domenica 16 giugno 2019

Chiara


Chiara

Canta per lei una ninna nanna
O bianca luna bianca come lei
Per le sue fragili ali di farfalla

L'onda leggera del suo corpo
Le mani forti sui corpi altrui
Per gli schiamazzi sul sagrato
Braccia su spalle amiche
Occhi a cercar le stelle in prati bui
Corse e risate a perdifiato
Ombre infantili a rabbuiare il viso
Labbra dischiuse nel sorriso
A cui risponde quello di mia figlia
Per il suo zaino pieno di dolore
Che ha lasciato ai piedi del letto
Mentre con leggerezza vola altrove 
Dove tutto ritorna meraviglia
E lei resta sigillo dentro al petto.

( Sara Ferraglia)

lunedì 10 giugno 2019

Non fatelo in mio nome


Non fatelo in mio nome

Mai stata prima d'ora così fiera
di non aver religione né bandiera. 
Voi che baciate croci e nominate santi
poi vi contate, felici di esser tanti
qui sulla terraferma, sazi e forti
e in fondo al mare gli altri, tutti morti.
Voi sentinelle in piedi, senza velo
pregate il vostro padre che è nel cielo
poi preti e suore dalle lunghe vesti
s'indignano col Papa degli onesti.
Con gli occhi al cielo al vostro Dio chiedete
di darvi il marchio, che i migliori siete.
Lui vi accontenterà, ne sono certa,
facendo intorno a voi terra deserta.
Ci vorrà tempo e forse anche dolore.
Scorrerà sangue, non dal vostro cuore
che è duro come l'oro che indossate
quando all'altare voi vi inginocchiate.
Pregate dunque contro " l'invasione"
ma non per me. Non fatelo in mio nome.


( Sara Ferraglia )


domenica 5 maggio 2019

Primavera e cemento


Primavera e cemento

Tra le gru e il cemento
ora sibila il vento
La panchina tranquilla

Un tappeto di viole
L' erba verde che brilla
per i baci del sole
Pratoline nascoste
dalla siepe di bosso
han rivolto le teste
oltre l'orlo del fosso
a cercare il calore
di quel raggio di sole
che ha forato le nubi
Ma qui dietro nei tubi
malta di calcestruzzo 
per il prossimo muro
Dal canale uno spruzzo
Poi un guizzo sicuro
di una nutria o di un ratto
Tra le gru e il cemento
che hanno dato lo sfratto 
anche ai prati e al vento


( Sara Ferraglia)






sabato 6 aprile 2019

Il petalo sfiorito




Il petalo sfiorito.
Sentirsi come un petalo sfiorito
di un ciclamino a fine di stagione,
come un capello bianco che è caduto

e che stona sul nero del maglione.
Il nero stona dunque- per me stona-
come un cielo autunnale in primavera
che sembra morta l'aria e non risuona
dei rossi canti sotto la bandiera.
Il petalo sfiorito m'intristisce,
organico rifiuto diventato
come un grido rimasto senza voce
di un passato che sembra ritornato.

( Sara Ferraglia)

lunedì 25 marzo 2019

Non esiste più il tempo


Non esiste più il tempo

Non esiste più il tempo
e ho rimosso l'agenda
sulla quale annotavo
ogni soffio di vento, 
ogni nuova vicenda.

Raffreddori segnavo
ed eventi importanti
di famiglia e lavoro,
poi i ponti e le feste
che, se erano tanti,
regalavano tempo
più prezioso dell'oro. 
E giornate più meste,
anche quelle marcavo,
come se quell'agenda
fosse carta assorbente.
Non esiste più il tempo,
non annoto più niente.
I miei giorni li traccio
dentro al cuore e alla mente,
voglio vivere a braccio. 

( Sara Ferraglia)


mercoledì 13 febbraio 2019

E questo dubbio.



E questo dubbio.

