martedì 15 settembre 2009

Quanto mi mancherà

Quanto mi mancherà

I sogni tuoi son diventati ora

ritagli di riviste del settore,

disegni di cucine accartocciati

ma la valigia nel suo fondo ancora

conserva quell’esotico sapore

di ampi spazi e luoghi inesplorati.

Quanto mi mancherà, amore mio

il tuo sorriso dietro la finestra

e il susseguirsi delle tue stagioni

Del tempo tuo intrecciato con il mio,

un piccolo caffè ormai mi resta

e un breve ritornello di canzoni.

Quanto mi mancheranno, amore grande

il tuo entusiasmo ed il parlar veloce,

i tuoi vestiti sparsi nella stanza

e la risata aperta che si spande

sui giorni miei a rallegrar la voce

e a trasformare i passi in una danza.

( Sara Ferraglia )

martedì 1 settembre 2009

Anniversario

Non ho parole nuove

Non ho parole nuove

Sono sempre le stesse

eppure mai uguali

Sai, come quando piove

come il tempo che passa

in un battito d’ali

Eppure sembra ieri

quando abbiamo deciso

di percorrere insieme

vecchi e nuovi sentieri

E' per te il mio sorriso

per il tempo che viene.

( Sara Ferraglia )

mercoledì 12 agosto 2009

L'ultima polka

L’ultima polka

Mia silenziosa ed altera Signora 
sono d’accordo, qualcosa non quadra 
Ti osservo e penso che hai sbagliato l’ora
 e intanto rubi il mio fiato, sei ladra. 
 Mi hai detto “andiamo” ed io ti ho guardata 
Lo sai, t’ho subito riconosciuta 
Ti ho pure offerto un po’ d’aranciata 
ma avevi fretta e non l’hai voluta. 
 Sai quanto tempo è servito a quel noce
 per divenir così alto ed ombroso? 
Non mi rispondi, ti manca la voce 
mentre il tuo sguardo si fa minaccioso. 
 Poi ti rilassi e respiri più forte 
Siedi, ti prego, e dammi la mano 
Ti sarò amica fin dopo la Morte 
ma senza fretta, andiamoci piano. 
 Ti prendo in giro? Amica, che dici! 
E’ che mi piace da sempre scherzare, 
ballar nell’aia con parenti e amici… 
l’ultima polka con te voglio fare.

A Zia Ines

(Sara Ferraglia)

martedì 28 luglio 2009

...come

...come

Come bucato steso al sole e all’aria

Come terra che libera respira

Senza il mortale abbraccio del cemento

Come nube spumosa e solitaria

Come lo sguardo che l’immenso ammira

Come pensiero in fuga con il vento

Così mi sento

Come le fragole del sottobosco

Come i lamponi al sole maturi

Come i mirtilli all’ombra del faggio

Come fragranze che bene conosco

Come i ricordi degli aromi puri

Mentre mi scalda quest’ultimo raggio

( Sara Ferraglia )

domenica 19 luglio 2009

Le falene

Le falene

Al chiaror della luna le falene

escono dalle finestre aperte o rotte

della vecchia soffitta,

ove tutto è più oscuro,

a cercare la luce

svolazzano.

Ma al sorgere del sole le falene

sazie di folli voli nella notte

nella siepe più fitta

nelle crepe del muro

dove c’è poca luce

spariscono.

( Sara Ferraglia )

venerdì 10 luglio 2009

Una telefonata

Una telefonata

Mamma, non dirlo mai che mi disturbi

Credimi, il tempo mio non è prezioso

Semmai il tempo perso è il non sentirci

E non c’è nulla al mondo che mi turbi

più del nostro discorrer frettoloso,

al posto di un sereno raccontarci.

Mamma, sapessi quante volte penso

ai giorni andati e al tempo che ci resta

a ciò che ho taciuto o rimandato

alle parole dette senza senso

ai vuoti che mi riempiono la testa,

a qualcosa che ho perso o trascurato.

Cercami sempre e fallo quando vuoi

nel buio della notte se ti opprime,

nel silenzio di un’alba addormentata,

perché i giorni miei sono un po’ tuoi,

perché l’amore anche così si esprime.

E grazie per la tua telefonata.

( Sara Ferraglia )

martedì 7 luglio 2009

Un temporale estivo

Un temporale estivo

Cielo pesante sopra me, di piombo

cerco quel filo che mi dia la luce

ma s’ode solo, là del tuono un rombo

che un urlo disperato riproduce.

E sul mio viso goccia dopo goccia

il tempo passa inesorabilmente

Ed ora scroscia su di me la pioggia

mi lascio andare, fuggo con la mente.

Ritrovo fra le spighe una bambina

capelli lunghi e sorridente in volto

Verso qualcuno allunga la manina

ma non rivedo chi sta là in ascolto

Ritorno al cielo sopra me opprimente

asciugo il viso che la pioggia bagna

e quel ricordo, forse inesistente,

per tutto il temporale m’accompagna.

Poi si fa strada un sole bianco a stento

che mi riscalda dolcemente il cuore

ritrovo il fil di luce e già lo sento

che quell’angoscia lentamente muore.

