lunedì 30 marzo 2026

La fiera della morte

 


La fiera della morte


C'erano tutti i segni,
su in cielo e giù per terra,
palloncini e striscioni
Grafie, parole e voci
in coro - no alla guerra -
Le nostre armi sono
le mani dei bambini
che disegnano cuori,
rossi di pennarello,
con i nasi vicini
Le nostre armi sono
nei dolcetti algerini
di cucina sorella,
nello scambio festoso
di sorrisi alla menta,
quando tutto si fonde,
quando abbraccio diventa
Le letture, le danze,
le canzoni di Lotta
la risposta più forte
alla fiera di morte

Sara Ferraglia


28 e 29 marzo
Donne In Nero Parma
Casa della Pace Parma
Associazione Donne Algerine di Parma


giovedì 19 febbraio 2026

E' una poesia che graffia


E' una poesia che graffia

È una poesia che nasce sull'asfalto,
sui sampietrini sporchi della piazza
Nasce fra i passi stanchi di chi torna
la sera dal lavoro e addosso ha ancora
umiliazioni e pochi soldi in tasca
È una poesia che nasce fra la gente
nell'incrocio di sguardi e di distanze,
nelle ferite aperte e le coscienze
perdute in uno spazio siderale
È una poesia che graffia e può far male
Ascolta la mia voce, te la leggo
e se ti stringe il cuore con un morso
significa che dentro non sei morto
Sara Ferraglia

mercoledì 11 febbraio 2026

Dissolti

 

Dissolti

Dissolti, evaporati, sciolti
polvere, cenere. Morti
Bombe come forni crematori,
immense camere a gas. Morti
Bunker buster, termobariche
Nuove tecnologie, il male
Morte moderna, genocidio globale
Non più il rito della sepoltura,
sacri sepolcri, corpi e fosse
dove la memoria dura. Morti
Come se niente fosse
Dissolti, evaporati, sciolti


Sara Ferraglia

domenica 8 febbraio 2026

Squallide persone

 


Squallide persone


C'è un ragazzino alla mia fermata
Sguardo orientale, pelle dorata
Faccia bambina, innocente e pulita
Occhi profondi, una giovane vita
Proseguo fianco fianco sulla strada
con una madre nera e il suo bambino
batte le mani sul suo passeggino
Qualche metro più in là, in via Mazzini,
un banchetto di squallide persone
sta firmando per la 'remigrazione'
Li guardo ed ho l'effetto di un blackout
Il ragazzino col suo sguardo puro,
mi ha fatto ben sperare nel futuro
Intorno a loro l'odore è molto forte
Credo che sia la puzza della morte


Sara Ferraglia


mercoledì 4 febbraio 2026

Casa di stanchezza

 

Casa di stanchezza

Non hanno potere d'acquisto
né arti per forza lavoro
Consumano poco e il mercato
nemmeno un ricordo ha di loro
Li trovi seduti al mattino
davanti a una tazza di latte
con una badante straniera
oppure una stanca infermiera
Qualcuno, se è più fortunato,
riceve una visita al mese
di qualche parente lontano
La Casa non è "di riposo"
ma luogo d'immensa stanchezza,
di scivolamento a ritroso
in quella che fu giovinezza

Sara Ferraglia

venerdì 30 gennaio 2026

Alla vecchiaia

 Alla vecchiaia


Dolce vecchiaia che indurisce i tratti,
velocemente mi rallenta il passo
(del mondo ho ancora tanto da scoprire)
I settant'anni son come una scossa,
la consapevolezza che è passata
come in un lampo tutta la mia vita
e la certezza che sarà in salita
ogni gradino dei giorni futuri
Ma, dalla mia, ho la forza e l'energia
del segno zodiacale dell'Ariete
e scarpe adatte per non inciampare
sui sassi e sui macigni da affrontare,
che saran tanti in questi tempi avari
di grazia, di giustizia e umanità
A settant'anni, se il terreno scotta,
figlie e nipoti dietro gli striscioni
indipendentemente dalla nostra età
ci stringeremo, unite nella lotta


Sara Ferraglia


lunedì 19 gennaio 2026

Medicine ideali

 Medicine ideali


Che stiamo tutti male, tutti ammalati
lo dicono i sondaggi ed i giornali
Ci vogliono frustrati, disperati,
carne da macello, manovalanza muta
Deserti di emozione e sentimento
in perenne allerta col cervello spento,
ci contendiamo una coperta corta
Dall'alba al tramonto é la follia
Come criceti ci muoviamo in fretta,
sprechiamo il tempo, ci combattiamo
Eppure tutti siamo affamati d'amore
Ne abbiam bisogno, ci è necessario
più dell'aria che respiriamo,
più degli integratori e medicine
Nel buio della notte un po' di pace
Quando la terra dà le spalle al sole
e una parte del mondo tace,
i più fortunati, fra quattro pareti,
cenano e coccolano i bambini
o i loro animali da compagnia
Posano la testa sui cuscini,
sopraffatti dal sonno e da stanchezza
-Solo i più fortunati-, desideri soddisfatti
e pochissimi bisogni e invece
ci vorrebbe per tutti una piccola luce,
un libro, un bicchiere d'amore, una fotografia
sul comodino accanto al letto
Medicine ideali per un sogno perfetto


