Pagine

sabato 2 maggio 2020

Due sorelle




Due sorelle

Le nostre scarpe in fila ordinata
sotto il sedile del vaporetto.
L'indice sulla tua lacrima incerta
poi sulla mia. Ora è asciugata...
Le nostre mani leggere sul petto,
il nostro sguardo alla prua deserta
sull'acqua di Venezia addormentata.
Non era certo questa, mia sorella,
la nostra vita tanto immaginata
nei giorni di bambine là, a Meknés
quando cavalcavamo insieme in sella
ai sogni di bellezza e libertà
dipingendo un futuro che non c'è,
di giorni che la sorte ci ha negato.
Dal silenzio dell'acqua di laguna,
dalla sabbia che morbida ci accoglie
saliranno i nostri cuori al vento.
Passeranno davanti alla luna
e sul fondo resteranno le spoglie,
tanti forse, i perché, qualche colpa
e un sottile tormento.

venerdì 20 marzo 2020

Filastrocca del buongiorno


Filastrocca del buongiorno.
Buongiorno al nuovo giorno,
rimango a letto o mi guardo intorno?
Fuori c'è un prato di un verde brillante,
onde di vento vicino e distante.
Buongiorno al sole che oggi è più bello
e mi stiracchio nel letto a castello.
Nel letto di sotto mi sporgo a guardare...
di mia sorella un lieve russare.
Allora scendo dalla scaletta,
le vado accanto e l'abbraccio stretta.
-Buongiorno Diana- un grosso bacione.
Lei apre gli occhi - Facciam colazione?-
Buongiorno al giorno appena iniziato
con dieci gocce di cioccolato.❤️

( Sara Ferraglia )



Il virus che voleva compagnia


Il virus che voleva compagnia.

Vola nell'aria in questa primavera,
insieme al vento, a pollini e uccellini,
un virus piccolino che assai spera
di entrare in noi, di stare più vicini.
È dispettoso e anche un po' invadente.
Lui non ascolta quando lo consigli
di star lontano, non gli importa niente!
Cerca qualcuno che gli rassomigli,
si sente solo e vuole compagnia
ma se ci tocca poi ci ammaliamo
e allora noi, per farlo andare via,
restiamo in casa e lo salutiamo
dai vetri chiusi o con le mascherine.
E quando capirà che non possiamo
giocare insieme e fargli compagnia
lui, sconsolato, se ne andrà lontano
e svanirà nell'aria, per magia.

Sara Ferraglia

mercoledì 18 marzo 2020

Il merlo e la piantina grassa


Il merlo e la piantina grassa.

Ho una piantina grassa
che vive fra la tenda e la vetrata
e il merlo che lì fuori zirla e passa
più volte l'ha osservata.
Chissà se ha mai tentato di beccare
la grassa sua invitante fogliolina
o se ha capito che non la può avere
perché protetta dietro la vetrina.
Comunque sia, trovo divertente
l'immagine del merlo che, impudente,
si rompe il becco contro la vetrina
mentre ne ride la grassa piantina.

Sara Ferraglia


lunedì 24 febbraio 2020

Non ci abbracciamo più


Non ci abbracciamo più?

E allora che facciamo,
non ci abbracciamo più?
Non ci diamo più la mano,
non ci darem del tu?
Due metri di distanza,
maschera medicale.
Proibiamo ogni danza,
niente più carnevale.
Questo dunque è il futuro,
il mondo che ci attende?
Isolati da un muro
che il singolo difende?
E riempire la borsa
e svuotare scaffali
in una folle corsa
di paure reali.
-Torna ai paesi tuoi!-
Ma abbiam provato adesso
che in un attimo puoi
divenire tu stesso
il nemico additato.
Tu stesso l'indesiderato.
Sara Ferraglia

martedì 18 febbraio 2020

Solo di genere umano.


( immagine da Mamafrica )

Solo di genere umano.

Amica, tu mi chiedi una poesia
che sia d'amore di genere umano, 
la rosa rossa che più rossa sia, 
linfa vitale che di mano in mano

offra parole a labbra rosse accese, 
parole antiche dal sapore forte
nel tempo calpestate o vilipese, 
a volte violentate ma mai morte. 

Potrei farti un elenco all'infinito
ma sai, nel dirle sembran meno belle
e dunque, amica mia, ora ti invito
a un grande abbraccio, pelle contro pelle. 

( Sara Ferraglia )


sabato 1 febbraio 2020

Goccia d'infinito




Goccia d'infinito.

Serve un'anima leggera e gentile
per diventare goccia d'infinito,
serve una mano diafana e sottile
che indica una stella con un dito.
Servono voli e ali di farfalle
per diventare goccia d'infinito,
servono braccia calde sulle spalle
intrecciate come morbido ordito.
Serve uno sguardo fondo come il mare
per diventare goccia d'infinito,
distanza indefinita da colmare
soltanto col pensiero, alleggerito.
Servono vele bianche e un dolce vento,
serve un respiro lungo come il tempo.
E serve il tuo sorriso, mai sbiadito
per diventare goccia d'infinito.

( Sara Ferraglia)

sabato 25 gennaio 2020

La casa delle donne


LA CASA DELLE DONNE DI PARMA.

La casa delle donne è casa grande
con le pareti in gomma che si espande
per attutire colpi o diventare immensa
e aprirsi a praticare l'accoglienza.

La casa delle donne ha il tetto trasparente
per sognare e per guardar le stelle
come le antiche madri
Poi, quando serve indossar le ali
e volar via come le farfalle.

La casa delle donne è anima aperta
la notte specialmente
quando prendono vita i mostri
quelli del corpo e quelli della mente
Che certi sono solo nostri.
Per noi li hanno creati, crudelmente.

La casa delle donne ha un bel giardino
un orto e un grande fico al sole
che in mezzo al verde
nascono le parole facilmente
E coltivarle è ancora più importante

La casa delle donne ha sentieri
tracciati da tante goccioline
rosse del nostro sangue,
la punta delle dita intinte
nelle tasche profonde della vita.

Sara Ferraglia