giovedì 19 maggio 2011

Avete messo fine alla mia vita






Avete messo fine alla mia vita
.
Libero veramente non fui mai
Primordiale esistenza
Cellula trasparente
Che diventò bambino mai voluto
E poco amato, poi ragazzino
Magro, infelice e smunto
A cercare consensi e approvazione
Negli occhi e nelle vite altrui
Libero veramente mai non fui
Nemmeno nel torpore mortale
Nell’incoscienza di quel punto
Che sta tra morte e vita
Libero da me stesso, il mio peggior nemico
oh, quanto lo desiderai!
Eppure mai lo chiesi al prete
Al dottore o al carceriere
Non ho mai detto – Fatemi un piacere-
Non ho mai chiesto – Fatela finita-
Voi, ar-bi-tra-ria-men-te
Avete messo fine alla mia vita.

( Sara Ferraglia)

lunedì 16 maggio 2011

Il nostro codice segreto



"Il nostro codice segreto", breve dialogo fra madre e figlio appena nato, è stato tradotto in bulgaro e inserito nella raccolta "Le mamme possibili" edito dalle Edizioni Scalino, che, a breve darà alle stampe anche una versione italiana.
Leggi il dialogo qui
Se vuoi conoscere in modo più approfondito il progetto leggi qui.

venerdì 29 aprile 2011

1° maggio : Non c'erano concerti





Portella della Ginestra - Renato Guttuso


Non c’erano concerti

Tornavano la sera all’imbrunire
dalla festa di piazza del paese
Bambini con labbra appiccicose
di zucchero filante e di risate
grasse e contagiose
La  madre, un po’ più seria,
pensando già al domani
al  bucato da fare e conti a fine mese
e mani e corpicini da lavare
Il padre col vestito della festa,
forse quello da sposo,
la giacca abbottonata a doppiopetto
e la camicia bianca orlata
al collo e ai polsi di sudore,
portava sulla spalla la bandiera
rossa, con cura arrotolata
e appoggiata sul cuore.

( Sara Ferraglia)

venerdì 8 aprile 2011

Il calzolaio


 Il calzolaio

Era un semplice calzolaio di paese
ma riparava scarpe col tocco dell'artista.
Narrava storie al cliente in attesa
sulla soglia della vecchia bottega.
A seconda della stagione e del mese
saliva alle narici l’odor del cuoio,
di resina d’abete e cera d’api
che si mischiavano al profumo dei lillà
dall’orto accanto o delle rose.
Lui, la schiena curva sulla sedia di paglia,
diafano e sottile come la sua storia :
“… di prigionia per poco non ci muoio...”
Poi prese a lavorar solo d’estate
quasi per passatempo e per vedere gente
ma intanto lentamente
 gli si annebbiò la vista.
Immergendo la mano nella secchia,
fresca dell’acqua di sorgente
rinverdiva la fronte e la memoria.
L’ultimo autunno chiuse la bottega,
poche cose in valigia e se ne andò a Milano
per invecchiare almeno in compagnia
dei canti dei bambini e i trallallà
dei nonni ai giardinetti e passeggiate
con in mano un gelato che si squaglia.
A primavera lo trovò la strega,
colei che prima o poi si porta tutti via,
affacciato a odorare l’orizzonte
dalla finestra a sud, al nono piano
cercando nello smog l'odor di cuoio.
"...di nostalgia per poco non ci muoio..." 

( in ricordo di Enzo, maestro calzolaio )

( Sara Ferraglia )

Premio "Cittadellapoesia" - Edizione 2011
Segnalazione speciale nella Sezione Tema libero con la seguente motivazione :

"Un tocco di romantica
semplicità che stride e cerca di insinuarsi in un mondo cinico e tecnocratico.
Una figura lieve e antica come la poesia stessa"

venerdì 25 marzo 2011

Viaggiatore nel sogno




( Uccelli all'alba - Alberto Zamboni )

Viaggiatore nel sogno 

Quando il sogno della notte si spezzò
lui viaggiò in quello del giorno
Infinite rotte guidano i viandanti nel sogno
Mai e poi mai raggiungono la meta,
nel cuore hanno un sestante
nella valigia niente
Lungo la strada abbandonò il bisogno
già zavorra pesante ed obsoleta
Lungo la strada incontrò persone
coi piedi deformati dalle scarpe,
e mani rattrappite nei gesti quotidiani,
con gli occhi prigionieri degli sguardi,
le voci assuefatte alle parole.
Anime ossessionate da un ritorno
Viaggiò senza partenze né ritardi
Lui, unico viaggiatore trasparente
Gli altri, tutti fermi anche se  in movimento

