sabato 6 febbraio 2021

Come bava di ragno.


Come bava di ragno.


Potrebbe essere oggi
domani o chissà quando
ma non lo sa nessuno
Segreto e misterioso
il viaggio è per ognuno
Trasparente è il passaggio
come bava di ragno
come di luna il raggio
che filtra nella notte
e trafigge lo stagno
Così leggero a volte
capriola di nubi
Come un filo di seta
al soffio di un respiro
Così pesante a volte
come doppia catena
alla terra fissata
Come porta del cuore
chiusa a doppia mandata
Non conosce nessuno
il passaggio segreto
Quando si spezza il filo
si rompe la catena
hai un minuto appena
per guardare di là
Quando si apre la porta
forse vedi un sentiero
ma non sai dove va


( Sara Ferraglia)


 

mercoledì 3 febbraio 2021

Il risveglio del drago.


Il risveglio del drago.


Alcuni roditori fastidiosi
afflitti da pruriginose rogne
si son fatti più tronfi e baldanzosi
e sono usciti in gruppo dalle fogne
squittendo forte da sinistra a destra.
Han risvegliato il drago che osservava
sornione il teatrino alla finestra.
Con la corazza d'oro e spread in testa
è "sceso" il drago fino al Quirinale
bruciando dei partiti ciò che resta,
rassicurando che non farà male.
Gli industriali ed i poteri forti
gli hanno già steso il tappeto rosso
e gli altri tutti, quelli quasi morti,
le tasche han risvoltato a più non posso
gridando al drago "guarda, siamo all'osso!"


( Sara Ferraglia)
 

domenica 31 gennaio 2021

A due passi da me.

 


A due passi da me.

Arrivano entrambi a becchettare
le briciole di pane sul balcone,
il piccolino dal petto rosso
insieme al merlo nero, più grosso .
Trattengo il fiato,
immobile a osservare
la saltellante esibizione.
Becchetta tu, no io non posso,
ho già fatto due volte, davvero.
Tocca a te ora, so aspettare.
Sta per finire il pane, resta poco.
Non è abbastanza per due becchi affamati.
Passano da un lato all'altro,
da sinistra a destra, sembra un gioco,
si osservan per un po', preoccupati.
Rinuncia il merlo e vola via.
Il rosso piccolino, fermo per un momento,
inizia a becchettare,
l'ultima briciolina porta via.
Sarà stato un caso, o fantasia la mia
che mi ha fatto veder ciò che non è...
Mi ritrovo coi piedi sul ponte
che ci unisce al confine orientale,
briciole sul sentiero, impronte
per portare calore e speranza
a chi ha il suo orizzonte
nella neve, nella fame e nel buio della notte che avanza.
Piedi nudi di ghiaccio e di fame
di chi arriva da terre lontane
e che ora ha interrotto il suo viaggio
a due passi da me.

( Sara Ferraglia)


sabato 16 gennaio 2021

Un tempo congelato.

 


Un tempo congelato.


Volteggia all'improvviso giù dal cielo
come all'inizio d'una nevicata
questa tristezza grigia che mi avvolge.
Anche se trasparente come un velo,
anche se silenziosa e delicata
congela quello slancio che si sporge
dal limite di un'anima invecchiata
solcata dalle rughe di un presente,
come di vita vera soffocata,
come di spazio vuoto, tempo
assente.
Tempo di lunga attesa dilatata
che ha cancellato anche l'orizzonte.


( Sara Ferraglia)


mercoledì 6 gennaio 2021

I biscotti della Befana.

I biscotti della Befana.

I biscotti la Befana
li nasconde nella sottana
Vola sulla scopa in fretta...
Non si accorge, poveretta,
che di briciole una scia
sta lasciando sulla via
Poi l"avvisa un pettirosso
cinguettando a più non posso
Lei sorride e gira in tondo:
"Voglio far più dolce il mondo!"


