venerdì 19 luglio 2024

Due mari


 

Due mari

Felice il bimbo che ha finito il muro
del castello di sabbia sulla spiaggia.
Grida di contentezza ed è sicuro
che domani quel gioco rifarà.
Lontano, un altro mare ed altre vite,
muri abbattuti e fragili speranze
e gli occhi dei bambini che, smarriti,
chiedono se un domani ci sarà.
Il ciclo della storia si ripete.
Il gioco dei potenti lo conduce.
Decidono se un bimbo può giocare
o se una bomba lo distruggerà.


Sara Ferraglia


con Donne In Nero Parma

lunedì 1 luglio 2024

Alla poesia

 

Bambina davanti al mare argentato -Joaquin Sorolla

Alla poesia
Forse in un altro tempo
in un'altra stagione
forse tu eri vento,
io ero l'aquilone.
E forse in altri mari
e su più antiche rotte
tu eri il maestrale
ed io ero scirocco.
E mi arriva il tuo canto
come fossi sirena
specialmente la notte,
quando c'è luna piena.
Tutto questo è mistero
che non voglio si sveli,
credo ancora alle fiabe,
l'incoscienza del sogno
che distoglie dal vero.
Sara Ferraglia


lunedì 24 giugno 2024

Dopo l'esame di terza media




 A Claudia, dopo l'esame di terza media

Fissato in questo scatto il tuo sorriso
spero che ti accompagni nel futuro,
ora che lasci alle tue spalle il muro
che ti ha protetta in tutti questi anni.
Ti ho vista piccolina sui gradini
della scuola d'infanzia del paese,
poi col grembiule delle elementari
e sempre sulle labbra quel sorriso,
che apre le porte ai sogni e ai desideri.
Chiedo per te, e spero che si avveri,
che possa sempre illuminarti il viso. 

Sara Ferraglia



sabato 22 giugno 2024

Spazi di periferia

 


Spazi di periferia
Evade qualche volta la poesia
dai salotti borghesi e intellettuali.
Si perde in spazi di periferia,
fra gallerie e negozi tutti uguali.
Volano i versi fino al piano alto,
un volto alla finestra ad ascoltare
quell'armonia che sale dall'asfalto
e un'altra vita adesso fa sognare.
Passa un'anziana con la spesa al braccio,
afferra un sogno e se lo mette in tasca,
ne prende uno l'uomo con lo straccio,
pulisce il vetro e sogna che ora nasca
al posto del parcheggio una foresta.
Sogni leggeri, sogni evanescenti,
pulviscolo di versi sulla testa,
lucciole fra i capelli dei presenti.
Sara Ferraglia



sabato 8 giugno 2024

Occhi composti



 Occhi composti

Vorrei gli occhi composti della mosca,
non perdermi nemmeno un fotogramma
di questa vita che mi gira attorno,
quando è commedia ma più spesso dramma.
Non perdermi il dolore né la gioia,
partenze poi seguite dal ritorno,
scovare negli anfratti più nascosti
un briciolo d'umano da salvare.
Occhi composti per guardare indietro
mentre cammino verso il mio futuro,
assicurarmi che non perda il passo
chi piano arranca e chi trova un muro.
Occhi composti per guardare ai lati
quando, convinta d'esser io al centro,
considero quei margini sbagliati.
Occhi composti per guardarmi dentro.
Sara Ferraglia
Inedita

venerdì 7 giugno 2024

La fiducia



 La fiducia

Una merla geniale ha fatto il nido
sopra il portone dell'autorimessa
Il merlo maschio le ha detto - mi fido-
strappandole col becco la promessa
che al primo avvicinarsi di un umano
la cova avrebbe smesso ad ogni costo,
dato che il luogo è piuttosto strano
e anomala la scelta di quel posto.
Non fugge mai quando apro il mio portone,
sollevo l'anta e -sai che tenerezza-
sporge il suo becco con circospezione
poi cova le sue uova, con dolcezza.
Non so se sia l'istinto solamente
o se è un mistero immenso la fiducia.
Lei ha capito immediatamente
ciò che fra umani troppo spesso indugia.
Sara Ferraglia

sabato 1 giugno 2024

Lorenza d'oltremare



 Lorenza d'oltremare.