( Sara Ferraglia )


 Pubblicato su Viadellebelledonne 

venerdì 18 marzo 2011

Padre



( Viaggio di notte  - 1955   di  Alberto Sughi  - http://www.albertosughi.com/ )

Mio padre

Padre che ora hai il cuore trasparente
di cristallo di rocca
che se lo abbracci forte
lo senti tintinnare
Padre che ti commuovi facilmente,
l’emozione trabocca
ma un tempo la serravi in cassaforte
per non farla volare
Padre che assaggi il gusto del rimpianto
e di qualche rimorso
che ti graffia la notte
(prima o poi tocca a tutti)
Padre, mi basta averti ancora accanto
col tuo tempo trascorso
le tue frasi interrotte
e i pensieri tuoi, tutti.

 ( Sara Ferraglia )

martedì 8 marzo 2011

8 marzo: da donne a donne



Un'iniziativa di Viadellebelledonne

http://viadellebelledonne.files.wordpress.com/2011/03/marzo8.pdf



Una telefonata

Mamma, non dirlo mai che mi disturbi
Credimi, il tempo mio non è prezioso
Semmai il tempo perso è il non sentirci
E non c’è nulla al mondo che mi turbi
più del nostro discorrer frettoloso,
al posto di un sereno raccontarci.

Mamma, sapessi quante volte penso
ai giorni andati e al tempo che ci resta
a ciò che ho taciuto o rimandato
alle parole dette senza senso
ai vuoti che mi riempiono la testa,
a qualcosa che ho perso o trascurato.

Cercami sempre e fallo quando vuoi
nel buio della notte se ti opprime,
nel silenzio di un’alba addormentata,
perché i giorni miei sono un po’ tuoi,
perché l’amore anche così si esprime.
E grazie per la tua telefonata.

mercoledì 23 febbraio 2011

Il giunco



 (Fotografia di Francesco Torrisi )


Il giunco

Calati juncu ca passa la china )

Il giunco
tenero e ondeggiante
s’inchina alla piena
devastante del torrente.
E tutto passa sopra
tutto scorre in fretta,
il tempo, l’acqua, il vento
l’ultima goccia
di pioggia dal cielo.
E quando torna il sole
il giunco
bagnato e dolorante
dondola fiero
sopra la corrente.

( Sara Ferraglia )

martedì 15 febbraio 2011

Ospedale



( Platano - Fulvio Roiter )
Ospedale

Spuntano trasparenti cannule
da fori sulla pelle.
Varchi di me stessa all’infinito
"a riveder le stelle".
Liquidamente ricordo poesia.
Appese a grucce come frutti marci
sacche d’illusione.
Ciò che iniettate ora, se ne andrà
dalla mia carne tremula
da questa vita che non è più mia.
Già sprofondano gli occhi, all’infinito.
Ed io metto radici

( Alle mie zie )




( Sara Ferraglia)

domenica 13 febbraio 2011

Se non ora quando


L'appello è partito da  qui :  http://senonoraquando13febbraio2011.wordpress.com/


La forza delle donne

Ardevano le messi sotto il sole
Mentre la falce amica le avvolgeva
Sciamavano lontano le parole
Di chi giustizia seminar voleva.

La contadina dalla pelle scura
Segnata dagli schiaffi della vita
Sfidava il cielo il vento e la paura
Chiudendo in pugno forte le sue dita.

Tornò l’autunno con la nebbia densa
Ad offuscare l’anima e la mente
Tornò la falsa gloria di chi pensa
Che il tutto sia di pochi solamente.

Mai stanca l’operaia in bicicletta
Sull’argine del fiume travolgente
Di vita e di speranza era staffetta
Fra i volti intimoriti della gente.

Si ruppe il ghiaccio e venne primavera
Di fiori nei capelli e di canzoni
E si cantò di pace quella sera
D’aria pulita e libere emozioni.

Sentiva la ragazza giunta l’ora
D’esser padrona della propria vita
Temeva di dover soffrire ancora
Ma dentro la sua forza era infinita.

Ancora nubi scure all’orizzonte
E brividi di freddo nella schiena
Ma limpida e distesa è la sua fronte
Lei, giunco che resiste nella piena.


(A mia nonna, a mia madre, a me stessa, a mia figlia e a tutte le donne che verranno)



(Sara Ferraglia )

Alcune belle partecipazioni:

http://viadellebelledonne.wordpress.com/2011/02/13/se-non-ora-quando/

http://www.marta-ajo.it/vis_dettaglio.php?primo_livello=menu&id_livello=3173

martedì 25 gennaio 2011

Quando mi chiederai se è vero


( Fulvio Roiter , Pellestrina - 1952 )

Quando mi chiederai se è vero

Quando mi chiederai
dove si son nascoste le farfalle
che nei prati non vedi
ma volano nei libri che tu sfogli,
che cosa ti racconterò?

