domenica 27 giugno 2010
Terre di mezzo
martedì 22 giugno 2010
Fado
- Ho nelle ossa un umido dolore
Marcela mia, dolor che sa di muffa
nero come la pece e la mia veste
La notte puoi sentirne lo stridore
Dicono che sia il mare che si azzuffa
con la volta celeste
è il mio dolore, invece.
- Non fa rumore il male, è sordo e muto
Amalia, amica mia, se non lo fosse
sarebbe un urlo immenso l’universo!
E tu, per tutto il tempo che hai vissuto
non hai capito ancora le sue mosse,
che dargli troppo ascolto è tempo perso.
Il tuo dolore è tuo,
nessun altro lo sente.
giovedì 3 giugno 2010
Le poesie appartengono ai bambini
Le poesie appartengono ai bambini
Le poesie appartengono ai bambini
Le plasmano fra le dita grassocce
come mollica di pane bagnato
Loro la poesia
la lasciano sui vetri come impronta
ed appiccicano alle cose i nomi
secondo fantasia
Nel sonno nasce un nuovo creato
ove le gocce non son gocce
ma diamanti
e le lacrime son stelle trasparenti,
ove la musica è una dolce conta
Una matita, due mele e tre gnomi
bastano, avanzano e fanno poesia
( Sara Ferraglia )
lunedì 24 maggio 2010
Poesia gastronomica
I poeti hanno sempre tenuto un misterioso silenzio sul soggetto “formaggio”
(Gilbert Keith Chesterton )
Invece c’è chi ha messo in poesia
ma senza glutammato e conservanti
Altro che cantilena! Altro che litanìa!
Non so se la ricetta è originale
Spero per lei che abbia infilato i guanti
per non aver l’odore di cipolla
nelle mani per anni
Di certo so che ha avuto del coraggio
nel “rimeggiare” con le verdurine
ma mai come ne avrà il poeta
che scriverà con grazia e gusto fine
le lodi puzzolenti del formaggio!
( Sara Ferraglia)
lunedì 17 maggio 2010
Nonostante tutto
Mi manchi nell’onda elegante
dei pioppi alla brezza di maggio.
Mi manchi nelle nuvole bianche
tue compagne di viaggio,
schiacciate contro le montagne
al tuo passaggio.
Due giorni appena
e le ciliegie son mature,
nonostante tutto.
Mi manchi mentre esplode l’estate
e all‘improvviso tutto è frutto.
giovedì 13 maggio 2010
le labbra rosso fuoco
domenica 9 maggio 2010
Gradara, 8 maggio 2010
martedì 20 aprile 2010
Canzone gioiosa della sposa
venerdì 2 aprile 2010
Poesia virtuale
Resteranno sul web
fredde tracce di noi
Non l’odore di inchiostro
Né parole appuntate
sopra un lembo di carta
o su un vecchio quaderno
Nel cassetto ho chiavette
di parole salvate.
( Sara Ferraglia )
mercoledì 24 marzo 2010
Le ragazze nate in primavera
Le ragazze nate in primavera
Le ragazze nate in primavera
hanno nuvole in testa
e vento nei capelli
Le mani come nidi
da riempire di sogni
e di mari in tempesta
Le ragazze nate in primavera
ostinate guerriere
ispirate da Marte
hanno frecce di sole
e faretre di luna
sulle spalle leggere.
Le ragazze nate in primavera
non invecchiano mai
e si vestono a festa,
con mazzetti di viole
fra ingrigiti capelli
per il tempo che resta.
( Sara Ferraglia)
Pubblicata su
http://viadellebelledonne.wordpress.com/
http://carlocapone.altervista.org/e/news.php?item.71
tradotta in francese per il blog : http://lapetitelibrairiedeschamps.blogspot.com/
venerdì 12 marzo 2010
Qualcuno se n'è andato
Qualcuno se n’è andato
Qualcuno se n’è andato.
In silenzio s’è spento
leggero come neve
caduta in abbondanza
nella notte.
Spazio condominiale.
Nel bianco abbacinante
aspetta sul sentiero
davanti ad un cancello
un carro funebre nero.
Assurdo e surreale:
abitiamo a due passi,
ci divide un prato
Eppure non lo so chi se n’è andato.
lunedì 1 marzo 2010
Rincorrendo il mio cuore
Rallenta cuore mio e mio motore,
riprenditi il tuo ritmo,
libero dagli artigli della fretta
Mettiti a nudo e pienamente esposto
alle delizie o ai pugni del dolore.
Rallenta cuore mio, fammi parlare
recupera il tuo spazio ed il tuo posto.
Da qualche tempo mi cammini avanti,
confuso fra le gambe della gente,
dai suoni e dai rumori ossessionanti,
nel frastuono di questo folle tempo.
Tu fuggi e mi rispondi “Mi difendo”
Aspetta...
Ti chiamerò con il tuo nome antico,
censurato nei versi dei poeti
per timore della banalità,
dimenticato anche dagli amanti
nel nome di una finta libertà
Ricordi? Un tempo tu mi eri amico
Fermati cuore mio, che ti riprendo.
( Sara Ferraglia )
sabato 20 febbraio 2010
Ora è il momento del Bianco...
sabato 13 febbraio 2010
I resti di una vita
lunedì 8 febbraio 2010
Soffio d'inizio
Stai pensando ad un nome
Italiano, ovviamente
Inizi dalla A e ridiamo
per certi che ci vengono in mente
Eppure un parente lontano
si chiamava così,
con questo nome strano.
Se ti appassiona l’etimologìa,
cerca il significato della vita,
ch’è forza pura, vigore naturale
è l’anima che inizia a respirare
è il battito di un cuore
è poesia.