Aprimmo le finestre
da troppi anni chiuse,
la casa abbandonata.
Il sole accecò i ragni,
frecce di luce calda
e un po' sfacciata.
Una falena morta,
secca sul pavimento,
chissà com'era entrata.
La cimice indecisa
se uscire o rimanere
ancora sul soffitto.
Ogni anta, ogni cassetto
strabordava nemoria,
ci parlava la casa,
raccontava dei passi,
delle voci in estate.
Tutto ancora nell'aria,
dalle muffe sui muri
di pareti scrostate
respirava la casa.
E svuotammo gli armadi,
nei sacchi abiti pieni
di schiene e gambe ancora.
Poi quelli piccolini,
tenuti per ricordo
coi giochi dei bambini.
La madia conservava
olio, zucchero e sale,
ed ancora le impronte
delle dita un po' unte.
All'improvviso ho pianto
ritrovando sul fondo
di un cassetto tarlato
due libri stropicciati.
-Lorenza d'oltremare-
storia degli anni venti,
sconosciuto editore
e quegli eventi
su pagine sciupate,
romanzo scritto in rosa.
Giovane innamorata
che soltanto sognava
marito, figli, casa
e andare sposa
e il suo futuro sottolineava.
Sara Ferraglia
Inedita

domenica 5 maggio 2024

La vicina

 



La vicina

La Gina siede ora nel giardino
La osservo dal balcone al primo piano
Quanti anni ha? Le trema un po' la mano
Di lei so poco, è la mia vicina
ma la sua vita ho solo immaginato
Vent'anni fa la udivo trafelata
con i nipoti, tutta la giornata
in calde estati urlare a perdifiato
Col tempo poi ha preso il sopravvento
solo il silenzio nel suo spazio verde
Lo cura il figlio, mentre lei si perde,
sguardo nel vuoto ad ascoltare il vento
Forse le parla, lei risponde - Addio -
La Gina ha un nome corto, come il mio
Sara Ferraglia
Inedita

lunedì 29 aprile 2024

Nell'orizzonte degli eventi

 


Nell'Orizzonte degli eventi


Siam già nell'Orizzonte degli eventi
Sciolte le mani, senza più un abbraccio,
monadi silenziose siamo in viaggio,
e non abbiamo più riferimenti
Aridi cuori trasformati in ghiaccio
verso l'abisso nero gravitiamo
e la valigia per il lungo viaggio
l'abbiamo preparata sulla terra,
bruciando le bandiere e gli ideali,
cercando di arricchirci con la guerra,
prigionieri di archetipi ancestrali
Siam già nell'Orizzonte degli eventi
Ci inghiottirà uno sconosciuto astro
Nulla potrà salvarci dal disastro


Sara Ferraglia


lunedì 8 aprile 2024

Cessate il fuoco

 

Cessate il fuoco
Senti come ti batte contro i denti
la lingua se pronunci quel fonema
che fa oscurare tutti i continenti
e piange il cielo e anche la terra trema.
Guerra... Guerra... Guerra...
Mitragliano le "erre" sul palato,
contratta la mascella nel terrore.
E il tuo futuro viene cancellato
dall'odio disumano, dall'orrore.
Allora chiudi gli occhi, poi respiri,
rallenta il cuore, allarghi le tue braccia.
Ed ecco prender forma sulla faccia
una parola piccola ma rara
che fra le labbra scivola leggera, fresca, come le gemme a primavera.
Torna il sorriso al posto della bava,
rinasce l'uomo dove il mostro stava.
Pace...Pace...Pace...
Cessate il fuoco e la tempesta tace.
Sara Ferraglia

martedì 2 aprile 2024

Francesco

 Francesco


Ho capelli ribelli, ti dicevo
- Sei tu che vuoi deviare il loro verso -
Così mi sorridevi e suggerivi
di non forzare ciò che non potevo.
- Son regole di tutto l'universo-
e mentre tu tagliavi mi arrendevo.
Riflesso negli specchi ogni tuo sguardo
creava poi precise geometrie.
Di forbici e di mani ogni riguardo,
perché perfette fossero cromìe.
E poi di colpo non ti vedrò più
sulla poltrona fuori dal negozio,
la sigaretta in un momento d'ozio,
chiacchiere improvvisate sulla via.
Asciugo i miei capelli e penso a te,
seguano il loro verso e... Namasté.


