sabato 13 febbraio 2010
I resti di una vita
lunedì 8 febbraio 2010
Soffio d'inizio
Stai pensando ad un nome
Italiano, ovviamente
Inizi dalla A e ridiamo
per certi che ci vengono in mente
Eppure un parente lontano
si chiamava così,
con questo nome strano.
Se ti appassiona l’etimologìa,
cerca il significato della vita,
ch’è forza pura, vigore naturale
è l’anima che inizia a respirare
è il battito di un cuore
è poesia.
Ancora non ha un nome,
si chiama solo “vita”
e vita sia.
( Sara Ferraglia )
giovedì 4 febbraio 2010
Neve
mercoledì 27 gennaio 2010
Dov'eri TU?
e per le mie domande irriverenti
Ma TU dov’eri
quando salì l’inferno in superficie?
Non c’eri nelle piaghe,
di questi nostri corpi trasparenti
Pensai che avesse un senso
continuare a cercarti nel lezzo
di giacigli ammassati,
nelle ossa di vetro,
e nel vuoto dei denti.
Ti cercai nelle tasche
vuote anche del nome
Dimmelo TU se c’eri.
Ti cercai anche dopo,
fra la melma lasciata
dalla barbarie in piena,
nel mio primo caffè zuccherato,
nella prima carezza e nel vino,
nei miei giorni "normali",
nel dolore dell’acqua passata.
Davvero, mi dispiace
non ti ho più ritrovato.
( Sara Ferraglia )
sabato 23 gennaio 2010
Alba
giovedì 21 gennaio 2010
Un impegno importante
Gaudeamus igitur
giovedì 14 gennaio 2010
Lunga conservazione
Lunga conservazione
L’amore a lunga conservazione
è silenzioso
Infatti non fa rumore
quando apre il mio blog di poesia
E legge per suo piacere
ma anche per soddisfazione mia
L’amore a lunga conservazione
è premuroso
quando, ad esempio, la sera
posa un fazzoletto di carta
pulito sul mio comodino
Certo, non è gran cosa
ma non si sa mai che serva
così lo trovo pronto, lì vicino
L’amore che non scade a breve
ogni tanto ha il sapore
di piatti mille volte cucinati
con la stessa vecchia ricetta,
eppur rimane ciò che si tramanda,
di voce in voce, di cuore in cuore
attraversando il tempo,
senza fretta
( Sara Ferraglia )
martedì 22 dicembre 2009
Il Presepe nel deserto
Il Presepe nel deserto
Non c’era neve di cotone a fiocchi
né prato verde dall’odor di muschio
nessuna grotta ove riparare
Soltanto un sole che accecava gli occhi
quando Lei partorì quel figlio, maschio
sul confine orientale del Sahara
Non giunsero pastori ad adorare
né cherubini dai riccioli biondi
nessuna processione di Re Magi
Le dune e una colonna militare
di quel Presepe furono gli sfondi
Lei, confuse miraggi con presagi
- L’hanno trovato nella sabbia, sano
fra corpi devastati dalle mine -
breve notizia di un telegiornale
per un bambino che è nato, lontano
e la coscienza s’inventa un confine
Così si dorme e si attende il Natale
Menzione speciale Concorso letterario "Il Presepe" - 2009 - Pesche ( Is )
giovedì 17 dicembre 2009
Gli alberi di Natale
Ricordi?
Ogni Natale facevamo a gara,
lungo il tragitto,a chi più alberi contava
illuminati a festa. Eccone uno laggiù!
Io ne ho contati dieci - Ed io uno di più!
Tu, piccole mani, faccia schiacciata contro il finestrino,
applaudivi te stessa. Intonavo per te il pianto dello sconfitto
esageratamente affranto,
solo per il piacere
di una tua risata.
domenica 13 dicembre 2009
Analfabeta emozionale
Analfabeta emozionale
Sono un analfabeta emozionale
uno dei tanti
Chiedimi cosa provo
ed io... metto una croce
Ogni mio giorno al precedente uguale
Infilo istanti
come perline e provo
a volte a cambiar voce,
l’intonazione almeno
Sono un analfabeta emozionale
un bravo attore
che indossa sentimenti
al cambio di stagione,
ed ha una collezione personale
di maschere d’autore
per affrontar gli eventi,
pronto in ogni occasione
a non esser me stesso
( Sara Ferraglia )
Eppure sono convinta che la poesia abbia anche questa funzione di "alfabetizzare" i cuori, in un contesto in apparenza sempre più vuoto di sentimenti e di emozioni.
venerdì 11 dicembre 2009
Così la notte
Abbacinante
Saliva, tutta curve sotto il sole
Monte Testone la località
Erano quattro case ed un fienile,
due vipere seccate appese a un ramo
Al pozzo andavamo verso sera
Io saltellando, lei con il bastone
e con i secchi d’acqua fresca appesi
Passava strombazzando la corriera
Blu
Fiat 410 o una Viberti
Poi fino all’alba più nessun rumore,
solo qualche muggito dalle stalle
Qualche sospiro, forse, dentro ai letti
fra ruvide lenzuola in canapone
Sbiancate
da bucati di cenere e sapone
E fino all’alba più nessuna luce
Le lucciole, d’estate solo quelle
La luna piena, allora ancor più piena
S’era sereno, certo anche le stelle
Nera
Così la notte era.
mercoledì 2 dicembre 2009
Medusa
Medusa
Loro parlano, parlano
Un ingorgo di elettromagneti
di segnali che picchiano in testa
sibilanti serpenti a sonagli
attorcigliati nei capelli
di smarrita Medusa
Filtra il sole a spiragli
lungo il viale di abeti
Guardatemi negli occhi !
