venerdì 5 dicembre 2008

Sei dolce quando metti in fila i sogni

Sei dolce quando metti in fila i sogni 

Sei dolce quando metti in fila i sogni
 l’uno all’altro annodati
 oppure sciolti
 o dentro la valigia accatastati
, mescolando maglioni con passioni
 e desideri nella calze avvolti, 
nel doppiofondo quelli accantonati. 
 Sei bella quando sfogli sul divano 
mari e deserti in carta patinata 
e parli dei tuoi viaggi nel futuro 
la tazza di caffè nell’altra mano
 l’acquaio che diventa una cascata 
e un sogno dirompente abbatte il muro.

( Sara Ferraglia )

venerdì 21 novembre 2008

Piccola bimba scura

Piccola bimba scura

Piccola bimba scura

 principessa orientale 

nata tu all’alba ed io al tramonto

 ma di un giorno uguale

 e mentre tu crescevi 

io con te imparavo un amore nuovo

 di madre insieme e di sorella 

Se su sapessi piccolina 

con quel sorriso

 se tu sapessi quanto eri bella. 

Quando lasciai la casa

 incontro alla mia vita

 tu stavi male e sembravi smarrita 

come un cucciolo solo 

che bagnato rincasa sotto un temporale. 

Poi sei cresciuta in fretta 

ma voglio ricordarti, 

piccola bimba scura, 

che ti ho tenuta stretta sul fondo del mio cuore 

come per ripararti da ogni tua paura.

( a mia sorella Francesca )

( Sara Ferraglia )

giovedì 20 novembre 2008

20 - novembre : il ricordo di te

Ricordo d’infanzia 

All’alba,il fruscio di passi felpati;
 scendeva le scale il mio angelo stanco, 
la notte era piena dei tempi passati 
ed io respiravo,bambina,al suo fianco. 
 Il sole nei campi bruciava la pelle 
riempiva di luce dolcissime rughe; 
guardavo i suoi occhi aspettare le stelle 
e sotto il cappello sognare di fughe. 
 Ricordo le sere davanti al camino; 
salivan scintille ed erano draghi. 
Seduta nel grembo di un nonno bambino
 tremavo e ridevo alle storie di maghi.
 Le notti d’inverno forse eran più bianche 
o forse guardavo con occhi diversi. 
Adesso le stelle mi sembran più stanche
 o forse è il ricordo di sogni ormai persi.


  ( Sara Ferraglia ) Prima classificata al concorso “I Racconti del nonno contadino” ( Pernumia – Pd. Ottobre 2003)

martedì 18 novembre 2008

Passeggeri

Passeggero n° 2

Lui non timbra il biglietto 

stringe in tasca le mani 

Uno squillo improvviso 

Forse il solo suo affetto

 o il lavoro domani 

e nemmeno un sorriso 

 Scende all’ultima strada della periferia

 fuori piove a dirotto

 lui al cielo non bada 

e percorre la via

 nel suo vecchio giubbotto

( Sara Ferraglia )

giovedì 13 novembre 2008

Passeggeri


Passeggera n°1 

Ha una sciarpa di lana 
stinta come il suo sguardo
 i capelli sul giallo
 una corta sottana
maculata leopardo
 tacchi a spillo in metallo 
 Alla prossima scende
 Cambia nome al tramonto 
se la luce s’abbassa 
Quando il buio la prende 
un sorriso già pronto
 per il primo che passa

(Sara Ferraglia)

mercoledì 12 novembre 2008

C'era una volta

 C’era una volta

Ti sento ancora al centro della stanza
 Fra caldi fuochi e vesti in lana grezza
 C’era una volta la tua tenerezza 
Mentre ti muovi come in una danza. 
 Freddo l’inverno che ricopre i vetri 
Di te mi porta il bianco della mano 
Rosso il camino e mi parlavi piano
 Di nere notti di folletti e spettri. 
 Ti sento ancora al centro del giardino 
Tappeto di violette a primavera 
Ritorna un dolce canto verso sera 
E mi rivedo insieme a te bambino. 
 A come ali per volar lontano 
B come baci sulle gote belle
 C come il cielo e tutte le sue stelle 
D come dita che accarezzan piano. 
 Eco di rime che per me intonavi 
Tocchi e rintocchi dall’antica torre
 Calda l’estate e la mia vita scorre
 Con i tuoi passi sulle vecchie travi.
 L’autunno invade con colori audaci 
Le valli, i boschi ed apre la cantina
 Odor di mosto ed in quest’aria fina
 Riposa il tuo ricordo nelle braci.