Sara Ferraglia

mercoledì 14 gennaio 2026

I bambini

 


I bambini
A modo loro, per quello che sono,
mi spingono a cercare il lato buono
Ne hanno diritto, perché sono nati
vestiti di bellezza, disarmati
Morbide unghie e denti immaturi,
armi possibili in tempi futuri
ma dobbiamo nutrirli di speranza,
di desiderio, amore e conoscenza
Li aiuteremo ad alzar la testa
quando la vita si presenta ingiusta,
disobbedendo quando necessario,
non calmo delta ma bollente estuario
e impareranno ad ascoltare il vento,
e si commuoveranno per il pianto
di un merlo che è caduto giù dal nido
Procederanno in pace, a passo lento
e ascolteranno chi cammina a fianco
Trionferanno dove abbiam fallito
Sara Ferraglia

venerdì 9 gennaio 2026

La noce

 


La noce
La noce dal guscio legnoso,
esempio perfetto in natura
di resistenza e protezione
Racchiude un gheriglio oleoso
nella scatola cranica dura,
sorprendente imitazione
dell'umano-disumano cervello
Forse eravamo noci
un tempo, prima dell'involuzione

Sara Ferraglia

mercoledì 31 dicembre 2025

31 dicembre 2025

 31 dicembre 2025

Fanno già musica al piano sotto 
Da stamattina mi batte in testa
Samba, balcanica, non si capisce 
Sono le prove per mezzanotte 
Lo stordimento, per forza festa
mentre il mio cuore si appesantisce 
Tu non parlare oggi di guerre 
di disperata gente nel mondo
Pensa alla cena, cucina bene 
Siam così tanti su questa terra 
Scherza e sorridi, lo sai che in fondo
non puoi far niente e ti conviene 
stordirti ancora nelle illusioni 
come i petardi giù dai balconi 

Sara Ferraglia

domenica 28 dicembre 2025

Mia nonna parlava assai poco

 


Mia nonna parlava assai poco

Mia nonna parlava assai poco
Tutti incolpavano la sua sordità
Può darsi sia vero, chissà...
o forse era un gioco
Infatti a me rispondeva
- a volte strizzandomi l'occhio -
ed io le battevo il ginocchio
con gesto d'intesa
Sedeva in silenzio nell'angolo
al caldo del termosifone
Sembrava nel tempo sospesa,
presente eppure distante
Con piccoli occhi diamante
guardava la strada e contava
le auto nei giorni di festa
- Mi fanno girare la testa -
diceva di quel serpentone
Aveva uno sguardo sornione
Chissà se domande ne aveva
e quante teneva nascoste
Di certo eran più le risposte

Sara Ferraglia
Inedita

Fotografia originale di Giuliano Gennari

mercoledì 17 dicembre 2025

Stanno annegando nel loro dolore

 


Stanno annegando nel loro dolore

Stanno annegando nel loro dolore
Tutte le lacrime che hanno versato,
dopo aver fatto il giro del globo,
sono tornate sospinte dal fiato
di chi non vede ed è indifferente,
di chi è convinto che sia meritato
Pioggia insistente, vento uragano
alza le tende e le porta lontano
Lascia il dolore nudo ed esposto
ai nostri sguardi lontani e assuefatti,
da luminarie di festa distratti
Acqua che sale, che spazza via...
Di ciò che resta fa pulizia


Sara Ferraglia


martedì 9 dicembre 2025

Il muro

 


Il muro


Un giorno cancelló dalle sue mani
il nero della morchia e l'officina
Fu un lavaggio di testa e candeggina
La tuta blu ripose nel baule
insieme a quarant'anni della vita
Non so quanto fu duro l'imparare,
al posto dei motori e dei bulloni
i tagli di prosciutto a maneggiare
ma si svegliò in camicia l'indomani
e, sopra, un abito da matrimonio
tenuto in naftalina nell'armadio,
così come il parlare in italiano
al posto del consueto suo dialetto
Mercato delle carni e trattative
Col tempo unì al lavoro anche il diletto
e la soddisfazione di creare
per tutta la famiglia un buon futuro
Succede a volte, si scavalca il muro