E forse diverrete pietra
Tacciono improvvisamente
Tacciono su quest’autobus
e scompare la gente.
Dai camini e dai tetti,
passando dai finestrini,
tornano i miei pensieri
come tanti uccellini
Un monastero antico,
( oggi carne o minestra?)
i silenzi del bosco,
( ho i letti da rifare !)
una goccia di pioggia
( stasera dormo presto !)
sulla foglia del fico.
mercoledì 4 novembre 2009
Rosa d'autunno, addio al poeta
E mentre scivolava fra la folla
non la toccò il dolore degli umani
ma più di tutto quello delle foglie
in stormi scese a indorar la bara,
quello dell’ape sola e infreddolita
confusa dal profumo di una rosa,
rosa d'autunno, spenta e scolorita.
E mentre scivolava fra la folla
udiva solo il canto di un fringuello
e più ovattate le parole vuote,
perse lungo i gradini del Famedio.
A lei mancava il gatto sui ginocchi
e un libro di poesie, soltanto quello.
( Sara Ferraglia )
martedì 3 novembre 2009
Migrante
Migrante
In un bar tutto solo seduto
a pensare al tuo incerto futuro
nella mano di birra un boccale
e nell’altra un lontano saluto
a chi ancora sta dietro quel muro
a lottare con il maestrale.
Nei tuoi occhi del sole il calore
che hai piegato e riposto con cura
nella tasca del vecchio giubbotto
per usarlo nelle fredde ore
della notte che ti fa paura
quando entra da quel vetro rotto.
Alle spalle la porta sbattuta
e ti perdi nella nebbia fitta,
dentro ai volti di gente straniera
e una nuova città sconosciuta
già ti mostra un’altra sconfitta,
e tu sogni aspettando la sera.
Io ti guardo negli occhi, fratello
e vorrei cancellare la rabbia
vorrei dirti coraggio è finita
che non porti da solo il fardello
dentro questo deserto di sabbia
sulla strada d’un’ingiusta vita.
M’avvicino e mi siedo al tuo fianco
ogni ruga che segna il tuo viso
è un sentiero di sassi lontano
non ho nulla da offrirti, son stanco
tu mi guardi e mi offri un sorriso
scalda il cuore una stretta di mano.
Premio speciale XXV edizione premio S.Bernardo
( Parma – dicembre 2004)
domenica 1 novembre 2009
Legge 180
giovedì 15 ottobre 2009
Coltivo un blog
Coltivo un blog anch’io
Uno dei tanti, un blog di poesia
Vi semino pensieri
Ogni tanto li annaffio
Dal gelo li proteggo
Li leggo e li rileggo
Per non farli morir di nostalgìa
Come faceva mia nonna ieri
Con l’orto dietro casa
La sua passione sembra un po’ la mia
Ogni tanto passava la vicina
Si fermava a guardare
Poi chiedeva un rametto
Di rosmarino per cucinare
Anche dal mio giardino passa gente
Fantasmi senza volto
Visite quotidiane
che non dicono niente.
Sara Ferraglia
( 15 ottobre 2009)
domenica 4 ottobre 2009
Tertulia
Tertulia
Stavano poetesse in cerchio
Al chiar di luna
Sedute a chiacchierare di poesia
Nuda qualcuna
Col cuore in mano oltre la penna
Intabarrate altre in logori cappotti
Fumando sigarette Nazionali
Quello che poesia non è
Per tutte era certezza
Notti su notti invece per capire
La perfetta assonanza
Fra l'essere e il sentire.
( Sara Ferraglia )
( pensando a Viadellebelledonne.wordpress.com)
giovedì 1 ottobre 2009
Mi porto in giro il cuore
martedì 15 settembre 2009
Quanto mi mancherà
Quanto mi mancherà
I sogni tuoi son diventati ora
ritagli di riviste del settore,
disegni di cucine accartocciati
ma la valigia nel suo fondo ancora
conserva quell’esotico sapore
di ampi spazi e luoghi inesplorati.
Quanto mi mancherà, amore mio
il tuo sorriso dietro la finestra
e il susseguirsi delle tue stagioni
Del tempo tuo intrecciato con il mio,
un piccolo caffè ormai mi resta
e un breve ritornello di canzoni.
