domenica 17 maggio 2009

Premiazione "Essere o sentire" : La parola non detta

La parola non detta


La parola non detta 

è quel mazzo di fiori 

a mia madre negato 

quando andavo di fretta. 

La parola non detta...

ne parliamo domani

e nemmeno ti accorgi

di uno sguardo deluso, 

di un sorriso che aspetta, 

della porta che hai chiuso. 

Le parole non dette 

come pietre silenti 

levigate dal tempo 

sono freddi lucchetti 

di prigioni di vento.

( Sara Ferraglia )

2^ classificata + Menzione Speciale al Premio di poesia "Essere o sentire" - Finale Emilia - maggio 2009
Per l'intensità del sentimento espresso nel testo
Selezionata per pubblicazione nell' edizione 2009 dell'associazione "Ricordando Tiziana - Cultura e solidarietà" : Mano tesa ( http://www.ricordandotiziana.it/) - ( Guspini - giugno 2009 )

giovedì 14 maggio 2009

L'impollinazione

L' impollinazione 

Vorrei che fosse polline l’amore

e come del tarassaco il soffione,

visibile nell’aria eppur leggero,

volasse lieve senza far rumore

ma forte anche se ancora in embrione.

Feconda primavera del pensiero.

 

Vorrei che si posasse sopra i rovi

e penetrando negli aridi anfratti,

ove non giunge più nemmeno un raggio,

vi generasse dei germogli nuovi,

morbide rose su rami contratti.

E’ la stagione questa del coraggio.

 

Vorrei che fosse polline nel vento

la sete di giustizia e tolleranza,

ma più non vedo api indaffarate

ed il ronzìo dei bombi più non sento,

come se muta fosse la speranza

di rinverdire terre desolate.

( Sara Ferraglia )

venerdì 1 maggio 2009

1° maggio ?


1 maggio ?

Sul bordo della Piazza
 un uomo di colore
 vende bandiere rosse
 a cinque euro appena
 L’anziano industriale
 si gode il primo sole
 con il bicchiere in mano solo, 
al Caffè Centrale Sorride alle parole 
che giungono dal palco 
Lavorare è un diritto 
grida il sindacalista
interprete perfetto
del ruolo suo d'attore
oggi protagonista
L’anziano industriale 
fa un cenno con la mano
e richiama il suo autista

( Sara Ferraglia )

venerdì 24 aprile 2009

Mi viene voglia d'ingrassare

Mi viene voglia d'Ingrassare.

Tu mi doni il tuo amore
 e me lo fai mangiare 
Anzi mi colmi il piatto 
Come fanno le madri 
Dolci e premurose 
Mangia che ti fa bene 
Ed io mi abbuffo 
Ed il mio cuore 
Riprende a funzionare 
E canta con un ritmo
 Re - go - la - re 
E’ buffo 
Forse mi viene voglia d’ingrassare.

( Sara Ferraglia)

martedì 14 aprile 2009

Ci portarono gli anni

Ci portarono gli anni 

Ci portarono gli anni
 lungo strade tortuose
 ricoperte di polvere, a volte. 
Ci son stati anche danni 
Eppur vedi? 
Cogliemmo anche rose 
E a contarle son molte.
 Ci han graffiato le spine, 
ne portiamo la traccia
 ricoperta dal tempo, sbiadita. 
Ma del mar conosciamo il confine
 e guardandoci in faccia 
ci ritorna una forza infinita. 
 E le imposte sbattute dal vento 
di finestre confuse, annebbiate
 e coi vetri che il freddo incrinava 
nel profondo lo sento, 
ora tu le hai fermate 
mentre il vento, deluso, passava.

(Sara Ferraglia )

mercoledì 8 aprile 2009

Buona Pasqua

La sorpresa

Domani all’alba romperò la luna
colma di tutti i sogni della notte
come si fa con l’uovo al cioccolato
perché si crede che porti fortuna 
E frugherò fra le sue schegge rotte 
finché il tuo sogno non avrò trovato 
Se dentro l’uovo troverai una stella 
fra tutte la più stanca di brillare, 
che per un soffio resta ancora accesa,
abbine cura perché proprio quella 
può dare un senso al nostro camminare
Amala più che puoi questa sorpresa.