( Sara Ferraglia)
 

mercoledì 30 dicembre 2020

Agitu Gudeta

 


Agitu Gudeta


Solo per te stanotte
nel silenzio assoluto della valle
brilleranno le stelle,
le stesse che ti videro guerriera
su più aride terre.
Rosso di sangue, bianco di neve,
per qualcuno ancora straniera.
Nero di pelle, bianco di latte,
sogno spento di notte.
Martellate alla luna
e la luna si è rotta.
È caduta nel pozzo.


Sara Ferraglia


sabato 26 dicembre 2020

Il presepe nato per caso.


Il presepe nato per caso.


In questo Natale un cigno è atterrato
nel piccolo presepe.
È argentato, di carta stagnola
modellata da Claudia e Diana con piccole dita.
La casetta invece è opera di Anita
costruita coi compagni di scuola
delle elementari.
Le statuine, pregiati esemplari,
omaggio di un distributore di benzina,
quando mia figlia era ancora bambina.
È un presepe nato per caso,
poverissimo e quest'anno alloggiato fra i libri di poesia.
Credo che proprio questo il suo posto sia.


Sara Ferraglia


venerdì 25 dicembre 2020

Il Natale delle parole e degli sguardi.

 


Il Natale delle parole e degli sguardi.


Vorrei un Natale di parole vere,
che quando leggi amore
amore batta forte.
Quando pronunci a-u-g-u-r-i
sia speranza,
quella di cui son pieni tanti cuori
in questo tempo incerto.
Se mancheranno strette di mano e abbracci
saranno più potenti le parole
e tanto parleranno gli occhi
lontani, nel deserto degli schermi.
Auguri,auguri a un metro di distanza,
auguri sulle scale ai miei vicini,
auguri per la strada ai conoscenti.
Auguri
ma più veri, scanditi senza fretta,
di ritrovarci ancora tutti quanti,
anzi più numerosi
quando questo Natale solitario
sarà solo ricordo,
un triste segno in rosso
sbiadito dentro un vecchio calendario.


Sara Ferraglia


mercoledì 16 dicembre 2020

Questo è il mio nome

Questo è il mio nome.
Questo è il mio nome, la mia storia
È la sfera di cristallo di rocca
in cui guardo il futuro
È il ricordo di un rito, la memoria
di danza o di antica preghiera
È il primo vagito uscito dalla bocca
È il diritto al riposo di sera
dopo un giorno umiliante,
passata una frontiera
È la macchina del tempo
quando non la controllo
e mi porta distante
È il messaggio in bottiglia
che qualcuno ha raccolto
Un sospiro sussurrato dal vento
all'orecchio della vita
È scintilla alla fiamma sfuggita
Questo è il mio nome, la mia storia
È l'ultima foglia rimasta sul ramo
e la prima gemma sbocciata
prima di primavera
quando ho il tempo di guardarle
Questo è il mio nome, la mia storia
anche quando fu cancellato
quando divenne numero
quando divenne niente
quando sulla mia tomba fu cambiato
È stato in me scolpito prima che fossi nata
Sara Ferraglia


 

giovedì 10 dicembre 2020

Filastrocca della pasta fatta in casa.

Filastrocca della pasta fatta in casa.

Penso alle mani che hanno impastato
uova e farina nel tempo passato.
Penso alla forza espressa in quel gesto,
amalgamando i pensieri col resto.
Penso a mia madre... nemmeno contava
chili di pasta che confezionava
per tutte le feste passate in famiglia.
Invece io, che sono sua figlia,
già sono stanca al primo vassoio,
riempio, ritaglio e intanto m'annoio.
Penso a mia nonna quant'era felice
se le dicevo sei tu la radice
della passione per la poesia.
Cucino poco? Che vuoi che sia
se quando impasto uova e farina
non nasce pasta ma solo una rima?

( Sara Ferraglia )


 

venerdì 13 novembre 2020

Un po'meno bambino.

Un po' meno bambino.

Dire a un bambino che non può baciare

ed abbracciar gli amici ed i compagni

è come dire al fuoco non bruciare,

pretendere che l'acqua non ti bagni.

