lunedì 11 aprile 2016

Bambino sull'autobus



Bambino sull’autobus

A che pensi bambino,
dai curiosi occhi neri
fisso nel passeggino,
fra gli adulti alti e seri?
Sei attratto bambino
dalle luci riflesse sui visi,
fredde luci di un telefonino.
Tu sorridi, li chiami ed insisti…
Per uno che risponde ai tuoi sorrisi
mille altri non si accorgono che esisti.
Non cercarli bambino.
Se mi siedo vicino
ecco, vedi? Basta poco…
“Bella manina, dove sei stata?
Dalla nonnina
Cosa ti ha dato?
Pane e ciccina…
gratta gratta la bella manina!”
E’ questo un vecchio gioco
che faceva mia nonna con me.
Ti scalda come il fuoco
e lo regalo a te.


( Sara Ferraglia )

martedì 5 aprile 2016

Vorrei


Vorrei

Vorrei qualcuno che mi sbuccia la frutta
e me la offre a pezzettini
in una ciotolina
come fossi bambina.
Vorrei dormire raggomitolata
sotto una coltre di lana
in posizione fetale
senza sentir la schiena che fa male.
Vorrei una voce, la sera,
che mi legge un romanzo
mentre fuori urla il vento
fino a che mi addormento.
Credere a Babbo Natale, alle renne,
alle slitte nel cielo, alla Befana
con la sua scopa e la sua sottana.
Vorrei tante cose che, a dirla tutta,
piacciono alla mia nipotina.
Che vuoi farci?
E’ la vita così…una ruota che gira.
Quando il cerchio si chiude
io divento una nonna-bambina.

( Sara Ferraglia )


sabato 26 marzo 2016

Viadellebelledonne riprende le pubblicazioni

Una bella sorpresa, il giorno del mio compleanno, è stata la mail di Antonella Pizzo, fondatrice e curatrice del blog letterario Viadellebelledonne, che annunciava la riapertura di questo amatissimo spazio.
Ben ritrovate tutte e buon lavoro, ciascuna con i propri tempi!

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Once upon a time o meglio c’era una volta una lumaca che si chiamava Lumaca e viveva in un paese che si chiamava Paese del Dente di Leone, insieme ad altre lumache che si chiamavano Lumache anch’esse. In questo paese tutte le lumachine, lente, appunto, come si conviene a delle vere lumache, conducevano senza alcuna identità una vita lenta e abitudinaria. Un giorno la lumachina comincia a porsi delle domande alquanto scomode, vuole sapere perché le lumache sono tutte così lente, perché si chiamano tutte lumache e a cosa serve la lentezza. Così si avventura fuori dal tranquillo prato e comincia un viaggio. Durante il viaggio fa la conoscenza della saggezza, rappresentata da un saggio gufo e della memoria, rappresentata da una vecchia tartaruga. La lumachina affronterà innumerevoli pericoli, conoscerà gli uomini che non camminano con le loro gambe ma si avvalgono per gli spostamenti di velocissimi mezzi che hanno ruote e fanali e che corrono su strade asfaltate che possono distruggere il pacifico Paese del Dente di Leone. La lumachina, così, torna sui suoi passi, capisce l’importanza della lentezza, salva le proprie compagne dai pericoli della tecnologia e si guadagna il desiderato nome di Ribelle. Arrivando alla conclusione che la lentezza fine a se stessa e l’abitudine non bastano a raggiungere la felicità, anzi al contrario, occorre che ciascuno di noi si realizzi in modo concreto immergendosi criticamente e attivamente nella realtà che ci circonda, anche a costo di pericoli e sacrifici. Per cui occorre essere curiosi, saggi, e senza mai dimenticare il passato. Questa è più o meno la trama della Favola di Luis Sepulveda “Storia di una lumaca che scoprì l’importanza della lentezza” edito da Guanda un paio di anni fa.
Così ha dichiarato lo stesso Sepulveda “Io difendo il ritmo umano: il tempo preciso, né più né meno, che serve per fare le cose per bene. Per pensare, per riflettere, per non dimenticare chi siamo.” Per chi vuole approfondire il tema della lentezza:
– “Elogio della lentezza” di Lamberto Maffei edito da il Mulino dove si esorta l’uomo a condurre una vita non di corsa ma a soffermarci sulle piccole cose e dedicarci al pensiero lento e razionale che aumenta la creatività e l’immaginazione.
“In un mondo che corre vorticosamente, con logiche spesso incomprensibili, il problema della lentezza si affaccia alla mente con prepotenza come una meta del pensiero” dalla copertina;
– La lentezza di Milan Kundera edito da Adelphi
Ci siamo riposate abbastanza, sospendiamo la sospensione delle pubblicazioni e riprendiamo a pubblicare senza affanno e con i nostri tempi, speriamo tempi lenti.

