sabato 17 aprile 2021
venerdì 2 aprile 2021
io non so dire cosa sia poesia
Io non so dire cosa sia poesia.
Io
non so dire cosa sia poesia
Né
dove si nasconda quando tace
Né
perché parla anche senza voce
Di
certo so che sta nella tristezza
di
un fiore che si spegne ed avvizzisce
Resiste
ma scolora e una carezza
se
pure delicata lo sfinisce
Dei
petali si spoglia e resta nudo
esposto
il cuore senza la corolla
Più
non seduce l'ape o la farfalla
e
più non freme al soffio della brezza
Il
capo china...
e
muore nel ricordo di bellezza
Sara
Ferraglia
mercoledì 31 marzo 2021
Voglio una danza.
Voglio una danza
Voglio
una danza di trecce intrecciate
Rosse
le vesti e le labbra infuocate
Capelli
grossi capelli fini
Cuori
lontani e cuori vicini
Voglio
tessuto di sorellanza
Nessun
confine nessuna distanza
Che
il tuo dolore nel sangue piegata
Inondi
e segni la mia giornata
Che
se la treccia qualcuno ci scioglie
Per
soddisfare violenza e voglie
L'affoghi
un mare di neri capelli
Trafitto
il cuore da lunghi coltelli
Trecce
d'intreccio che il tempo è arrivato
Che
sia sepolto il patriarcato
Sara
Ferraglia
L'immagine è la copertina del libro Virità di Giusy Sciacca. Ediz.Kalos.
domenica 28 marzo 2021
Lei mi vede così.
Lei mi vede così.
Lei
mi vede così
Che
ci volete fare?
Mi
fa con gli occhi grandi
Immensi
come il mare
I
capelli son corti
Perché
così li porto
E
poi a ben guardare
Mi
dipinge il sorriso
Un
volto senza affanni
Un
sole tondo il viso
Che
ogni volta si accende
Quando
la vedo entrare
Ormai
da dieci anni
Sara
Ferraglia
martedì 9 marzo 2021
Quand'ero femminista e ancor non lo sapevo.
Quand'ero femminista e ancor non lo sapevo.
Ho
lavorato quarant'anni
nella
stessa azienda
a
conduzione familiare,
dal
nonno fondatore
ai
nipoti rampanti,
la
stessa dinastia.
Computer,
scrivania,
lontana
dal clangore del metallo,
dalle
bobine in ferro,
dal
rumore assordante,
dalla
fatica della fabbrica,
dal
sindacalista militante.
Io
nei saloni del palazzo
dai
soffitti affrescati,
io
con gli altri impiegati.
Illusione
di finto privilegio
sopiti
nell'inganno,
come
in un sortilegio,
mai
nessun segno rosso
sui
nomi del registro.
Eppure
è nato lì il germoglio
del
mio futuro femminismo.
Nella
fatica di farsi valere,
fra
uomini chiamati col cognome
e
titolo accademico, se c'era.
E
per noi donne spesso solo il nome
e
un tetto di cristallo la carriera.
Così
ricordo come fosse ieri
quell'otto
marzo di quattr'anni fa.
Sciopero
femminista proclamato
e
fu la prima volta
ed
io, che mai avevo scioperato,
per
quella giusta causa mi assentai
e
fui la sola e fu la prima volta.
Perché
sentivo che dovevo,
quand'ero
femminista
e
ancor non lo sapevo.
Sara
Ferraglia
venerdì 5 marzo 2021
Riflessione.
Riflessione.
Se
nei tuoi giorni sei stata a distanza
Se
non trovavi il tempo per lottare
Se
non studiavi per approfondire...
Sai,
nella vita nulla s'improvvisa,
nulla
di ciò che sboccia a primavera
E
non mi dire non è troppo tardi
perché
- sai bene - non risponde al vero
Certo
che non la perdi la speranza
ma,
al massimo, puoi far manovalanza
Serve
anche quella per far muri forti
ma
ciò che ti sei persa - nel frattempo -
è
come costruire il basamento
Sara
Ferraglia
sabato 6 febbraio 2021
Come bava di ragno.
Come bava di ragno.