( Sara Ferraglia )

domenica 5 aprile 2009

Primavera del 2009

Lenta primavera

O dolce primavera scopriti piano piano 
come un’antica dama la caviglia 
Non rivelarti intera 
Solleva con la mano
 il velo rosa a liberar le ciglia
Oggi una gemma sola schiude sul ramo
 Domani un altro fiore sul sentiero 
Credo che sia una viola 
quella che grida t’amo 
al rinverdir dell’universo intero
Di questa primavera
 adoro la lentezza
 che mi sorprende giorno dopo giorno
 E quando si fa sera
 mi dona la pienezza 
di nuova vita che germoglia intorno

( Sara Ferraglia )

mercoledì 1 aprile 2009

Penso a una donna di Gaza

Donne di confine.

E penso a te che vivi sul confine 
in una terra calda e sconvolgente, 
culla di religioni e di cultura,
 terra dove la notte non ha fine,
 perché nel cielo – incessantemente - 
brillan stelle di fuoco e di paura.
 Io penso a te…
 E penso a te che fiabe non inventi
 - volar di fantasia a volte uccide –
 non fai lunghi programmi sul futuro, 
vivi giorno per giorno i tuoi momenti
 sapendo che per te c’è chi decide 
se oggi il passo tuo sarà sicuro. 
Abbi cura di te… 
E penso a te che anche se ti ammali
 passi la notte al freddo o all’aria aperta. 
Leggera come il vento eppure forte 
quando le braccia tue si fanno ali, 
calde e avvolgenti come una coperta, 
proteggi i tuoi bambini dalla morte. 
.

( Sara Ferraglia )

mercoledì 25 marzo 2009

Un compleanno ancora

Un compleanno ancora 

Un compleanno ancora
Dimmi chi ringraziare 
Per averti al mio fianco
Potrei provar col cielo
Potrei farlo anche ora
Ecco 
Quasi come pregare
Ma non sarei sincera 
Credo solo alla terra 
Ai tuoi gesti sicuri 
A parole che sento 
No, nessuna preghiera 
Penso 
Che a te devo il sorriso 
Quando il tempo è pesante 
A te devo ogni viaggio 
Sulla strada in discesa 
Grazie 
Per gli auguri più veri 
Quelli saldi nel tempo 
Solo tu sei importante 
E non devo cercare 
Su nel cielo o nel mare
Un compleanno ancora 
Per quel piccolo gesto
Che l’amore misura 
Ti ringrazio anche ora

( Sara Ferraglia)

sabato 21 marzo 2009

1° giorno di primavera

Sono sempre le donne

Sono sempre le donne
 che ad ogni primavera vestono i davanzali 
di primule e giacinti
 le donne, sempre loro sempre uguali
 Donne dai cuori variopinti
 Uomini ai giardinetti portano in giro i cani
 e pestano le viole 
Uomini la sigaretta accesa 
non vedono la gemma 
sbocciare oltre il fumo
 Mentre invece le donne 
ad ogni primavera arieggiano le stanze 
le donne, sempre loro a spargere profumo
 anche se il cuore pesa.

( Sara Ferraglia )

martedì 17 marzo 2009

Una "non poesia" per un evento che è sempre poesia...

Il nostro codice segreto

( “ Chi parla così forte? Che rumore! Io stavo meglio là dentro, aiuto che succede?”)
Ti ho toccata, accarezzata, fiutata e ci siamo scambiate il nostro indelebile codice segreto e tu, piccolo corpo ancora chiuso al mondo esterno, hai a disposizione solo questo per comunicare con me, per sentire che le nostre carni si sono staccate ma ci apparteniamo ancora.
  (“ Non posso parlare, non sono capace… ma so chi sei. Però adesso ho fame…Non m’importa di nient’altro al mondo, solo della mia fame.”)
La tua manina rosa e un pò rugosa si aggrappa al mio seno, lo stringe e la tua bocca non smette di cercare e di succhiare e alla fine si stacca: la tua espressione ora è di pace e sazietà mentre ti addormenti fra le mie braccia. Lentamente mi alzo e ti poso nella culla.
  ( “ Eh no! Così non mi piace mica tanto! C’era più caldo prima e poi mi piaceva come mi facevi dondolare…dai, prendimi ancora in braccio altrimenti piango…Ok…allora piango!”) 
 Dobbiamo imparare a vivere staccate, piccolina mia, dobbiamo imparare che ora abbiamo due vite, capisci? La risposta è nel tuo pianto, che, da intermittente mugugno, diventa assordante grido di rabbia, che rende paonazzo il tuo viso. E va bene…ancora un attimo di coccole, vieni… “Dondola, dondola e il vento la spinge, cattura le stelle per i suoi desideri…” canto piano piano e tu ti calmi
  ( “ C’è tempo mamma per imparare a staccarci! Adesso stiamo così che ci sto meglio!”)
Passeranno troppo in fretta questi giorni… e i mesi… e gli anni… e non torneranno più ma non perderemo mai il nostro codice segreto.

