giovedì 10 dicembre 2020

Filastrocca della pasta fatta in casa.

Filastrocca della pasta fatta in casa.

Penso alle mani che hanno impastato
uova e farina nel tempo passato.
Penso alla forza espressa in quel gesto,
amalgamando i pensieri col resto.
Penso a mia madre... nemmeno contava
chili di pasta che confezionava
per tutte le feste passate in famiglia.
Invece io, che sono sua figlia,
già sono stanca al primo vassoio,
riempio, ritaglio e intanto m'annoio.
Penso a mia nonna quant'era felice
se le dicevo sei tu la radice
della passione per la poesia.
Cucino poco? Che vuoi che sia
se quando impasto uova e farina
non nasce pasta ma solo una rima?

( Sara Ferraglia )


 

venerdì 13 novembre 2020

Un po'meno bambino.

Un po' meno bambino.

Dire a un bambino che non può baciare

ed abbracciar gli amici ed i compagni

è come dire al fuoco non bruciare,

pretendere che l'acqua non ti bagni.

Dirgli se vai dai nonni stai lontano,

non farti coccolare sui ginocchi

è come dire al vento soffia piano,

pretendere che l'aria non ti tocchi.

E dirgli che anche questo passerà

come passa nel mondo ogni cosa

ma dovrà fare un po' meno il bambino,

è come a maggio impedire alla rosa

di sbocciare in giardino.

( Sara Ferraglia)



 

mercoledì 11 novembre 2020

I giochi senza i bambini.

 


I giochi senza i bambini.

I giochi senza i bambini

non hanno l'anima.

Sono come il finto anello

di carta dei cioccolatini

sul mio dito d'anziana.

Si vede che è di carta,

eppure se lo indossa lei

acceca di bellezza.

I giochi senza i bambini

silenziosi e spenti

nel silenzio di stanze abbandonate

son muti di dolcezza,

delle calde risate.

Vuoti di fantasia,

corpi di plastica colorata

senz'espressione, senz'allegria,

sono una giornata sprecata.

I giochi senza i bambini

si svuotano del nome.

Sara Ferraglia



lunedì 9 novembre 2020

Piccola sfida.

                                                                                                     

Piccola sfida.

Escono dall'ufficio postale

un padre e una bambina.

Lei alta come i tre gradini

che vorrebbe saltare,

ne ha paura ed allunga la manina

al padre che scrive al cellulare

e senza di lei scende.

La piccola, capello ricciolino

non piange, non chiama, non grida.

Si siede sul terzo gradino,

lo sguardo è una sfida,

si spinge ed atterra sul secondo.

Si guarda intorno e sorride,

 si sente padrona del mondo.

Un'ultima spinta ed è fatta.

Il padre si volta e la sgrida,

non vede quegli occhi brillare,

si perde il prezioso momento

di lei soddisfatta.

( Sara Ferraglia)



 

lunedì 2 novembre 2020

Diana, sei anni.

 


Diana, sei anni.


Conosco una bambina

che circa un anno fa

diceva che a sei anni

grande diventera'.

Nel frattempo …

ha salito i gradini

di prima elementare

e con nuovi bambini

si diverte a giocare.

Ed ancora...ha imparato

a scrivere ordinato,

a leggere più in fretta,

ad andar più spedita

e veloce in bicicletta.

Ha capito che questi

sono giorni un po' strani,

che bisogna più spesso

lavar bene le mani.

Sta scrivendo ogni giorno

il suo diario segreto

con le sue nuove amiche,

le lettere dell'alfabeto.

Per fortuna a sei anni

sei ancora piccina.

Tanti auguri col cuore

alla nostra bambina.

Sara Ferraglia


mercoledì 28 ottobre 2020

Umida stagione

 

Umida stagione.

Amo l'autunno delle foglie morte

che morte mai non sono

ma in trasformazione.

Amo la leggerezza che le fa tappeto

per l'albero lasciato che si spoglia.

Accartocciate, l'una all`altra avvinte,

s'abbraccian silenziose.

Amo la tavolozza dei colori

mescolanza preziosa di rubini e ori

che non si può serrar in cassaforte

ma è tesoro per tutti,

di bellezza.

Amo la sfrontatezza della piracanta

confine rosso acceso dei giardini

e il sole che tramonta all'orizzonte

sui tetti dei palazzi in costruzione.

Amo la pacatezza sonnolenta

dell'umida stagione.

( Sara Ferraglia

venerdì 23 ottobre 2020

Sogno o son desta?

 

Sogno o son desta?

Ognuno è un dilettante o un grande artista.

Tutto dipende dal punto di vista.

È arduo esser di sé

un giudice imparziale

senza farsi abbagliare

da presunzione e pregiudizio.

Cercare sulla fune un equilibrio

sospesi fra reale e immaginario.

Formavo questi versi in dormiveglia

mentre giocavo a carte a tavolino

e minaccioso mi osservava un puma

dalla cima di un albero vicino.