Ancora non ha un nome,
si chiama solo “vita”
e vita sia.
( Sara Ferraglia )
giovedì 4 febbraio 2010
Neve
mercoledì 27 gennaio 2010
Dov'eri TU?
e per le mie domande irriverenti
Ma TU dov’eri
quando salì l’inferno in superficie?
Non c’eri nelle piaghe,
di questi nostri corpi trasparenti
Pensai che avesse un senso
continuare a cercarti nel lezzo
di giacigli ammassati,
nelle ossa di vetro,
e nel vuoto dei denti.
Ti cercai nelle tasche
vuote anche del nome
Dimmelo TU se c’eri.
Ti cercai anche dopo,
fra la melma lasciata
dalla barbarie in piena,
nel mio primo caffè zuccherato,
nella prima carezza e nel vino,
nei miei giorni "normali",
nel dolore dell’acqua passata.
Davvero, mi dispiace
non ti ho più ritrovato.
( Sara Ferraglia )
sabato 23 gennaio 2010
Alba
giovedì 21 gennaio 2010
Un impegno importante
Gaudeamus igitur
giovedì 14 gennaio 2010
Lunga conservazione
Lunga conservazione
L’amore a lunga conservazione
è silenzioso
Infatti non fa rumore
quando apre il mio blog di poesia
E legge per suo piacere
ma anche per soddisfazione mia
L’amore a lunga conservazione
è premuroso
quando, ad esempio, la sera
posa un fazzoletto di carta
pulito sul mio comodino
Certo, non è gran cosa
ma non si sa mai che serva
così lo trovo pronto, lì vicino
L’amore che non scade a breve
ogni tanto ha il sapore
di piatti mille volte cucinati
con la stessa vecchia ricetta,
eppur rimane ciò che si tramanda,
di voce in voce, di cuore in cuore
attraversando il tempo,
senza fretta
( Sara Ferraglia )
martedì 22 dicembre 2009
Il Presepe nel deserto
Il Presepe nel deserto
Non c’era neve di cotone a fiocchi
né prato verde dall’odor di muschio
nessuna grotta ove riparare
Soltanto un sole che accecava gli occhi
quando Lei partorì quel figlio, maschio
sul confine orientale del Sahara
Non giunsero pastori ad adorare
né cherubini dai riccioli biondi
nessuna processione di Re Magi
Le dune e una colonna militare
di quel Presepe furono gli sfondi
Lei, confuse miraggi con presagi
- L’hanno trovato nella sabbia, sano
fra corpi devastati dalle mine -
breve notizia di un telegiornale
per un bambino che è nato, lontano
e la coscienza s’inventa un confine
Così si dorme e si attende il Natale
Menzione speciale Concorso letterario "Il Presepe" - 2009 - Pesche ( Is )
giovedì 17 dicembre 2009
Gli alberi di Natale
Ricordi?
Ogni Natale facevamo a gara,
lungo il tragitto,a chi più alberi contava
illuminati a festa. Eccone uno laggiù!
Io ne ho contati dieci - Ed io uno di più!
Tu, piccole mani, faccia schiacciata contro il finestrino,
applaudivi te stessa. Intonavo per te il pianto dello sconfitto
esageratamente affranto,
solo per il piacere
di una tua risata.
domenica 13 dicembre 2009
Analfabeta emozionale
Analfabeta emozionale
Sono un analfabeta emozionale
uno dei tanti
Chiedimi cosa provo
ed io... metto una croce
Ogni mio giorno al precedente uguale
Infilo istanti
come perline e provo
a volte a cambiar voce,
l’intonazione almeno
Sono un analfabeta emozionale
un bravo attore
che indossa sentimenti
al cambio di stagione,
ed ha una collezione personale
di maschere d’autore
per affrontar gli eventi,
pronto in ogni occasione
a non esser me stesso
( Sara Ferraglia )
Eppure sono convinta che la poesia abbia anche questa funzione di "alfabetizzare" i cuori, in un contesto in apparenza sempre più vuoto di sentimenti e di emozioni.
venerdì 11 dicembre 2009
Così la notte
Abbacinante
Saliva, tutta curve sotto il sole
Monte Testone la località
Erano quattro case ed un fienile,
due vipere seccate appese a un ramo
Al pozzo andavamo verso sera
Io saltellando, lei con il bastone
e con i secchi d’acqua fresca appesi
Passava strombazzando la corriera
Blu
Fiat 410 o una Viberti
Poi fino all’alba più nessun rumore,
solo qualche muggito dalle stalle
Qualche sospiro, forse, dentro ai letti
fra ruvide lenzuola in canapone
Sbiancate
da bucati di cenere e sapone
E fino all’alba più nessuna luce
Le lucciole, d’estate solo quelle
La luna piena, allora ancor più piena
S’era sereno, certo anche le stelle
Nera
Così la notte era.
mercoledì 2 dicembre 2009
Medusa
Medusa
Loro parlano, parlano
Un ingorgo di elettromagneti
di segnali che picchiano in testa
sibilanti serpenti a sonagli
attorcigliati nei capelli
di smarrita Medusa
Filtra il sole a spiragli
lungo il viale di abeti
Guardatemi negli occhi !
E forse diverrete pietra
Tacciono improvvisamente
Tacciono su quest’autobus
e scompare la gente.
Dai camini e dai tetti,
passando dai finestrini,
tornano i miei pensieri
come tanti uccellini
Un monastero antico,
( oggi carne o minestra?)
i silenzi del bosco,
( ho i letti da rifare !)
una goccia di pioggia
( stasera dormo presto !)
sulla foglia del fico.