Dirgli se vai dai nonni stai lontano,

non farti coccolare sui ginocchi

è come dire al vento soffia piano,

pretendere che l'aria non ti tocchi.

E dirgli che anche questo passerà

come passa nel mondo ogni cosa

ma dovrà fare un po' meno il bambino,

è come a maggio impedire alla rosa

di sbocciare in giardino.

( Sara Ferraglia)



 

mercoledì 11 novembre 2020

I giochi senza i bambini.

 


I giochi senza i bambini.

I giochi senza i bambini

non hanno l'anima.

Sono come il finto anello

di carta dei cioccolatini

sul mio dito d'anziana.

Si vede che è di carta,

eppure se lo indossa lei

acceca di bellezza.

I giochi senza i bambini

silenziosi e spenti

nel silenzio di stanze abbandonate

son muti di dolcezza,

delle calde risate.

Vuoti di fantasia,

corpi di plastica colorata

senz'espressione, senz'allegria,

sono una giornata sprecata.

I giochi senza i bambini

si svuotano del nome.

Sara Ferraglia



lunedì 9 novembre 2020

Piccola sfida.

                                                                                                     

Piccola sfida.

Escono dall'ufficio postale

un padre e una bambina.

Lei alta come i tre gradini

che vorrebbe saltare,

ne ha paura ed allunga la manina

al padre che scrive al cellulare

e senza di lei scende.

La piccola, capello ricciolino

non piange, non chiama, non grida.

Si siede sul terzo gradino,

lo sguardo è una sfida,

si spinge ed atterra sul secondo.

Si guarda intorno e sorride,

 si sente padrona del mondo.

Un'ultima spinta ed è fatta.

Il padre si volta e la sgrida,

non vede quegli occhi brillare,

si perde il prezioso momento

di lei soddisfatta.

( Sara Ferraglia)



 

lunedì 2 novembre 2020

Diana, sei anni.

 


Diana, sei anni.


Conosco una bambina

che circa un anno fa

diceva che a sei anni

grande diventera'.

Nel frattempo …

ha salito i gradini

di prima elementare

e con nuovi bambini

si diverte a giocare.

Ed ancora...ha imparato

a scrivere ordinato,

a leggere più in fretta,

ad andar più spedita

e veloce in bicicletta.

Ha capito che questi

sono giorni un po' strani,

che bisogna più spesso

lavar bene le mani.

Sta scrivendo ogni giorno

il suo diario segreto

con le sue nuove amiche,

le lettere dell'alfabeto.

Per fortuna a sei anni

sei ancora piccina.

Tanti auguri col cuore

alla nostra bambina.

Sara Ferraglia


mercoledì 28 ottobre 2020

Umida stagione

 

Umida stagione.

Amo l'autunno delle foglie morte

che morte mai non sono

ma in trasformazione.

Amo la leggerezza che le fa tappeto

per l'albero lasciato che si spoglia.

Accartocciate, l'una all`altra avvinte,

s'abbraccian silenziose.

Amo la tavolozza dei colori

mescolanza preziosa di rubini e ori

che non si può serrar in cassaforte

ma è tesoro per tutti,

di bellezza.

Amo la sfrontatezza della piracanta

confine rosso acceso dei giardini

e il sole che tramonta all'orizzonte

sui tetti dei palazzi in costruzione.

Amo la pacatezza sonnolenta

dell'umida stagione.

( Sara Ferraglia

venerdì 23 ottobre 2020

Sogno o son desta?

 

Sogno o son desta?

Ognuno è un dilettante o un grande artista.

Tutto dipende dal punto di vista.

È arduo esser di sé

un giudice imparziale

senza farsi abbagliare

da presunzione e pregiudizio.

Cercare sulla fune un equilibrio

sospesi fra reale e immaginario.

Formavo questi versi in dormiveglia

mentre giocavo a carte a tavolino

e minaccioso mi osservava un puma

dalla cima di un albero vicino.

