Natale
Menzione speciale Concorso letterario "Il Presepe" - 2009 - Pesche ( Is )
Ricordi?
Ogni Natale facevamo a gara,
lungo il tragitto,a chi più alberi contava
illuminati a festa. Eccone uno laggiù!
Io ne ho contati dieci - Ed io uno di più!
Tu, piccole mani, faccia schiacciata contro il finestrino,
applaudivi te stessa. Intonavo per te il pianto dello sconfitto
esageratamente affranto,
solo per il piacere
di una tua risata.
Analfabeta emozionale
Sono un analfabeta emozionale
uno dei tanti
Chiedimi cosa provo
ed io... metto una croce
Ogni mio giorno al precedente uguale
Infilo istanti
come perline e provo
a volte a cambiar voce,
l’intonazione almeno
Sono un analfabeta emozionale
un bravo attore
che indossa sentimenti
al cambio di stagione,
ed ha una collezione personale
di maschere d’autore
per affrontar gli eventi,
pronto in ogni occasione
a non esser me stesso
( Sara Ferraglia )
Eppure sono convinta che la poesia abbia anche questa funzione di "alfabetizzare" i cuori, in un contesto in apparenza sempre più vuoto di sentimenti e di emozioni.
Medusa
Loro parlano, parlano
Un ingorgo di elettromagneti
di segnali che picchiano in testa
sibilanti serpenti a sonagli
attorcigliati nei capelli
di smarrita Medusa
Filtra il sole a spiragli
lungo il viale di abeti
Guardatemi negli occhi !
E forse diverrete pietra
Tacciono improvvisamente
Tacciono su quest’autobus
e scompare la gente.
Dai camini e dai tetti,
passando dai finestrini,
tornano i miei pensieri
come tanti uccellini
Un monastero antico,
( oggi carne o minestra?)
i silenzi del bosco,
( ho i letti da rifare !)
una goccia di pioggia
( stasera dormo presto !)
sulla foglia del fico.
E mentre scivolava fra la folla
non la toccò il dolore degli umani
ma più di tutto quello delle foglie
in stormi scese a indorar la bara,
quello dell’ape sola e infreddolita
confusa dal profumo di una rosa,
rosa d'autunno, spenta e scolorita.
E mentre scivolava fra la folla
udiva solo il canto di un fringuello
e più ovattate le parole vuote,
perse lungo i gradini del Famedio.
A lei mancava il gatto sui ginocchi
e un libro di poesie, soltanto quello.
( Sara Ferraglia )
Migrante
In un bar tutto solo seduto
a pensare al tuo incerto futuro
nella mano di birra un boccale
e nell’altra un lontano saluto
a chi ancora sta dietro quel muro
a lottare con il maestrale.
Nei tuoi occhi del sole il calore
che hai piegato e riposto con cura
nella tasca del vecchio giubbotto
per usarlo nelle fredde ore
della notte che ti fa paura
quando entra da quel vetro rotto.
Alle spalle la porta sbattuta
e ti perdi nella nebbia fitta,
dentro ai volti di gente straniera
e una nuova città sconosciuta
già ti mostra un’altra sconfitta,
e tu sogni aspettando la sera.
Io ti guardo negli occhi, fratello
e vorrei cancellare la rabbia
vorrei dirti coraggio è finita
che non porti da solo il fardello
dentro questo deserto di sabbia
sulla strada d’un’ingiusta vita.
M’avvicino e mi siedo al tuo fianco
ogni ruga che segna il tuo viso
è un sentiero di sassi lontano
non ho nulla da offrirti, son stanco
tu mi guardi e mi offri un sorriso
scalda il cuore una stretta di mano.
Premio speciale XXV edizione premio S.Bernardo
( Parma – dicembre 2004)
Coltivo un blog anch’io
Uno dei tanti, un blog di poesia
Vi semino pensieri
Ogni tanto li annaffio
Dal gelo li proteggo
Li leggo e li rileggo
Per non farli morir di nostalgìa
Come faceva mia nonna ieri
Con l’orto dietro casa
La sua passione sembra un po’ la mia
Ogni tanto passava la vicina
Si fermava a guardare
Poi chiedeva un rametto
Di rosmarino per cucinare
Anche dal mio giardino passa gente
Fantasmi senza volto
Visite quotidiane
che non dicono niente.
Sara Ferraglia
( 15 ottobre 2009)
Tertulia
Stavano poetesse in cerchio
Al chiar di luna
Sedute a chiacchierare di poesia
Nuda qualcuna
Col cuore in mano oltre la penna
Intabarrate altre in logori cappotti
Fumando sigarette Nazionali
Quello che poesia non è
Per tutte era certezza
Notti su notti invece per capire
La perfetta assonanza
Fra l'essere e il sentire.
( Sara Ferraglia )
( pensando a Viadellebelledonne.wordpress.com)
Quanto mi mancherà
I sogni tuoi son diventati ora
ritagli di riviste del settore,
disegni di cucine accartocciati
ma la valigia nel suo fondo ancora
conserva quell’esotico sapore
di ampi spazi e luoghi inesplorati.
Quanto mi mancherà, amore mio
il tuo sorriso dietro la finestra
e il susseguirsi delle tue stagioni
Del tempo tuo intrecciato con il mio,
un piccolo caffè ormai mi resta
e un breve ritornello di canzoni.
Quanto mi mancheranno, amore grande
il tuo entusiasmo ed il parlar veloce,
i tuoi vestiti sparsi nella stanza
e la risata aperta che si spande
sui giorni miei a rallegrar la voce
e a trasformare i passi in una danza.
Non ho parole nuove
Non ho parole nuove
Sono sempre le stesse
eppure mai uguali
Sai, come quando piove
come il tempo che passa
in un battito d’ali
Eppure sembra ieri
quando abbiamo deciso
di percorrere insieme
vecchi e nuovi sentieri
E' per te il mio sorriso
per il tempo che viene.
( Sara Ferraglia )