lunedì 1 ottobre 2018

Il mio traguardo


Il mio traguardo

Sarà tutto per voi – oh, finalmente! -
quel poco o tanto tempo del futuro,
un tempo ladro, che fuggiva lesto
e che segnava, inesorabilmente,
sempre più in alto le tacche sul muro
e vi faceva crescer troppo presto.

Giochi interrotti proprio sul finire,
letture brevi quando l’orologio
girava troppo in fretta e il desiderio
di strapparlo dal polso, poi uscire
portando via con me un volto mogio
di delusione ed uno sguardo serio.

Sarà tutta per voi la sensazione
d’essere al posto giusto – pienamente-
come se tutti i giorni del passato
m’avessero rubato un’emozione,
come fossero stati solamente
le tappe di un traguardo ormai arrivato.

1° ottobre 2018

( Sara Ferraglia )

venerdì 28 settembre 2018

Ultimo giorno di lavoro



28      S e t t e m b r e   2 0 1 8

Si svuotano pian piano
cassetti e scrivania
e il tempo scorre via…
Contemporaneamente
si svuotano scomparti della mente
e arriva da lontano,
lunga di quarant’anni,
un’onda che travolge e porta via
numeri, date e affanni.
Come una mareggiata
cambia il volto alla costa,
per me giunge una data
che la vita riassesta.
Restano sulla sabbia
conchiglie di sorrisi
e valve d’allegria
e impronte più profonde
per la gioia e la rabbia,
com’è giusto che sia…

Sara Ferraglia


mercoledì 26 settembre 2018

Senti la campanella?



Senti la campanella?

Salivano i suoi versi
come alito di vento,
come pappi dispersi,
versi nel firmamento.
Oltre porte e pareti
oltre tutti i rumori
sussurrando segreti
si scioglieva nei cuori.
Raccontava di ali,
di bambine nel bosco
di dolori ancestrali.
Troppo poco conosco
la sua anima bella
che ora libera vola.
Senti la campanella?

A Elide

( Sara Ferraglia )
 


venerdì 7 settembre 2018

Vecchio




Vecchio

Guarda lo specchio
Fallo davvero, non per vezzo
Quando si piegherà la bocca
in una smorfia di costante disprezzo
Quando lo sguardo cesserà di lottare
contro la curva forzata del collo
cercando i piedi e non più il cielo
e smetterai di sognare
-Fly me to the moon -
Quando il tuo orecchio non vorrà più udire
le risate sonore e i canti allegri
ma avrà cerume d’odio e rabbia
Quando non sorriderai più
di un bimbo che rincorre due piccioni 
di due conchiglie rosa sulla sabbia
allora, anche se avrai trent’anni
sarai vecchio

( Sara Ferraglia )

martedì 3 luglio 2018

Ogni bambino.




Ogni bambino

Dovrebbe avere un orto ogni bambino
con piante di fagioli alte nel cielo
e pomodori rossi di passione,
attendere che un seme piccolino
germogli con pazienza in uno stelo,
nella lentezza dell’evoluzione.
Dovrebbe avere un bosco ogni bambino
per incontrare il lupo e la paura
fuggiti dalle fiabe nella notte
e accorgersi che visti da vicino
non hanno più quell’aria cupa e scura,
giocar con loro fino a mezzanotte.
Dovrebbe avere un prato ogni bambino
per calpestare l’erba a piedi nudi,
vedere quante piccole creature
convivono in un unico destino.

( Sara Ferraglia )



venerdì 22 giugno 2018

Vivere senza impegno e conoscenza



Vivere senza impegno e conoscenza

Vivere senza impegno e conoscenza,
niente che ti risvegli la coscienza.
Vivere solo per sentito dire
svegliarsi, lavorare e poi dormire.
Vivere senza un dubbio, un forse, un come…
Ti basta ciò che grida un istrione.
Convincersi che è giunto il cambiamento,
di avere in poppa ora il giusto vento.
Partire per un viaggio già vissuto
da chi prima di te era caduto
nel fascino di facili illusioni,
urlate dalle piazze o dai balconi.
Odiare l’altro per l’appartenenza
ad una razza o una religione,
odiarlo solo per la sua esistenza,
odiarlo solo per la tua ragione.
Parole ripetute come un mantra,
che spargono veleno dagli schermi
e l’anima ferita che si scontra
con l’impotenza e il pianto degli inermi.
E crescere i tuoi figli come eredi
di un lascito brutale ed infestante
ma il mondo stretto, quello in cui tu credi,
per loro diverrà più soffocante.
Non c’è nulla di nuovo in tutto questo,
si ripete la storia tardi o presto.

