giovedì 8 luglio 2021

Politica

Politica.

Certa gente è indifferente
Certa gente ne ha paura
Solo a leggerla ne teme improvvisa cecità,
che la lingua caschi a terra
anche al solo pronunciarla
O che il mondo poi si estingua
'Roba che per me non fa'
E stizzita toglie mani
dalla pagina o dal foglio
se dal titolo intuisce
che politica sarà.
Già terribile in parola,
figuriamoci in azione
Ed allora omette il like,
con la massima attenzione
la cancella anche dai post
Non sia mai che se mi schiero
rivelando il mio pensiero
qualche danno ne verrà,
perderò qualche favore
Molto meglio rimanere
in un torbido grigiore
Certa gente non lo sa
che politica è la vita,
guarda il mondo e già la fa.

Sara Ferraglia


 

lunedì 28 giugno 2021

La vena artistica

 La vena artistica.

Cedono le pareti delle vene
al caparbio avanzare dell'età.
Compaiono grafìe di ragnatele
a disegnare il tempo che verrà.
Non è Rosso Tiziano
ma Porpora di Tiro
il cuore che è comparso sulla gamba
come a prendermi in giro,
come se mi dicesse
"ama questa stagione stramba
che questo corpo tuo dipingerà".
Cedono le pareti
di vene e capillari.
Angiologia e statistica
con studi secolari
ed analisi esperta
d'annunciare son lieti
che è nata in me una certa
consolatoria vena artistica.

Sara Ferraglia

giovedì 24 giugno 2021

Parma


 Parma

Parma che mi respinge e mi seduce,
un'ouverture di passi sui suoi ponti.
Di notte, sotto, requiem silenziosi...
A nord e a sud hai ali di cemento,
al centro un cuore antico come il mondo,
resuscitato dopo un intervento.
Parma d'Oltretorrente identitario,
di piazze colorate e mercatini.
L'altra che cambia facce con le mode,
di strette vie che segnano confini
fra aperitivi in piedi e lunghe code
all'ufficio stranieri dal mattino.
Contraddizioni di città moderna
che fissa il suo ombelico provinciale.
Io son piovuta in te dalla collina, da un piccolo paese spopolato.
Per questo, forse, che la tua vetrina
di vecchi e nuovi allori infiocchettata,
invece di abbagliarmi mi disturba
per questo, forse, mai ti ho dedicato
versi d'amore incondizionato.

Sara Ferraglia

lunedì 21 giugno 2021

Memoria


 Memoria

Dove sono finiti i nomi?
Galleggiano nella mente
come pesciolini rossi
Scendono sul fondale
Poi salgono in superficie
Riaffiorano lentamente
Riappare qualche volto
Ti rammenti un sorriso
E sembri più felice
se al nome abbini un viso
Dove è andato il ricordo?
Sfilacciato, intrecciato
come maglie da due soldi
sui banchi del mercato
Si fa il passo insicuro,
raggiungi la poltrona
e conti con le dita,
Un, due, tre, quattro...
Ma quanti sono i figli?
E chi è venuto prima?
Chi si affacciò alla vita
in primavera e chi in estate?
Si siedono nipoti sui ginocchi
Rivedi te bambino,
divento io tua madre
( forse le rassomiglio?)
che chiama i tuoi fratelli,
le grida e le risate
Mistero divino la memoria
che rimescola i giorni,
che riscrive la storia
accendendo una lacrima agli occhi


Sara Ferraglia

Tino

 


Tino


 Lei si chiamava Tino
tranquilla e silenziosa,
di movenza graziosa
dolce come un bambino.
Come una monetina
nel più buio cantuccio
lei stava nell'astuccio
di mia figlia bambina.
Ventiquattr'anni insieme.
Nella vasca piscina
usciva testolina
dal guscio per la fame.
Non servono parole,
non eclatanti gesta
di lei per sempre resta
un ricordo d'amore.


  Sara Ferraglia


venerdì 11 giugno 2021

Parma - Piazzale Salvo D'Acquisto



C'è il mondo in questa piazza
di bimbi e di palloni
e poi tanti piccioni
che tubano davanti a Padre Pio. 
C'è il vecchio con la cuffia 
in lana blu infeltrita
maglione dolcevita ed un bastone 
su cui poggiar conserte
le braccia affaticate.
E accanto alla statua del santo 
la piccola donna devota
che annaffia con mani abituate 
i fiori ai piedi del frate. 
La bionda straniera che parla
con voce che possa arrivare
ai confini del mondo 
e i merli sugli ippocastani 
le fanno colonna sonora
e lei alza il timbro
e al cielo le mani. 
Ognuno ha il suo sogno,
ognuno un pensiero diverso.
È un'oasi questo piazzale, 
che incanta i tuoi passi, 
ti prende e t'invita a sostare. 

Sara Ferraglia

martedì 8 giugno 2021

La scelta.


 La scelta.


