venerdì 19 settembre 2008

La musica del vino

La musica del vino 

Agita lievemente il tuo bicchiere 
ascolta ad occhi chiusi la musica del vino 
che densa ha valicato le frontiere 
mescendo giorni e fusi
 e aromi floreali nel cammino. 
 Se l’Africa respira nel tuo vino,
 di spezie e aromi forti
 la tua Meknès profuma, 
nel calice di giallo paglierino 
la mia Cormòns ti porti 
odor di mela e pane quando sfuma. 
 Un brindisi che la distanza annulla 
fondendo nella botte il giorno con la notte 
Cannella e pesca nella stessa culla.

(Sara Ferraglia)

( Poesia pubblicata nell'antologia del premio "Filari in versi" - Cormons-settembre 2008
nell'ambito dell'iniziativa del "Vino della Pace" - www.cormons.com)

Fonti di ispirazione: Vino africano della vallata di Meknes ( rosso ) Le Domaine Riad Jamil se distingue par un nez agrémenté de subtiles notes d’épices et de cannelle précédant une bouche qui se veut ronde et charnue Vino italiano bianco di Cormons ( bianco ) Chardonnay – Doc. Collio : grande vino, piacevolissimo, elegante, di un color giallo carico, tanto ben strutturato da essere utilizzato per fare da base a molti spumanti, anche per la sua acidità fissa superiore alla media. Ha un sapore fruttato; da giovane sprigiona profumi di mela e di pane fresco; di miele e pesca matura quando è invecchiato.

venerdì 5 settembre 2008

L e g g i m i

Leggimi

L e g g i m i 
Entrando nelle “o” con lo stupore
 E nelle “a” aperte e tondeggianti
 Colmandoti di ciò che più t’aggrada 
Ma fallo piano, senza far rumore
 Perdona le emozioni ridondanti
 Libera il tuo sentire ovunque vada 
 L e g g i m i 
E fatti agile e smilzo per passare 
Nell’occhio stretto delle tante “e” 
Fermandoti ogni tanto per capire 
Se qui vale la pena di sostare 
Se andare a capo vuole dir finire
 Se la musica nei versi adesso c’è. 
 L e g g i m i 
Le “u” saran per te come scalini 
Per arrivare quasi sulle stelle 
Slaccia le scarpe e perdile nel vuoto
 Vecchi ricordi sentirai vicini 
Ti torneranno in mente cose belle 
E scoprirai che tutto era già noto.

(Sara Ferraglia)

martedì 26 agosto 2008

Vacanza in Salento

Gli ulivi del Salento hanno le rughe

Gli ulivi del Salento hanno le rughe
 Su terre rosse in ordinate schiere
 osservano le nubi di passaggio 
da un mare all’altro in solitarie fughe
 e aspettano il ristoro delle sere 
se il sole attenua il fuoco del suo raggio.
 Si adagiano campagne verso il mare
 e il vento nella notte spande i suoni 
e i canti antichi della tarantata. 
Trema una stella, brilla, poi scompare
 e dal castello fuochi come tuoni 
rischiarano impetuosi la nottata.
 Dorme il Salento quando è notte fonda 
pregno di aromi e sale sulla pelle 
mentre si placa il ritmo nelle vene
 e sulle rocce nere sfuma l’onda.
 Io mi riposo e intanto conto stelle
 fra fiori e palme a Casina Le Rene.

(Sara Ferraglia)

Ringrazio con tutto il cuore Anna Lucia, Lucio, Antonella e Salvatore , proprietari del B&B Casina Le Rene di Poggiardo ( Le) per la calda, semplice e cordiale ospitalità nella loro meravigliosa terra.
Salvatore Fedele è un talento con la sua batteria ; ascoltatelo collegandovi al sito del gruppo musicale di cui fa parte

mercoledì 9 luglio 2008

Clandestino

“Non so dove i gabbiani abbiano il nido, 
ove trovino pace. 
Io son come loro in perpetuo volo.” 
 Come i gabbiani il mio vagar dirigo 
verso specchi fallaci 
quando cerco ristoro, 
non nel mare ma al suolo.
 E come loro alla tempesta affido
 il mio orgoglio tenace 
e con l’anima esploro 
alla fine del molo. 
 Come i gabbiani qualche volta grido, 
allorché il giorno tace, 
se c’è un Dio, lo imploro 
quando il cielo è un lenzuolo. 
 Non so dove i gabbiani abbiano il nido, 
io non trovo la pace
 e non son come loro
 Io son stanco del volo. 