( Sara Ferraglia )

martedì 5 giugno 2018

Ritorno a Portovenere



Ritorno a Portovenere

Dove posammo allora i nostri piedi
fra le fronde d’ulivo ed i roveti
ora soltanto ruote
e auto in fila a soffocare i tronchi.
Sono spariti il fico e l’amareno
testimoni silenti
di merende e segreti, nemmeno
la sterpaglia è più la stessa,
odora di motori e di benzina,
non più d’urina di gatti cacciatori,
d’agnelli sulle zampe tremolanti.
Non giunge più il respiro delle onde,
si perde fra il vociare della gente
a rincorrere un posto sulla spiaggia.
 Laggiù il castello, a destra - la tua voce -
in fronte la Palmaria e intorno il mare!
Lezioni brevi di geografia
ascoltando Battisti e Un’avventura
e intanto sorridevi innamorata
di una natura come te selvaggia.
La casa bianca ancora s’intravede
dormiente nell’abbraccio della macchia,
una ginestra è nata sul suo tetto
per abbellirla o farle compagnia.
Più d’ogni altro luogo questa altura
mi fa pensare a te, amica mia.

(ad Armanda)

giovedì 31 maggio 2018

Io ti ringrazio madre colorata



Io ti ringrazio madre colorata

Io ti ringrazio madre colorata
che in autobus allattavi il tuo bambino
proteggendo il suo capo ricciolino 
con la carezza dolce e delicata. 
La sua bocca e il tuo seno fra le pieghe 
del tuo abito lungo, della festa
e un turbante elegante sulla testa,
occhi negli occhi, lui nient'altro chiede.
Io ti ringrazio per quell'emozione, 
per quelle labbra bianche del tuo latte,
per il mio cuore che più forte batte
nell"ammirare tanta perfezione. 
E quanta rabbia, odio e perversione 
c'è nello sguardo di chi altro vede
oltre all'amore e alla dedizione. 

( Sara Ferraglia )


giovedì 12 aprile 2018

Salvaschermo



Salvaschermo

Cambiar se stessi come un maglione
ad ogni cambio di stagione.
Mettere in naftalina il malumore,
il grigio della rabbia, la fredda nebbia,
nasconderli sul fondo coi piumini
fino alla prossima occasione,
alla nuova stagione dei vini.
Sostituire il microchip al cuore,
modello resistente all’onda d’urto
del pianto dei bambini – straziante-,
di missili e di navi in medio oriente.
Gustare un gianduiotto e non pensare
che è un privilegio questo mio piacere
e divenire esperti fruitori
del comodo pensiero indifferente.
Godersi poi lo sciabordìo dell’onda
diffuso dall’antenna del wi-fi,
tuffandosi beoti dalla sponda
nel mare di notizie ridondanti.
Naufragare nei vortici dell’odio
respingendo gli aiuti più opprimenti,
i salvagenti delle religioni.
Cercare un punto senza andare a capo
premendo il power off sul mio pc
o riavviare, ricominciar daccapo,
credere alla sirena della vita?
Colpo di reni, veloce risalita…
Raggiungere un approdo all’improvviso
guardando sullo schermo il suo sorriso.

( Sara Ferraglia )


giovedì 22 marzo 2018

Premio Carlo Urbani 2018


Dialogo col dolore

Come tutti, risponderò all’appello
quando mi chiamerà il primo dolore
tagliente sulla guancia come neve
e rosso come sangue sul coltello.             
“Eccomi  - gli dirò- colpisci al cuore,
lo so che la tua mano non è lieve.”
E lo ringrazierò per il ritardo,
per gli anni dolci della sua assenza
quando ci siam sfiorati fra la gente
e lui non mi ha degnata di uno sguardo.
E gli dirò “ora sei qui - pazienza -
ma, se colpisci, fallo urgentemente.”
E non gli chiederò da dove viene
né quanto tempo pensa di restare
né se viaggia da solo o in compagnia.
Mi mostrerà ciò che gli appartiene
e ciò che ancora deve conquistare
mentre sussurrerò “e così sia.”

Orgogliosa di aver partecipato al Premio intitolato a Carlo Urbani,  il medico che per primo identificò e classificò la SARS e  dedicò tutta la vita, con Medici senza frontiere, a  combattere le malattie infettive nei paesi in via di sviluppo.


martedì 27 febbraio 2018

Scoprire che hanno un senso

( quadro di Nicoletta Belletti )

Scoprire che hanno un senso

Scoprire che hanno un senso
certi passaggi brevi
pochi istanti di vita
Un lampo bianco, i denti
un sorriso nel vento
i capelli carbone
parole, piume lievi
un ricordo soltanto
di un volto senza nome
Poche frasi scambiate
nel corso di un evento
un premio di poesia
forse un apprezzamento
una stretta di mano
prima di andare via
Scoprire che hanno un senso
le persone e le cose
che ti lasciano traccia
solo un’orma o una breccia
e ti schiudono il cuore
come fanno le rose
al tepore di maggio

( Sara Ferraglia )

martedì 6 febbraio 2018

Una città su misura.