Potrebbe
essere oggi
domani
o chissà quando
ma
non lo sa nessuno
Segreto
e misterioso
il
viaggio è per ognuno
Trasparente
è il passaggio
come
bava di ragno
come
di luna il raggio
che
filtra nella notte
e
trafigge lo stagno
Così
leggero a volte
capriola
di nubi
Come
un filo di seta
al
soffio di un respiro
Così
pesante a volte
come
doppia catena
alla
terra fissata
Come
porta del cuore
chiusa
a doppia mandata
Non
conosce nessuno
il
passaggio segreto
Quando
si spezza il filo
si
rompe la catena
hai
un minuto appena
per
guardare di là
Quando
si apre la porta
forse
vedi un sentiero
ma
non sai dove va
(
Sara Ferraglia)
mercoledì 3 febbraio 2021
Il risveglio del drago.
Il risveglio del drago.
Alcuni
roditori fastidiosi
afflitti
da pruriginose rogne
si
son fatti più tronfi e baldanzosi
e
sono usciti in gruppo dalle fogne
squittendo
forte da sinistra a
destra.
Han
risvegliato il drago che osservava
sornione
il teatrino alla finestra.
Con
la corazza d'oro e spread in testa
è
"sceso" il drago fino al Quirinale
bruciando
dei partiti ciò che resta,
rassicurando
che non farà male.
Gli
industriali ed i poteri forti
gli
hanno già steso il tappeto rosso
e
gli altri tutti, quelli quasi morti,
le
tasche han risvoltato a più non posso
gridando
al drago "guarda, siamo all'osso!"
(
Sara Ferraglia)
domenica 31 gennaio 2021
A due passi da me.
A due passi da me.
Arrivano entrambi a becchettarele briciole di pane sul balcone, il piccolino dal petto rossoinsieme al merlo nero, più grosso .Trattengo il fiato,immobile a osservarela saltellante esibizione. Becchetta tu, no io non posso, ho già fatto due volte, davvero. Tocca a te ora, so aspettare. Sta per finire il pane, resta poco. Non è abbastanza per due becchi affamati. Passano da un lato all'altro, da sinistra a destra, sembra un gioco, si osservan per un po', preoccupati.Rinuncia il merlo e vola via. Il rosso piccolino, fermo per un momento, inizia a becchettare,l'ultima briciolina porta via. Sarà stato un caso, o fantasia la mia che mi ha fatto veder ciò che non è...Mi ritrovo coi piedi sul ponteche ci unisce al confine orientale, briciole sul sentiero, impronte per portare calore e speranza a chi ha il suo orizzonte nella neve, nella fame e nel buio della notte che avanza. Piedi nudi di ghiaccio e di famedi chi arriva da terre lontane e che ora ha interrotto il suo viaggio a due passi da me.
( Sara Ferraglia)
sabato 16 gennaio 2021
Un tempo congelato.
Un tempo congelato.
Volteggia
all'improvviso giù dal cielo
come
all'inizio d'una nevicata
questa
tristezza grigia che mi avvolge.
Anche
se trasparente come un velo,
anche
se silenziosa e delicata
congela
quello slancio che si sporge
dal
limite di un'anima invecchiata
solcata
dalle rughe di un presente,
come
di vita vera soffocata,
come
di spazio vuoto, tempo
assente.
Tempo
di lunga attesa dilatata
che
ha cancellato anche l'orizzonte.
(
Sara Ferraglia)
mercoledì 6 gennaio 2021
I biscotti della Befana.
I biscotti della Befana.
I biscotti la Befana
li nasconde nella sottana
Vola sulla scopa in fretta...
Non si accorge, poveretta,
che di briciole una scia
sta lasciando sulla via
Poi l"avvisa un pettirosso
cinguettando a più non posso
Lei sorride e gira in tondo:
"Voglio far più dolce il mondo!"
( Sara Ferraglia)
mercoledì 30 dicembre 2020
Agitu Gudeta
Agitu Gudeta
Solo
per te stanotte
nel
silenzio assoluto della valle
brilleranno
le stelle,
le
stesse che ti videro guerriera
su
più aride terre.
Rosso
di sangue, bianco di neve,
per
qualcuno ancora straniera.
Nero
di pelle, bianco di latte,
sogno
spento di notte.
Martellate
alla luna
e
la luna si è rotta.
È
caduta nel pozzo.
Sara
Ferraglia
sabato 26 dicembre 2020
Il presepe nato per caso.
Il presepe nato per caso.
In
questo Natale un cigno è atterrato
nel
piccolo presepe.
È
argentato, di carta stagnola
modellata
da Claudia e Diana con piccole dita.