(Sara Ferraglia )

martedì 1 luglio 2008

Il vento di scirocco oggi


Il vento di scirocco 

Il vento di scirocco oggi 
nuvole pesanti e scure 
che passano sui poggi 
e su opache pianure, 
spinge lontano
 ( le tocco con la mano) 
 All’ultima m’aggrappo
 e m’alzo in volo forte 
sento lo strappo 
e mi stacco dal suolo 
viaggio improvvisato 
( da tempo sognato) 
 Vedo il sud più profondo
 di Sicilia o di Puglia 
mentre lascio là in fondo 
di quel duomo la guglia
 e più a sud io mi spingo
 ( emisfero meridionale)

( Sara Ferraglia )

martedì 24 giugno 2008

Preziosi momenti


Preziosi momenti


Parlami ancora 

Preziosi momenti 

Accoccolata qui fra le mie braccia 

Parlami ora 

Che dell’infanzia ritrovi la traccia

 Parliamo del futuro 

Diamo forma ai tuoi sogni 

Usciti dal cassetto degli anni 

Non esiste quel muro 

Contro il quale t’affanni. 

Parliamo della notte

 Con la luce del giorno

 Degli incubi angoscianti 

Sgretolati qui intorno 

Fra due braccia avvolgenti 

Parlami ora 

Preziosi momenti.

( a mia figlia )

giovedì 19 giugno 2008

Stella fra tante

Stella fra tante

Sai, nulla muterà nell’universo 
Tutto rimarrà uguale
 Se mai nessuno leggerà un tuo verso 
Mi disse un giorno un tale 
Un editore della mia città 
 Non ho preteso mai d’essere luna 
Solitaria e distante 
Che, se scompare, il mondo tutto imbruna 
Ma stella sì, fra tante 
Credo sia proprio questa la beltà 
 Essere quel puntino luminoso
 A volte unica luce 
Quando diventa il cielo tenebroso 
Segnale che conduce
 Ad un tempo sereno che verrà

( Sara Ferraglia )

martedì 10 giugno 2008

Vorrei conoscere Vivian Lamarque

Vorrei conoscere Vivian Lamarque 

Le vorrei confidare
 che io uso un cucchiaio 
per dosar sentimenti,
 quanto basta, mischiare 
poi aggiungere un paio di dolori cocenti
. Dal suo sguardo rubare la ricetta segreta 
e gli esatti ingredienti 
che le fanno creare su lavagne di seta 
emozioni viventi. 
 Chiamerà numi e vati lei,
 per fare arrestare una ladra di sogni? 
Fuori i versi rubati! 
e dovrò dimostrare ch’eran solo illusioni.

( Sara Ferraglia)

lunedì 19 maggio 2008

Corte di Giarola, 18 maggio 2008

Parma, tramonto autunnale

Buongiorno, la vedi?
 La nebbia dirada, 
sipario che s’apre sui viali autunnali
 comparse sfuggenti i passanti affannati 
attrici le foglie che colman la strada 
vestendo costumi di scena ancestrali
 di rossi, di gialli e d’ocra sfumati.
 Ascolta, lo senti?
 L’autunno sospira:
 è l’ape che ronza sull’ultimo fiore
 nel vecchio giardino dell’Oltretorrente,
 è il rifolo fresco che sui ponti spira 
e stringi le spalle nel primo tremore
 annuncio precoce d’inverno imminente. 
 Cammino al tuo fianco sui ricci dischiusi, 
sui frutti maturi dell’ippocastano;
 topazi e rubini della piracanta
 adornano muri e cancelli ormai chiusi 
sul sole che muore e rosseggia lontano
 in questo tramonto d’autunno che incanta.

 ( a una persona cara che ha vissuto un difficile autunno )

Segnalazione alla VI edizione del Premio letterario "Il mio paese" ( Corte di Giarola - Pr )

( Sara Ferraglia )

venerdì 9 maggio 2008

Tentazione al cioccolato

Tentazione al cioccolato.

T’amo quando mi tenta il tuo profumo
 da una vetrina nella nebbia densa
 e m’avviluppa quella voglia intensa
 che ogni resistenza manda in fumo. 
 Penetra nelle ossa questo inverno 
quando dal campanile l’ora scocca 
del languido sapor sulla mia bocca 
che il corpo accende come fosse inferno. 
 Perchè guardarti mi dà pace t’amo,
 t’amo quando mi scorri nelle vene 
e più nessun pudore mi trattiene 
quando divieni tutto ciò che bramo. 
 Placato, il desiderio si dilegua 
ma il retrogusto amaro che permane
 s’insinua nella mente come fame
 e agli appagati sensi non dà tregua.