mercoledì 16 marzo 2016

Giovedì 17 marzo, un’interessante esperienza “estetico-affettiva”.



Maria Rita Briselli, mia carissima amica dei tempi dell’adolescenza, ora bravissima insegnante presso l’Istituto Statale Comprensivo di Lesignano, mi ha invitata a parlare di poesia con alcuni ragazzi delle elementari e delle medie. Abbiamo scelto insieme alcune mie poesie e confido in un vivace scambio “estetico-affettivo”, per dirla con le sue parole. Per non essere fraintesa, data la barbarie culturale dei nostri giorni, preferisco precisare il concetto di “estetica”.
Estetica Dal gr. αἴσϑησις «sensazione», «percezione», «capacità di sentire», «sensibilità». Ciò che tale termine innanzitutto indica è quel particolare tipo di esperienza che ci capita di fare quando giudichiamo ‘bello’ qualcosa, per es., un’opera d’arte, ma anche un oggetto, un individuo, un paesaggio naturale. L’esperienza estetica, in questo caso, consiste proprio nel fatto che ‘qualcosa’ cattura la nostra attenzione, producendo in noi, in modo del tutto inspiegabile e imprevedibile, emozioni e stati d’animo molteplici. 
Ciò detto spero che, dopo questo pomeriggio insieme, delle mie poesie rimanga ai ragazzi un po’ di “pulviscolo di versi sul petto e sulle braccia”.


domenica 13 marzo 2016

Insonnia


Insonnia 

Stanotte non riesco a fermare i pensieri.
Ho il cuore che bussa con forza alla testa,
il sangue che corre su lunghi binari
dai piedi ai capelli da sinistra a destra.
La cena con gli amici
Il Maestro e Margherita
Le bimbe sulla neve
I giorni più felici
La lunga passeggiata
Dolore sordo a un piede
Migranti nelle tende
La Pasqua s’avvicina
L’ufficio che mi attende
Ricette di cucina
Il sonno non mi prende
L’estate ai monti o al mare
Capelli da tagliare…
Eppure il silenzio mi fa compagnia
insieme al respiro che dorme al mio fianco.
Ascolto la notte che scivola via
perdendo ogni ora quel nero suo incanto.
Poi l’alba mi coglie a fermare un frammento
di un sogno tardivo che vuole sbocciare.
Un cane che abbaia, guaisce…un lamento.
C’è un raggio di luce che chiede di entrare.

( Sara Ferraglia )

giovedì 21 gennaio 2016

Essere glamour!


Ma tutte quelle nude cavigliette,
alcune  liscie, altre pelosette
quando il mercurio scende sotto zero
si sentiranno “glamour” per davvero?
Treman le gambe dentro ai pantaloni
di questi modaioli un po’coglioni!

( Sara Ferraglia )

giovedì 24 dicembre 2015

Ridatemi il Natale



Ridatemi il Natale

Ridatemi il Natale,
di lampadari a gocce lustrate ad una ad una,
del piccolo presepe sulle scale
col muschio fresco
raccolto il giorno prima nel bosco
ai bordi del ruscello dietro casa.
Toglietemi le tavole imbandite.
Voglio una zuppa fatta con il pane,
cotta nel forno soltanto un’ora prima,
tonno e cipolle appena un po’condite.
Ridatemi il Bambino da baciare,
tutto il paese in fila al tocco di campane,
ruvide mani strette negli auguri
e noi bambini in coro per cantare
“Tu scendi dalle stelle o re del cielo”.
Toglietemi la folla dei negozi,
Jingle Bell Rock che mi martella in testa,
gli sguardi persi dentro ai cellulari,
gli emoticon al posto dei sorrisi  
Ridatemi lo spirito profondo
perduto negli affanni quotidiani
tra le rovine di questo triste mondo.