La
casetta invece è opera di Anita
costruita
coi compagni di scuola
delle
elementari.
Le
statuine, pregiati esemplari,
omaggio
di un distributore di benzina,
quando
mia figlia era ancora bambina.
È
un presepe nato per caso,
poverissimo
e quest'anno alloggiato fra i libri di poesia.
Credo
che proprio questo il suo posto sia.
Sara
Ferraglia
venerdì 25 dicembre 2020
Il Natale delle parole e degli sguardi.
Il Natale delle parole e degli sguardi.
Vorrei
un Natale di parole vere,
che
quando leggi amore
amore
batta forte.
Quando
pronunci a-u-g-u-r-i
sia
speranza,
quella
di cui son pieni tanti cuori
in
questo tempo incerto.
Se
mancheranno strette di mano e abbracci
saranno
più potenti le parole
e
tanto parleranno gli occhi
lontani,
nel deserto degli schermi.
Auguri,auguri
a
un metro di distanza,
auguri
sulle scale ai miei vicini,
auguri
per la strada ai conoscenti.
Auguri
ma
più veri, scanditi senza fretta,
di
ritrovarci ancora tutti quanti,
anzi
più numerosi
quando
questo Natale solitario
sarà
solo ricordo,
un
triste segno in rosso
sbiadito
dentro un vecchio calendario.
Sara
Ferraglia
mercoledì 16 dicembre 2020
Questo è il mio nome
giovedì 10 dicembre 2020
Filastrocca della pasta fatta in casa.
Filastrocca della pasta fatta in casa.
venerdì 13 novembre 2020
Un po'meno bambino.
Un po' meno bambino.
Dire a un bambino che non può baciare
ed abbracciar gli amici ed i compagni
è come dire al fuoco non bruciare,
pretendere che l'acqua non ti bagni.
Dirgli se vai dai nonni stai lontano,
non farti coccolare sui ginocchi
è come dire al vento soffia piano,
pretendere che l'aria non ti tocchi.
E dirgli che anche questo passerà
come passa nel mondo ogni cosa
ma dovrà fare un po' meno il bambino,
è come a maggio impedire alla rosa
di sbocciare in giardino.
( Sara Ferraglia)
mercoledì 11 novembre 2020
I giochi senza i bambini.
I giochi senza i bambini.
I giochi senza i bambini
non hanno l'anima.
Sono come il finto anello
di carta dei cioccolatini
sul mio dito d'anziana.
Si vede che è di carta,
eppure se lo indossa lei
acceca di bellezza.
I giochi senza i bambini
silenziosi e spenti
nel silenzio di stanze abbandonate
son muti di dolcezza,
delle calde risate.
Vuoti di fantasia,
corpi di plastica colorata
senz'espressione, senz'allegria,
sono una giornata sprecata.
I giochi senza i bambini
si svuotano del nome.
Sara Ferraglia
lunedì 9 novembre 2020
Piccola sfida.
Piccola sfida.
Escono dall'ufficio postale
un padre e una bambina.
Lei alta come i tre gradini
che vorrebbe saltare,
ne ha paura ed allunga la manina
al padre che scrive al cellulare
e senza di lei scende.
La piccola, capello ricciolino
non piange, non chiama, non grida.
Si siede sul terzo gradino,
lo sguardo è una sfida,
si spinge ed atterra sul secondo.
Si guarda intorno e sorride,
si sente padrona del mondo.
Un'ultima spinta ed è fatta.
Il padre si volta e la sgrida,
non vede quegli occhi brillare,
si perde il prezioso momento
di lei soddisfatta.
( Sara Ferraglia)
lunedì 2 novembre 2020
Diana, sei anni.
Diana, sei anni.
Conosco una bambina
che circa un anno fa
diceva che a sei anni
grande diventera'.
Nel frattempo …
ha salito i gradini
di prima elementare
e con nuovi bambini
si diverte a giocare.
Ed ancora...ha imparato
a scrivere ordinato,
a leggere più in fretta,
ad andar più spedita
e veloce in bicicletta.
Ha capito che questi
sono giorni un po' strani,
che bisogna più spesso
lavar bene le mani.
Sta scrivendo ogni giorno
il suo diario segreto
con le sue nuove amiche,
le lettere dell'alfabeto.
Per fortuna a sei anni
sei ancora piccina.
Tanti auguri col cuore
alla nostra bambina.
Sara Ferraglia



