Una città su misura.

Claudia in un attimo ha creato
una città su misura:
un’edicola che non vende giornali
- E cosa vende?-
 Lo sai cosa piace ai bambini…
solo cose speciali!
Un supermercato dove tutto è gratis,
un hotel a cento stelle
dove tutte le stanze sono belle
dove basta  alzare un dito
e ogni tuo desiderio è esaudito,
un ristorante, la stazione,
la polizia e un ospedale
dove guarisci in un secondo se ti fai male,
una scuola musicale
dove impari a cantare
“la scimmia nuda balla…”,
una banca dove puoi prelevare
(soldi che poi non serviranno a nulla!)
Ci son ceramiche e tazzine da the
in un negozio di cristallo
e c’è un ufficio che ti trova un lavoro,
lo raggiungi a cavallo:
tu devi dire cosa sai fare
e se proprio non sai fare nulla
in questo tubo devi soffiare
ed ecco il lavoro che fa per te.
Questa città si chiama Fiorellino,
ne ha disegnato una mappa
per non perdersi in cammino.
Ci vivono una nonna e una bambina
per poche ore alla settimana
ma qui la vita è talmente strana
che il tempo non si misura
con i secondi, i minuti e le ore
ma solamente con i battiti del cuore.

( Sara Ferraglia )

sabato 6 gennaio 2018

E voleranno queste ceneri



E voleranno queste ceneri
molto più in alto di quanto il corpo fece.
E torneranno agli astri 
spogliate del dolore,
filtrate dall'amore della terra.
E tutto torna, tutto quanto resta
proprio quando finisce,
quando a svanir s'appresta.


( Sara Ferraglia  )

venerdì 5 gennaio 2018

Cara Befana


Cara Befana.

Ecco le calze addobbare  i camini,
ecco i bambini coi loro piedini
salir le scale in silenzio perfetto
e sprofondare in un morbido letto.

Quando anche l’ultima stella si accende
                                  sulla sua scopa la Befana scende,                                  
quando la notte si fa di ghiaccio
sui tetti bui finisce il suo viaggio.

Cara Befana, qui sul balcone
stavo aspettando la tua apparizione
per ricordarti che il mondo quaggiù
a volte è ingiusto, lo sai anche  tu.

Ci son bambini che non hanno nulla,
non hanno casa, né un letto o una culla,
nessuna favola li fa sognare
e nessun bacio li fa addormentare

e servirebbe un’immensa magia
che il loro pianto si porti via.

( Sara Ferraglia )


giovedì 21 dicembre 2017

Un semplice Natale



Un semplice Natale

Spento lo smartphone ed il cuore acceso
a leggere negli occhi dei passanti
sbirciando nei regali e nei discorsi.
Sentire in testa e dentro al petto il peso
di questi giorni oscuri ma abbaglianti,
di desideri vuoti eppur rincorsi.

In strada un solitario palloncino
che più non vola e rotola soltanto,
il guanto appeso ad una cancellata
perduto dalla mano di un bambino,
un volto anziano fisso nell’incanto
di una storia ormai solo ricordata.

Un fiore rosso, stella di Natale
di plastica, che forse si è staccata
dal pacco per un dono decorato
e un forte desiderio di fissare
brevi frammenti lungo la giornata,
prima che quell’istante sia passato.

Potessi impacchettare ogni emozione,
confezionarla in povero cartone
con soffici imballaggi d’empatìa
e regalarla a tutti sulla via…
Augurare qualcosa di speciale,
che sia, ad esempio, un semplice Natale.

Sara Ferraglia



Parma, Natale 2017

giovedì 7 dicembre 2017

Diamanti

Diamanti

Adamantina sempre, coraggiosa.
La forza del tuo segno, leonina,
ti sorregge da tempo nel tuo viaggio.
A tratti lenta, a tratti travolgente
ti ha spinta la corrente al tuo traguardo.
Quando posiamo su di te lo sguardo
vediamo ancora in te quella bambina,
dai primi passi incerti sulla strada
a quelli più sicuri fra la gente.
Lungo il cammino due cristalli puri,
staccati dal mantello della terra
o polveri piovute da una stella,
come diamanti hanno incastonato
la corona che oggi sul tuo cuore
felice ed orgogliosa tu hai posato.
E tu, come “diamante smemorato
trattiene la scintilla del pianeta”  
per sempre intrappolata nel suo cuore,
custodisci nel tempo il nostro amore
e i nostri auguri di una vita bella.

( Sara Ferraglia)

Dedicata a mia figlia nel giorno della Laurea Specialistica in Ginecologia e ostetricia. 

