Filastrocca della pasta fatta in casa.
Filastrocca della pasta fatta in casa.
Un po' meno bambino.
Dire a un bambino che non può baciare
ed abbracciar gli amici ed i compagni
è come dire al fuoco non bruciare,
pretendere che l'acqua non ti bagni.
Dirgli se vai dai nonni stai lontano,
non farti coccolare sui ginocchi
è come dire al vento soffia piano,
pretendere che l'aria non ti tocchi.
E dirgli che anche questo passerà
come passa nel mondo ogni cosa
ma dovrà fare un po' meno il bambino,
è come a maggio impedire alla rosa
di sbocciare in giardino.
( Sara Ferraglia)
I giochi senza i bambini.
I giochi senza i bambini
non hanno l'anima.
Sono come il finto anello
di carta dei cioccolatini
sul mio dito d'anziana.
Si vede che è di carta,
eppure se lo indossa lei
acceca di bellezza.
I giochi senza i bambini
silenziosi e spenti
nel silenzio di stanze abbandonate
son muti di dolcezza,
delle calde risate.
Vuoti di fantasia,
corpi di plastica colorata
senz'espressione, senz'allegria,
sono una giornata sprecata.
I giochi senza i bambini
si svuotano del nome.
Sara Ferraglia
Piccola sfida.
Escono dall'ufficio postale
un padre e una bambina.
Lei alta come i tre gradini
che vorrebbe saltare,
ne ha paura ed allunga la manina
al padre che scrive al cellulare
e senza di lei scende.
La piccola, capello ricciolino
non piange, non chiama, non grida.
Si siede sul terzo gradino,
lo sguardo è una sfida,
si spinge ed atterra sul secondo.
Si guarda intorno e sorride,
si sente padrona del mondo.
Un'ultima spinta ed è fatta.
Il padre si volta e la sgrida,
non vede quegli occhi brillare,
si perde il prezioso momento
di lei soddisfatta.
( Sara Ferraglia)
Diana, sei anni.
Conosco una bambina
che circa un anno fa
diceva che a sei anni
grande diventera'.
Nel frattempo …
ha salito i gradini
di prima elementare
e con nuovi bambini
si diverte a giocare.
Ed ancora...ha imparato
a scrivere ordinato,
a leggere più in fretta,
ad andar più spedita
e veloce in bicicletta.
Ha capito che questi
sono giorni un po' strani,
che bisogna più spesso
lavar bene le mani.
Sta scrivendo ogni giorno
il suo diario segreto
con le sue nuove amiche,
le lettere dell'alfabeto.
Per fortuna a sei anni
sei ancora piccina.
Tanti auguri col cuore
alla nostra bambina.
Sara Ferraglia
Umida stagione.
Amo l'autunno delle foglie morte
che morte mai non sono
ma in trasformazione.
Amo la leggerezza che le fa tappeto
per l'albero lasciato che si spoglia.
Accartocciate, l'una all`altra avvinte,
s'abbraccian silenziose.
Amo la tavolozza dei colori
mescolanza preziosa di rubini e ori
che non si può serrar in cassaforte
ma è tesoro per tutti,
di bellezza.
Amo la sfrontatezza della piracanta
confine rosso acceso dei giardini
e il sole che tramonta all'orizzonte
sui tetti dei palazzi in costruzione.
Amo la pacatezza sonnolenta
dell'umida stagione.
( Sara Ferraglia
Sogno o son desta?
Ognuno è un dilettante o un grande artista.
Tutto dipende dal punto di vista.
È arduo esser di sé
un giudice imparziale
senza farsi abbagliare
da presunzione e pregiudizio.
Cercare sulla fune un equilibrio
sospesi fra reale e immaginario.
Formavo questi versi in dormiveglia
mentre giocavo a carte a tavolino
e minaccioso mi osservava un puma
dalla cima di un albero vicino.
Ha suonato la sveglia
- ad essere precisi il cellulare-
ed ora sono qui ad infilare
perle di sogno come di saggezza.
E intanto s'è fuggita giovinezza
e tuttavia...
stanotte è stato bello
perdermi in sogno nella poesia.
( Sara Ferraglia)
Pensavo a Louise Glück.
Cosa saprò di te
leggendo le parole dei tuoi versi?
Cosa raccontano di te fotografie
volate come stormi sulla rete
ad affollare il web?
Sei premio Nobel oggi,
ti sta leggendo il mondo
che di te ieri non sapeva nulla.