( Sara Ferraglia )

martedì 1 dicembre 2015

Il segreto delle fragole - Agenda poetica 2016

Il segreto delle fragole 2016 - Lietocolle editore


http://www.lietocolle.com/shop/collane-il-segreto-delle-fragole/il-segreto-delle-fragole-2016/




Il poetico diario è un volume dalla raffinata veste grafica, Circa duecento pagine in carta pregiata color avorio che contengono una settantina di poesie di poeti contemporanei affiancati all’agenda calendario 2016.

Amuleto Poetico 1 – Roberto Dossi
Amuleto Poetico 2 – Maria Luisa Contarin (Torino)
Gennaio
Barbarah Guglielmana (Pavia)
Francesca De Marco Caridi
Gabriella Bianchi
Sara Biasin
Fragola di Gennaio -Tommaso Di Dio
Febbraio
Antonella Facchinelli
Valentina Calista
Gilberto Antonioli
Maria Rosaria Teni
Fragola di Febbraio – Clery Celeste
Marzo
Valentina Diana
Barbara Bracci
Carla De angelis
Daniela Di Pasquale
Fragola di Marzo –Giulia Rusconi
Aprile
Deborah Mega
Sara Ferraglia  -  La parola non detta
Piero Lo Iacono
Renato Fiorito
Fragola di Aprile – Giulio Viano
Maggio
Tiziana Altea
Giuseppe Nalli
Arnaldo Citterio
Mariella Innone
Fragola di Maggio – Marco Malena
Giugno
Marco G. Maggi
Carlo Bramanti
Bonifacio Vincenzi
Alfredo Rienzi
Fragola di Giugno – Mirella Crapanzano
Luglio
Fernanda Ferraresso
Luca De Risi
Patrizia Argentino
M. Giovanna Farina
Fragola di Luglio – Manuela Capri
Agosto
Marco Pelliccioli
Federica Bardi
Valter Urbini
Laura Costa
Fragola di Agosto – Tina Emiliani
Settembre
Marisa Madonini Peviani
Assunta Spedicato
Sylvia Pallaracci
Vincenza Davino
Fragola di Settembre — Carla De Falco
Ottobre
Claudia Calamita
Renato Gorgoni
Massimo Mezzetti
Luigi Besana
Carla Silla
Fragola di Ottobre –Umbrto Viviani
Novembre
Sergio D’Angelo
Loredana Savelli
Nazim Comunale
Tiziana Marini
Fragola di Novembre – Paola Lazzarini
Dicembre
Andrea Mella
Veronica Senatore
Luca Malgioglio
Simonetta Longo
Fragola di Dicembre – Armando Penzo

Rassegna stampa per l'Emilia Romagna:

http://www.modenanoi.it/il-segreto-delle-fragole--quattro-poeti-dellemilia-romagna-inseriti-nellagenda-poetica-2016-/

http://www.reggioreport.it/2015/12/quattro-autori-emiliani-nellagenda-poetica-2016-il-posto-delle-fragoletiratura-limitata/

sabato 14 novembre 2015

13 novembre 2015

13 novembre 2015

E ti racconto fiabe sul futuro

Dammi la mano, bimba mia
e insieme camminiamo
lungo la riva del torrente Parma,
sotto piante ormai spoglie.
Qui l’acqua scorre calma,
oggi più trasparente
di quelle della Senna o dell’Eufrate
e il vento, con le vele spiegate,
fa danzare coriandoli di foglie.
Ma poi, all’improvviso,
 il cielo si fa scuro
e allora ti racconto fiabe sul futuro…
Che vedrai sempre api indaffarate
sui fiori del giardino,
che sempre partiranno
uccelli migratori
verso paesi caldi in Medioriente,
che anche laggiù i bambini
comporranno mazzetti con i fiori,
più preziosi dell’oro,
sorprese per le madri
che tornano la sera dal lavoro.
Il cielo si fa scuro
e tu mi chiedi che cos’è il futuro….
Son tutti i tuoi domani in fila indiana,
è  un lungo viaggio- amore -
la vita che pian piano si dipana,
è quando ciò che attendi arriverà.
E se, per caso, troverai un muro
avrà sempre una porta
o un cancello per andare aldilà.