E questo dubbio sempre del non detto
o detto male, oppure maledetto.
L'omesso per paura di un dissenso
e l'alterato in nome di un consenso.

E quanta verità non ci appartiene!
Un gioco sporco, purché sia d'effetto
di pifferai un tempo in doppio petto,
ora in divisa o un po' come gli viene...

E nelle vene il sangue è ancora rosso
anche se siamo pochi in mare mosso,
un mare scuro e nero di tempesta,
un'onda forte, ma che non ci arresta.

E noi cancelleremo le parole
odiose e disumane, di veleno,
a braccio teso ad oscurare il sole,
sparate contro chi grida di meno.

E non avremo il dubbio del non detto,
e il detto bene, sarà benedetto.

( Sara Ferraglia)

giovedì 20 dicembre 2018

Il palloncino mondo


Il Palloncino Mondo

Dalla valigia dell'oggetteria
ho estratto colla, spago e brillantini.
Il fine era, con la fantasia,
creare nuovi addobbi e palloncini.
Piccole dita con colori accesi
hanno riempito ogni spazio bianco.
- Diana, veloce! Non abbiamo mesi! -
ma lei risponde - Piano, che mi stanco! -
Quanta ragione ha la mia piccina... 
Servono tempo e cura per creare,
lezione che al Natale mi avvicina,
che assomiglia al sapere universale.
Intanto lei lavora tutta assorta
e incolla brillantini ovunque e in tondo.
Mi porge il risultato e questo importa:
che lei, paziente, ha creato il mondo.

( Sara Ferraglia )

martedì 18 dicembre 2018

Aspettando Patrizia Valduga



Galleria San Ludovico.
Aspettando Patrizia Valduga. 

C'era uno sfondo nero
Due poltroncine rosse
Era tutto perfetto se non fosse
Per quel vociare pseudo culturale
Che rubava magia a quell 'evento
Così che quasi a stento
Percepivo il piacere dell"attesa
Di ascoltare i suoi versi
Cinque poeti di mestiere
Alla sinistra in fila ad adulare
Un famoso critico di provincia 
Preso dal suo pontificare
Insomma un'atmosfera
Artefatta e teatrale 
Nell'attesa della diva Valduga... 
Per un attimo ho pensato alla fuga.

( Sara Ferraglia )

venerdì 14 dicembre 2018

Aspettando Chandra Livia Candiani


Galleria San Ludovico
Aspettando Chandra Livia Candiani

Immersi nel silenzio
Rivisitate mura
Che furono tempio
Furono veglie a mezzanotte
E baci al bambinello appena nato
Cercare qui parole lievi
Parole di silenzi
Parole recitate a mezza voce
Parole ancora umane
Per dare ancora un senso
Ad una sacra attesa
Qui fuori urlano luci
Abbagliano vetrine
Fuori da questo tempio sconsacrato
Fuori da ciò che l'uomo non è piu.

( Sara Ferraglia )

martedì 13 novembre 2018

Senza confini



Senza confini

L'anima inquieta ha bisogno del mare,
di spazio profondo,
di navi indefinite all'orizzonte
dove lo sguardo non può arrivare.
L'immensità del mondo
non mi parla dalla cima di un monte,
poiché lassù vige una gerarchia.
La vetta prominente
domina cime più basse e poi colline
fino alle valli, alle pianure e via...
Tenta la fuga un piccolo torrente
fra sponde e siepi, tutto è confine.
Ha bisogno del mare un'anima ribelle
per navigare oltre.
Qui dalla spiaggia lo stesso paesaggio,
lo stesso sale sulle labbra e sulla pelle,
il cielo unica coltre,
uniti ad affrontar lo stesso viaggio.