Raccolta chissà dove,
nel parco dietro casa?
Sulla mia spalla aspetta
d'essere liberata.
Piccola, non matura
d'un pallido arancione.
La trasporto con cura
sul verde del fogliame.
Le chiedo di restare
che qui il verde non manca,
che qui avrà l'occasione
di saziare la fame.
Poi le scatto una foto
e lei sembra accettare
la prigione dorata.
Alzo gli occhi un momento...
e la vedo volare
oltre il muro, nel vento.


Sara Ferraglia

lunedì 7 giugno 2021

Stanca

 


Stanca.


Confesso che son stanca,
persino del pensiero
necessario o impegnato
Leggerezza mi manca,
stesa a croce su un prato
Stanca, però di testa
chè di braccia... non faccio
Se avessi confessato
a mia nonna in segreto
l'anomala stanchezza,
lei che mieteva grano
sotto il sole di giugno,
col falcetto nel pugno
e all'alba nella stalla
per un secchio di latte
si struggeva la mano,
coi suoi occhietti chiari
mi avrebbe ricordato
che è la schiena piegata
che fa male davvero,
aggiungendo magari
che il pensiero occupato
dal lavoro di braccia
cambia il cuore e la faccia



Sara Ferraglia
La fotografia è di Morandi Giuseppe fotografo a Piadena.


mercoledì 2 giugno 2021

Nostra signora La Costituzione

 


Nostra signora La Costituzione.

Giovane non son più
ma il sangue che mi scorre nelle vene
è caldo, rosso e puro
come di neonato,
come di chi ha lottato
sui monti e nelle valli
guardando già al futuro,
come se già mi avesse fra le mani.
Giovane non son più
ma lotto con la forza di un gigante
se una parte di me vien calpestata,
se ai miei figli è impedito
di chiedere giustizia e libertà.
E allora grido forte
e allora alzo la voce:
sia viva la memoria,
io son la vostra storia.
Lottate all'occasione,
sì, fatelo in mio nome.
Sara Ferraglia


domenica 30 maggio 2021

Il pianto nero

 


Il pianto nero. 

Dev'essere successo nella notte
sotto stelle d'inferno, quelle scure, 
quelle violente, fredde e dure
che hanno squarciato il cielo a mezzanotte. 
Mi guardo nello specchio, un piccolo frammento 
finito sopra la tua culla,
polvere ovunque, dal tetto al pavimento
e pianti e grida poi... più nulla. 
Accarezzo il mio volto piano piano, 
lo pulisco col dorso della mano
ed è allora che vedo il pianto nero.
Dev'essere successo questa notte, 
quando il fuoco e il dolore
ti hanno straziato il corpo 
e a me hanno annerito il cuore.

Sara Ferraglia

La fotografia è di Fatima Shbair, fotografa palestinese.

mercoledì 19 maggio 2021

Pioggia di luna



Pioggia di luna

Rotolò giù la luna

dal braccio di una gru

ove s’era posata,

pallida ed assonnata,

per riposarsi un po’.

Si sfaldò sulle fronde

di un pioppo tremolante.

La porpora d’argento

si sciolse e lo bagnò

e pappi vagabondi

ricamarono il cielo di strass.

Poi, con un colpo di reni

e una spinta possente,

la luna tornò su,

si scusò per l'empasse

e rimise il suo velo.

Della pioggia di luna

ne rimase un frammento

fatto a forma di U

sulla base in cemento

proprio sotto la gru.

( Sara Ferraglia )

giovedì 13 maggio 2021

Le liste.

 


Le liste.


A volte è tutto fermo,
il tempo è congelato
come in passato è stato
nei giorni del lockdown.
E allora resto dentro
e scrivo mille liste,
assegno priorità
a cose che non faccio,
che cambiano di posto
nell'ora o nel momento.
Al primo posto, fisso,
ci sono tre sorrisi,
tre chiavi universali
che apron tutte le porte,
che infondono energia
alle giornate morte.


Sara Ferraglia


mercoledì 5 maggio 2021

Passeggiata col vento.

 


Passeggiata col vento.


Oggi c'è vento, il parco è deserto,
c'è il vento che soffia e risponde natura.
S'inarcano giovani pioppi
a un forte e improvviso fendente,
ma il vento non è prepotente
né loro servili,
così come i fili sottili
dell'erba fienarola
o della selvatica avena
che trema ma non di paura,
scuotendo le verdi spighette
per danza ancestrale.
E adesso il vento è un sensale
che spinge all'abbraccio
la pallida rosa canina
e la forte ginestra
e mentre a calare già il sole si appresta
del gioco amoroso si fa testimone
la timida margherita.
Ma come puoi dir d'essere solo,
se sei invitato a una festa,
se il vento che vien da sud ovest
dirige per te la sua orchestra?


Sara Ferraglia



martedì 27 aprile 2021

Fotogenìa

 


Fotogenia.

Ma come si cancella dalla faccia
questa velata impronta di tristezza?
Passo e ripasso con la salviettina,
quella che normalmente toglie il trucco,
e giorno e notte creme di bellezza,
cambio pettinatura, m'imparrucco
ma nulla che cancelli l'espressione
che già fu di mia madre e di mia nonna.
Lo specchio ne rimanda la certezza.
Muliebre destino di famiglia,
banale eredità di poco conto
che mi rovina la fotografia?
Solo questione di fotogenia.