Come potrò spiegarti il nero
del petrolio sulla sabbia
e fra le dita dei tuoi piedini?

Come potrò spiegarti la fame,
l’arroganza e le guerre
che vedrai sullo schermo
fra le pubblicità di un latte
e di nuovi cioccolatini
e chiederai se è vero?

Quando mi chiederai se è vero
che uomini e bambini
e donne in fila indiana
diventarono fumo
e vorrai un perché, cosa dirò?

Riuscirò a raccontarti
che esiste un Padreterno
che ha programmato tutto
creando il Paradiso in alto
e giù l’Inferno?

( Sara Ferraglia )










venerdì 14 gennaio 2011

E poi caddero in volo


( Zamboni Alberto - Uccelli all'alba - Olio su tela  2007 )


E poi caddero in volo


E poi caddero in volo
Non un suono né un grido
come pacchi lanciati
da un aereo cargo,
 desaparecidos
Non un’onda li accolse
né il silenzio abissale
né il blu dell’acqua al largo
Né coralli o meduse
ad aver compassione
Si schiantarono al suolo
sopra un mare d’asfalto
Non un suono né un grido
Oltre la pestilenza
alla fine del tempo,
dopo il torbido soffio
oltre l’orrido salto,
ne rimase uno solo
al museo della scienza

( Sara Ferraglia )

giovedì 6 gennaio 2011

Notte della Befana





Notte della Befana


Ed entrò il gatto,
un persiano elegante
Con lui fiocchi di neve
sciolti sul pavimento
Ed entrò il freddo, un solo istante
e tremolò la fiamma nel camino
un solo istante... e il gatto
si acciambellò sul morbido tappeto
per languida stanchezza
e poi si addormentò
Fu allora che la calza sul camino
si animò dondolando
e si riempì di doni
Carezza d’ invisibili mani
movimento discreto
per le stanze e le scale
sulle guance e i capelli dei bambini
come in sogno passò

(Sara Ferraglia )

mercoledì 5 gennaio 2011

Epifanìa





Epifanìa

Lassù quasi sul tetto,
 - forse fu piccionaia -
sgusciò fra le persiane
capelli grigio spento
che odoravan di letto,
di sdrucida vecchiaia
di  un’ordinaria fame
di tristezza e di stento

Mancava un giorno solo
alla sua Epifanìa
Primi fiocchi di neve
lassù a soffitta il gelo
La vecchia si alzò in volo
su quella stretta via
Divenne il cuore lieve
leggero come un velo

( Sara Ferraglia)

giovedì 23 dicembre 2010

Regalo di Natale


Gentile Sara,
ringraziando per averci inviato una sua poesia, la informiamo che è stata scelta per essere pubblicata sulla nostra ultima newsletter e sulla nostra Home page.

Un saluto cordiale,

Dott.ssa Eloise Lonobile
------------------
LETTERATOUR - Un tour nel mondo della letteratura


Tu ed io,sorelle


Siamo mai state, cogli occhi persi,
solo a guardar le stelle?
Cresciute all’ombra d’alberi diversi
Tu ed io, sorelle.

Il vento di carezze avaro
Ci ha sferzato la pelle
Nemico il tempo, a volte amaro
Tu ed io, sorelle.

Ci siamo mai abbracciate forte
Per entrar nella pelle?
L’una nell’altra radici contorte
Tu ed io, sorelle

Gli stessi segni tracciano il volto
Le nostre voci, solo quelle
Parlano a due anime in ascolto
Tu ed io, sorelle.

lunedì 20 dicembre 2010

Il Natale in ritardo




Il Natale in ritardo 

Non è ancora arrivato il Natale.
Fuori sì, da più di un mese
nei negozi e nelle strade,
nelle vetrine ammiccanti
di ogni borgo e paese
si spreca ovunque l’iconografia
ma dentro non lo sento
Solo una settimana manca...
E’ giusta anche la scenografìa,
una spruzzata di neve bianca
accompagnata da un gelido vento
Pensavo che forse è riservato
al cattolico osservante
a chi è capace di pregare,
al fedele praticante
che non sono, per questo non lo sento
Forse lo vive intensamente
chi  ha scritto la lista dei regali
per l’amico o il parente,
per ingraziarsi il capo,
per un favore ricevuto da un potente.
Non ho in tasca la lista,
per questo non lo sento?
D’improvviso un pensiero:
una mancanza
una sedia svuotata,
o l’ improvvisa assenza
di una persona cara o ammalata.
Poi le piccole mani e lo sguardo
e la tenera bocca affamata
ed il morbido corpo indifeso,
l’innocente sorriso
che sa accenderti il cuore
come il gioco di luci
all’albero appeso
Credo ancora all’amore
se negli occhi ti guardo
e quest'anno il Natale
 era solo in ritardo.