( Sara Ferraglia )


lunedì 2 novembre 2015

Diana, un anno




Diana, un anno

L’universo per te, mia piccolina,
è a portata di dito,
dell’indice che punta all’infinito
oppure a una sfuggente briciolina.
L’universo per te, piccola stella,
son la dolce allegria,
i bacetti sul naso e la magia
che ti regala sempre tua sorella.
L’universo per te, mio grande amore,
è una pappa fumante,
è un’attesa gioiosa e impaziente
di chi ancora confonde i minuti con ore.
L’universo per te, piccola Diana,
ha quattro muri.
Son gli abbracci robusti e sicuri
di chi tanto ti ama.


 ( Sara Ferraglia )

domenica 18 ottobre 2015

L'ora di Barga


La mia poesia "Le ragazze nate in primavera" ha vinto il Premio speciale Mariù nella III^ edizione
del Premio Giovanni Pascoli a Barga..







Le ragazze nate in primavera

Le ragazze nate in primavera
hanno nuvole in testa
e vento nei capelli
Le mani come nidi
da riempire di sogni
e di mari in tempesta
Le ragazze nate in primavera
ostinate guerriere
ispirate da Marte
hanno frecce di sole
e faretre di luna
sulle spalle leggere.
Le ragazze nate in primavera
non invecchiano mai
e si vestono a festa,
con mazzetti di viole
fra ingrigiti capelli
per il tempo che resta.
( Sara Ferraglia)

Alla premiazione ha fatto seguito una simpatica cena conviviale e la visita a Casa Pascoli, nel vicino paese di Castelvecchio.







lunedì 5 ottobre 2015

Cinque ottobre, cinque anni...



Cinque anni

L’autunno ti ha portata,
cinque anni fa,
su una foglia dorata.
Delicata e leggera come piuma.
La spuma di un’onda, chissà,
ti ha spruzzato sul viso
il sorriso di Venere.
Tenere le tue dita
già scrivono abilmente
la tua piccola vita,
i nomi della “tua famiglia”
fra cornici di stelle e cuoricini
piccini e colorati come te.
Un ricordo vien meno,
per quanto io mi affanni…
non ricordo quanti baci ti ho dato
in questi cinque anni!

( Sara Ferraglia )

martedì 1 settembre 2015

1° settembre 2015



Il gomitòlo

Ne parlavamo ieri
dei fiori, della chiesa.
Ieri eravamo pieni
di sogni e desideri.
Era ieri l’attesa
dei nostri giorni alieni
ed essi, ad uno ad uno,
si sono dipanati…
Non si è spezzato il filo,
non abbiam perso il bandòlo,
che annodato a ciascuno
dei nostri anni passati,
ha creato il profilo
di un amore in gomitòlo.

( Sara Ferraglia )

giovedì 27 agosto 2015



10 agosto

Figlia mia, col sorriso del sole
e con gli occhi di stelle.
Figlia che mi hai donato
le gioie più belle.
Figlia, che ho guardato
china sui libri,
scivolare nell’acqua,
e sognare alla luna.
Figlia che ritornava
ridendo o piangendo,
a volte scagliando la rabbia
contro il muro,
esultando per un messaggio.
Figlia che costruiva il futuro,
Figlia di roccia, non di sabbia.
Figlia piena di coraggio,
amore immenso in te ho riposto
fin da quel giorno
dieci d’agosto.

( Sara Ferraglia )

lunedì 13 luglio 2015

Un fondo di malinconia


( fotografia di Max Franzone )

Un fondo di malinconia

Voglio investire in fondi.
Il mio broker consiglia
ormai da troppi anni
i fondi di bottiglia,
sedimenti sicuri
senza lucro né danni
nell’incerto futuro.
Ma io che amo il rischio,
dopo averne seguito
l’andamento incostante
nei fondi di caffè,
del broker me ne infischio
e investo, tuttavia,
in un altalenante
fondo di malinconia.