( Sara Ferraglia )

domenica 2 novembre 2008

Del mio paese, giorni e stagioni


Del mio paese, giorni e stagioni. 

Ci son parole che all’improvviso 

aprono squarci nella memoria 

Lampi di luce sfumano intorno 

solcando un cielo di nubi intriso 

mentre riaffiora la mia storia,

 quel che son stata fino a quel giorno.

 Torno al canale dall’acqua chiara 

dove respiro l’odor di menta 

Vedo mia madre lavare china 

e un’ape ardita che sulla giara ronza, 

si posa e riparte lenta 

verso la tenue rosa canina. 

 Torno alla Sagra di San Michele 

a spume d’oro di dolci torte 

nate da braci dei forni a legna

 bagnate appena col dolce miele 

di quel moscato dal timbro forte 

che inebria i sensi e il palato impregna. 

 Se punge l’aria e si fa tormento

 tornano giorni di ghiaccio e neve

 quando il paese si addormentava 

e rimaneva soltanto il vento

 a spinger forte giù dalla Pieve 

fantasmi e grida per chi sognava. 

 Ci son parole che in un istante

 portano al mare dell’esistenza 

S’addensa il delta delle emozioni 

Ogni ricordo si fa vibrante

 nel ricomporre la pura essenza 

del mio paese, giorni e stagioni.

( Sara Ferraglia )

lunedì 20 ottobre 2008

Cibo degli dei

Cibo degli dei

Il corpo mio lo voglio ricoprire 
di cioccolato sciolto
 lucido e profumato
 così che non si possa più capire
 nemmeno dal mio volto
 la razza mia e dove sono nato. 
 Profumerò di zenzero e vaniglia 
avrò zigomi alteri e labbra d’albicocca
 fondente cioccolato sulle ciglia 
caffè negli occhi neri 
rosso peperoncino sulla bocca. 
 Mi sdraierò fra spezie colorate 
su rotte di mercanti in stive di trofei. 
Ritornerò a terre mai lasciate, 
agli alberi giganti
 mi sazierò del cibo degli dei.

( Sara Ferraglia )

Poesia finalista al Concorso "Cioccolato, passione e gioco" - Eurochocolat - Perugia ottobre 2008.
Fra le 30 selezionate per la pubblicazione nell'antologia del premio.

lunedì 13 ottobre 2008

S p a z i o P o e s i a


Una giovane radio on-line, Radio Bla Bla network,
dedica quotidianamente uno spazio alla poesia nella rubrica “Vetrina d’autore”.

La settimana dal 13 al 19 ottobre, alle ore 8,30 e alle ore 17,

Tiziana Curti e Anna Cottini,
hanno letto magistralmente alcune mie poesie :

- A volte la poesia

- Raccolta differenziata
- Stella fra tante
- La parola non detta

venerdì 3 ottobre 2008

Le stagioni di mia madre


Le stagioni di mia madre 

I suoi vestiti odorano di viole 

E di ginestre al sole appisolate

 Affamate di caldo al primo sole 

Le sue mani nei fiori indaffarate.

 Gerani colorati ai davanzali

 E figli già cresciuti in qualche posto 

Sogni assopiti mettono le ali

 In una notte torrida d’agosto. 

 E poi l’autunno coi suoi toni accesi 

La vede pensierosa accanto al fuoco 

Sente passar il tempo,i giorni, i mesi 

Sa di far parte di un immenso gioco. 

 Ora l’inverno freddo e immacolato 

Con il suo filo puro e trasparente 

Un velo di ricordi ha già intrecciato 

Gliene fa dono, inesorabilmente. 

 Le tue stagioni, o madre, come onde 

S’imprimono nel cuore, si fan vita 

S’abbatton dolcemente sulle sponde 

Flusso e riflusso di beltà infinita.

( Sara Ferraglia )

Segnalazione speciale XXI edizione premio Ignazio Silone - Parma 2004
Seconda classificata Premio Maria Rizzo - Roma 2008

venerdì 19 settembre 2008

La musica del vino

La musica del vino 

Agita lievemente il tuo bicchiere 
ascolta ad occhi chiusi la musica del vino 
che densa ha valicato le frontiere 
mescendo giorni e fusi
 e aromi floreali nel cammino. 
 Se l’Africa respira nel tuo vino,
 di spezie e aromi forti
 la tua Meknès profuma, 
nel calice di giallo paglierino 
la mia Cormòns ti porti 
odor di mela e pane quando sfuma. 
 Un brindisi che la distanza annulla 
fondendo nella botte il giorno con la notte 
Cannella e pesca nella stessa culla.

