martedì 3 luglio 2018

Ogni bambino




Ogni bambino

Dovrebbe avere un orto ogni bambino
con piante di fagioli alte nel cielo
e pomodori rossi di passione,
attendere che un seme piccolino
germogli con pazienza in uno stelo,
nella lentezza dell’evoluzione.
Dovrebbe avere un bosco ogni bambino
per incontrare il lupo e la paura
fuggiti dalle fiabe nella notte
e accorgersi che visti da vicino
non hanno più quell’aria cupa e scura,
giocar con loro fino a mezzanotte.
Dovrebbe avere un prato ogni bambino
per calpestare l’erba a piedi nudi,
vedere quante piccole creature
convivono in un unico destino.

( Sara Ferraglia )



venerdì 22 giugno 2018

Vivere senza impegno e conoscenza



Vivere senza impegno e conoscenza

Vivere senza impegno e conoscenza,
niente che ti risvegli la coscienza.
Vivere solo per sentito dire
svegliarsi, lavorare e poi dormire.
Vivere senza un dubbio, un forse, un come…
Ti basta ciò che grida un istrione.
Convincersi che è giunto il cambiamento,
di avere in poppa ora il giusto vento.
Partire per un viaggio già vissuto
da chi prima di te era caduto
nel fascino di facili illusioni,
urlate dalle piazze o dai balconi.
Odiare l’altro per l’appartenenza
ad una razza o una religione,
odiarlo solo per la sua esistenza,
odiarlo solo per la tua ragione.
Parole ripetute come un mantra,
che spargono veleno dagli schermi
e l’anima ferita che si scontra
con l’impotenza e il pianto degli inermi.
E crescere i tuoi figli come eredi
di un lascito brutale ed infestante
ma il mondo stretto, quello in cui tu credi,
per loro diverrà più soffocante.
Non c’è nulla di nuovo in tutto questo,
si ripete la storia tardi o presto.

( Sara Ferraglia )

martedì 5 giugno 2018

Ritorno a Portovenere



Ritorno a Portovenere

Dove posammo allora i nostri piedi
fra le fronde d’ulivo ed i roveti
ora soltanto ruote
e auto in fila a soffocare i tronchi.
Sono spariti il fico e l’amareno
testimoni silenti
di merende e segreti, nemmeno
la sterpaglia è più la stessa,
odora di motori e di benzina,
non più d’urina di gatti cacciatori,
d’agnelli sulle zampe tremolanti.
Non giunge più il respiro delle onde,
si perde fra il vociare della gente
a rincorrere un posto sulla spiaggia.
 Laggiù il castello, a destra - la tua voce -
in fronte la Palmaria e intorno il mare!
Lezioni brevi di geografia
ascoltando Battisti e Un’avventura
e intanto sorridevi innamorata
di una natura come te selvaggia.
La casa bianca ancora s’intravede
dormiente nell’abbraccio della macchia,
una ginestra è nata sul suo tetto
per abbellirla o farle compagnia.
Più d’ogni altro luogo questa altura
mi fa pensare a te, amica mia.

(ad Armanda)

giovedì 31 maggio 2018

Io ti ringrazio madre colorata



Io ti ringrazio madre colorata

Io ti ringrazio madre colorata
che in autobus allattavi il tuo bambino
proteggendo il suo capo ricciolino 
con la carezza dolce e delicata. 
La sua bocca e il tuo seno fra le pieghe 
del tuo abito lungo, della festa
e un turbante elegante sulla testa,
occhi negli occhi, lui nient'altro chiede.
Io ti ringrazio per quell'emozione, 
per quelle labbra bianche del tuo latte,
per il mio cuore che più forte batte
nell"ammirare tanta perfezione. 
E quanta rabbia, odio e perversione 
c'è nello sguardo di chi altro vede
oltre all'amore e alla dedizione. 

( Sara Ferraglia )


giovedì 12 aprile 2018

Salvaschermo



Salvaschermo

Cambiar se stessi come un maglione
ad ogni cambio di stagione.
Mettere in naftalina il malumore,
il grigio della rabbia, la fredda nebbia,
nasconderli sul fondo coi piumini
fino alla prossima occasione,
alla nuova stagione dei vini.
Sostituire il microchip al cuore,
modello resistente all’onda d’urto
del pianto dei bambini – straziante-,
di missili e di navi in medio oriente.
Gustare un gianduiotto e non pensare
che è un privilegio questo mio piacere
e divenire esperti fruitori
del comodo pensiero indifferente.
Godersi poi lo sciabordìo dell’onda
diffuso dall’antenna del wi-fi,
tuffandosi beoti dalla sponda
nel mare di notizie ridondanti.
Naufragare nei vortici dell’odio
respingendo gli aiuti più opprimenti,
i salvagenti delle religioni.
Cercare un punto senza andare a capo
premendo il power off sul mio pc
o riavviare, ricominciar daccapo,
credere alla sirena della vita?
Colpo di reni, veloce risalita…
Raggiungere un approdo all’improvviso
guardando sullo schermo il suo sorriso.

( Sara Ferraglia )


giovedì 22 marzo 2018

Premio Carlo Urbani 2018


Dialogo col dolore

Come tutti, risponderò all’appello
quando mi chiamerà il primo dolore
tagliente sulla guancia come neve
e rosso come sangue sul coltello.             
“Eccomi  - gli dirò- colpisci al cuore,
lo so che la tua mano non è lieve.”
E lo ringrazierò per il ritardo,
per gli anni dolci della sua assenza
quando ci siam sfiorati fra la gente
e lui non mi ha degnata di uno sguardo.
E gli dirò “ora sei qui - pazienza -
ma, se colpisci, fallo urgentemente.”
E non gli chiederò da dove viene
né quanto tempo pensa di restare
né se viaggia da solo o in compagnia.
Mi mostrerà ciò che gli appartiene
e ciò che ancora deve conquistare
mentre sussurrerò “e così sia.”

Orgogliosa di aver partecipato al Premio intitolato a Carlo Urbani,  il medico che per primo identificò e classificò la SARS e  dedicò tutta la vita, con Medici senza frontiere, a  combattere le malattie infettive nei paesi in via di sviluppo.


martedì 27 febbraio 2018

Scoprire che hanno un senso

( quadro di Nicoletta Belletti )

Scoprire che hanno un senso

Scoprire che hanno un senso
certi passaggi brevi
pochi istanti di vita
Un lampo bianco, i denti
un sorriso nel vento
i capelli carbone
parole, piume lievi
un ricordo soltanto
di un volto senza nome
Poche frasi scambiate
nel corso di un evento
un premio di poesia
forse un apprezzamento
una stretta di mano
prima di andare via
Scoprire che hanno un senso
le persone e le cose
che ti lasciano traccia
solo un’orma o una breccia
e ti schiudono il cuore
come fanno le rose
al tepore di maggio

( Sara Ferraglia )