martedì 17 marzo 2009

Una "non poesia" per un evento che è sempre poesia...

Il nostro codice segreto


( “ Chi parla così forte? Che rumore! Io stavo meglio là dentro, aiuto che succede?”)

Ti ho toccata, accarezzata, fiutata e ci siamo scambiate il nostro indelebile codice segreto e tu, piccolo corpo ancora chiuso al mondo esterno, hai a disposizione solo questo per comunicare con me, per sentire che le nostre carni si sono staccate ma ci apparteniamo ancora.

(“ Non posso parlare, non sono capace… ma so chi sei. Però adesso ho fame…Non m’importa di nient’altro al mondo, solo della mia fame.”)

La tua manina rosa e un pò rugosa si aggrappa al mio seno, lo stringe e la tua bocca non smette di cercare e di succhiare e alla fine si stacca: la tua espressione ora è di pace e sazietà mentre ti addormenti fra le mie braccia. Lentamente mi alzo e ti poso nella culla.

( “ Eh no! Così non mi piace mica tanto! C’era più caldo prima e poi mi piaceva come mi facevi dondolare…dai, prendimi ancora in braccio altrimenti piango…Ok…allora piango!”)

Dobbiamo imparare a vivere staccate, piccolina mia, dobbiamo imparare che ora abbiamo due vite, capisci? La risposta è nel tuo pianto, che, da intermittente mugugno, diventa assordante grido di rabbia, che rende paonazzo il tuo viso.
E va bene…ancora un attimo di coccole, vieni…
“Dondola, dondola e il vento la spinge, cattura le stelle per i suoi desideri…” canto piano piano e tu ti calmi.

( “ C’è tempo mamma per imparare a staccarci! Adesso stiamo così che ci sto meglio!”)

Passeranno troppo in fretta questi giorni… e i mesi… e gli anni… e non torneranno più ma non perderemo mai il nostro codice segreto.
( Sara Ferraglia )
Scritto anni fa per mia figlia e dedicato oggi ad Anita e Francesca
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