( Sara Ferraglia )

mercoledì 1 luglio 2009

Riccione, Bagno 82

Riccione, Bagno 82

Non so se sono sordo

se mi tradisce il tempo

ma più non porta il vento

le grida dei gabbiani

Nemmeno altri suoni,

le voci del ricordo

d’ un valzer lento o un tango

di mani delicate

e abiti di seta

Come ogni sera torno

con passo lento e incerto

dalla mia passeggiata

al Bagno 82

Lungomare di gente

di veloce rumore

Non so se sono sordo

se mi tradisce il cuore

ma qui fra tante mani

mi mancano le tue

( Sara Ferraglia )

venerdì 12 giugno 2009

Per dir di te

Per dir di te

Non bastano parole

Per dir di te, Anita

Mi servono le nubi

Bianche di vento

Mi serve la frescura

Della pioggia scrosciante

E il fiore rosa dell’oleandro

E un ragno che si culla

Appeso al filo della fantasia

Mi servono formiche

Piccole e silenziose

Su colline di zucchero

Mi serve il miele sul cucchiaio

E latte caldo nel bicchiere

E le stelle curiose

Che chiedono alla luna chi tu sia

Per dir di te, Anita

Mi serve la Poesia

(Sara Ferraglia )

venerdì 5 giugno 2009

Campagna elettorale

Venditori di parole

 

Ho visto venditori di parole

agli angoli di strada e nelle piazze

con in bocca lusinghe e in mano nulla

e sentimenti altrui sotto le suole

In saldo le bugìe e le sciocchezze

per chi nell’illusione si trastulla.

 

Un chilo di speranza a basso costo

svendita di promesse sbandierate

nel becero vociare dei mercati

fra chi scambia ideali ed è disposto

ad acquistar potere anche a rate

Fondi di magazzino, i candidati.

( Sara Ferraglia )

 

domenica 31 maggio 2009

Straniero in Piazza Duomo

Straniero in Piazza Duom

Un giaciglio là sotto l’arcata 
Freddo manto di gelo t’avvolge
 Stamattina la nebbia è calata 
Non ti bacia il sole che sorge.
 Di tua madre ricordi il coraggio
 Fra la sabbia e l’odore del vento 
Della fame ricordi l’oltraggio 
Della sete ogni giorno il tormento. 
 Nell’immenso deserto di volti 
Camminando fra gente straniera
 Stai cercando ricordi sepolti 
Con in tasca la tua mano nera. 
 Sul selciato di Piazza del Duomo 
S’ode solo il rumor dei tuoi passi 
Questo Dio dal volto di uomo 
E’ nascosto dal rosa dei sassi. 
 E lo cerchi con sguardo fremente
 Ai passanti porgendo un saluto 
Ma t’accorgi che sei trasparente 
E quel Dio, forse stanco, ora è muto.

(Sara Ferraglia)

3° classificata al Premio letterario Coluccio Salutati Borgo a Buggiano ( PT) giugno 2005

1° classificata al Premio CittadellaPoesia - 1° edizione  
Parma  - maggio 2009
con la seguente motivazione :
Costruita in endecasillabi in rima, l'opera tratta il tema doloroso della solitudine dell'immigrato che cerca Dio in un volto di uomo, cerca il sorriso tra l'indifferenza fredda della gente che lo ignora.

venerdì 29 maggio 2009

Radici

Radici profonde

 

Radici profonde

Inestricabile intreccio

Radici contorte

E mai sradicate

Dal vento o dall’onda.

 

Radici diverse

Diversa natura

Nel tempo han creato

Un ibrido forte

In terra matura.

 

Radici coperte

Fin sotto le mura

Ma giovani ancora

A tratti virgulti

Che spuntan selvaggi.

 

Immensa foresta

Ricolma di  vita

Amor che non muore

Con piccole rughe

Radice nel cuore.

 ( Sara Ferraglia )

lunedì 25 maggio 2009

Ada non c'è più.

Ada confusa

Ada confusa davanti allo specchio
 Corto respiro le stinge la voce 
Non riconosce quel volto già vecchio
 Spento e sferzato dal tempo feroce
 Ada ha paura di restare sola
 Troppi fantasmi le girano intorno 
Nessun abbraccio ormai la consola 
Più non distingue la notte dal giorno
 Ada ogni tanto si perde nel vuoto 
Delle parole spezzate e dei gesti
 Quando il ricordo diventa l’ignoto 
E la memoria si nutre dei resti
( Per Ada... che non c'è più.)

( Sara Ferraglia )

Segnalazione "Invito alla poesia "- II edizione - Trieste agosto 2009

sabato 23 maggio 2009

Premiazione "De Andreade 2009"

Donne di confine.

