sabato 5 ottobre 2019

Claudia,nove anni.



Claudia, nove anni.

Comodamente sto sul divano,
solo il pensiero ed un foglio in mano
e con un pizzico di fantasia

per scrivere di te, in poesia.

Passano gli anni, ormai sono nove
e, come allora, anche oggi c'è il sole.
Le prime foglie già stanno cadendo,
mentre ti scrivo, lo so stai ridendo.
Con quel sorriso tu ieri mi hai detto:
"C'è un ragazzino che si chiama Pietro...
se mi saluta io sono contenta"
e un passo di danza il tuo cuore inventa.
Perché tu danzi in ogni momento,
come la foglia sospinta dal vento.
Perché da sempre tu sei leggera
come una nube di primavera...
...................................................
"Ma nonna, basta con le smancerie,
son nove anni che scrivi poesie
sulla mia grazia e sui miei portenti!
Prova, se riesci, a parlar dei miei denti!"
Ma certo amore, la sfida accetto.
Ti dico subito non è un difetto
se i denti nuovi hanno deciso
di regalarti un nuovo sorriso.
Stanno spuntando, anima mia,
seguendo anch'essi la fantasia,
perché la fata dei denti lo sa
che quella a te mai mancherà.


( Sara Ferraglia )

venerdì 13 settembre 2019

E quando in questa casa


E quando in questa casa.

E quando in questa casa
tutto sarà ordinato,
né giochi fuori posto,
né la tavola invasa
da disegni e matite
in attesa del pasto,
né briciole di pane
sparse sul pavimento,
gocce di marmellata
a tracciar sul divano
graffiti appiccicosi.
E quando in questa casa
tutto sarà ordinato,
né giochi fuori posto,
né scherzetti gioiosi
e voi sarete altrove
al seguito dei sogni
per sempre resterà Campanellino
nascosto nel cassetto
fra un calzino spaiato e un pigiamino
e il tempo mai porterà via
ombre di scorribande sotto il letto.

domenica 1 settembre 2019

Quarant'anni.


Quarant'anni.


Quarant'anni, un momento
Un breve quaternario
Come un soffio di vento
La pagina di un diario
E invece sono tanti
Granelli di una spiaggia
Che tu non puoi contarli
Mentre il ricordo viaggia
E se ne va lontano
E questa sabbia fine
Scivola dalla mano
Perché non c'è confine
A questa vita insieme
Non si misura il bene
Che ci siamo voluti
E quarant'anni a volte
Sono dieci minuti.

( Sara Ferraglia )

sabato 24 agosto 2019

Empatìa


Empatìa
Mi chiedi perché scrivo una poesia
se sulla carta poi non la trascrivo,
se non contratto con l'editoria
e se non firmo i miei libri dal vivo.
Non posso farlo se non so chi sono.
Mi chiamo Sara oggi ma domani
Indio dell'Amazzonia, Inuq del Polo
all'alba bianche, la sera nere mani.
Ma se un giorno cambiasse sulla via
il mio pensiero come cambia il vento
chiamerei il mio libro "Empatìa"
e a me stessa direi "te lo presento".
( Sara Ferraglia)

martedì 6 agosto 2019

Fetente, tu.


Fetente, tu.


Se odio, violenza e rabbia
avessero un odore
quello sarebbe il tuo, 
del tuo potere fondato sulla sabbia
di quel deserto pieno di dolore. 
Fetente, tu. 
No, non ti ascolterà Maria. 
Lei conosce il dolore. 
In quanto donna e madre 
ti strapperà un giorno 
il rosario dalle mani
e dalla tua bocca oscena
cancellerà parola ladra
scritta per una scena
della tua dolorosa farsa, 
poi come letame intorno sparsa. 
Fetente, tu. 
Resterai muto e mille santi,
bugie, contratti, 
cinquanta Ave Maria
non ti saran d'aiuto
e tutti i topi che in te hanno creduto 
ti lasceranno solo sulla via. 
- Addosso al pifferaio! - canteranno
avvezzi come sono al voltafaccia 
e a darti del fetente saran tanti.

( Sara Ferraglia)

giovedì 1 agosto 2019

Un tempo avevo piedi agili



Un tempo avevo piedi agili

Un tempo avevo piedi agili
che mi portavano ovunque
decidessi d'andare. 
E avevo mani grandi e generose 
che curavano anime fragili,
che agghindavan le spose.
E avevo braccia forti e muscolose
e gambe che correvano veloci.
E avevo enormi occhi
per scrutare il deserto
e orecchie sensibili ai venti
e parole non tante, sufficienti
per consolare nella fame i figli
e i vecchi negli stanchi giacigli.
Avevo tutto, dunque.
Non ho mai chiesto niente
a mio padre, né a mia madre.
Ma ora che son qui, in fondo al mare
li pregherei d'insegnarmi a nuotare.

( Sara Ferraglia)

mercoledì 31 luglio 2019

Pensiero davanti al mare


Pensiero davanti al mare
Qui nessuno sbarca.
Qui passa una barca
ma non urla l'orrore
Davanti a questo mare
mi limito a pensare
all'immensa frattura,
alla grande faglia
che divide gli umani
Sara Ferraglia


sabato 6 luglio 2019

Ti prego, parla tu.