Ha suonato la sveglia

- ad essere precisi il cellulare-

ed ora sono qui ad infilare

perle di sogno come di saggezza.

E intanto s'è fuggita giovinezza

e tuttavia...

stanotte è stato bello

perdermi in sogno nella poesia.

( Sara Ferraglia)



mercoledì 14 ottobre 2020

Pensavo a Louise Gluck.

Pensavo a Louise Glück.

Cosa saprò di te

leggendo le parole dei tuoi versi?

Cosa raccontano di te fotografie

volate come stormi sulla rete

ad affollare il web?

Sei premio Nobel oggi,

ti sta leggendo il mondo

che di te ieri non sapeva nulla.

Ma tu chi sei, chi eri nell'inizio

quando dalla tua penna uscì

quel primo verso?

Quando eri bambina, poi fanciulla...

Scrivesti per dolore o per amore?

Parlavi al foglio, ora all'universo.

Oggi la caccia è aperta

a chi ne sa di più di Louise Gluck,

Dimmi, vanno di fantasia e d'interpretazione?

E oggi si dispera gran parte dell'editoria

e chi non ha i tuoi libri in libreria.

Ti leggeró perché,

oltre al piacere dei tuoi versi,

vorrei capir se è vero,

se questo tuo pensiero

così profondo era sincero:

"Mie povere ispirate

creazioni, siete

distrazioni, in ultimo,

puri inceppi; siete

alla fine troppo poco simili a me

per piacermi."

( Sara Ferraglia)




 

Diana,primo giorno alle elementari.

 


Diana, primo giorno alle elementari.

"Ho comprato per te due grembiulini

di cotonina, bianchi"...

Iniziava così, qualche anno fa

per tua sorella

ed ora tocca a te, piccola stella

d'imparare a muoverti fra i banchi

Un vispo pettirosso e una violetta

sui bianchi collettini ricamati

per te che sei cresciuta così in fretta

saranno tuoi amici affezionati

lungo il sentiero nuovo e sconosciuto.

Segnando i passi come Pollicino

ti porteran fortuna e anche aiuto

se inciamperai durante il tuo cammino.

Noi ti auguriamo un inizio sereno,

giorni tranquilli ma tutti speciali,

che il cuoricino d'amore sia pieno,

Buon primo giorno alle elementari.

( Sara Ferraglia )

sabato 10 ottobre 2020

La caccia al tesoro.


 

La caccia al tesoro.

Dormire dai nonni da sempre per loro

significa fare la caccia al tesoro.

Tesoro piccino, per nulla costoso

però ben nascosto, un po' misterioso.

Si spengon le luci, accesi i cervelli,

si seguono tracce ed indovinelli.

Si frugan cassetti, si va sotto il letto,

sorelle rivali e qualche dispetto.

Trovato il tesoro si salta di gioia,

allegro espediente che uccide la noia.

Finita la caccia, sorridono e poi:

"Quand'è che dormiamo ancora da voi?"


(Sara Ferraglia)


lunedì 5 ottobre 2020

Claudia, dieci anni.


                                                                   Claudia, dieci anni.

Eccolo, è arrivato

quest'anno in doppia cifra

tanto desiderato,

atteso come il crescere in altezza.

C'è un 1, dritto e magro

seguito da uno 0

che tu saprai colmare di bellezza

percorrendo il sentiero

di quest'anno che chiude

la scuola elementare.

Sai, sarà un anno strano,

a volte un poco rude,

anno da ricordare,

che ci chiede pazienza,

che non ci fa viaggiare,

che ci tiene "distanti" nei gesti

ma vicini nei cuori.

È un anno che ti invita

a cercare la gioia

nelle piccole cose

che ti stanno vicino.

Una bella lettura,

il pelo di un gattino,

(sto parlando di Coco)

un bacio a tua sorella,

l'invenzione di un gioco,

una favola bella

che prima di dormire

cancelli ogni paura.

E allora tanti auguri

per questo primo anno

fatto di cifra doppia,

un traguardo importante

che l'amore raddoppia.

( Sara Ferraglia )

sabato 22 agosto 2020

Passaporto universale

 


Passaporto universale.

Non ho la vita appesa

a quel filo sottile

della malinconia,

almeno non ancora.

Non ho colmo il cassetto

di rimpianti e ricordi.

Ho una valigia vuota

aperta sotto il letto

e un passaporto intonso

e una guida del mondo.

Mi basta aprire a caso,

chiudere gli occhi e poi

puntare il dito e andare.

Se resta fermo il corpo,

pesante sul divano

e non si vuole alzare

prende il volo la mente.

In tasca ho il passaporto

con timbro universale.


( Sara Ferraglia)



mercoledì 29 luglio 2020

A Giulia.


 

A Giulia.

Giulia se n'è andata all'alba, silenziosa com'è sempre stata.

Giulia discreta, Giulia a bassa voce.

Chissà cosa sognava nelle notti vuote.