( Sara Ferraglia )

giovedì 16 dicembre 2010

Mio bene



                                                                       Mio bene

Il tuo profumo, amore mio,
di cosa sa il tuo profumo?
Sa di nuovo germoglio
Odora di speranza
Amore mio, nessuno
- forse tranne Dio -
mai potrà imitarne la fragranza
e chiuderla in bottiglia
Il tuo profumo, amore mio
che meraviglia!
E la tua pelle, amore mio,
che l’acqua ha generato
liscia più di una pesca,
pura come alla sorgente
trasparente e fresca
la tua pelle di neonato!
Ed il tuo sguardo, mio bene
che sta scoprendo  il mondo
e si fissa nel mio,
per conoscerlo insieme
Il primo tentativo di parola
che quasi ti stupisce
mentre assorta ascolti la mia
Quando l’anima vola
come posso voltarmi,
lasciarti e andare via?

( Sara Ferraglia )

venerdì 3 dicembre 2010

Come sarò da vecchia



Come sarò da vecchia

A volte mi domando
come sarò da vecchia
e mi rispondo anche,
negandomi a me stessa
La donna che si specchia
nel prossimo futuro
avrà le ossa stanche
le mani meno bianche
lo sguardo un po’più duro
Comprerò latte e pane
la mattina alle sette
per non fare la fila
evitando ogni ressa
Non avrò certo un cane,
quelli da compagnia
ma una gatta sicuro
silenziosa e discreta
Dentro a qualche sacchetto
la mia vita segreta
fra vestiti dismessi,
qualche ciondolo d’oro
tutto sotto al mio letto
Avrò ancora un amore
qui seduto al mio fianco
forte nel sopportare
tuoni e lampi d’umore?
…e quando si domanda
come sarà, da vecchia,
il tempo che le resta
a volte non risponde
la donna che si specchia.

( Sara Ferraglia )




giovedì 25 novembre 2010

25 novembre - Giornata Mondiale contro la violenza sulle donne


"Por una cabeza"

Mi troveranno l’8 marzo, all’alba
La pioggia generosa della notte
avrà lavato via le foglie e il fango
Così almeno diranno : è una ragazza
Suonavano del jazz a pochi passi
- Kind of blue - ( forse ) e lui mi offrì da bere
S’inebriò della mia voglia scialba,
s’innamorò delle mie calze rotte
La musica cambiò, l'aria di un tango
Sangue e calore - Por una cabeza -
L'ultima nota, l’ultimo bicchiere.
( Sara Ferraglia)

venerdì 19 novembre 2010

Sulle vite degli altri


Sulle vite degli altri

Le Vite degli altri all’imbrunire
come cinema muto
dalle finestre accese
si offrono impudiche.
Le Vite degli altri dietro tende
di lino inamidate
o di pizzo scadente
oppure improvvisate.
Vite rubate
per invidia o per consolazione.
Le Vite degli altri ritagliate,
sparse sui marciapiedi,
nascoste nelle tasche,
rimontate a piacere
con scadente doppiaggio.
Nelle sere nebbiose le Vite
vestono veli neri.
Lungo i viali autunnali
si negano al passaggio
degli sguardi curiosi.
S’arrestano sulle soglie
dei freddi davanzali.


( Sara Ferraglia)


Puoi leggera la poesia anche su Viadellebelledonne: http://viadellebelledonne.wordpress.com/2011/01/19/le-vite-degli-altri/

giovedì 4 novembre 2010

Ricordati di noi


Ricordati di noi

Ricordati di noi che abbiam vissuto
amato e riso e pianto
e calpestato suoli e arato campi
e in casa abbiamo partorito figli
Ricordati del nostro urlare muto
che diveniva immaginario canto
dinnanzi alle vallate e a spazi ampi
o al conturbante profumo dei tigli
Tu che passi soltanto
tu che distrattamente leggi nomi
scolpiti sulla pietra fredda e grigia
nomi che mai metteresti a tua figlia
come Cleonice, Aurelia o Luigia,
ricordati di noi che firmavamo
con tremolanti croci
pesanti per la mente e per il cuore
Noi silenziose voci
nell'opprimente famiglia del padre,
un pugno in tasca e un altro sul costato,
rubavamo i pensieri come ladre
Tu che sorridi e ci regali un fiore
ricorda che per te abbiam lottato
( Sara Ferraglia )