( Sara Ferraglia )

venerdì 2 novembre 2018

Climatologia


Climatologia

Un autunno qualunque,
non questo, non ancora.
Dormi tranquillo,dunque,
che non è giunta l'ora.
Ma un autunno più nero
seccherà foglie di fico
e saliranno i mari come velo.
Quel mare, un tempo amico,
pietoso coprirà foreste
devastate dal vento e dalle braccia
e saranno violente tempeste
di quelle che non lascian traccia.
Mare anche i deserti
che hanno nascosto ossa.
Cadrà ogni muro,
godremo spazi aperti
ma non avremo il tempo
per la prossima mossa.

( Sara Ferraglia )

Diana, quattro anni



Diana, quattro anni.

-Attenta Diana che esci dal foglio..-
-Nonna, non uscio, ormai ho imparato!
colora assorta con quel cipiglio
di chi ogni ostacolo ha superato.

Ai suoi momenti zucchero e miele
alterna toni da capotribù
da una carezza tenera e lieve
passa, gridando, a una mossa kung fu.

Le piace danza e improvvisa un plié,
Claudia lo sguardo da supervisore,
poi si avvicina e la stringe a sé
mentre le chiede un abbraccio d'amore.

Diana che dice “mi sei mancata!”,
sulle mie guance le sue manine.
Pochi minuti mi sono assentata
ma lei così la sua gioia esprime

di averti accanto ancora un po'
“Dai, vieni nonna, facciamo il didò!”

( Sara Ferraglia )

venerdì 5 ottobre 2018

Claudia, otto anni



Claudia, otto anni

Otto anni ed è sbocciata

come un fiore sulla via,

come un'erba profumata

la tua piccola poesia.

Otto anni...a lungo è stata

chiusa nel tuo cuoricino,

dall'amore ben nutrita

di chi era a te vicino.

Ora è nelle tue mani,

come te frutto autunnale.

Accarezzala e domani

ti farà sentir “speciale”.

Otto anni e tanti doni

ma ora ne avrai uno in più:

darai voce alle emozioni

come saprai farlo tu.

C'è un rumore, un rumore forte

che spalancherà le porte

della felicità.”


Tanti auguri a Cla, otto anni oggi, che sta scrivendo le sue prime poesie. 


(Sara Ferraglia )

lunedì 1 ottobre 2018

Il mio traguardo


Il mio traguardo

Sarà tutto per voi – oh, finalmente! -
quel poco o tanto tempo del futuro,
un tempo ladro, che fuggiva lesto
e che segnava, inesorabilmente,
sempre più in alto le tacche sul muro
e vi faceva crescer troppo presto.

Giochi interrotti proprio sul finire,
letture brevi quando l’orologio
girava troppo in fretta e il desiderio
di strapparlo dal polso, poi uscire
portando via con me un volto mogio
di delusione ed uno sguardo serio.

Sarà tutta per voi la sensazione
d’essere al posto giusto – pienamente-
come se tutti i giorni del passato
m’avessero rubato un’emozione,
come fossero stati solamente
le tappe di un traguardo ormai arrivato.

1° ottobre 2018

( Sara Ferraglia )

venerdì 28 settembre 2018

Ultimo giorno di lavoro



28      S e t t e m b r e   2 0 1 8

Si svuotano pian piano
cassetti e scrivania
e il tempo scorre via…
Contemporaneamente
si svuotano scomparti della mente
e arriva da lontano,
lunga di quarant’anni,
un’onda che travolge e porta via
numeri, date e affanni.
Come una mareggiata
cambia il volto alla costa,
per me giunge una data
che la vita riassesta.
Restano sulla sabbia
conchiglie di sorrisi
e valve d’allegria
e impronte più profonde
per la gioia e la rabbia,
com’è giusto che sia…

Sara Ferraglia


mercoledì 26 settembre 2018

Senti la campanella?



Senti la campanella?

Salivano i suoi versi
come alito di vento,
come pappi dispersi,
versi nel firmamento.
Oltre porte e pareti
oltre tutti i rumori
sussurrando segreti
si scioglieva nei cuori.
Raccontava di ali,
di bambine nel bosco
di dolori ancestrali.
Troppo poco conosco
la sua anima bella
che ora libera vola.
Senti la campanella?

