martedì 20 luglio 2010

Inno alla vita

Inno alla vita

Lei nascerà.

Andate via poeti delle nebbie,

anime della notte e del dolore

Tacete , oscure voci lamentose

Lei nascerà e allora sì

che canteranno il mare e i lidi

con la più fine sabbia

con la più dolce brezza,

e poi ancora mille ed altre voci …

le cinciallegre dentro i loro nidi,

il cielo settembrino e le sue stelle,

il gatto che per lei farà le fusa,

la ninna nanna come una carezza.

E allora sì

che anche il maestrale

le narrerà di fate, angeli e gnomi

nel sopore invernale.

E voi, poeti tristi, che farete?

Ammirerete in silenzio la bellezza.

( Sara Ferraglia )

martedì 6 luglio 2010

Matrioske


Matrioske

Carne della tua carne

Lei. E tu, ancora prima,

Anima della mia.

Un tenace germoglio

Diventerà radice

In eterna alchimia

Amore nato per crearne.

( Sara Ferraglia )

domenica 27 giugno 2010

Terre di mezzo


Terre di mezzo

Siamo spiriti sospesi
nelle terre di mezzo
Non più carne,
aria non ancora
Siamo ricordi appesi
ai chiodi della mente
Qualcuno, fune sfilacciata
resistente allo strappo,
si aggroviglia caparbio
alla vita, insistentemente
Altri, polvere di parola,
sostano sugli oggetti cari
Brevemente,
nell’attesa del cencio
che li spazza via.
Lasciateci così.
Senza umida terra
né sigillo in cemento.
Sospesi, liberi nel tempo.
( Sara Ferraglia )


martedì 22 giugno 2010

Fado

Fado

- Ho nelle ossa un umido dolore

Marcela mia, dolor che sa di muffa

nero come la pece e la mia veste

La notte puoi sentirne lo stridore

Dicono che sia il mare che si azzuffa

con la volta celeste

è il mio dolore, invece.

- Non fa rumore il male, è sordo e muto

Amalia, amica mia, se non lo fosse

sarebbe un urlo immenso l’universo!

E tu, per tutto il tempo che hai vissuto

non hai capito ancora le sue mosse,

che dargli troppo ascolto è tempo perso.

Il tuo dolore è tuo,

nessun altro lo sente.

( Sara Ferraglia )

giovedì 3 giugno 2010

Le poesie appartengono ai bambini


Le poesie appartengono ai bambini


Le poesie appartengono ai bambini

Le plasmano fra le dita grassocce

come mollica di pane bagnato

Loro la poesia

la lasciano sui vetri come impronta

ed appiccicano alle cose i nomi

secondo fantasia

Nel sonno nasce un nuovo creato

ove le gocce non son gocce

ma diamanti

e le lacrime son stelle trasparenti,

ove la musica è una dolce conta

Una matita, due mele e tre gnomi

bastano, avanzano e fanno poesia

( Sara Ferraglia )

lunedì 24 maggio 2010

Poesia gastronomica

I poeti hanno sempre tenuto un misterioso silenzio sul soggetto “formaggio”

(Gilbert Keith Chesterton )

Invece c’è chi ha messo in poesia

la ricetta del dado vegetale

ma senza glutammato e conservanti

Altro che cantilena! Altro che litanìa!

Non so se la ricetta è originale

Spero per lei che abbia infilato i guanti

per non aver l’odore di cipolla

nelle mani per anni

Di certo so che ha avuto del coraggio

nel “rimeggiare” con le verdurine

ma mai come ne avrà il poeta

che scriverà con grazia e gusto fine

le lodi puzzolenti del formaggio!

( Sara Ferraglia)

lunedì 17 maggio 2010

Nonostante tutto


Nonostante tutto

Mi manchi nell’onda elegante

dei pioppi alla brezza di maggio.

Mi manchi nelle nuvole bianche

tue compagne di viaggio,

schiacciate contro le montagne

al tuo passaggio.

Due giorni appena

e le ciliegie son mature,

nonostante tutto.

Mi manchi mentre esplode l’estate

e all‘improvviso tutto è frutto.

giovedì 13 maggio 2010

le labbra rosso fuoco


Le labbra rosso fuoco
Le labbra rosso fuoco
Come prima
quando lui era assente,
sconosciuto e lontano
dal mio corpo indifeso.
Lui, costante e invadente
con un colpo di mano
d’improvviso mi priva
del colore e del peso.
Lui mi vuole leggera
rattristita e silente
glabra dea del dolore.
Io, davanti allo specchio
che non cedo al suo gioco
Come prima
Mi dipingo le labbra
Rosso ardente di fuoco.
( Sara Ferraglia )

domenica 9 maggio 2010

Gradara, 8 maggio 2010

Promessa

“Innerveremo i nostri giorni 
 come le prime foglie a primavera 
 Alligneremo radici come l’ulivo,
 venuto da lontano, 
che crescerà in giardino. 
 Saremo forti insieme e protettivi 
come i sassi bianchi intorno a lui disposti a cerchio, 
 senza inizio né fine. 
 Noi due saremo tegole l’una all’altra addossate,
 argille impermeabili alle intemperie del tempo.”

