Il dubbio
Lo so che un merlo confessò a Trilussa
d’essere stanco di poeti e affini,
traduttori arbitrari del suo canto
ma, mentre in braccio a me la gatta russa
e forse sogna grilli e canarini,
mi lascio sopraffare dall’incanto
del costante zirlare di quel merlo
che ripete sei note, sempre quelle:
“Una belle histoire” di Michel Fugain
E più l’ascolto più vorrei saperlo
se al tremolìo delle prime stelle
o ispirato da un quadro di Gaugain,
il cantante francese copiò il merlo
o il merlo la canzone s’imparò.
( Sara Ferraglia )
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