A Elide

( Sara Ferraglia )
 


venerdì 7 settembre 2018

Vecchio




Vecchio

Guarda lo specchio
Fallo davvero, non per vezzo
Quando si piegherà la bocca
in una smorfia di costante disprezzo
Quando lo sguardo cesserà di lottare
contro la curva forzata del collo
cercando i piedi e non più il cielo
e smetterai di sognare
-Fly me to the moon -
Quando il tuo orecchio non vorrà più udire
le risate sonore e i canti allegri
ma avrà cerume d’odio e rabbia
Quando non sorriderai più
di un bimbo che rincorre due piccioni 
di due conchiglie rosa sulla sabbia
allora, anche se avrai trent’anni
sarai vecchio

( Sara Ferraglia )

martedì 3 luglio 2018

Ogni bambino.




Ogni bambino

Dovrebbe avere un orto ogni bambino
con piante di fagioli alte nel cielo
e pomodori rossi di passione,
attendere che un seme piccolino
germogli con pazienza in uno stelo,
nella lentezza dell’evoluzione.
Dovrebbe avere un bosco ogni bambino
per incontrare il lupo e la paura
fuggiti dalle fiabe nella notte
e accorgersi che visti da vicino
non hanno più quell’aria cupa e scura,
giocar con loro fino a mezzanotte.
Dovrebbe avere un prato ogni bambino
per calpestare l’erba a piedi nudi,
vedere quante piccole creature
convivono in un unico destino.

( Sara Ferraglia )



venerdì 22 giugno 2018

Vivere senza impegno e conoscenza



Vivere senza impegno e conoscenza

Vivere senza impegno e conoscenza,
niente che ti risvegli la coscienza.
Vivere solo per sentito dire
svegliarsi, lavorare e poi dormire.
Vivere senza un dubbio, un forse, un come…
Ti basta ciò che grida un istrione.
Convincersi che è giunto il cambiamento,
di avere in poppa ora il giusto vento.
Partire per un viaggio già vissuto
da chi prima di te era caduto
nel fascino di facili illusioni,
urlate dalle piazze o dai balconi.
Odiare l’altro per l’appartenenza
ad una razza o una religione,
odiarlo solo per la sua esistenza,
odiarlo solo per la tua ragione.
Parole ripetute come un mantra,
che spargono veleno dagli schermi
e l’anima ferita che si scontra
con l’impotenza e il pianto degli inermi.
E crescere i tuoi figli come eredi
di un lascito brutale ed infestante
ma il mondo stretto, quello in cui tu credi,
per loro diverrà più soffocante.
Non c’è nulla di nuovo in tutto questo,
si ripete la storia tardi o presto.

( Sara Ferraglia )

martedì 5 giugno 2018

Ritorno a Portovenere



Ritorno a Portovenere

Dove posammo allora i nostri piedi
fra le fronde d’ulivo ed i roveti
ora soltanto ruote
e auto in fila a soffocare i tronchi.
Sono spariti il fico e l’amareno
testimoni silenti
di merende e segreti, nemmeno
la sterpaglia è più la stessa,
odora di motori e di benzina,
non più d’urina di gatti cacciatori,
d’agnelli sulle zampe tremolanti.
Non giunge più il respiro delle onde,
si perde fra il vociare della gente
a rincorrere un posto sulla spiaggia.
 Laggiù il castello, a destra - la tua voce -
in fronte la Palmaria e intorno il mare!
Lezioni brevi di geografia
ascoltando Battisti e Un’avventura
e intanto sorridevi innamorata
di una natura come te selvaggia.
La casa bianca ancora s’intravede
dormiente nell’abbraccio della macchia,
una ginestra è nata sul suo tetto
per abbellirla o farle compagnia.
Più d’ogni altro luogo questa altura
mi fa pensare a te, amica mia.

(ad Armanda)