Ha suonato la sveglia

- ad essere precisi il cellulare-

ed ora sono qui ad infilare

perle di sogno come di saggezza.

E intanto s'è fuggita giovinezza

e tuttavia...

stanotte è stato bello

perdermi in sogno nella poesia.

( Sara Ferraglia)



mercoledì 14 ottobre 2020

Pensavo a Louise Gluck.

Pensavo a Louise Glück.

Cosa saprò di te

leggendo le parole dei tuoi versi?

Cosa raccontano di te fotografie

volate come stormi sulla rete

ad affollare il web?

Sei premio Nobel oggi,

ti sta leggendo il mondo

che di te ieri non sapeva nulla.

Ma tu chi sei, chi eri nell'inizio

quando dalla tua penna uscì

quel primo verso?

Quando eri bambina, poi fanciulla...

Scrivesti per dolore o per amore?

Parlavi al foglio, ora all'universo.

Oggi la caccia è aperta

a chi ne sa di più di Louise Gluck,

Dimmi, vanno di fantasia e d'interpretazione?

E oggi si dispera gran parte dell'editoria

e chi non ha i tuoi libri in libreria.

Ti leggeró perché,

oltre al piacere dei tuoi versi,

vorrei capir se è vero,

se questo tuo pensiero

così profondo era sincero:

"Mie povere ispirate

creazioni, siete

distrazioni, in ultimo,

puri inceppi; siete

alla fine troppo poco simili a me

per piacermi."

( Sara Ferraglia)




 

Diana,primo giorno alle elementari.

 


Diana, primo giorno alle elementari.

"Ho comprato per te due grembiulini

di cotonina, bianchi"...

Iniziava così, qualche anno fa

per tua sorella

ed ora tocca a te, piccola stella

d'imparare a muoverti fra i banchi

Un vispo pettirosso e una violetta

sui bianchi collettini ricamati

per te che sei cresciuta così in fretta

saranno tuoi amici affezionati

lungo il sentiero nuovo e sconosciuto.

Segnando i passi come Pollicino

ti porteran fortuna e anche aiuto

se inciamperai durante il tuo cammino.

Noi ti auguriamo un inizio sereno,

giorni tranquilli ma tutti speciali,

che il cuoricino d'amore sia pieno,

Buon primo giorno alle elementari.

( Sara Ferraglia )

sabato 10 ottobre 2020

La caccia al tesoro.


 

La caccia al tesoro.

Dormire dai nonni da sempre per loro

significa fare la caccia al tesoro.

Tesoro piccino, per nulla costoso

però ben nascosto, un po' misterioso.

Si spengon le luci, accesi i cervelli,

si seguono tracce ed indovinelli.

Si frugan cassetti, si va sotto il letto,

sorelle rivali e qualche dispetto.

Trovato il tesoro si salta di gioia,

allegro espediente che uccide la noia.

Finita la caccia, sorridono e poi:

"Quand'è che dormiamo ancora da voi?"


(Sara Ferraglia)


lunedì 5 ottobre 2020

Claudia, dieci anni.


                                                                   Claudia, dieci anni.

Eccolo, è arrivato

quest'anno in doppia cifra

tanto desiderato,

atteso come il crescere in altezza.

C'è un 1, dritto e magro

seguito da uno 0

che tu saprai colmare di bellezza

percorrendo il sentiero

di quest'anno che chiude

la scuola elementare.

Sai, sarà un anno strano,

a volte un poco rude,

anno da ricordare,

che ci chiede pazienza,

che non ci fa viaggiare,

che ci tiene "distanti" nei gesti

ma vicini nei cuori.

È un anno che ti invita

a cercare la gioia

nelle piccole cose

che ti stanno vicino.

Una bella lettura,

il pelo di un gattino,

(sto parlando di Coco)

un bacio a tua sorella,

l'invenzione di un gioco,

una favola bella

che prima di dormire

cancelli ogni paura.

E allora tanti auguri

per questo primo anno

fatto di cifra doppia,

un traguardo importante

che l'amore raddoppia.

( Sara Ferraglia )