E penso a te che vivi sul confine
 in una terra calda e sconvolgente,
 culla di religioni e di cultura, 
terra dove la notte non ha fine,
 perché nel cielo – incessantemente -
 brillan stelle di fuoco e di paura. 
Io penso a te… 
E penso a te che fiabe non inventi 
- volar di fantasia a volte uccide – 
non fai lunghi programmi sul futuro, 
vivi giorno per giorno i tuoi momenti 
sapendo che per te c’è chi decide 
se oggi il passo tuo sarà sicuro.
 Abbi cura di te…
 E penso a te che anche se ti ammali
 passi la notte al freddo o all’aria aperta.
 Leggera come il vento eppure forte 
quando le braccia tue si fanno ali, 
calde e avvolgenti come una coperta, 
proteggi i tuoi bambini dalla morte.
E penso a te che sei una donna vera.

(Sara Ferraglia )

Segnalazione della giuria del Premio De Andreade 2009 - Sala delle Capriate- Reggia di Colrono ( Pr ) con la seguente motivazione :
" Un diverso modo di porsi della femminilità nei confronti della morte, della guerra e del proprio ruolo intrinseco di donna solo apparentemente sopraffatta"

domenica 17 maggio 2009

Premiazione "Essere o sentire" : La parola non detta

La parola non detta


La parola non detta 

è quel mazzo di fiori 

a mia madre negato 

quando andavo di fretta. 

La parola non detta...

ne parliamo domani

e nemmeno ti accorgi

di uno sguardo deluso, 

di un sorriso che aspetta, 

della porta che hai chiuso. 

Le parole non dette 

come pietre silenti 

levigate dal tempo 

sono freddi lucchetti 

di prigioni di vento.

( Sara Ferraglia )

2^ classificata + Menzione Speciale al Premio di poesia "Essere o sentire" - Finale Emilia - maggio 2009
Per l'intensità del sentimento espresso nel testo
Selezionata per pubblicazione nell' edizione 2009 dell'associazione "Ricordando Tiziana - Cultura e solidarietà" : Mano tesa ( http://www.ricordandotiziana.it/) - ( Guspini - giugno 2009 )

giovedì 14 maggio 2009

L'impollinazione

L' impollinazione 

Vorrei che fosse polline l’amore

e come del tarassaco il soffione,

visibile nell’aria eppur leggero,

volasse lieve senza far rumore

ma forte anche se ancora in embrione.

Feconda primavera del pensiero.

 

Vorrei che si posasse sopra i rovi

e penetrando negli aridi anfratti,

ove non giunge più nemmeno un raggio,

vi generasse dei germogli nuovi,

morbide rose su rami contratti.

E’ la stagione questa del coraggio.

 

Vorrei che fosse polline nel vento

la sete di giustizia e tolleranza,

ma più non vedo api indaffarate

ed il ronzìo dei bombi più non sento,

come se muta fosse la speranza

di rinverdire terre desolate.

( Sara Ferraglia )

venerdì 1 maggio 2009

1° maggio ?


1 maggio ?

Sul bordo della Piazza
 un uomo di colore
 vende bandiere rosse
 a cinque euro appena
 L’anziano industriale
 si gode il primo sole
 con il bicchiere in mano solo, 
al Caffè Centrale Sorride alle parole 
che giungono dal palco 
Lavorare è un diritto 
grida il sindacalista
interprete perfetto
del ruolo suo d'attore
oggi protagonista
L’anziano industriale 
fa un cenno con la mano
e richiama il suo autista

( Sara Ferraglia )

venerdì 24 aprile 2009

Mi viene voglia d'ingrassare

Mi viene voglia d'Ingrassare.

Tu mi doni il tuo amore
 e me lo fai mangiare 
Anzi mi colmi il piatto 
Come fanno le madri 
Dolci e premurose 
Mangia che ti fa bene 
Ed io mi abbuffo 
Ed il mio cuore 
Riprende a funzionare 
E canta con un ritmo
 Re - go - la - re 
E’ buffo 
Forse mi viene voglia d’ingrassare.

( Sara Ferraglia)

martedì 14 aprile 2009

Ci portarono gli anni

Ci portarono gli anni 

Ci portarono gli anni
 lungo strade tortuose
 ricoperte di polvere, a volte. 
Ci son stati anche danni 
Eppur vedi? 
Cogliemmo anche rose 
E a contarle son molte.
 Ci han graffiato le spine, 
ne portiamo la traccia
 ricoperta dal tempo, sbiadita. 
Ma del mar conosciamo il confine
 e guardandoci in faccia 
ci ritorna una forza infinita. 
 E le imposte sbattute dal vento 
di finestre confuse, annebbiate
 e coi vetri che il freddo incrinava 
nel profondo lo sento, 
ora tu le hai fermate 
mentre il vento, deluso, passava.

(Sara Ferraglia )

mercoledì 8 aprile 2009

Buona Pasqua

La sorpresa

Domani all’alba romperò la luna
colma di tutti i sogni della notte
come si fa con l’uovo al cioccolato
perché si crede che porti fortuna 
E frugherò fra le sue schegge rotte 
finché il tuo sogno non avrò trovato 
Se dentro l’uovo troverai una stella 
fra tutte la più stanca di brillare, 
che per un soffio resta ancora accesa,
abbine cura perché proprio quella 
può dare un senso al nostro camminare
Amala più che puoi questa sorpresa.

( Sara Ferraglia )