Ti prego, parla tu.
Ti prego, parla tu.
Io non ho più parole,
non ho piu orecchie
abituate al silenzio.
Vivo ormai nel rumore
di frasi rarefatte e vecchie.
Qui sento anche il fruscio
di un'ala di farfalla
e di mille insetti il brusio.
Chissà se parlano col vento...
Raccontami le notti di rugiada,
la prima luce del mattino bianca,
il suono dei passi sulla strada.
Dimmi cosa distrugge le tue foglie,
è la vecchiaia o l'aria malata
che arriva fin quassù?
Cos'è che la linfa ti toglie?
Ti prego, parla tu che sono stanca.
Sto cercando parole buone
che son quasi sparite
senza lasciare un segno,
parole rare e generose
che tu gelosamente custodisci
nel tuo cuore di legno.
Tu che col tuo fogliame
hai sempre praticato l'accoglienza
e nelle notti di tempesta
hai intrecciato rami sulla testa
e ne hai fatto riparo a chi era senza
e hai lottato col vento
quando ti era nemico
e voleva spezzare un patto antico.
Ti prego, parla tu...
ricordami cos'è la resistenza.
( Sara Ferraglia)



domenica 16 giugno 2019

Chiara


Chiara

Canta per lei una ninna nanna
O bianca luna bianca come lei
Per le sue fragili ali di farfalla

L'onda leggera del suo corpo
Le mani forti sui corpi altrui
Per gli schiamazzi sul sagrato
Braccia su spalle amiche
Occhi a cercar le stelle in prati bui
Corse e risate a perdifiato
Ombre infantili a rabbuiare il viso
Labbra dischiuse nel sorriso
A cui risponde quello di mia figlia
Per il suo zaino pieno di dolore
Che ha lasciato ai piedi del letto
Mentre con leggerezza vola altrove 
Dove tutto ritorna meraviglia
E lei resta sigillo dentro al petto.

( Sara Ferraglia)

lunedì 10 giugno 2019

Non fatelo in mio nome


Non fatelo in mio nome

Mai stata prima d'ora così fiera
di non aver religione né bandiera. 
Voi che baciate croci e nominate santi
poi vi contate, felici di esser tanti
qui sulla terraferma, sazi e forti
e in fondo al mare gli altri, tutti morti.
Voi sentinelle in piedi, senza velo
pregate il vostro padre che è nel cielo
poi preti e suore dalle lunghe vesti
s'indignano col Papa degli onesti.
Con gli occhi al cielo al vostro Dio chiedete
di darvi il marchio, che i migliori siete.
Lui vi accontenterà, ne sono certa,
facendo intorno a voi terra deserta.
Ci vorrà tempo e forse anche dolore.
Scorrerà sangue, non dal vostro cuore
che è duro come l'oro che indossate
quando all'altare voi vi inginocchiate.
Pregate dunque contro " l'invasione"
ma non per me. Non fatelo in mio nome.


( Sara Ferraglia )


domenica 5 maggio 2019

Primavera e cemento


Primavera e cemento

Tra le gru e il cemento
ora sibila il vento
La panchina tranquilla

Un tappeto di viole
L' erba verde che brilla
per i baci del sole
Pratoline nascoste
dalla siepe di bosso
han rivolto le teste
oltre l'orlo del fosso
a cercare il calore
di quel raggio di sole
che ha forato le nubi
Ma qui dietro nei tubi
malta di calcestruzzo 
per il prossimo muro
Dal canale uno spruzzo
Poi un guizzo sicuro
di una nutria o di un ratto
Tra le gru e il cemento
che hanno dato lo sfratto 
anche ai prati e al vento


( Sara Ferraglia)






sabato 6 aprile 2019

Il petalo sfiorito




Il petalo sfiorito.
Sentirsi come un petalo sfiorito
di un ciclamino a fine di stagione,
come un capello bianco che è caduto

e che stona sul nero del maglione.
Il nero stona dunque- per me stona-
come un cielo autunnale in primavera
che sembra morta l'aria e non risuona
dei rossi canti sotto la bandiera.
Il petalo sfiorito m'intristisce,
organico rifiuto diventato
come un grido rimasto senza voce
di un passato che sembra ritornato.

( Sara Ferraglia)

lunedì 25 marzo 2019

Non esiste più il tempo


Non esiste più il tempo

Non esiste più il tempo
e ho rimosso l'agenda
sulla quale annotavo
ogni soffio di vento, 
ogni nuova vicenda.

Raffreddori segnavo
ed eventi importanti
di famiglia e lavoro,
poi i ponti e le feste
che, se erano tanti,
regalavano tempo
più prezioso dell'oro. 
E giornate più meste,
anche quelle marcavo,
come se quell'agenda
fosse carta assorbente.
Non esiste più il tempo,
non annoto più niente.
I miei giorni li traccio
dentro al cuore e alla mente,
voglio vivere a braccio. 

( Sara Ferraglia)


mercoledì 13 febbraio 2019

E questo dubbio.



E questo dubbio.