Sara Ferraglia

sabato 17 aprile 2021

Polisemìa

 


Polisemia. 

Rosa - Non cosa dal tempo corrosa 
ma fiore, sbocciato di maggio. 
Posa - Non scatto di fotografia
ma piuma discesa sul prato
con lieve ondeggiante volteggio. 
Letto - Non talamo in legno di faggio
ma libro di bella poesia, 
che doni carezza ogni sera. 
Muta - Non voce al silenzio forzata 
ma come natura che cambia
quand'è primavera avanzata. 
Parte - Non pezzo, 
ma solo chi lascia la casa
e cerca altro posto
per vita migliore. 
Lascia - L'apostrofo che può ferire. 
Sonno che eterno vuol dire morire. 
C(i)elo - Tutt'altro che spazio infinito
ma ciò che nel cuore nascondo, sottratto alla vista, 
è quando non guardi la luna
ma solo il vicino tuo dito. 
Riso - Non pasta, 
ma ciò che vorresti abbondante
sui volti che incontri per strada, 
di chi ti sta accanto o distante. 
Verso - Non riga di questa poesia, 
ma il dritto o il rovescio, 
cercando un senso diverso, 
che aiuti a trovare la via. 
In fondo la vita è anche questo, 
un gioco di polisemia.

Sara Ferraglia

venerdì 2 aprile 2021

io non so dire cosa sia poesia

 


Io non so dire cosa sia poesia.


Io non so dire cosa sia poesia
Né dove si nasconda quando tace
Né perché parla anche senza voce
Di certo so che sta nella tristezza
di un fiore che si spegne ed avvizzisce
Resiste ma scolora e una carezza
se pure delicata lo sfinisce
Dei petali si spoglia e resta nudo
esposto il cuore senza la corolla
Più non seduce l'ape o la farfalla
e più non freme al soffio della brezza
Il capo china...
e muore nel ricordo di bellezza


Sara Ferraglia


mercoledì 31 marzo 2021

Voglio una danza.

Voglio una danza


Voglio una danza di trecce intrecciate
Rosse le vesti e le labbra infuocate
Capelli grossi capelli fini
Cuori lontani e cuori vicini
Voglio tessuto di sorellanza
Nessun confine nessuna distanza
Che il tuo dolore nel sangue piegata
Inondi e segni la mia giornata
Che se la treccia qualcuno ci scioglie
Per soddisfare violenza e voglie
L'affoghi un mare di neri capelli
Trafitto il cuore da lunghi coltelli
Trecce d'intreccio che il tempo è arrivato
Che sia sepolto il patriarcato


Sara Ferraglia


L'immagine è la  copertina del  libro Virità di Giusy Sciacca. Ediz.Kalos.

domenica 28 marzo 2021

Lei mi vede così.

 


Lei mi vede così.


Lei mi vede così
Che ci volete fare?
Mi fa con gli occhi grandi
Immensi come il mare
I capelli son corti
Perché così li porto
E poi a ben guardare
Mi dipinge il sorriso
Un volto senza affanni
Un sole tondo il viso
Che ogni volta si accende
Quando la vedo entrare
Ormai da dieci anni


Sara Ferraglia


martedì 9 marzo 2021

Quand'ero femminista e ancor non lo sapevo.


Quand'ero femminista e ancor non lo sapevo.


Ho lavorato quarant'anni
nella stessa azienda
a conduzione familiare,
dal nonno fondatore
ai nipoti rampanti,
la stessa dinastia.
Computer, scrivania,
lontana dal clangore del metallo,
dalle bobine in ferro,
dal rumore assordante,
dalla fatica della fabbrica,
dal sindacalista militante.
Io nei saloni del palazzo
dai soffitti affrescati,
io con gli altri impiegati.
Illusione di finto privilegio
sopiti nell'inganno,
come in un sortilegio,
mai nessun segno rosso
sui nomi del registro.
Eppure è nato lì il germoglio
del mio futuro femminismo.
Nella fatica di farsi valere,
fra uomini chiamati col cognome
e titolo accademico, se c'era.
E per noi donne spesso solo il nome
e un tetto di cristallo la carriera.
Così ricordo come fosse ieri
quell'otto marzo di quattr'anni fa.
Sciopero femminista proclamato
e fu la prima volta
ed io, che mai avevo scioperato,
per quella giusta causa mi assentai
e fui la sola e fu la prima volta.
Perché sentivo che dovevo,
quand'ero femminista
e ancor non lo sapevo.


Sara Ferraglia


 

venerdì 5 marzo 2021

Riflessione.

 


Riflessione.


Se nei tuoi giorni sei stata a distanza
Se non trovavi il tempo per lottare
Se non studiavi per approfondire...
Sai, nella vita nulla s'improvvisa,
nulla di ciò che sboccia a primavera
E non mi dire non è troppo tardi
perché - sai bene - non risponde al vero
Certo che non la perdi la speranza
ma, al massimo, puoi far manovalanza
Serve anche quella per far muri forti
ma ciò che ti sei persa - nel frattempo -
è come costruire il basamento


Sara Ferraglia