Sara Ferraglia







Laurea

 

Laurea

Che tenerezza le due ragazzine
così orgogliose e fiere
con quelle coroncine in testa
di fiori e foglie vere
Sperano nel futuro, fanno festa
com'è giusto che sia
Percorre il nostro autobus la via
dal Campus delle scienze fino al centro
Scendono coi parenti, in allegria
al bar San Pietro per l'aperitivo
-Dottore, dottore...- cantano, evviva!
Prosegue il suo tragitto la vettura
Tanti volti stranieri, persi dentro
ognuno ai propri sogni ma il futuro
a volte si frantuma dietro un muro


Sara Ferraglia


Inedita


martedì 19 marzo 2024

Mio padre che non c'è

 

Mio padre che non c'è

E se tu fossi là che stai aspettando
che io ti chiami e dica -ciao papà-
come feci per anni, da bambina
e poi per sempre, fino a un anno fa?
Un tempo credo t'importasse poco
di auguri tutti uguali e stropicciati
sui fogli a righe oppure quadrettati
Poi, con l'età, a conti fatti e affanni
dovuti alla salute ed ai rimpianti,
forse aspettavi la telefonata
nel giorno della festa del papà
E poco fa una chiamata muta
mi ha parlato di te
Chiamata sconosciuta
Mio padre che non c'è

Sara Ferraglia

Opera di Sung Hwa Kim.

sabato 16 marzo 2024

Anita, 15 anni

 



Anita, 15 anni


Anita dagli occhi color del cielo
Anita cresce, nel corpo e nel cuore
Pensieri e sogni nascosti da un velo
che sale e scende secondo il suo umore
Passo per passo percorre il sentiero,
spesso coi jeans, a volte con la gonna
A volte inciampa col piede e il pensiero
e già lo sa che diventare donna
richiede tempo, pazienza ed impegno.
Nessuna principessa, nessun regno
Nessun regalo, che tutto è conquista
Fiero lo sguardo e più acuta la vista.

Sara Ferraglia


lunedì 11 marzo 2024

Lasciare

 


Lasciare

Lasciare, lasciar scorrere le cose
Scivolare sul tempo con lentezza
Seminare, dissodare dolcezza
Aspettare. Fioriranno le rose
Pianissimo. Avvicinarsi al fiore
come farebbe l'ape laboriosa,
o meglio, la farfalla silenziosa
Non toccare. Lasciarsi inebriare
Immergersi in questa primavera,
perdersi e perdere l'orientamento
Ascoltare i sussurri e il fermento
Come Gazania chiudersi di sera
Cedere al sonno che il sogno profuma,
Belle di notte danzano alla luna
Sara Ferraglia
La bimba nel giardino è di Jurga Sculpteur

venerdì 1 marzo 2024

Lo sguardo



Lo sguardo

Mai perderò lo sguardo

per i sepolti vivi,
per i precipitati
dai tetti, nei cortili
giù dalle impalcature
vittime designate
di appalti scellerati.
Mai perderò lo sguardo
per gli affogati in mare,
per chi è scampato al viaggio
per chi gli cura i piedi,
per quelli che non vedi,
per il loro coraggio.
Mai perderò lo sguardo
per chi non ha più niente,
la miseria che affama
chi ruba una scamorza
per sette euro in croce,
nuda disperazione
che anche l'onestà spegne
e lascia senza voce.
Mai perderò lo sguardo
per i manganellati,
ragazzi della scuola,
operai ai picchetti
di fabbriche svendute
e loro licenziati
con un messaggio crudo.
Così lunga è la notte,
anche l'alba è in ritardo.
Speranzoso il mio sguardo
vola oltre l'orrore,
in pindarico volo.
Senza fare rumore
si allontana dal suolo