( Sara Ferraglia )

Scritto anni fa per mia figlia e dedicato oggi ad Anita e Francesca

lunedì 16 marzo 2009

E finalmente...alle 23,45..

A N I T A

Anita appena nata
Per te
Nubi di panna rosa
Per te
Immacolati sogni
Tenera e delicata
Tu sei
Angelo che riposa

giovedì 12 marzo 2009

Il Calicantus

Il Calicantus

La mia amica sospira 
Sai, da tempo non mi vesto 
Mi copro solamente
 E poi non mangio 
Mi nutro
 E più nessuno aspetto
 Siamo così vicine
 Sull’orlo del giardino 
Ove è fiorito ancora Il calicantus
 La vita è prepotente
 Ha sempre la pretesa 
Di far finire tutto 
Anche il dolore 
Se no per qual motivo
 Fiorisce ogni febbraio 
Questo fiore?

( Sara Ferraglia )

martedì 10 marzo 2009

Tempo virtuale

Tempo virtuale


Io mi ricordo ora 
quando aveva un senso la Parola.
 L’amico era l’Amico ,
 l’amore era l’Amore
 Non eravamo ancora mascherati nei blog. 
 Io mi ricordo ancora
 quando aveva un senso l'emozione
 e sollevare un sasso ad anima scoperta ,
 quando aprivi la porta ad un cuore sincero. 
 No, non mi metto in lista 
per diventar tuo amico .
 Condividere foto? 
Visualizza il profilo?
 No, credo ancora che esista 
oltre il mondo virtuale
 la Persona reale.

( Sara Ferraglia )

domenica 8 marzo 2009

8 marzo...ancora

Al mio cuore, di domenica

Ti ringrazio, cuore mio:

non ciondoli, ti dai da fare

senza lusinghe, senza premio,

per innata diligenza.

Hai settanta meriti al minuto.

Ogni tua sistole

è come spingere una barca

in mare aperto

per un viaggio intorno al mondo.

Ti ringrazio, cuore mio:

volta per volta

mi estrai dal tutto,

separata anche nel sonno.

Badi che sognando non trapassi in quel volo,

nel volo

per cui non occorrono le ali.

Ti ringrazio, cuore mio:

mi sono svegliata di nuovo

e benchè sia domenica,

giorno di riposo,

sotto le costole

continua il solito viavai prefestivo.

( Wislawa Szymborska )

mercoledì 18 febbraio 2009

Il ricettario



Il ricettario

Pagina dell'inizio
Dosi scritte con cura
Il cucinare è un'arte
"Pepare con giudizio"
Nella giusta misura
Il tutto con la parte

Pagina libertina
"Friggi in olio bollente"
Amore zuccherato
Dolcezza sopraffina
Di panna prorompente
Delizia del palato

Pagina stropicciata
"Di sale quanto basta"
Goccia d'acqua o di pianto?
E la sfoglia tirata
Avvolge nella pasta
Anche qualche rimpianto

Pagina scolorita
Dal tempo e dall'usura
E gli angoli consunti
Le impronte delle dita
Nel "rimestar con cura"
Ricordi e vecchi appunti.

( Sara Ferraglia )



martedì 3 febbraio 2009

Raccolta differenziata

Nell’umido le lacrime versate 
Le bucce a serpentina dei pensieri
 I torsoli rimasti dopo i morsi 
alle occasioni avute e mai sfruttate
 e i noccioli con dentro i desideri 
e poi tutti gli avanzi dei rimorsi.
 E nella carta i giorni come fogli 
strappati dal quaderno della vita 
Le pagine mai lette e accartocciate 
parole come fragili germogli 
o testi forti su una trama ordita 
e copertine lisce e patinate. 
 Fra le lattine colorate getto 
l’inutile e la rabbia di un istante 
Ciò che pareva colmo ed era vuoto 
Ciò che stillava gocce dentro al petto 
quando la sete era devastante 
Ciò che sembrava oscuro ed era noto. 
 Nel vetro la coscienza trasparente 
Le cose dette ad anima scoperta 
Fragili sogni e solide passioni 
Quello che ben curato è resistente 
ma quando sfugge ad una presa incerta 
si rompe in mille schegge d’emozioni.