(Sara Ferraglia)

( Poesia pubblicata nell'antologia del premio "Filari in versi" - Cormons-settembre 2008
nell'ambito dell'iniziativa del "Vino della Pace" - www.cormons.com)

Fonti di ispirazione: Vino africano della vallata di Meknes ( rosso ) Le Domaine Riad Jamil se distingue par un nez agrémenté de subtiles notes d’épices et de cannelle précédant une bouche qui se veut ronde et charnue Vino italiano bianco di Cormons ( bianco ) Chardonnay – Doc. Collio : grande vino, piacevolissimo, elegante, di un color giallo carico, tanto ben strutturato da essere utilizzato per fare da base a molti spumanti, anche per la sua acidità fissa superiore alla media. Ha un sapore fruttato; da giovane sprigiona profumi di mela e di pane fresco; di miele e pesca matura quando è invecchiato.

venerdì 5 settembre 2008

L e g g i m i

Leggimi

L e g g i m i 
Entrando nelle “o” con lo stupore
 E nelle “a” aperte e tondeggianti
 Colmandoti di ciò che più t’aggrada 
Ma fallo piano, senza far rumore
 Perdona le emozioni ridondanti
 Libera il tuo sentire ovunque vada 
 L e g g i m i 
E fatti agile e smilzo per passare 
Nell’occhio stretto delle tante “e” 
Fermandoti ogni tanto per capire 
Se qui vale la pena di sostare 
Se andare a capo vuole dir finire
 Se la musica nei versi adesso c’è. 
 L e g g i m i 
Le “u” saran per te come scalini 
Per arrivare quasi sulle stelle 
Slaccia le scarpe e perdile nel vuoto
 Vecchi ricordi sentirai vicini 
Ti torneranno in mente cose belle 
E scoprirai che tutto era già noto.

(Sara Ferraglia)

martedì 26 agosto 2008

Vacanza in Salento

Gli ulivi del Salento hanno le rughe

Gli ulivi del Salento hanno le rughe
 Su terre rosse in ordinate schiere
 osservano le nubi di passaggio 
da un mare all’altro in solitarie fughe
 e aspettano il ristoro delle sere 
se il sole attenua il fuoco del suo raggio.
 Si adagiano campagne verso il mare
 e il vento nella notte spande i suoni 
e i canti antichi della tarantata. 
Trema una stella, brilla, poi scompare
 e dal castello fuochi come tuoni 
rischiarano impetuosi la nottata.
 Dorme il Salento quando è notte fonda 
pregno di aromi e sale sulla pelle 
mentre si placa il ritmo nelle vene
 e sulle rocce nere sfuma l’onda.
 Io mi riposo e intanto conto stelle
 fra fiori e palme a Casina Le Rene.

(Sara Ferraglia)

Ringrazio con tutto il cuore Anna Lucia, Lucio, Antonella e Salvatore , proprietari del B&B Casina Le Rene di Poggiardo ( Le) per la calda, semplice e cordiale ospitalità nella loro meravigliosa terra.
Salvatore Fedele è un talento con la sua batteria ; ascoltatelo collegandovi al sito del gruppo musicale di cui fa parte

mercoledì 9 luglio 2008

Clandestino

“Non so dove i gabbiani abbiano il nido, 
ove trovino pace. 
Io son come loro in perpetuo volo.” 
 Come i gabbiani il mio vagar dirigo 
verso specchi fallaci 
quando cerco ristoro, 
non nel mare ma al suolo.
 E come loro alla tempesta affido
 il mio orgoglio tenace 
e con l’anima esploro 
alla fine del molo. 
 Come i gabbiani qualche volta grido, 
allorché il giorno tace, 
se c’è un Dio, lo imploro 
quando il cielo è un lenzuolo. 
 Non so dove i gabbiani abbiano il nido, 
io non trovo la pace
 e non son come loro
 Io son stanco del volo. 