( Sara Ferraglia )

martedì 29 aprile 2008

A volte la poesia

A volte la poesia

A volte… 
Quando leggo dei poeti i testi
 I miei diventan come polvere
 Noiosa, subito da togliere 
Prima che infarini le mie vesti.
 Ma a volte… 
Dei miei versi freschi vado fiera 
Ne farei polline per farfalle
 Canto di fiume che corre a valle
 Leggera brezza che scende a sera.
 Altre volte… 
Soffrono le rime appena nate 
Gemme che sbocciano premature 
Più bisognose delle mie cure 
Ma non per questo le meno amate.
 Ed una volta… 
Ricordo ancora la meraviglia
 Della poesia che s’è fatta vita 
Da un pugno stretto leggera è uscita 
E dalla mano di mia figlia.

(Sara Ferraglia)

Pubblicato sulla rivista on line su http://www.opposto.net/

venerdì 25 aprile 2008

Ancora 25 aprile

Qualcuno ha schiaffeggiato la speranza

Ha posto sull’attesa un drappo scuro

Tracciato un rigo nero sul futuro

Svuotando questo giorno d’importanza.

Qualcuno anche il ricordo vuol sbiadire

O raccontare storie all’incontrario

Ma il tempo con pazienza scrive un diario

Di giorni che non possono morire.

( Sara Ferraglia )

venerdì 18 aprile 2008

Passeggiata

Passeggiata

Camminerò con te anche domani 
lentamente sottobraccio
 su quel tappeto di foglie
 nel viale autunnale.
 E avrò nelle mani 
carezze non date e mai perse 
carezze di donna o di moglie 
e sogni lontani mai spenti. 
E sarà domenica
 quel discorrere allegro e quel tempo sereno
 che l’inverno invoglia 
quando cade sul viale
 anche l’ultima foglia.

(Sara Ferraglia )

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venerdì 28 marzo 2008

Sonetto per i tuoi tredici anni

Tredici anni

Per te non ho mai scritto una poesia
 Eppure sei da sempre nel mio cuore 
E prima che tu cresca e scappi via 
Voglio lasciarti un segno del mio amore. 
 Parole nate per i tredici anni 
Per questo tempo strano e misterioso
 Pensieri dolci per quando t’affanni 
Pensieri allegri quando sei gioioso.
 Piccole note per una canzone 
Che t’accompagni nella tua giornata 
Che possa suscitare un’emozione 
Come carezza su di te posata. 
 A volte quel che conta non si vede 
Ma sta da qualche parte ad aspettare
 Poi d’improvviso sai cosa succede?
 Che con la mano tu lo puoi afferrare. 
 Avrai per questo mondo occhi curiosi 
Avrai un cuore che saprà ascoltare 
Avrai pensieri chiari e luminosi 
E saprai sempre dove vuoi andare.

A Pietro

(Sara Ferraglia)

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venerdì 14 marzo 2008

Genitori e figli...piccolo pensiero.

Comunque figli. 

Siamo stati germogli 
E poi cespugli incolti 
A volte rami in fiore 
E spesso rovi 
Comunque figli. 
Stessi volti nei volti 
Fitto intreccio d’amore
 In giorni vecchi e nuovi.

( Sara Ferraglia)

sabato 8 marzo 2008

8 marzo : La forza delle donne

La forza delle donne

Ardevano le messi sotto il sole
 Mentre la falce amica le avvolgeva 
Sciamavano lontano le parole 
Di chi giustizia seminar voleva. 
 La contadina dalla pelle scura 
Segnata dagli schiaffi della vita 
Sfidava il cielo il vento e la paura 
Chiudendo in pugno forte le sue dita. 
 Tornò l’autunno con la nebbia densa 
Ad offuscare l’anima e la mente 
Tornò la falsa gloria di chi pensa
 Che il tutto sia di pochi solamente. 
 Mai stanca l’operaia in bicicletta 
Sull’argine del fiume travolgente 
Di vita e di speranza era staffetta 
Fra i volti intimoriti della gente.
 Si ruppe il ghiaccio e venne primavera 
Di fiori nei capelli e di canzoni 
E si cantò di pace quella sera 
D’aria pulita e libere emozioni. 
 Sentiva la ragazza giunta l’ora 
D’esser padrona della propria vita 
Temeva di dover soffrire ancora 
Ma dentro la sua forza era infinita. 
 Ancora nubi scure all’orizzonte 
E brividi di freddo nella schiena 
Ma limpida e distesa è la sua fronte 
Lei, giunco che resiste nella piena.