( Sara Ferraglia )
Segnalazione a Trieste : Invito alla Poesia 
( Trieste- agosto )
2^ classificata Premio "Sole d'autunno - VI edizione ( Busto Arsizio - settembre )
Pubblicata nell'antologia RES, edita da Tapirulant.( Parma - dicembre

domenica 18 gennaio 2009

Guerra

Guerra 

La forza, la rabbia 
Urlata dal vento
 Che abbatte, distrugge
 Solleva la sabbia
 Negli occhi smarriti 
Del bimbo che fugge 
Muovendosi a stento
 Fra sangue e macerie
 Cercando quel Dio
 Che assiste impotente 
Ai giorni dell’ira 
Al nostro sgomento 
Non parlo stasera 
Laggiù tutto è fuoco
 E rabbia e tempesta 
Non parlo ma piango 
per la mia bandiera 
L’ho appesa distesa
 Dal fango pulita 
Perché son suo figlio 
Speranza nel vento 
Or pende ferita 
Dal ramo di un tiglio.

(Sara Ferraglia)

sabato 10 gennaio 2009

Lo scatto di un gatto



Il mio racconto "Lo scatto di un gatto" è stato pubblicato su Viadellebelledonne.
Se amate i racconti , i gatti e le storie strane, questo è il link per leggerlo direttamente :

http://viadellebelledonne.wordpress.com/2009/01/09/lo-scatto-di-un-gatto-di-sara-ferraglia/#more-10285

mercoledì 7 gennaio 2009

Neve

NEVE

Scende dal cielo lentamente
 Si posa piano leggera sulla mano
 eppur macigno per il filo d’erba, 
che la dolce violenza piega 
E piano piano, 
con abbraccio suadente, 
lo copre e lo distende.

( Sara Ferraglia )

martedì 6 gennaio 2009

L'alba della Befana


L'alba della Befana

Un merlo ha ricamato
 una leggera trama nella neve
 Sul sentiero ghiacciato, 
di bacche rosse 
pende un ramo greve
 Il silenzio poi sfuma 
al gracchiar di una gazza lontana; 
ne raccoglie una piuma 
una stanca e affannata Befana.

( Sara Ferraglia )

lunedì 29 dicembre 2008

Regalo di Natale

Regalo di Natale

"Io non ho bisogno di denaro.
Ho bisogno di sentimenti,
di parole, di parole scelte sapientemente,
di fiori detti pensieri,
di rose dette presenze,
di sogni che abitino gli alberi,
di canzoni che facciano danzare le statue,
di stelle che mormorino all'orecchio degli amanti....
Ho bisogno di poesia,
questa magia che brucia la pesantezza delle parole,
che risveglia le emozioni e dà colori nuovi."

Alda Merini (Terra d'Amore 2003)

mercoledì 17 dicembre 2008

Per Francesca che sta aspettando...

Il presepe di una madre. 

Notte per me che sto immaginando 
come saranno gli occhi e le tue mani 
Notte per te che al buio stai sognando 
di sconosciuti viaggi nel domani 
 Tu presto nascerai anima bella
 in un tempo malato di follìa
 dove brilla un pò meno anche la stella 
che guidò molte genti sulla via
 Intorno a te saranno luci ed ombre 
rari silenzi e inutili parole 
grandi deserti e città immense ingombre 
di falsi miti e di persone sole 
 Per te stanotte chiedo a stelle e luna d’essere 
quel che sono eternamente
 luci nel buio se la notte abbruna
 e fari per il cuore e per la mente
 E tu amore mio devi aspettare 
che tutto quanto al mondo prenda forma
 che il cielo cielo sia e il mare mare 
che lasci il piede tuo sul suolo l’orma

( Sara Ferraglia )

venerdì 5 dicembre 2008

Sei dolce quando metti in fila i sogni

Sei dolce quando metti in fila i sogni 

Sei dolce quando metti in fila i sogni
 l’uno all’altro annodati
 oppure sciolti
 o dentro la valigia accatastati
, mescolando maglioni con passioni
 e desideri nella calze avvolti, 
nel doppiofondo quelli accantonati. 
 Sei bella quando sfogli sul divano 
mari e deserti in carta patinata 
e parli dei tuoi viaggi nel futuro 
la tazza di caffè nell’altra mano
 l’acquaio che diventa una cascata 
e un sogno dirompente abbatte il muro.

( Sara Ferraglia )

venerdì 21 novembre 2008

Piccola bimba scura

Piccola bimba scura

Piccola bimba scura

 principessa orientale 

nata tu all’alba ed io al tramonto

 ma di un giorno uguale

 e mentre tu crescevi 

io con te imparavo un amore nuovo

 di madre insieme e di sorella 

Se su sapessi piccolina 

con quel sorriso

 se tu sapessi quanto eri bella. 

Quando lasciai la casa

 incontro alla mia vita

 tu stavi male e sembravi smarrita 

come un cucciolo solo 

che bagnato rincasa sotto un temporale. 