Sara Ferraglia


domenica 7 dicembre 2025

Con quel dolore

 


Con quel dolore

Con quel dolore straziante ed esposto
a sguardi vuoti che ghiacciano l'aria
Con quel serpente di rabbia composta
lungo le strade con le luminarie
siete la nostra coscienza più sporca,
siete lo specchio della mia vergogna,
la macchia rossa che grida e s'allarga
sotto il bicchiere di caldo Borgogna
Metto le luci al balcone e vi penso
Addobbo un pino di finta foresta
e nonostante non trovi più il senso
Jingle Bells canto e m'adeguo alla festa

Sara Ferraglia


giovedì 27 novembre 2025

Ma i bambini corrono

 


Ma i bambini corrono


I bambini corrono
Corrono traballanti ai primi passi
intorno al tavolo in cucina,
corrono su e giù dai materassi
Corrono a scuola nei corridoi,
immaginando forse d'esser fuori
- vietato correre, dice il cartello -
Corrono I bambini
alla campanella dell'intervallo
o all'uscita, incontro a chi li attende
e subito pretende di fermarli
Corrono in piscina sul bordo vasca,
incontenibile gioia bagnata
e allora corrono in scivolata
- vietato correre, dice il cartello -
ma i bambini corrono,
quelli felici, quelli che possono farlo

Sara Ferraglia


mercoledì 26 novembre 2025

Le scarpette rosse

 


Le scarpette rosse


Prestami le scarpette rosse, amica mia
quelle che hai scelto apposta
col cinturino che si adatta ai piedi,
a tutti i piedi delle mie compagne
A chi cammina scalza e ne ha bisogno
per dar sollievo al passo e alle sue piaghe
A chi le guarda dietro la vetrina
ma in tasca ha solo rabbia e povertà
A chi le vuole rosse per la sfida
di poterle indossar senza paura
la notte, sola, camminando in strada
Prestami le scarpette rosse, amica mia
Rosse come la forza e la passione
che si riversa nelle piazze quando
giustizia e libertà stanno annaspando


Sara Ferraglia


mercoledì 12 novembre 2025

Beati i ricchi

 


Beati i ricchi

Beati i ricchi, saran loro i regni
dei cieli e della terra
devastati dal fuoco della guerra
Noi non saremo degni
nemmeno del respiro e di parlare,
chineremo la testa
scavando fra i rifiuti per mangiare
solo quello che resta
Beati i ricchi - dici - e ti sorrido
Finché non sarò morta
mi batterà nel cuore e in pugno un grido
e chiuderò la porta
in faccia al ricco e alle sue sporche mani
Tu chiamala se vuoi sopravvivenza
La notte passerà, verrà il domani
Io sai come la chiamo? Resistenza

Sara Ferraglia


martedì 4 novembre 2025

Dietro quei passo

 


Dietro quei passi


Quanta dolcezza c'è dietro quei passi
di donne disarmanti e di un bambino?
Quante parole sono più importanti
di quella "Pace" su quel carrettino?
Noi che possiamo ancora camminare
tranquillamente in tutta la città
Noi che possiamo ancora srotolare
striscioni, voci e idee in libertà
e abbiamo il privilegio di mangiare,
bere e dormir sonni tranquilli
abbiamo un compito, anzi un dovere,
di presidiar la Pace, ove vacilli

Sara Ferraglia


domenica 2 novembre 2025

A Diana, undici anni

 


Diana, undici anni
Da qualche tempo la nostra casa
da giapponesi demoni è invasa
Escono dagli armadi e dai cassetti
Certe notti s'infilano nei letti
- Da dove vieni? - chiesi un giorno a una,
che afferrai per un piede con fortuna
Lei mi rispose che era cosa strana
- Come? Non sai che ci ha creati Diana? -
Ora capisco questa tua passione,
quasi una piccola nuova ossessione,
di questi tuoi fantastici undici anni
Ci metteremo oggi nei tuoi panni :
in giapponese tanti auguri canteremo
e i Manga a disegnare impareremo
お誕生日おめでとう
Otanjōbiomedetō

Tanti auguri Didi 💓

giovedì 30 ottobre 2025

Tu vieni

 


Tu vieni 

Tu vieni, col tuo cesto di parole
fragili come petali di fiori
mischiati alla rinfusa
per la processione di Pentecoste
( Cantando noi bambini
li spandevamo intorno
Dietro di noi qualcuno li pestava
e la bellezza se ne andava via )
Tu vieni, col tuo cesto di parole
Le spargeró sul letto dove giace
la stropicciata fragilità del cuore
E cercherò di ricomporle in un mandàla
E mi daranno pace

Sara Ferraglia