(A mia nonna, a mia madre, a me stessa, a mia figlia e a tutte le donne che verranno)
(Sara Ferraglia )


2° premio - "L'insigne Borgo Sala Roderari" - AL - maggio 2005
Menzione speciale Premio "Walter Ciapetti - Castelnuovo G.- LU - 2007)
3° premio - "Il dolce stile eterno " - Firenze - 2007)
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Eravamo in corteo

Eravamo in corteo

Eravamo in corteo, ragazze

che la notte volevan sfidare

Indumenti bruciati, un eccesso

e qualcuno ci prese per pazze

per la libera scelta d’andare

dove ancora non era concesso.

Oggi piove, una donna cammina

nel vapore di nebbia autunnale

E sui tacchi vacilla insicura

se la notte si fa più vicina

Anche un’ombra può farle del male

e ritorna un’arcaica paura.

Riprendiamo la notte e che sia

orizzonte di luna e di stelle

E il pensiero sia fresco vivaio

e si nutra con la fantasia

alla forza brutale ribelle

come rosa che sboccia a gennaio.

( a tutte le donne che ancora hanno paura )

(Sara Ferraglia)

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lunedì 25 febbraio 2008

Non canto alla luna

Non canto alla luna 

Stanotte una luna sfacciata e beffarda 
Si sporge dal cielo per farsi ammirare 
Si fa più vicina all’umano dolore 
Lo sfiora, sorride ma non la riguarda
 Le piace esser musa e far sospirare 
Chi alza lo sguardo al suo freddo chiarore. 
 O luna stregata tu no, non m’inganni 
Non canto nel coro d’amanti e poeti
 Tu pallida luna, tu luna d’argento 
Tu diva adorata nel corso degli anni 
Tu scrigno prezioso per mille segreti
 O luna, sei sola nel gran firmamento.
 Non levo lo sguardo, lo vedi? T’ignoro 
Non cedo ad effimeri slanci del cuore 
Accelero il passo, proseguo il cammino 
Ho altro da fare, pensieri e lavoro
 Frammenti affannosi di un giorno che muore
 Ritagli di tempo aspettando il mattino. 

  (Sara Ferraglia)

Poesia pubblicata da Viadellebelledonne sul Quaderno "La notte" scaricabile da
http://viadellebelledonne.files.wordpress.com/2008/02/la-notte.pdf

venerdì 15 febbraio 2008

Il Pianto di Calypso

Il pianto di Calypso

Sono le onde di Calypso il pianto 
Respira il vento e sferza la scogliera
 Candide pietre immobili più in alto 
Si specchiano nel mare blu cobalto 
La città vuota attende nella sera 
D’antichi cavalieri il passo e il canto. 
 Giganti austeri nel silenzio immoti 
Difendono da secoli la traccia
 Dell’uomo prima della sua parola 
Quando la luna illuminava sola 
Rocce selvagge con la triste faccia 
E mondi nuovi ancora erano ignoti
 Sciaborda l’onda e scopre la collana 
Di quella ninfa che morì d’amore 
Coralli rossi incidono la roccia 
Là dove stilla ancora goccia a goccia 
Il sangue di chi vide nel dolore
 La vita che nel mare s’allontana.

(Sara Ferraglia) Viaggio a Gozo - Malta - Febbraio 2008

mercoledì 6 febbraio 2008

Una sera in toscana


Una sera in toscana

Polveroso il sentiero saliva

al casale dal sole baciato

La cicala insistente friniva

sull’ulivo dal tempo piegato

Diveniva la mente leggera

nel silenzio, sul far della sera

Terra rossa di fuoco sfumata

dalla mano d’antico pittore

Dolcemente sui colli adagiata

da una chiesa sonavan le ore

Solitario un cipresso ondeggiava

nella notte, che il vento cullava

Più vicine la torre e le mura,

maestose guardiane silenti,

avvolgevano d’ombra sicura

stretti borghi e giardini dormienti

Apparivan lontano, sul mare,

stelle ardenti e tremanti lampare

(Sara Ferraglia)

Poesia pubblicata nella plaquette "Toscana"- Piccola casa editrice Acquaviva

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