Puoi leggere la poesia anche su Viadellebelledonne : http://viadellebelledonne.wordpress.com/2010/11/14/ricordati-di-noi-sara-ferraglia/

martedì 26 ottobre 2010



Mantieni alto il volo del tuo cuore

Mantieni alto il volo del tuo cuore
come se fossi un’aquila reale
Lo sai che da lassù tutto è diverso,
immensamente grande
ed ampia è la visuale
Come ora , ad esempio,
che l’autunno si espande
dall’alto tu vedresti
un quadro di Van Gogh
non solo foglie morte
calpestate nel viale
da mille suole e più.
Mantieni alto il volo del tuo cuore
come se fossi un falco pellegrino
Scendi in picchiata solo se hai bisogno
del cibo per le mente
o per sfamar la prole
poi torna alle tue cime
Che mai ti renda servo,
con maschera di cuoio
lusinghe e laccio al piede, un falconiere.


( Sara Ferraglia )

martedì 5 ottobre 2010

Claudia è nata alle 21.45



(foto di Anne Geddes )

Claudia

Da oggi Madre Terra
avrai una figlia in più
e uno sguardo innocente
a interrogare il cielo
Madre, avvolgi lei
nel tuo manto screziato
dei colori d’autunno
lei che è fiato leggero,
memoria senza nomi,
pensiero appena nato
Si chiama Claudia,
guardala Madre Terra da vicino
Se vuoi, toccala piano
e lei ti stringerà le dita
Trattieni a forza il vento
dell’inverno imminente
e lascia srotolare lentamente,
nell’ultimo tepore settembrino,
il piccolo gomitolo di vita
( Sara Ferraglia )


giovedì 23 settembre 2010

Il dono dell'Imperatore


Il dono dell’Imperatore


S’inebriò il Nano Imperatore
dello spettacolare sfoggio di potere
quando fu accolto in tende d’oro
e palmizi d’argento.
Gli regalò una mosca il Dittatore
viva, dentro una teca di cristallo,
distrattamente estratta da una tasca
poi nel deserto ritornò a cavallo
le bianche vesti al vento.
Il popolino dell’Imperatore,
sopìto da vent’anni e avvezzo al tanfo,
s’adeguò compiaciuto all’ordinanza:
- che non si uccida più nessuna mosca! -
urlò sua Altezza ( ma si fa per dire)
- si produca per loro in abbondanza
cibo e sostentamento
chè la nobile specie mai si perda!-
Il popolino dell’Imperatore
fu sommerso ben presto dalla…


venerdì 17 settembre 2010

Lo zigote


Lo zigote

E’ trasparente la vita all’inizio

Vagano gameti solitari nello spazio

Apparente entropìa, poi un guizzo

L’unione si materializza

fra pareti già pronte ad abbracciare

il piccolo zigote, l’aggiogato

- questo è il suo nome greco-

che diverrà capelli, gote e fiato

e labbra supplicanti ed affamate.

Da quel momento in poi

anche per lui che è appena nato

sarà un continuo galleggiare

nell’entropìa dell’ordine universale.

( Sara Ferraglia )

giovedì 9 settembre 2010

La ballata dei pensieri tristi

La ballata dei pensieri tristi

E’ l’odore d’autunno imminente
che settembre accompagna.
E’ l’incuria del grigio balcone
dove vive un anziano.
E’ l’accidia travestita da noia
che nell’aria ristagna.
E’ la ragazza di quindici anni
muta col il suo iPod
e lì accanto sua madre
con i suoi stessi panni.
E’ la foto che noti crepata
per la prima volta,
l’impetuoso affiorare
di altri giorni vissuti,
quella posa raccolta
di quando l’hai scattata.
E’la polvere senza memoria
che giunge da lontano
nelle stanze dei figli cresciuti
e scrive la sua storia.

( Sara Ferraglia )

mercoledì 1 settembre 2010

Giro di boa

Giro di boa

Ricordi? Guardavamo la quercia

Sulla collina antica vedetta

Per noi moderno radar protettore

Poi quanta vita è scivolata via !

Appena il tempo di una sigaretta

Il tempo di far crescere un amore

Insieme ormai raggiunta ed aggirata ,

la boa che segna il viaggio di ritorno

dietro le spalle si dissolve e affonda

Stili diversi, varia la nuotata

Corte bracciate come corto è un giorno

Lungo respiro quando forte è l’onda.

( Sara Ferraglia )