 ( Sara Ferraglia )

martedì 23 giugno 2015

L'orologio senza tempo


L’orologio senza tempo

Stanotte siamo in uno spazio
sospeso e senza tempo.
Abbiamo ancora nasi gocciolanti
di moccolo e di pianto,
giocattoli distrutti per vendetta.
Cinque anni lei, lui quattro appena
ed io, più grande, con lo strazio
di lacrime imploranti,
ed io, più grande, con la fretta
di abbandonarvi sopra l’altalena
per stare con le amiche.
Guardiamo l’orologio della torre
spogliato delle sue lancette antiche.
Qui nella piazza il tempo si è fermato,
tutto è com’era cinquant’anni fa
e non per l’orologio mutilato
e non per l’euforia
che un bicchierino in più ci dà.
Un corto in bianco e nero sta scorrendo,
che solo i nostri cuori hanno girato
mentre là fuori tutto sta passando.

Ai miei fratelli

( Sara Ferraglia )

domenica 14 giugno 2015

Ricordo di Elda


(Sartoria, 1964-'65, olio su tela, cm 50x70, Roma, collezione privata - Alberto Chiancone)


Una sarta 

Partita per il Viaggio è la Regina
d’imbastiture ed orli fatti a mano
e modelli tagliati su misura.
Al braccio una borsetta in seta fina,
i piedi nudi, anche se andrà lontano.
Il Viaggio è lungo ma non ha paura.

Sopra il suo capo di chiffon è il cielo,
di shantung le montagne all’orizzonte,
calpesta pietre in morbida vigogna
ed intravede volti dietro un velo.
Baci di piuma sente sulla fronte,
non sa se è sveglia o se ancora sogna.

Fanno sipario stoffe che ha cucito
nella sua stanza, china sul tessuto.
L’ultimo atto forse ha recitato
o s’apre uno scenario all’infinito?
Appuntati su un cuore di velluto
rimangono i ricordi che ha lasciato.

( Sara Ferraglia )

sabato 13 giugno 2015

Premio Cittadellapoesia - 7^ edizione



Sabato 13 giugno. Pomeriggio di poesia e musica. La 7^ edizione del Premio Cittadellapoesia è stata un successo, con più di 300 partecipanti da varie città. Anche il luogo della premiazione, la Sala convegni delle Missioni Salesiane, ha fatto da splendida cornice alla manifestazione. Un grazie a tutta l'organizzazione del Premio, in particolar modo alla Presidente Maria Adelaide Petrillo e Alda Magnani

Oggi pomeriggio queste mie quartine in rima alternata, già pubblicate in altre occasioni nel mio blog, riceveranno il 1° premio nella sezione "Nonni".
La poesia ha ricevuto in passato diversi riconoscimenti ma un premio nella mia città mi rende particolarmente felice, tanto più per questa poesia, a cui tengo in modo speciale, perchè parla di mia nonna, di mia madre, di me , di mia figlia e delle donne che verranno, alle quali auguro di essere sempre forti, leali e determinate.

La forza delle donne
Ardevano le messi sotto il sole
Mentre la falce amica le avvolgeva
Sciamavano lontano le parole
Di chi giustizia seminar voleva.
La contadina dalla pelle scura
Segnata dagli schiaffi della vita
Sfidava il cielo il vento e la paura
Chiudendo in pugno forte le sue dita.
Tornò l'autunno con la nebbia densa
Ad offuscare l'anima e la mente
Tornò la falsa gloria di chi pensa
Che il tutto sia di pochi solamente.
Mai stanca l'operaia in bicicletta
Sull'argine del fiume travolgente
Di vita e di speranza era staffetta
Fra i volti intimoriti della gente.
Si ruppe il ghiaccio e venne primavera
Di fiori nei capelli e di canzoni
E si cantò di pace quella sera
D'aria pulita e libere emozioni.
Sentiva la ragazza giunta l'ora
D'esser padrona della propria vita
Temeva di dover soffrire ancora
Ma dentro la sua forza era infinita.
Ancora nubi scure all'orizzonte
E brividi di freddo nella schiena
Ma limpida e distesa è la sua fronte
Lei, giunco che resiste nella piena.