E questo dubbio sempre del non detto
o detto male, oppure maledetto.
L'omesso per paura di un dissenso
e l'alterato in nome di un consenso.

E quanta verità non ci appartiene!
Un gioco sporco, purché sia d'effetto
di pifferai un tempo in doppio petto,
ora in divisa o un po' come gli viene...

E nelle vene il sangue è ancora rosso
anche se siamo pochi in mare mosso,
un mare scuro e nero di tempesta,
un'onda forte, ma che non ci arresta.

E noi cancelleremo le parole
odiose e disumane, di veleno,
a braccio teso ad oscurare il sole,
sparate contro chi grida di meno.

E non avremo il dubbio del non detto,
e il detto bene, sarà benedetto.

( Sara Ferraglia)

giovedì 20 dicembre 2018

Il palloncino mondo


Il Palloncino Mondo

Dalla valigia dell'oggetteria
ho estratto colla, spago e brillantini.
Il fine era, con la fantasia,
creare nuovi addobbi e palloncini.
Piccole dita con colori accesi
hanno riempito ogni spazio bianco.
- Diana, veloce! Non abbiamo mesi! -
ma lei risponde - Piano, che mi stanco! -
Quanta ragione ha la mia piccina... 
Servono tempo e cura per creare,
lezione che al Natale mi avvicina,
che assomiglia al sapere universale.
Intanto lei lavora tutta assorta
e incolla brillantini ovunque e in tondo.
Mi porge il risultato e questo importa:
che lei, paziente, ha creato il mondo.

( Sara Ferraglia )

martedì 18 dicembre 2018

Aspettando Patrizia Valduga



Galleria San Ludovico.
Aspettando Patrizia Valduga. 

C'era uno sfondo nero
Due poltroncine rosse
Era tutto perfetto se non fosse
Per quel vociare pseudo culturale
Che rubava magia a quell 'evento
Così che quasi a stento
Percepivo il piacere dell"attesa
Di ascoltare i suoi versi
Cinque poeti di mestiere
Alla sinistra in fila ad adulare
Un famoso critico di provincia 
Preso dal suo pontificare
Insomma un'atmosfera
Artefatta e teatrale 
Nell'attesa della diva Valduga... 
Per un attimo ho pensato alla fuga.

( Sara Ferraglia )

venerdì 14 dicembre 2018

Aspettando Chandra Livia Candiani


Galleria San Ludovico
Aspettando Chandra Livia Candiani

Immersi nel silenzio
Rivisitate mura
Che furono tempio
Furono veglie a mezzanotte
E baci al bambinello appena nato
Cercare qui parole lievi
Parole di silenzi
Parole recitate a mezza voce
Parole ancora umane
Per dare ancora un senso
Ad una sacra attesa
Qui fuori urlano luci
Abbagliano vetrine
Fuori da questo tempio sconsacrato
Fuori da ciò che l'uomo non è piu.

( Sara Ferraglia )

martedì 13 novembre 2018

Senza confini



Senza confini

L'anima inquieta ha bisogno del mare,
di spazio profondo,
di navi indefinite all'orizzonte
dove lo sguardo non può arrivare.
L'immensità del mondo
non mi parla dalla cima di un monte,
poiché lassù vige una gerarchia.
La vetta prominente
domina cime più basse e poi colline
fino alle valli, alle pianure e via...
Tenta la fuga un piccolo torrente
fra sponde e siepi, tutto è confine.
Ha bisogno del mare un'anima ribelle
per navigare oltre.
Qui dalla spiaggia lo stesso paesaggio,
lo stesso sale sulle labbra e sulla pelle,
il cielo unica coltre,
uniti ad affrontar lo stesso viaggio.

( Sara Ferraglia )

venerdì 2 novembre 2018

Climatologia


Climatologia

Un autunno qualunque,
non questo, non ancora.
Dormi tranquillo,dunque,
che non è giunta l'ora.
Ma un autunno più nero
seccherà foglie di fico
e saliranno i mari come velo.
Quel mare, un tempo amico,
pietoso coprirà foreste
devastate dal vento e dalle braccia
e saranno violente tempeste
di quelle che non lascian traccia.
Mare anche i deserti
che hanno nascosto ossa.
Cadrà ogni muro,
godremo spazi aperti
ma non avremo il tempo
per la prossima mossa.

( Sara Ferraglia )

Diana, quattro anni



Diana, quattro anni.

-Attenta Diana che esci dal foglio..-
-Nonna, non uscio, ormai ho imparato!
colora assorta con quel cipiglio
di chi ogni ostacolo ha superato.

Ai suoi momenti zucchero e miele
alterna toni da capotribù
da una carezza tenera e lieve
passa, gridando, a una mossa kung fu.

Le piace danza e improvvisa un plié,
Claudia lo sguardo da supervisore,
poi si avvicina e la stringe a sé
mentre le chiede un abbraccio d'amore.

Diana che dice “mi sei mancata!”,
sulle mie guance le sue manine.
Pochi minuti mi sono assentata
ma lei così la sua gioia esprime

di averti accanto ancora un po'
“Dai, vieni nonna, facciamo il didò!”

( Sara Ferraglia )