(Sara Ferraglia )

martedì 1 luglio 2008

Il vento di scirocco oggi


Il vento di scirocco 

Il vento di scirocco oggi 
nuvole pesanti e scure 
che passano sui poggi 
e su opache pianure, 
spinge lontano
 ( le tocco con la mano) 
 All’ultima m’aggrappo
 e m’alzo in volo forte 
sento lo strappo 
e mi stacco dal suolo 
viaggio improvvisato 
( da tempo sognato) 
 Vedo il sud più profondo
 di Sicilia o di Puglia 
mentre lascio là in fondo 
di quel duomo la guglia
 e più a sud io mi spingo
 ( emisfero meridionale)

( Sara Ferraglia )

martedì 24 giugno 2008

Preziosi momenti


Preziosi momenti


Parlami ancora 

Preziosi momenti 

Accoccolata qui fra le mie braccia 

Parlami ora 

Che dell’infanzia ritrovi la traccia

 Parliamo del futuro 

Diamo forma ai tuoi sogni 

Usciti dal cassetto degli anni 

Non esiste quel muro 

Contro il quale t’affanni. 

Parliamo della notte

 Con la luce del giorno

 Degli incubi angoscianti 

Sgretolati qui intorno 

Fra due braccia avvolgenti 

Parlami ora 

Preziosi momenti.

( a mia figlia )

giovedì 19 giugno 2008

Stella fra tante

Stella fra tante

Sai, nulla muterà nell’universo 
Tutto rimarrà uguale
 Se mai nessuno leggerà un tuo verso 
Mi disse un giorno un tale 
Un editore della mia città 
 Non ho preteso mai d’essere luna 
Solitaria e distante 
Che, se scompare, il mondo tutto imbruna 
Ma stella sì, fra tante 
Credo sia proprio questa la beltà 
 Essere quel puntino luminoso
 A volte unica luce 
Quando diventa il cielo tenebroso 
Segnale che conduce
 Ad un tempo sereno che verrà

( Sara Ferraglia )

martedì 10 giugno 2008

Vorrei conoscere Vivian Lamarque

Vorrei conoscere Vivian Lamarque 

Le vorrei confidare
 che io uso un cucchiaio 
per dosar sentimenti,
 quanto basta, mischiare 
poi aggiungere un paio di dolori cocenti
. Dal suo sguardo rubare la ricetta segreta 
e gli esatti ingredienti 
che le fanno creare su lavagne di seta 
emozioni viventi. 
 Chiamerà numi e vati lei,
 per fare arrestare una ladra di sogni? 
Fuori i versi rubati! 
e dovrò dimostrare ch’eran solo illusioni.

( Sara Ferraglia)

lunedì 19 maggio 2008

Corte di Giarola, 18 maggio 2008

Parma, tramonto autunnale

Buongiorno, la vedi?
 La nebbia dirada, 
sipario che s’apre sui viali autunnali
 comparse sfuggenti i passanti affannati 
attrici le foglie che colman la strada 
vestendo costumi di scena ancestrali
 di rossi, di gialli e d’ocra sfumati.
 Ascolta, lo senti?
 L’autunno sospira:
 è l’ape che ronza sull’ultimo fiore
 nel vecchio giardino dell’Oltretorrente,
 è il rifolo fresco che sui ponti spira 
e stringi le spalle nel primo tremore
 annuncio precoce d’inverno imminente. 
 Cammino al tuo fianco sui ricci dischiusi, 
sui frutti maturi dell’ippocastano;
 topazi e rubini della piracanta
 adornano muri e cancelli ormai chiusi 
sul sole che muore e rosseggia lontano
 in questo tramonto d’autunno che incanta.

 ( a una persona cara che ha vissuto un difficile autunno )

Segnalazione alla VI edizione del Premio letterario "Il mio paese" ( Corte di Giarola - Pr )

( Sara Ferraglia )

venerdì 9 maggio 2008

Tentazione al cioccolato

Tentazione al cioccolato.

T’amo quando mi tenta il tuo profumo
 da una vetrina nella nebbia densa
 e m’avviluppa quella voglia intensa
 che ogni resistenza manda in fumo. 
 Penetra nelle ossa questo inverno 
quando dal campanile l’ora scocca 
del languido sapor sulla mia bocca 
che il corpo accende come fosse inferno. 
 Perchè guardarti mi dà pace t’amo,
 t’amo quando mi scorri nelle vene 
e più nessun pudore mi trattiene 
quando divieni tutto ciò che bramo. 
 Placato, il desiderio si dilegua 
ma il retrogusto amaro che permane
 s’insinua nella mente come fame
 e agli appagati sensi non dà tregua.

( Sara Ferraglia )