Quanto mi mancheranno, amore grande
il tuo entusiasmo ed il parlar veloce,
i tuoi vestiti sparsi nella stanza
e la risata aperta che si spande
sui giorni miei a rallegrar la voce
e a trasformare i passi in una danza.
martedì 1 settembre 2009
Anniversario
Non ho parole nuove
Non ho parole nuove
Sono sempre le stesse
eppure mai uguali
Sai, come quando piove
come il tempo che passa
in un battito d’ali
Eppure sembra ieri
quando abbiamo deciso
di percorrere insieme
vecchi e nuovi sentieri
E' per te il mio sorriso
per il tempo che viene.
( Sara Ferraglia )
mercoledì 12 agosto 2009
L'ultima polka
martedì 28 luglio 2009
...come
...come
Come bucato steso al sole e all’aria
Come terra che libera respira
Senza il mortale abbraccio del cemento
Come nube spumosa e solitaria
Come lo sguardo che l’immenso ammira
Come pensiero in fuga con il vento
Così mi sento
Come le fragole del sottobosco
Come i lamponi al sole maturi
Come i mirtilli all’ombra del faggio
Come fragranze che bene conosco
Come i ricordi degli aromi puri
Mentre mi scalda quest’ultimo raggio
( Sara Ferraglia )
domenica 19 luglio 2009
Le falene
Le falene
Al chiaror della luna le falene
escono dalle finestre aperte o rotte
della vecchia soffitta,
ove tutto è più oscuro,
a cercare la luce
svolazzano.
Ma al sorgere del sole le falene
sazie di folli voli nella notte
nella siepe più fitta
nelle crepe del muro
dove c’è poca luce
spariscono.
( Sara Ferraglia )
venerdì 10 luglio 2009
Una telefonata
Mamma, non dirlo mai che mi disturbi
Credimi, il tempo mio non è prezioso
Semmai il tempo perso è il non sentirci
E non c’è nulla al mondo che mi turbi
più del nostro discorrer frettoloso,
al posto di un sereno raccontarci.
Mamma, sapessi quante volte penso
ai giorni andati e al tempo che ci resta
a ciò che ho taciuto o rimandato
alle parole dette senza senso
ai vuoti che mi riempiono la testa,
a qualcosa che ho perso o trascurato.
Cercami sempre e fallo quando vuoi
nel buio della notte se ti opprime,
nel silenzio di un’alba addormentata,
perché i giorni miei sono un po’ tuoi,
perché l’amore anche così si esprime.
E grazie per la tua telefonata.
( Sara Ferraglia )
martedì 7 luglio 2009
Un temporale estivo
Un temporale estivo
Cielo pesante sopra me, di piombo
cerco quel filo che mi dia la luce
ma s’ode solo, là del tuono un rombo
che un urlo disperato riproduce.
E sul mio viso goccia dopo goccia
il tempo passa inesorabilmente
Ed ora scroscia su di me la pioggia
mi lascio andare, fuggo con la mente.
Ritrovo fra le spighe una bambina
capelli lunghi e sorridente in volto
Verso qualcuno allunga la manina
ma non rivedo chi sta là in ascolto
Ritorno al cielo sopra me opprimente
asciugo il viso che la pioggia bagna
e quel ricordo, forse inesistente,
per tutto il temporale m’accompagna.
Poi si fa strada un sole bianco a stento
che mi riscalda dolcemente il cuore
ritrovo il fil di luce e già lo sento
che quell’angoscia lentamente muore.
( Sara Ferraglia )
mercoledì 1 luglio 2009
Riccione, Bagno 82
Non so se sono sordo
se mi tradisce il tempo
ma più non porta il vento
le grida dei gabbiani
Nemmeno altri suoni,
le voci del ricordo
d’ un valzer lento o un tango
di mani delicate
e abiti di seta
Come ogni sera torno
con passo lento e incerto
dalla mia passeggiata
al Bagno 82
Lungomare di gente
di veloce rumore
Non so se sono sordo
se mi tradisce il cuore
ma qui fra tante mani
mi mancano le tue
( Sara Ferraglia )
venerdì 12 giugno 2009
Per dir di te
Per dir di te
Non bastano parole
Per dir di te, Anita
Mi servono le nubi
Bianche di vento
Mi serve la frescura
Della pioggia scrosciante
E il fiore rosa dell’oleandro
E un ragno che si culla
Appeso al filo della fantasia
Mi servono formiche
Piccole e silenziose
Su colline di zucchero
Mi serve il miele sul cucchiaio
E latte caldo nel bicchiere
E le stelle curiose
Che chiedono alla luna chi tu sia
Per dir di te, Anita
Mi serve la Poesia
(Sara Ferraglia )
venerdì 5 giugno 2009
Campagna elettorale
Venditori di parole
Ho visto venditori di parole
agli angoli di strada e nelle piazze
con in bocca lusinghe e in mano nulla
e sentimenti altrui sotto le suole
In saldo le bugìe e le sciocchezze
per chi nell’illusione si trastulla.
Un chilo di speranza a basso costo
svendita di promesse sbandierate
nel becero vociare dei mercati
fra chi scambia ideali ed è disposto
ad acquistar potere anche a rate
Fondi di magazzino, i candidati.
( Sara Ferraglia )


