martedì 29 novembre 2016

Una goccia di niente


Una goccia di niente

C’era una volta un saggio potente
che in mano aveva una goccia di niente.
Solo, abitava nell’immensità,
senza montagne, né mari e città.

Guardò la goccia con gran tenerezza,
le donò un soffio, una tremula brezza…
e allora tutto fu in lei concentrato,
anche se ancora non era creato.

C’erano i cieli, le acque ed i monti,
piante, animali e fiori già pronti.
C’erano occhi di bimbi innocenti,
c’eran la pioggia, la neve ed i venti.

Lasciò la goccia cader dalla mano
e la guardò scivolare lontano,
finchè raggiunse una stella piccina
che cominciò a brillar più di prima.

Intorno alla luna e al sole danzò
finchè immensa lei diventò.
Fu un’esplosione di luce, un boato
e l’universo così fu creato.


Poesia scritta insieme alla mia nipotina Claudia, 6 anni, che ha immaginato così la creazione dell'universo.

La poesia si può leggere anche qui:

http://masferrario.blogspot.it/2016/12/sguardi-poietici-una-goccia-di-niente.html


lunedì 17 ottobre 2016

Ti seguo con il cuore ed il pensiero



Ti seguo con il cuore ed il pensiero
nel lungo viaggio che tu hai  intrapreso.
T’immagino leggera sul sentiero,
esile e luminosa, senza peso.
Il nostro incontro è stato come brezza,
parentesi di vita allegra e breve,
tu che indossavi sempre la bellezza…
che il respirare ora ti sia lieve.
Eterea dolce amica cristallina,
partita per un dove a me ignoto
sai, la tua voce fresca, da bambina
colmerà sempre quel tuo posto vuoto.

A Marisa

( Sara Ferraglia )


mercoledì 5 ottobre 2016

6 anni


5 ottobre 2016

Vorrei riuscire a fissare nei versi
i tuoi momenti speciali, i più tersi.
Quelli che non torneranno mai più,
gesti, espressioni che hai solo tu.

Come, ad esempio, felicità pura
nel dimostrar la tua prima lettura,
da sparse parole, disarticolate
le frasi compiute si sono formate.

Ai tuoi sei anni ti ha accompagnato
quella canzone che hai tanto ballato:
“Mira Sofia” per tutta l’estate
e contorsioni un po’esagerate!

E la tua breve risposta sincera
quando la gente curiosa chiedeva:
“Andrai a scuola, ti piace già un po’?”
Tu sorridevi e dicevi “Non so”.

Con quanto orgoglio poi ci hai mostrato
che ad allacciare le scarpe hai imparato.
Piccola esperta di nodi e di fiocchi,
grande la gioia nei dolci tuoi occhi.

Piccolo amore, bellezza autunnale
in questo giorno, che hai reso speciale,
un solo augurio caldo e gioioso…
che il tuo futuro sia lungo e radioso.

( Sara Ferraglia )

martedì 4 ottobre 2016

4 ottobre 1954


4 ottobre 1954

Quel quattro d’ottobre il cielo com’era?
L’odore del mosto nell’aria c’era?
Saliva già la nebbia dal piano,
su fino al Monte di Mulazzano?

Si preparava nell’unica stanza
lavando il viso nell’acqua del secchio,
nemmeno quella in abbondanza
Giusto quel tanto per farle da specchio.

Lui, che veniva da Langhirano
in fresco di lana un vestito comprò
e con un’auto di seconda mano
verso la chiesa si avventurò.

Fecero un viaggio di nozze in riviera.
Resta una foto, abbracciati, di sera
a ricordare il momento più bello…
poi tutto il resto… a Pastorello.

Per raccontare di figli ed imprese
non basterebbe né un giorno né un mese
e per le gioie, fatiche ed affanni
servono altri… 62 anni!

( Sara Ferraglia )

giovedì 15 settembre 2016

Il grembiulino bianco



Il grembiulino bianco

Ho comprato per te due grembiulini
di cotonina, bianchi
con il tuo nome in rosa sui taschini
per quella prima volta,
che, inconsapevolmente assorta,
siederai fra i banchi.
Mi si è gonfiato il cuore di emozione
tastando quel tessuto di cotone
e ho cercato una fotografia,
quella della tua mamma sul balcone,
anch’essa col suo bianco grembiulino
alle otto di quel primo mattino.
Lei, fra i capelli un alito di vento
e sullo sfondo rami di gaggìa;
ho nelle orecchie ancora la sua voce
mentre tornano a galla le emozioni.
Ne è passato di tempo…
Piano…la vita è scivolata via,
piena e distesa come un fiume lento
- con onde lunghe, senza esondazioni -
che è giunto, infine, a questa immensa foce.

A Claudia, primo giorno di scuola
15 settembre 2016


lunedì 22 agosto 2016

Tu sei felice, amore?



Tu sei felice, amore?

Ho chiesto a Claudia, la mia nipotina
di cinque anni appena
Tu sei felice, amore?
Lei ha sorriso, tenera bambina
- mirtilli a bocca piena -
disegnando nell’aria un grande cuore.

La seconda domanda approfondiva…
Ma la felicità cos’è piccola stella?
E’quando son contenta
- intanto i suoi mirtilli lei finiva –
con i miei genitori e mia sorella,
che se l’abbraccio stretta s’addormenta.

Ma poi la vita cessa d’esser gioco,
anche la leggerezza si esaurisce.
Feriti, sopraffatti dal dolore,
da falsi miti e inutili bisogni
si sogna, a volte, di tornar bambini…
Si dice che a un bambino basti poco
per essere felice
ma è forse poco vivere d’amore?

( Sara Ferraglia )

Poesia vincitrice
Premio  Nazionale "Un sorriso per gli anziani"
Terza edizione - 2016  


mercoledì 6 luglio 2016

Solo deformazione professionale



Solo deformazione professionale

Comprai un orto, un piccolo quadrato,
che poi ho recintato
per farlo mio soltanto
e lì vicino, accanto
alle verdure e ai fiori
una casetta e un prato,
che poi ho recintato;
si vedeva da fuori
quanta bellezza c’era
e mia soltanto era!
Ho recintato pure
la cuccetta del cane,
che qualcuno da fuori
non gli porti via il pane.
E voi, occhi stranieri,
che mi state a guardare,
leggo i vostri pensieri...
A tutti voi che siete
senza casa e lavoro:
io che ci posso fare
se sono fortunato?
Vi potrei recintare
una biolca di prato
sulla riva del fiume
un pochino isolato…
“Concertina” si chiama
la rete adatta a voi,
la vostra sicurezza è garantita.
Chi, come me, vi ama
tiene alla vostra vita!
Ho lavorato anni
in una zincheria
che produceva reti.
Tu, nero, mettiti nei miei panni,
la tua rabbia si cheti,
fammi dire la mia!
Se mi son recintato anche il cervello
non è per egoismo
o chiusura mentale,
né per patriottismo,
solo deformazione professionale.

( Sara Ferraglia )