Poi sei cresciuta in fretta 

ma voglio ricordarti, 

piccola bimba scura, 

che ti ho tenuta stretta sul fondo del mio cuore 

come per ripararti da ogni tua paura.

( a mia sorella Francesca )

( Sara Ferraglia )

giovedì 20 novembre 2008

20 - novembre : il ricordo di te

Ricordo d’infanzia 

All’alba,il fruscio di passi felpati;
 scendeva le scale il mio angelo stanco, 
la notte era piena dei tempi passati 
ed io respiravo,bambina,al suo fianco. 
 Il sole nei campi bruciava la pelle 
riempiva di luce dolcissime rughe; 
guardavo i suoi occhi aspettare le stelle 
e sotto il cappello sognare di fughe. 
 Ricordo le sere davanti al camino; 
salivan scintille ed erano draghi. 
Seduta nel grembo di un nonno bambino
 tremavo e ridevo alle storie di maghi.
 Le notti d’inverno forse eran più bianche 
o forse guardavo con occhi diversi. 
Adesso le stelle mi sembran più stanche
 o forse è il ricordo di sogni ormai persi.


  ( Sara Ferraglia ) Prima classificata al concorso “I Racconti del nonno contadino” ( Pernumia – Pd. Ottobre 2003)

martedì 18 novembre 2008

Passeggeri

Passeggero n° 2

Lui non timbra il biglietto 

stringe in tasca le mani 

Uno squillo improvviso 

Forse il solo suo affetto

 o il lavoro domani 

e nemmeno un sorriso 

 Scende all’ultima strada della periferia

 fuori piove a dirotto

 lui al cielo non bada 

e percorre la via

 nel suo vecchio giubbotto

( Sara Ferraglia )

giovedì 13 novembre 2008

Passeggeri


Passeggera n°1 

Ha una sciarpa di lana 
stinta come il suo sguardo
 i capelli sul giallo
 una corta sottana
maculata leopardo
 tacchi a spillo in metallo 
 Alla prossima scende
 Cambia nome al tramonto 
se la luce s’abbassa 
Quando il buio la prende 
un sorriso già pronto
 per il primo che passa

(Sara Ferraglia)

mercoledì 12 novembre 2008

C'era una volta

 C’era una volta

Ti sento ancora al centro della stanza
 Fra caldi fuochi e vesti in lana grezza
 C’era una volta la tua tenerezza 
Mentre ti muovi come in una danza. 
 Freddo l’inverno che ricopre i vetri 
Di te mi porta il bianco della mano 
Rosso il camino e mi parlavi piano
 Di nere notti di folletti e spettri. 
 Ti sento ancora al centro del giardino 
Tappeto di violette a primavera 
Ritorna un dolce canto verso sera 
E mi rivedo insieme a te bambino. 
 A come ali per volar lontano 
B come baci sulle gote belle
 C come il cielo e tutte le sue stelle 
D come dita che accarezzan piano. 
 Eco di rime che per me intonavi 
Tocchi e rintocchi dall’antica torre
 Calda l’estate e la mia vita scorre
 Con i tuoi passi sulle vecchie travi.
 L’autunno invade con colori audaci 
Le valli, i boschi ed apre la cantina
 Odor di mosto ed in quest’aria fina
 Riposa il tuo ricordo nelle braci.

( Sara Ferraglia )

domenica 2 novembre 2008

Del mio paese, giorni e stagioni


Del mio paese, giorni e stagioni. 

Ci son parole che all’improvviso 

aprono squarci nella memoria 

Lampi di luce sfumano intorno 

solcando un cielo di nubi intriso 

mentre riaffiora la mia storia,

 quel che son stata fino a quel giorno.

 Torno al canale dall’acqua chiara 

dove respiro l’odor di menta 

Vedo mia madre lavare china 

e un’ape ardita che sulla giara ronza, 

si posa e riparte lenta 

verso la tenue rosa canina. 

 Torno alla Sagra di San Michele 

a spume d’oro di dolci torte 

nate da braci dei forni a legna

 bagnate appena col dolce miele 

di quel moscato dal timbro forte 

che inebria i sensi e il palato impregna. 

 Se punge l’aria e si fa tormento

 tornano giorni di ghiaccio e neve

 quando il paese si addormentava 

e rimaneva soltanto il vento

 a spinger forte giù dalla Pieve 

fantasmi e grida per chi sognava. 

 Ci son parole che in un istante

 portano al mare dell’esistenza 

S’addensa il delta delle emozioni 

Ogni ricordo si fa vibrante

 nel ricomporre la pura essenza 

del mio paese, giorni e stagioni.