Le parole in grassetto sono tratte da una poesia di Don Paterson, poeta scozzese.

giovedì 2 novembre 2017

Diana, tre anni


Diana, tre anni

C’è a Vigatto una bella casetta
dove vive una bimba furbetta
- “la tua sorella” mi fa giocare-
Davvero Diana? Ne vuoi parlare?

NO no nemmeno neanche PER SOGNO
poi di fuggire sente il bisogno
e sotto il tavolo lei sta nascosta
mentre le faccio una nuova proposta:

Dai, ci vestiamo e andiamo in giardino
dopo aver fatto pipì nel vasino
Andiamo a fare una passeggiata?
- Sì ma la rosa lo sai, mi ha puntata!-

Fuori, nel prato il nonno incontriamo
e lei mi sfugge, mi lascia la mano
L’abbraccia il nonno e la fa volare
- io voglio in braccio, non camminare!– 


Mamma e papà son dietro la porta
e la sorella in mano ha la torta
Le luci spente, s’accende un razzo
lei ride forte,  grida “Sei pazzo”?

Auguri Diana, cantiamo in coro

per questa bimba, nostro tesoro.

( Sara Ferraglia )

mercoledì 1 novembre 2017

I loro volti oggi



I loro volti oggi.

I loro volti oggi,
sovrapposti al ricordo
delle foglie nel bosco,
dei piccoli cimiteri
silenziosi sui poggi
che l'autunno colora.
Nulla è come allora.
C'era sempre la neve
a impedire il passaggio
dagli antichi cancelli.
C'era un brusio lieve
come rosario di maggio,
erano più saluti
che preghiere sincere.
C'erano delicate mani
a pulire le tombe.
Chi lo farà domani?
Carezze su quei marmi
addobbati a festa.
Di questo, poco resta.
C'erano tradizioni, 
usanze antiche e riti
ormai persi nel tempo,
in cenere finiti.

( Sara Ferraglia  )


giovedì 26 ottobre 2017

La visione distorta delle cose


La visione distorta delle cose

La visione distorta delle cose 
ha un suo fascino precipuo.
Sui dorsi dei libri titoli spezzati 
stan generando frasi misteriose.
La linea,  che ha perso il suo contiguo, 
precipita nel pozzo dei dannati:
volti deformi e trasfigurati 
come anime di Munch e Modigliani,
di macchie nere e mostri un florilegio.
Vedere luoghi prima immaginati
e nuove dimensioni e mondi alieni,
visioni alternative,  un privilegio. 
Vedere il mondo dentro una clessidra 
è un fenomeno raro.
Ciò che più mi addolora
è perder la visione di sinistra
che l'han già persa in tanti 
eppur ne abbiam così bisogno, ancora.


( Sara Ferraglia )

giovedì 5 ottobre 2017

Claudia, sette anni


Claudia, sette anni

Da sette anni ti vedo arrivare
con quel sorriso che fa innamorare,
su per le scale o dall’ascensore
quando tu entri s’accende l’amore.
Sale dal cuore e dal profondo
a illuminare la stanza ed il mondo. 

Da sette anni il tuo passo è una danza,
ti muovi e parli con eleganza.
Ora che indossi anche body e tutù
sarai graziosa ancora di più.
Se hai scelto danza il motivo ci è noto…
Ci sarà tempo per la pallanuoto!

Da sette anni, mia dolce voce,
canti parole, regali luce
e da quest’anno, piccola mia,
leggi da sola questa poesia!
Per questo scrivo facili rime,
perché al tuo cuore arrivino prime

Prima dei giochi e dei bei vestiti
e della festa insieme agli amici,
prima di spegnere le candeline,
prima di auguri, buffetti e moine
c’è una parola, fa rima con “cuore”…
Trovala tu, mio grande…

lunedì 11 settembre 2017

Diana, primo giorno di scuola materna



Diana, primo giorno di scuola materna

Filastrocca piccolina
per la mia nipotina.
Primo giorno di "materna"
quando un'ora sembra eterna.
Prima ora senza mamma
con il cuore che s'infiamma.
Primo giorno, nuovi volti
ma i sorrisi son già molti.
Filastrocca corta corta,
come questa prima volta!


11 settembre 2017



venerdì 4 agosto 2017


Non ho grazia di onde

Non ho grazia di onde
quando leggo poesia.
È una voce, la mia,
che nell'aria diffonde
solo suoni, non fiori,
non profumi e colori.
Dev'essere leggera la poesia, 
fragile sulle labbra 
come un morso di zucchero filato,
poi deve volare via 
come foglia nel vento 
e raggiungere anfratti,
luoghi oscuri e lontani
che nessuno finora ha varcato.
Ma non lasceranno i miei versi
impronte lievi
come aghi di pino sulla neve.
Né ho la leggerezza di rugiada 
che la sera disseta 
steli e foglie
e lì acquieta. 
Non ho grazia di onde
quando leggo poesia.

( Sara Ferraglia )