Sara Ferraglia

giovedì 22 febbraio 2024

Le carezze


 Le carezze

E se ci penso ti ho voluto bene
senza le tue carezze sulla guancia,
senza la ninna nanna sui ginocchi,
la borsa d'acqua calda sulla pancia
e senza quel guardarsi occhi negli occhi
se rientravo tardi nella notte
Tu, solida presenza, mia fortezza
chiudevi in uno scrigno l'emozione,
che farla uscire era debolezza,
frutto di una severa educazione
E se ci penso bene adesso trovo,
nei versi di poesie sugli altri padri,
quei gesti che, da te, io non ho avuto
Eppure quanto bene ti ho voluto
Le uniche carezze che ricordo
son quelle disperate che ti ho dato
il giorno prima, quando mi hai lasciato
Sara Ferraglia
Immagine dal web

La tela di ghiaccio

 


La tela di ghiaccio


E nessun taglio netto,
nessuna ambiguità
Tesse la tela un ragno
che uno scopo non ha
Semplicemente vive,
godendo del momento,
di quella sensazione
brevissima nel tempo
che un brivido gli dà.

Sara Ferraglia


lunedì 12 febbraio 2024

Mia madre ricorda



 Mia madre ricorda

Mia madre ha novant'anni
Mi fermo ad osservare
il nove e poi lo zero
È davvero un mistero,
magia di quelle rare
l'inversione degli anni
Per primo va lo zero
e poi lo segue il nove
E vedo lei bambina
che attraversa il torrente
Vedo l'acqua impetuosa,
le arriva alle ginocchia
Lei, piccolina, trema
Sua madre piano avanza
ma ne perde il contatto
Per un attimo l'acqua
la vuole portar via
Madre, nella memoria
quest'immagine resta
Si ripete nei sogni,
fa parte della storia
della tua lunga vita
Torna il nove al suo posto,
torna in testa allo zero,
perché è solo l'amore
la più grande magia,
il più immenso mistero
Sara Ferraglia
Gustav Klimt - Madre con bambino.

domenica 11 febbraio 2024

Antologia Fiorire l'inverno

 



Un lungo inverno

Fra poco arriverà un lungo inverno
Solo pensarlo il sangue si congela
Non so se ancora scenderà la neve,
se rivedremo mai candidi fiocchi
posarsi dolcemente sopra i tetti
Ma so che farà freddo, così tanto
che anche le case chiuderanno gli occhi
Infagottati dentro la paura
ci chiederà questa stagione oscura
di rispettare regole e confini
ipnotizzati come burattini
Ci chiederà di spegnere il pensiero
come ad aver sugli occhi un drappo nero
Eppure manterrò il mio cuore lieve
e sarò forte, come il bucaneve

Sara Ferraglia


domenica 28 gennaio 2024

Un pezzettino al giorno

 


Un pezzettino al giorno
Son quella figlia che ogni tanto arriva,
parcheggia nel cortile l'auto nera
che riconosci, forse, dal colore,
perché ogni marca ormai per te è straniera.
Son quella che risponde alle domande
che poni come arpioni per scalare
le fragili montagne di calcare
che ti hanno invaso l'anima e la mente.
Ti parlo sempre come fossi ancora
seduta accanto a te su quel divano,
anche se stavo solo qualche ora,
il tempo di scaldare la tua mano.
Ma il ghiaccio si cristallizzava intorno.
Mi manchi, padre, un pezzettino al giorno.
Sara Ferraglia

mercoledì 10 gennaio 2024

Mi conosci?

 


Mi conosci? 


Chiede a tutti con sguardo smarrito
Come chi tutto il mondo ha perduto
Viaggiatore senza orientamento
nel deserto della sua memoria
Cerca di ricomporre la storia
di quei giorni che stanno sbiadendo
Tutti i nomi gli girano intorno
come piccole api impazzite 
confondendo la notte col giorno
E mi chiedo che mostro riaffiori, 
quale strega dell'est o dell'ovest? 
Chi decide e prepara le prove 
sul percorso che a ciascuno tocca
quando il grande orologio si blocca? 

Sara Ferraglia


venerdì 5 gennaio 2024

Ritorno

 


Ritorno

I capelli cespugli di rovi
e le ossa contorte radici
Occhi, gelide gocce di brina
sotto un bianco artificio di luci
E le mani, un tempo capaci,
ora foglie d'autunno sul letto
Stilla il cuore granelli di more


Sara Ferraglia