Ma tu chi sei, chi eri nell'inizio
quando dalla tua penna uscì
quel primo verso?
Quando eri bambina, poi fanciulla...
Scrivesti per dolore o per amore?
Parlavi al foglio, ora all'universo.
Oggi la caccia è aperta
a chi ne sa di più di Louise Gluck,
Dimmi, vanno di fantasia e d'interpretazione?
E oggi si dispera gran parte dell'editoria
e chi non ha i tuoi libri in libreria.
Ti leggeró perché,
oltre al piacere dei tuoi versi,
vorrei capir se è vero,
se questo tuo pensiero
così profondo era sincero:
"Mie povere ispirate
creazioni, siete
distrazioni, in ultimo,
puri inceppi; siete
alla fine troppo poco simili a me
per piacermi."
( Sara Ferraglia)
Diana, primo giorno alle elementari.
"Ho comprato per te due grembiulini
di cotonina, bianchi"...
Iniziava così, qualche anno fa
per tua sorella
ed ora tocca a te, piccola stella
d'imparare a muoverti fra i banchi
Un vispo pettirosso e una violetta
sui bianchi collettini ricamati
per te che sei cresciuta così in fretta
saranno tuoi amici affezionati
lungo il sentiero nuovo e sconosciuto.
Segnando i passi come Pollicino
ti porteran fortuna e anche aiuto
se inciamperai durante il tuo cammino.
Noi ti auguriamo un inizio sereno,
giorni tranquilli ma tutti speciali,
che il cuoricino d'amore sia pieno,
Buon primo giorno alle elementari.
( Sara Ferraglia )
La caccia al tesoro.
Dormire dai nonni da sempre per loro
significa fare la caccia al tesoro.
Tesoro piccino, per nulla costoso
però ben nascosto, un po' misterioso.
Si spengon le luci, accesi i cervelli,
si seguono tracce ed indovinelli.
Si frugan cassetti, si va sotto il letto,
sorelle rivali e qualche dispetto.
Trovato il tesoro si salta di gioia,
allegro espediente che uccide la noia.
Finita la caccia, sorridono e poi:
"Quand'è che dormiamo ancora da voi?"
(Sara Ferraglia)
Eccolo, è arrivato
quest'anno in doppia cifra
tanto desiderato,
atteso come il crescere in altezza.
C'è un 1, dritto e magro
seguito da uno 0
che tu saprai colmare di bellezza
percorrendo il sentiero
di quest'anno che chiude
la scuola elementare.
Sai, sarà un anno strano,
a volte un poco rude,
anno da ricordare,
che ci chiede pazienza,
che non ci fa viaggiare,
che ci tiene "distanti" nei gesti
ma vicini nei cuori.
È un anno che ti invita
a cercare la gioia
nelle piccole cose
che ti stanno vicino.
Una bella lettura,
il pelo di un gattino,
(sto parlando di Coco)
un bacio a tua sorella,
l'invenzione di un gioco,
una favola bella
che prima di dormire
cancelli ogni paura.
E allora tanti auguri
per questo primo anno
fatto di cifra doppia,
un traguardo importante
che l'amore raddoppia.
( Sara Ferraglia )
Passaporto universale.
Non ho la vita appesa
a quel filo sottile
della malinconia,
almeno non ancora.
Non ho colmo il cassetto
di rimpianti e ricordi.
Ho una valigia vuota
aperta sotto il letto
e un passaporto intonso
e una guida del mondo.
Mi basta aprire a caso,
chiudere gli occhi e poi
puntare il dito e andare.
Se resta fermo il corpo,
pesante sul divano
e non si vuole alzare
prende il volo la mente.
In tasca ho il passaporto
con timbro universale.
( Sara Ferraglia)
A Giulia.
Giulia se n'è andata all'alba, silenziosa com'è sempre stata.
Giulia discreta, Giulia a bassa voce.
Chissà cosa sognava nelle notti vuote.
Ha chiuso le sue porte di casa contadina,
lei che accoglieva tutti col sorriso,
caffè sul fuoco ed un bicchier di vino.
Giulia che raramente confidava
di ruolo sottomesso, padre padrone poi marito uguale.
Giulia senza un figlio, desiderio spento e il suo star male
nascosto nella stalla a mungere le vacche
o sotto il sole rastrellando i campi coi pensieri al vento.
Giulia col suo dolore stretto
dentro il petto.
Giulia che ieri ha sussurrato "sono pronta",
alla badante china sul suo letto.
Sara Ferraglia