lunedì 22 agosto 2016

Tu sei felice, amore?



Tu sei felice, amore?

Ho chiesto a Claudia, la mia nipotina
di cinque anni appena
Tu sei felice, amore?
Lei ha sorriso, tenera bambina
- mirtilli a bocca piena -
disegnando nell’aria un grande cuore.

La seconda domanda approfondiva…
Ma la felicità cos’è piccola stella?
E’quando son contenta
- intanto i suoi mirtilli lei finiva –
con i miei genitori e mia sorella,
che se l’abbraccio stretta s’addormenta.

Ma poi la vita cessa d’esser gioco,
anche la leggerezza si esaurisce.
Feriti, sopraffatti dal dolore,
da falsi miti e inutili bisogni
si sogna, a volte, di tornar bambini…
Si dice che a un bambino basti poco
per essere felice
ma è forse poco vivere d’amore?

( Sara Ferraglia )

Poesia vincitrice
Premio  Nazionale "Un sorriso per gli anziani"
Terza edizione - 2016  


mercoledì 6 luglio 2016

Solo deformazione professionale



Solo deformazione professionale

Comprai un orto, un piccolo quadrato,
che poi ho recintato
per farlo mio soltanto
e lì vicino, accanto
alle verdure e ai fiori
una casetta e un prato,
che poi ho recintato;
si vedeva da fuori
quanta bellezza c’era
e mia soltanto era!
Ho recintato pure
la cuccetta del cane,
che qualcuno da fuori
non gli porti via il pane.
E voi, occhi stranieri,
che mi state a guardare,
leggo i vostri pensieri...
A tutti voi che siete
senza casa e lavoro:
io che ci posso fare
se sono fortunato?
Vi potrei recintare
una biolca di prato
sulla riva del fiume
un pochino isolato…
“Concertina” si chiama
la rete adatta a voi,
la vostra sicurezza è garantita.
Chi, come me, vi ama
tiene alla vostra vita!
Ho lavorato anni
in una zincheria
che produceva reti.
Tu, nero, mettiti nei miei panni,
la tua rabbia si cheti,
fammi dire la mia!
Se mi son recintato anche il cervello
non è per egoismo
o chiusura mentale,
né per patriottismo,
solo deformazione professionale.

( Sara Ferraglia )


giovedì 30 giugno 2016

La parola ripetuta

( Nicoletta Belletti )

La parola ripetuta

Potesse la parola scivolare
sottile dalle labbra, come foglia
nell’acqua di un ruscello
e giungerti leggera fino al cuore
- ben oltre la sua soglia -
per augurarti tutto il tempo bello.

Un tempo senza strappi né dolore,
un tempo di sollievo e di certezze,
che il ritmo suo rallenti,
che ti avvolga morbidamente il cuore
con mani che regalano carezze,
con sogni belli quando ti addormenti.

Potesse la parola scivolare
sbocciando sulle labbra come un fiore…
sarebbe un fiore rosso da annusare,
una parola in rima col mio cuore.

( Sara Ferraglia)

martedì 10 maggio 2016

Sconosciuta grafia



Sconosciuta grafia

Forse la donna legge il Corano?
Regge con la mano
sconosciuta grafìa
di preghiera o poesia.
Ha dita perlate e sottili
e un velo di lucidi fili
di seta quasi trasparente.
- Questa è la “Sura Aprente…”-
Lo sguardo triste e nero
sorride al mio pensiero
annullando distanze,
sospetti e diffidenze.
- Nel nome di Dio, il Compassionevole,
il misericordioso – la voce fievole
come battito d’ala
recita la basmala.
Qui, sedute in corsia,
la sua pena è la mia.
Pietà, misericordia e compassione
non hanno lingua, né hanno religione.

( Sara Ferraglia )


Menzione d'onore Premio "Cittadellapoesia" 2016 
Sezione a tema : La Misericordia
La cerimonia di premiazione avrà luogo sabato 14 maggio 2016 – ore 15 presso la sala conferenze Dell’“Istituto Missioni Estere” – V. le San Martino, 8 – Parma

venerdì 6 maggio 2016

Coglievamo fiordalisi





 Coglievamo fiordalisi

Coglievamo fiordalisi
nei campi di frumento,
papaveri e bianche stelle
dall’odore pungente
non ricordo se d’aglio o di cipolla.
Li portavamo a casa per le madri,
fra le dita stretti a mazzolino.
Avevamo carezze di rovi sui visi
arrossati dal sole e dal vento
e pensieri a tracolla
colorati e leggiadri.
Quegli strappi improvvisi
sulle vesti più belle,
la vernice sbucciata di una scarpa
e le labbra dipinte di more,
come trucco innocente,
al ritorno da Messa
ci costavano sguardi severi
e l’incauta promessa
di non farlo mai più
“per non far dispiacere a Gesù”.
Noi, lo sguardo sui piedi,
non dicevamo niente.
Gettavamo via i fiori,
quel regalo mancato,
nostro pegno deluso
che moriva appassito.
Ci vuole così poco
a falsar la coscienza di un bambino,
a volte basta un gioco.

( Sara Ferraglia )

Menzione d'onore Premio "Cittadellapoesia" 2016
Sezione Tema libero

La cerimonia di premiazione avrà luogo sabato 14 maggio 2016 – ore 15 presso la sala conferenze Dell’“Istituto Missioni Estere” – V. le San Martino, 8 – Parma


lunedì 11 aprile 2016

Bambino sull'autobus



Bambino sull’autobus

A che pensi bambino,
dai curiosi occhi neri
fisso nel passeggino,
fra gli adulti alti e seri?
Sei attratto bambino
dalle luci riflesse sui visi,
fredde luci di un telefonino.
Tu sorridi, li chiami ed insisti…
Per uno che risponde ai tuoi sorrisi
mille altri non si accorgono che esisti.
Non cercarli bambino.
Se mi siedo vicino
ecco, vedi? Basta poco…
“Bella manina, dove sei stata?
Dalla nonnina
Cosa ti ha dato?
Pane e ciccina…
gratta gratta la bella manina!”
E’ questo un vecchio gioco
che faceva mia nonna con me.
Ti scalda come il fuoco
e lo regalo a te.


( Sara Ferraglia )

martedì 5 aprile 2016

Vorrei


Vorrei

Vorrei qualcuno che mi sbuccia la frutta
e me la offre a pezzettini
in una ciotolina
come fossi bambina.
Vorrei dormire raggomitolata
sotto una coltre di lana
in posizione fetale
senza sentir la schiena che fa male.
Vorrei una voce, la sera,
che mi legge un romanzo
mentre fuori urla il vento
fino a che mi addormento.
Credere a Babbo Natale, alle renne,
alle slitte nel cielo, alla Befana
con la sua scopa e la sua sottana.
Vorrei tante cose che, a dirla tutta,
piacciono alla mia nipotina.
Che vuoi farci?
E’ la vita così…una ruota che gira.
Quando il cerchio si chiude
io divento una nonna-bambina.

( Sara Ferraglia )