(Sara Ferraglia)

martedì 20 aprile 2010

Canzone gioiosa della sposa



( immagine da : http://www.poesiesposa.it/ - Piacenza )

Canzone gioiosa della sposa

Sposa di fuoco, di aria e di terra
Sposa di pace, sposa di guerra
Sposa di giunco, forte e sottile
Sposa bagnata dall’acqua d’aprile.

Fragile sposa nel cielo in tempesta
Sposa di roccia, sposa di testa
Sposa moderna, sposa all’antica
Sposa leggera, sposa agguerrita.

Morbida sposa in attesa d’un figlio
Sposa camelia, sposa di giglio
Spuma di mare, sposa dei venti
Sposa sorriso col bianco dei denti.

Calda la sposa nel sole d’agosto
Sposa di ferro, sposa al suo posto
Sposa d’argento, sposa di luna

Sposa che ama come nessuna

( Sara Ferraglia )

venerdì 2 aprile 2010

Poesia virtuale

Poesia virtuale

Resteranno sul web

fredde tracce di noi

Non l’odore di inchiostro

Né parole appuntate

sopra un lembo di carta

o su un vecchio quaderno

Nel cassetto ho chiavette

di parole salvate.

( Sara Ferraglia )

mercoledì 24 marzo 2010

Le ragazze nate in primavera

Le ragazze nate in primavera

Le ragazze nate in primavera

hanno nuvole in testa

e vento nei capelli

Le mani come nidi

da riempire di sogni

e di mari in tempesta

Le ragazze nate in primavera

ostinate guerriere

ispirate da Marte

hanno frecce di sole

e faretre di luna

sulle spalle leggere.

Le ragazze nate in primavera

non invecchiano mai

e si vestono a festa,

con mazzetti di viole

fra ingrigiti capelli

per il tempo che resta.

( Sara Ferraglia)

venerdì 12 marzo 2010

Qualcuno se n'è andato

Qualcuno se n’è andato


Qualcuno se n’è andato.

In silenzio s’è spento

leggero come neve

caduta in abbondanza

nella notte.

Spazio condominiale.

Nel bianco abbacinante

aspetta sul sentiero

davanti ad un cancello

un carro funebre nero.

Assurdo e surreale:

abitiamo a due passi,

ci divide un prato

Eppure non lo so chi se n’è andato.

(10 marzo 2010 )
Sara Ferraglia

lunedì 1 marzo 2010

Rincorrendo il mio cuore

C u o r e

Rallenta cuore mio e mio motore,

riprenditi il tuo ritmo,

libero dagli artigli della fretta

Mettiti a nudo e pienamente esposto

alle delizie o ai pugni del dolore.

Rallenta cuore mio, fammi parlare

recupera il tuo spazio ed il tuo posto.

Da qualche tempo mi cammini avanti,

confuso fra le gambe della gente,

dai suoni e dai rumori ossessionanti,

nel frastuono di questo folle tempo.

Tu fuggi e mi rispondi “Mi difendo”

Aspetta...

Ti chiamerò con il tuo nome antico,

censurato nei versi dei poeti

per timore della banalità,

dimenticato anche dagli amanti

nel nome di una finta libertà

Ricordi? Un tempo tu mi eri amico

Fermati cuore mio, che ti riprendo.

( Sara Ferraglia )

sabato 20 febbraio 2010

Ora è il momento del Bianco...

I colori di mia figlia
Rosso.
E tu rispondi rosso peperone
 Io penso al rosso di quel grande cuore
 Che hai disegnato piena d’emozione
 Su quel tuo diario per il primo amore 
  Giallo.
E tu rispondi giallo canarino
 Io penso al giallo del cotone leggero 
Che hai scelto per quel corto vestitino
 Che volevi mostrare al mondo intero.
  Verde. 
E tu rispondi verde come l’erba
 Io penso al verde di quel primo ombretto 
Che ti sfumavi sulla faccia acerba
 Cercando nello specchio un tuo difetto.
  Viola.
E tu rispondi violette appena nate 
Io penso al casco viola e al motorino 
Che han visto le tue corse scatenate 
Già così allegra dal primo mattino.
 Bianco.
 E tu rispondi il bianco della sposa 
Io penso al bianco della luce vera 
Che tu hai portato sempre in ogni cosa 
Ne faccio un quadro e per me vien sera.

( Sara Ferraglia )
Poesia vincitrice Premio "Ruba un raggio di sole"-II edizione
Città di Castello - Pg ( maggio 2004 )

sabato 13 febbraio 2010

I resti di una vita

Una poesia scritta qualche tempo fa , recentemente commentata nel blog :
"Letture ( e scritture)" - http://www.antonellapizzo.wordpress.com/ .
Segue il testo completo del commento.