Ha chiuso le sue porte di casa contadina,

lei che accoglieva tutti col sorriso,

caffè sul fuoco ed un bicchier di vino.

Giulia che raramente confidava

di ruolo sottomesso, padre padrone poi marito uguale.

Giulia senza un figlio, desiderio spento e il suo star male

nascosto nella stalla a mungere le vacche

o sotto il sole rastrellando i campi coi pensieri al vento.

Giulia col suo dolore stretto

dentro il petto.

Giulia che ieri ha sussurrato "sono pronta",

alla badante china sul suo letto.


Sara Ferraglia

venerdì 12 giugno 2020

Penso alla gioia del bambino



Penso alla gioia del bambino

Penso alla gioia del bambino
quando corre e ti dice
"Chi arriva primo? "
Esulta alla vittoria e non si accorge
del passo rallentato
per renderlo felice.
Quando cucina un pasto immaginario
poi, fiero, t' invita ad assaggiare
il gusto della fantasia.
Nel bambino ogni gesto
è da osservare, ogni parola
è un germe di poesia,
può essere lo spunto
di una nuova morale.
Andrebbe meglio il mondo
se ci fosse una scuola
fatta all'incontrario,
noi adulti nei banchi
e i bambini insegnanti.

( Sara Ferraglia)

lunedì 8 giugno 2020

Sul lato selvaggio



Sul lato selvaggio.

Prigionieri eravamo, da mesi,
nel groviglio di cupi pensieri.
Per non farli restare sospesi
ho creato un intreccio di fili.
Coprispalle, coperta, maglione?
Lavorando sul lato diritto
il pensiero sereno
e le immagini dolci e infantili.
Il rovescio di rabbia e incertezza
come "il lato selvaggio" del libro
di McDaniel che ho letto d'un fiato.
Col pensiero sereno ho creato
qualche cosa di nuovo
da una sciarpa di tanti anni fa.
Sul rovescio più stretto ho annodato
tutto ciò che appartiene al passato.
Questo fare e disfare racconta
come tutto ci lascia e poi torna
come il vento che oggi è tempesta,
poi domani una tiepida brezza.

Sara Ferraglia

giovedì 4 giugno 2020

Diana, addio alla scuola materna



Diana, addio alla scuola materna.

Sto cercando di scrivere traccia
di te, piccolo fiore di campo,
sradicato così all'improvviso
dai suoi giochi insieme agli amici.
Tua sorella ha un ricordo festoso
di quell'ultimo giorno di scuola.
Conserviamo la fotografia
di un distacco gioioso.
Per te invece un gesto a distanza,
tutti in fila per fredda consegna
di calzini e scarpette lasciate
per tre mesi in un armadietto.
Una "tata" con la mascherina
e nemmeno il sorriso
di chi ha visto per anni il tuo viso
e i tuoi occhi curiosi sul mondo.
Non è solo di un virus la colpa
se la scuola finisce così.
Per colmare il tuo cuore e l'assenza
di un abbraccio e di un bacio
non ti basta, lo so, la poesia...
E pensare... bastava assai poco,
un saluto, un bacio a distanza,
solo un pizzico in più d'empatia.

( Sara Ferraglia)

mercoledì 3 giugno 2020

Piccole cose




Piccole cose.

Piccole cose di cui rallegrarsi,
piccoli gesti per cui val la pena
di ridere o piangere, di emozionarsi
e più profondo è lo sguardo sul mondo,
più percepisci dettagli piccini,
più ti avvicini a ciò che è l' immenso.
Così, per inesorabili ragioni, inevitabili
come il fiorire delle rose,
penso soltanto alle piccole cose.
Quelle rimaste impigliate nel tempo
come carta velina leggera
che il vento porta via
sulle siepi incolte di periferia.
Così vado a lezione dalle api,
osservo il loro orientarsi sui prati,
il conturbante incontro
coi fiori dell'oleandro o dei limoni
mentre noi ciechi e disperati,
prigionieri di case e balconi,
mascheriamo sorrisi e pensieri
evitando gli incontri e gli abbracci,
sordi agli odori di questa primavera.

sabato 2 maggio 2020

Due sorelle




Due sorelle

Le nostre scarpe in fila ordinata
sotto il sedile del vaporetto.
L'indice sulla tua lacrima incerta
poi sulla mia. Ora è asciugata...
Le nostre mani leggere sul petto,
il nostro sguardo alla prua deserta
sull'acqua di Venezia addormentata.
Non era certo questa, mia sorella,
la nostra vita tanto immaginata
nei giorni di bambine là, a Meknés
quando cavalcavamo insieme in sella
ai sogni di bellezza e libertà
dipingendo un futuro che non c'è,
di giorni che la sorte ci ha negato.
Dal silenzio dell'acqua di laguna,
dalla sabbia che morbida ci accoglie
saliranno i nostri cuori al vento.
Passeranno davanti alla luna
e sul fondo resteranno le spoglie,
tanti forse, i perché, qualche colpa
e un sottile tormento.