3^ classificata nel Concorso "Il Dolce Stile Eterno" 2007 - Accademia Alfieri- Firenze )
2^ classificata Premio L'insigne borgo: Sala Roderadi - Al (2006)
Menzione speciale al VI Premio "Walter Ciapetti" ( Castelnuovo Garfagnana - Lu )
Un aneddoto divertente riguardo questa mia poesia. Qualche anno fa una ragazzina scrisse in Internet che doveva portare la mia poesia all'esame di terza media e chiedeva aiuto nel tipico linguaggio degli sms:
Sabrina
"Aiutooooooooooooo!!!!!!!!?
ki mi può gentilmente aiutare???
c'è una poesia intitolata la forza delle donne di sara ferraglia.....
ki me la può gentilissimissimamente commentare x bene spiegandola.....
grazie.... "
E qualche altra ragazzina le rispose questo:
"Le donne hanno la forza di lottare nonostante i sacrifici della vita.
Quando una ragazza diventa donna matura perchè sposa, madre o perchè, in caso negativo, ha subito un abuso fisico da un ricco padrone, convinto di poter ottenere tutto solo per il suo potere di denaro, è allora che la forza della vita della donna continua a tenere duro il cammino della propria esistenza nella speranza di un mondo migliore.
-Rifletti piano piano su ogni strofa, non è difficile, basta cogliere le metafore. vai oltre le frasi scritte, pensa cosa vogliono dire.-"

giovedì 21 maggio 2015

Il battito della vita


Il battito della vita

Quando il battito della vita
ascolti da vicino,
ne accarezzi l’anelito
che a volte dura un attimo,
raccontane la forza
e la bellezza al tuo bambino.
Quando la vita tocchi
nell'istante in cui nasce
o mentre muore,
quando vedi sgorgare,
insieme al sangue,
lacrime di gioia o di dolore
a lui, ancora in fasce,
regala la grandezza dell’amore.

( Sara Ferraglia )

giovedì 23 aprile 2015

La parola Guerra



La parola Guerra

Tu che pronunci la parola Guerra
da un parlamento, da una piazza
dal palco di un convegno,
tu che la scrivi sul giornale,
senza coglierne il suono duro e freddo
senza il sapore del sangue sulla bocca,
guardati allo specchio e grida Guerra!
Vedrai il tuo volto diventare un ghigno
o Presidente, o deputato,
o giornalista, o generale
Un suono gutturale che gela la terra
più del ghiaccio invernale, Guerra!
Guerra! Guerra! Guerra!, senza ritegno
Guerra! Guerra!, in modo spudorato
Gridalo in faccia al tuo bambino
che gioca col carrarmato in legno,
quello che gli hai regalato per Natale
e digli che la Guerra non fa male.

( Sara Ferraglia )

giovedì 16 aprile 2015

Mi manca una bambina

Mi manca una bambina

Mi manca una bambina
che saltella fra i fiori,
che trova eccezionale anche un disegno
su un rotolo normale
di carta da cucina,
che trova divertente una partita
a baseball con un tubo di cartone. 
E immagina un picnic sul prato sotto casa 
con acqua, pane e frutta
e un tiglio che le fa da ombrellone.
E quando salta sul tappeto elastico
vuole acchiappar le stelle,
salta sempre più in alto,
ad una ad una le piglia,
conta e riconta le più belle
finché ne ha per tutta la famiglia.
E se vogliamo proprio dirla tutta
vorrei, per amor della rima, 
che ripartisse tutto dal prima,
perché mi manca anche sua madre
quand’era come lei.


( Sara Ferraglia )

sabato 11 aprile 2015

Chiedo per te



Chiedo per te

Chiedo per te agli alberi del bosco
di regalarti l’ombra e la frescura,
chiedo alle fonti di sgorgare ancora
e a quel lato del cielo che conosco
chiedo che ti protegga, o creatura,
ora che l’universo è tua dimora.

E chiedo che t’illumini la luce,
piovuta giù dal sole e dalla luna,
lungo il sentiero di una vita bella;
un filo trasparente tesse e cuce
per te una trama fitta di fortuna,
per te che fra le stelle sei “la stella”.

Chiedo che sia l’amore il tuo vestito,
che tu l’indossi in ogni tua giornata
e come il bucaneve cerca il sole
il tuo pensiero cerchi l’infinito,
perché dall’infinito tu sei nata
e da Colui che crea bambini e viole.

A Diana per il suo Battesimo


11 aprile 2015