( Sara Ferraglia )

lunedì 20 ottobre 2008

Cibo degli dei

Cibo degli dei

Il corpo mio lo voglio ricoprire 
di cioccolato sciolto
 lucido e profumato
 così che non si possa più capire
 nemmeno dal mio volto
 la razza mia e dove sono nato. 
 Profumerò di zenzero e vaniglia 
avrò zigomi alteri e labbra d’albicocca
 fondente cioccolato sulle ciglia 
caffè negli occhi neri 
rosso peperoncino sulla bocca. 
 Mi sdraierò fra spezie colorate 
su rotte di mercanti in stive di trofei. 
Ritornerò a terre mai lasciate, 
agli alberi giganti
 mi sazierò del cibo degli dei.

( Sara Ferraglia )

Poesia finalista al Concorso "Cioccolato, passione e gioco" - Eurochocolat - Perugia ottobre 2008.
Fra le 30 selezionate per la pubblicazione nell'antologia del premio.

lunedì 13 ottobre 2008

S p a z i o P o e s i a


Una giovane radio on-line, Radio Bla Bla network,
dedica quotidianamente uno spazio alla poesia nella rubrica “Vetrina d’autore”.

La settimana dal 13 al 19 ottobre, alle ore 8,30 e alle ore 17,

Tiziana Curti e Anna Cottini,
hanno letto magistralmente alcune mie poesie :

- A volte la poesia

- Raccolta differenziata
- Stella fra tante
- La parola non detta

venerdì 3 ottobre 2008

Le stagioni di mia madre


Le stagioni di mia madre 

I suoi vestiti odorano di viole 

E di ginestre al sole appisolate

 Affamate di caldo al primo sole 

Le sue mani nei fiori indaffarate.

 Gerani colorati ai davanzali

 E figli già cresciuti in qualche posto 

Sogni assopiti mettono le ali

 In una notte torrida d’agosto. 

 E poi l’autunno coi suoi toni accesi 

La vede pensierosa accanto al fuoco 

Sente passar il tempo,i giorni, i mesi 

Sa di far parte di un immenso gioco. 

 Ora l’inverno freddo e immacolato 

Con il suo filo puro e trasparente 

Un velo di ricordi ha già intrecciato 

Gliene fa dono, inesorabilmente. 

 Le tue stagioni, o madre, come onde 

S’imprimono nel cuore, si fan vita 

S’abbatton dolcemente sulle sponde 

Flusso e riflusso di beltà infinita.

( Sara Ferraglia )

Segnalazione speciale XXI edizione premio Ignazio Silone - Parma 2004
Seconda classificata Premio Maria Rizzo - Roma 2008

venerdì 19 settembre 2008

La musica del vino

La musica del vino 

Agita lievemente il tuo bicchiere 
ascolta ad occhi chiusi la musica del vino 
che densa ha valicato le frontiere 
mescendo giorni e fusi
 e aromi floreali nel cammino. 
 Se l’Africa respira nel tuo vino,
 di spezie e aromi forti
 la tua Meknès profuma, 
nel calice di giallo paglierino 
la mia Cormòns ti porti 
odor di mela e pane quando sfuma. 
 Un brindisi che la distanza annulla 
fondendo nella botte il giorno con la notte 
Cannella e pesca nella stessa culla.

(Sara Ferraglia)

( Poesia pubblicata nell'antologia del premio "Filari in versi" - Cormons-settembre 2008
nell'ambito dell'iniziativa del "Vino della Pace" - www.cormons.com)

Fonti di ispirazione: Vino africano della vallata di Meknes ( rosso ) Le Domaine Riad Jamil se distingue par un nez agrémenté de subtiles notes d’épices et de cannelle précédant une bouche qui se veut ronde et charnue Vino italiano bianco di Cormons ( bianco ) Chardonnay – Doc. Collio : grande vino, piacevolissimo, elegante, di un color giallo carico, tanto ben strutturato da essere utilizzato per fare da base a molti spumanti, anche per la sua acidità fissa superiore alla media. Ha un sapore fruttato; da giovane sprigiona profumi di mela e di pane fresco; di miele e pesca matura quando è invecchiato.

venerdì 5 settembre 2008

L e g g i m i

Leggimi

L e g g i m i 
Entrando nelle “o” con lo stupore
 E nelle “a” aperte e tondeggianti
 Colmandoti di ciò che più t’aggrada 
Ma fallo piano, senza far rumore
 Perdona le emozioni ridondanti
 Libera il tuo sentire ovunque vada 
 L e g g i m i 
E fatti agile e smilzo per passare 
Nell’occhio stretto delle tante “e” 
Fermandoti ogni tanto per capire 
Se qui vale la pena di sostare 
Se andare a capo vuole dir finire
 Se la musica nei versi adesso c’è. 
 L e g g i m i 
Le “u” saran per te come scalini 
Per arrivare quasi sulle stelle 
Slaccia le scarpe e perdile nel vuoto
 Vecchi ricordi sentirai vicini 
Ti torneranno in mente cose belle 
E scoprirai che tutto era già noto.