I resti di una vita 
Un vecchio con le mani nei rifiuti
scavava dentro ai resti di una vita 
fra gli occhi di chi guarda ma non vede
 Automi di passaggio freddi e muti, 
ignari di una trama già ordita, 
scorrevano sul grigio marciapiede. 
 Un torsolo di mela, una focaccia 
oggetti lacerati dagli squarci,
 utili un tempo ed ora abbandonati, 
poneva il vecchio nella sua bisaccia 
cercando del passato i resti marci,
profumi e odori indifferenziati. 
 Negli occhi azzurri fra i capelli bianchi
 un improvviso guizzo d’allegria 
o forse solo un lieve appagamento 
scambiato dagli automi vuoti e stanchi 
per uno sguardo pregno di follia, 
quando immondizia è anche il sentimento.

(Sara Ferraglia)
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Credo che in un giorno così freddo questa poesia cada proprio a pennello. Trovo molto bella e indovinata la scorrevolezza degli endecasillabi, sempre molto ariosa, coerente -interessante la piccola stenosi del quinto verso, non penso casuale – e poi l’attacco pensato in forma di prosa, che conduce alla sequenza più isolata dei vari fotogrammi. Ho avvertito una buona coesione nel piccolo impianto, e anche l’intensità della sua immagine, che apre e chiude la struttura come se tripartita nei tre blocchi in trame differenti: nel secondo, quello centrale, la sua figura si svela e si cela attraverso gli oggetti del suo cercare, a volte come appendici o pezzi di un solo apparato pulsante; nel primo e nel terzo pare che prevalgano invece rispettivamente i movimenti delle mani e quelli degli occhi tra i capelli, come motori “umani” dell’azione, paralleli e forse ragionati in simmetria con le loro rispettive prese sul rifiuto e sulla luce -”guizzo, azzurro”, tutto molto liquido, orizzontale, disteso. Bello il contrasto tra lo sguardo che non vede della prima strofa e la follia del finale: sarà mai lo stesso buio? E l’azzurro arioso degli occhi contro il bianco fisico e più materiale dei capelli, un’idea di tempo e forse di giovinezza, che risuona ancora molto forte nella forza del colore. Questo è quello che ho colto, nel mio piccolo. Mi sembra un lavoro molto interessante e da approfondire. Grazie di questo bel dono, Luigi Salerno

lunedì 8 febbraio 2010

Soffio d'inizio

Soffio d'inizio

Stai pensando ad un nome

Italiano, ovviamente

Inizi dalla A e ridiamo

per certi che ci vengono in mente

Eppure un parente lontano

si chiamava così,

con questo nome strano.

Se ti appassiona l’etimologìa,

cerca il significato della vita,

ch’è forza pura, vigore naturale

è l’anima che inizia a respirare

è il battito di un cuore

è poesia.

Ancora non ha un nome,

si chiama solo “vita”

e vita sia.

( Sara Ferraglia )

giovedì 4 febbraio 2010

Neve




A malincuore
sto lasciando le impronte sulla neve
Oh, potessi volare,
lasciar che il bianco
bianco sia per sempre!
Oppur, se proprio devo,
segnar solo una traccia che sia lieve
quasi un ideogramma,
come farebbe il passero o il fringuello.
Invece alle mie spalle
la purezza è violata,
l’incantesimo è rotto.
Com’è bambino il mondo
dopo una nevicata!

( Sara Ferraglia )

mercoledì 27 gennaio 2010

Dov'eri TU?

Dov'eri TU?

Scusami per il “TU”

e per le mie domande irriverenti

Ma TU dov’eri

quando salì l’inferno in superficie?

Non c’eri nelle piaghe,

di questi nostri corpi trasparenti

Pensai che avesse un senso

continuare a cercarti nel lezzo

di giacigli ammassati,

nelle ossa di vetro,

e nel vuoto dei denti.

Ti cercai nelle tasche

vuote anche del nome

Dimmelo TU se c’eri.

Ti cercai anche dopo,

fra la melma lasciata

dalla barbarie in piena,

nel mio primo caffè zuccherato,

nella prima carezza e nel vino,

nei miei giorni "normali",

nel dolore dell’acqua passata.

Davvero, mi dispiace

non ti ho più ritrovato.

( Sara Ferraglia )

sabato 23 gennaio 2010

Alba

Alba 
Albeggia appena 
Lassù sbiadisce il ventre della luna 
Pallido ed assonnato il sole arranca
 sui rami spogli di una quercia altera
 Silenzio ed occhi chiusi 
Empie i polmoni l’aria del sollievo 
Satura e rumorosa la tua mente,
 affollato alveare di parole, 
si svuota e sale lentamente
 Sale, come una bolla di sapone 
leggera e trasparente
 E tu apri gli scuri e poi spalanca i vetri
Respira a fondo, 
abbraccia la tua vita
 Prima che il giorno appaia
 porta le mani al cuore e grida forte 
fino a svegliare il sole. 
Dimmi, senti l’odore della gioia?

Vigatto, 22 gennaio 2010
(Sara Ferraglia)