(Sara Ferraglia)

martedì 26 agosto 2008

Vacanza in Salento

Gli ulivi del Salento hanno le rughe

Gli ulivi del Salento hanno le rughe
 Su terre rosse in ordinate schiere
 osservano le nubi di passaggio 
da un mare all’altro in solitarie fughe
 e aspettano il ristoro delle sere 
se il sole attenua il fuoco del suo raggio.
 Si adagiano campagne verso il mare
 e il vento nella notte spande i suoni 
e i canti antichi della tarantata. 
Trema una stella, brilla, poi scompare
 e dal castello fuochi come tuoni 
rischiarano impetuosi la nottata.
 Dorme il Salento quando è notte fonda 
pregno di aromi e sale sulla pelle 
mentre si placa il ritmo nelle vene
 e sulle rocce nere sfuma l’onda.
 Io mi riposo e intanto conto stelle
 fra fiori e palme a Casina Le Rene.

(Sara Ferraglia)

Ringrazio con tutto il cuore Anna Lucia, Lucio, Antonella e Salvatore , proprietari del B&B Casina Le Rene di Poggiardo ( Le) per la calda, semplice e cordiale ospitalità nella loro meravigliosa terra.
Salvatore Fedele è un talento con la sua batteria ; ascoltatelo collegandovi al sito del gruppo musicale di cui fa parte

mercoledì 9 luglio 2008

Clandestino

“Non so dove i gabbiani abbiano il nido, 
ove trovino pace. 
Io son come loro in perpetuo volo.” 
 Come i gabbiani il mio vagar dirigo 
verso specchi fallaci 
quando cerco ristoro, 
non nel mare ma al suolo.
 E come loro alla tempesta affido
 il mio orgoglio tenace 
e con l’anima esploro 
alla fine del molo. 
 Come i gabbiani qualche volta grido, 
allorché il giorno tace, 
se c’è un Dio, lo imploro 
quando il cielo è un lenzuolo. 
 Non so dove i gabbiani abbiano il nido, 
io non trovo la pace
 e non son come loro
 Io son stanco del volo. 

(Sara Ferraglia )

martedì 1 luglio 2008

Il vento di scirocco oggi


Il vento di scirocco 

Il vento di scirocco oggi 
nuvole pesanti e scure 
che passano sui poggi 
e su opache pianure, 
spinge lontano
 ( le tocco con la mano) 
 All’ultima m’aggrappo
 e m’alzo in volo forte 
sento lo strappo 
e mi stacco dal suolo 
viaggio improvvisato 
( da tempo sognato) 
 Vedo il sud più profondo
 di Sicilia o di Puglia 
mentre lascio là in fondo 
di quel duomo la guglia
 e più a sud io mi spingo
 ( emisfero meridionale)

( Sara Ferraglia )

martedì 24 giugno 2008

Preziosi momenti


Preziosi momenti


Parlami ancora 

Preziosi momenti 

Accoccolata qui fra le mie braccia 

Parlami ora 

Che dell’infanzia ritrovi la traccia

 Parliamo del futuro 

Diamo forma ai tuoi sogni 

Usciti dal cassetto degli anni 

Non esiste quel muro 

Contro il quale t’affanni. 

Parliamo della notte

 Con la luce del giorno

 Degli incubi angoscianti 

Sgretolati qui intorno 

Fra due braccia avvolgenti 

Parlami ora 

Preziosi momenti.

( a mia figlia )

giovedì 19 giugno 2008

Stella fra tante

Stella fra tante

Sai, nulla muterà nell’universo 
Tutto rimarrà uguale
 Se mai nessuno leggerà un tuo verso 
Mi disse un giorno un tale 
Un editore della mia città 
 Non ho preteso mai d’essere luna 
Solitaria e distante 
Che, se scompare, il mondo tutto imbruna 
Ma stella sì, fra tante 
Credo sia proprio questa la beltà 
 Essere quel puntino luminoso
 A volte unica luce 
Quando diventa il cielo tenebroso 
Segnale che conduce
 Ad un tempo sereno che verrà

( Sara Ferraglia )

martedì 10 giugno 2008

Vorrei conoscere Vivian Lamarque

Vorrei conoscere Vivian Lamarque 

Le vorrei confidare
 che io uso un cucchiaio 
per dosar sentimenti,
 quanto basta, mischiare 
poi aggiungere un paio di dolori cocenti
. Dal suo sguardo rubare la ricetta segreta 
e gli esatti ingredienti 
che le fanno creare su lavagne di seta 
emozioni viventi. 
 Chiamerà numi e vati lei,
 per fare arrestare una ladra di sogni? 
Fuori i versi rubati! 
e dovrò dimostrare ch’eran solo illusioni.

( Sara Ferraglia)

lunedì 19 maggio 2008

Corte di Giarola, 18 maggio 2008

Parma, tramonto autunnale

Buongiorno, la vedi?
 La nebbia dirada, 
sipario che s’apre sui viali autunnali
 comparse sfuggenti i passanti affannati 
attrici le foglie che colman la strada 
vestendo costumi di scena ancestrali
 di rossi, di gialli e d’ocra sfumati.
 Ascolta, lo senti?
 L’autunno sospira:
 è l’ape che ronza sull’ultimo fiore
 nel vecchio giardino dell’Oltretorrente,
 è il rifolo fresco che sui ponti spira 
e stringi le spalle nel primo tremore
 annuncio precoce d’inverno imminente. 
 Cammino al tuo fianco sui ricci dischiusi, 
sui frutti maturi dell’ippocastano;
 topazi e rubini della piracanta
 adornano muri e cancelli ormai chiusi 
sul sole che muore e rosseggia lontano
 in questo tramonto d’autunno che incanta.

 ( a una persona cara che ha vissuto un difficile autunno )

Segnalazione alla VI edizione del Premio letterario "Il mio paese" ( Corte di Giarola - Pr )

( Sara Ferraglia )

venerdì 9 maggio 2008

Tentazione al cioccolato

Tentazione al cioccolato.

T’amo quando mi tenta il tuo profumo
 da una vetrina nella nebbia densa
 e m’avviluppa quella voglia intensa
 che ogni resistenza manda in fumo. 
 Penetra nelle ossa questo inverno 
quando dal campanile l’ora scocca 
del languido sapor sulla mia bocca 
che il corpo accende come fosse inferno. 
 Perchè guardarti mi dà pace t’amo,
 t’amo quando mi scorri nelle vene 
e più nessun pudore mi trattiene 
quando divieni tutto ciò che bramo. 
 Placato, il desiderio si dilegua 
ma il retrogusto amaro che permane
 s’insinua nella mente come fame
 e agli appagati sensi non dà tregua.

( Sara Ferraglia )

martedì 29 aprile 2008

A volte la poesia

A volte la poesia

A volte… 
Quando leggo dei poeti i testi
 I miei diventan come polvere
 Noiosa, subito da togliere 
Prima che infarini le mie vesti.
 Ma a volte… 
Dei miei versi freschi vado fiera 
Ne farei polline per farfalle
 Canto di fiume che corre a valle
 Leggera brezza che scende a sera.
 Altre volte… 
Soffrono le rime appena nate 
Gemme che sbocciano premature 
Più bisognose delle mie cure 
Ma non per questo le meno amate.
 Ed una volta… 
Ricordo ancora la meraviglia
 Della poesia che s’è fatta vita 
Da un pugno stretto leggera è uscita 
E dalla mano di mia figlia.

(Sara Ferraglia)

Pubblicato sulla rivista on line su http://www.opposto.net/

venerdì 25 aprile 2008

Ancora 25 aprile

Qualcuno ha schiaffeggiato la speranza

Ha posto sull’attesa un drappo scuro

Tracciato un rigo nero sul futuro

Svuotando questo giorno d’importanza.

Qualcuno anche il ricordo vuol sbiadire

O raccontare storie all’incontrario

Ma il tempo con pazienza scrive un diario

Di giorni che non possono morire.

( Sara Ferraglia )

venerdì 18 aprile 2008

Passeggiata

Passeggiata

Camminerò con te anche domani 
lentamente sottobraccio
 su quel tappeto di foglie
 nel viale autunnale.
 E avrò nelle mani 
carezze non date e mai perse 
carezze di donna o di moglie 
e sogni lontani mai spenti. 
E sarà domenica
 quel discorrere allegro e quel tempo sereno
 che l’inverno invoglia 
quando cade sul viale
 anche l’ultima foglia.

(Sara Ferraglia )

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