domenica 27 gennaio 2008
Ascoltando Goran Bregovic
venerdì 25 gennaio 2008
A mia figlia...prima che nascesse.
martedì 22 gennaio 2008
Tempi moderni...
" Le poesie e i racconti contenuti in questo post non potranno essere pubblicati o utilizzati in qualsiasi altro modo, sia parzialmente che integralmente, senza il consenso dell'autore "
mercoledì 16 gennaio 2008
Tu ed io sorelle
Scambio Link
martedì 8 gennaio 2008
Quando incontrai la poesia
domenica 6 gennaio 2008
La notte della Befana.
sabato 5 gennaio 2008
Chissà se arriva...
Chissà se arriva.
Silente notte di nebbia padana
penetra il freddo fin dentro le ossa
spero in un dono, non credo che possa...
dormon le stelle, la luna è lontana
chissà se arriva fin qui la Befana...
(Sara Ferraglia)
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martedì 1 gennaio 2008
Ninna nanna al 2008 appena nato...
Possano nudi i tuoi piedi
sprofondar nelle dune
Possano i sogni in cui credi
attraversar notti e lune.
Possa la terra odorare
d’uva matura e grano
e possa tu calpestare
l’erba sull’altopiano.
Calore e sete placati
dall’acqua del torrente
e d’amore saziati
anima cuore e mente.
E possa il vento portare
libero il tuo pensiero
fino a raggiungere il mare
di pace messaggero.
Possa tu riposare
Sotto un cielo stellato
E ringraziare il cielo
Solo per esser nato.
( a tutti i bambini che soffrono in qualche parte del mondo )
mercoledì 19 dicembre 2007
Il presepe dal mare
Il Presepe dal mare
S’infrangono sul molo come onda
brandelli di stanchezza e di speranza
Già diafana è la luna e l’alba avanza
illuminando ombre sulla sponda.
Siete approdati qui occhi stranieri
che v’insinuate oltre il mio orizzonte
nei solchi delle rughe sulla fronte
celando il mare mosso dei pensieri.
S’accende una lampara fra i marosi
stella cometa per viandanti persi
traccia che unisce mille e più universi
luce che parla a volti silenziosi.
Parole ignote su labbra di sale
or sfumano nel grido dei gabbiani
Sorride un bimbo a un battito di mani
ed è un messaggio dolce e universale
Sei giunta fino a me anima in viaggio
attraversando la tua oscura notte
Uomini uguali sulle stesse rotte
orme noi siamo in strade di passaggio
( Lampedusa, uno sbarco a Natale )
Sara Ferraglia
mercoledì 12 dicembre 2007
Auguri con un canto lieve
domenica 2 dicembre 2007
Il Natale del 1960
Il presepe capovolto
sabato 17 novembre 2007
Donna dell'est
lunedì 12 novembre 2007
Corvi
( Sara Ferraglia, autunno 2006 )
giovedì 1 novembre 2007
Ricordare
( Sara Ferraglia, novembre di tutti gli anni )
martedì 23 ottobre 2007
Il Poeta
Il vecchio poeta
Poeta forse sono
se la neve sull’albero adagiata,
la silenziosa neve
voglio toccare lieve?
E per un attimo tornar bambino
col fuoco allegro nel camino
che racconta mistero
nero?
e aspetto per un mese che sbocci l’orchidea
e vedo la bellezza mentre nasce
e l’accarezzo con la mano piano?
Poeta forse sono?
No soltanto uomo
e il mio passar non segna traccia
Lui, poeta davvero
le sue orme ha lasciato nella neve
affinchè parli il silenzio
e l’inutile taccia.
( dedicata a Mario Luzi )
(Sara Ferraglia , febbraio 2005)
mercoledì 17 ottobre 2007
Il tempo del riposo e dell'ascolto
Il tempo del riposo e dell’ascolto.
Ascolta, voglio amarti adesso
che i filari son pieni d’oro e d’ametista
e le foglie d’argento fra i capelli
disegnano l’inverno che verrà.
Ascolta, voglio dirti adesso
le parole che nei solchi della terra fredda
saran protette da coperte di neve.
Il tempo è questo del riposo e dell’ascolto.
Sara Ferraglia
Pubblicata nella raccolta antologica “ Tra un fiore colto e l’altro donato” ( Aletti editore- dicembre 2003)
lunedì 1 ottobre 2007
Dove sono cresciuta...
Ritorno
Ritrovo in te le voci della scuola
Alla lavagna l’odore dei gessetti
Vecchie scarpe col buco nella suola
E noi bambini nei vestiti stretti.
Ritrovo in te la piccola bottega
Dove tutto costava sempre troppo
Affamato ricordo che mi lega
A sacchetti di stoffa col rattoppo.
Ritrovo in te il bucato nel cortile
Le lenzuola sul prato a veleggiare
Il sapone coi profumi d’aprile
Mare d’erba in un lento ondeggiare.
Ritrovo in te la sponda del torrente
Ed i pesci scovati con le mani
Sotto i sassi ed in mezzo alla corrente
Divenivano enormi pescecani.
Ritrovo in te la piccola fontana
Ed i vecchi seduti a raccontare
Di una vita un pò sacra un pò profana
Sotto un sole che sta per tramontare.
E ti porto i ricordi dei miei anni
Io son più stanca, tu rinvigorito
quando ritorno sfumano gli affanni
ringrazio il tempo che non ti ha sfiorito.
E ti porto ogni volta le emozioni
Che invadente tu all’anima derubi
E diventan poesia le sensazioni
Che regalo al tuo cielo e alle tue nubi.
mercoledì 26 settembre 2007
Una madre
Una madre
Io ti ricordo coi capelli neri
Raccolti sulla nuca a crocchia
Donna che nascondevi i tuoi pensieri
Quando prendevi me sulle ginocchia
Per quel tuo figlio perso nella guerra
Nell’anima tormento lacerante
Soltanto ti rimase un po’ di terra
E la sua voce sempre più distante
Negli anni tu aspettavi il suo ritorno
E lui viveva eterno nei tuoi gesti
Quand’io piccina ti giravo intorno
E m’aggrappavo ignara alle tue vesti
Un solido rifugio era il tuo fianco
Dolce giaciglio nella notte scura
A me bastava quel tuo corpo stanco
Per cacciar via del buio la paura
Io ti ricordo dolce e disperata
Anima in lotta contro il maestrale
Vela leggera dal tempo ammainata
Naufraga persa nel tuo antico male
( A mia nonna )
venerdì 14 settembre 2007
Poesia nella mia città
Mi siedo accanto a te amico mio,
tu bevi birra ed io una malvasìa
Straniero in questa terra sono anch’io
Da quando aspetto qui che sera sia.
Sulla via Emilia scorrono veloci
Luci e rumori nella nebbia fitta
Come fantasmi tornan volti e voci
Chiusi da tempo nella mia soffitta.
Pane e salame ed un bicchier di vino
Per festeggiare insieme un buon raccolto
Oppure la bottiglia del nocino
Per rincuorar l’amico triste in volto.
E quando il gelo tutto ricopriva
Sentivo già nell’aria la mattanza
La vita del maiale che finiva
Già prometteva sogni d’abbondanza.
Scompare il viso tuo nel denso fumo
Tu mi sorridi eppure sei lontano
E intanto io ricordo il suo profumo
Di Parma la Violetta e la sua mano.
Sulla via Emilia scorrono i ricordi
Si perdono sull’argine silente
Del “Va pensiero” mormoro gli accordi
Mentre cammino vecchio fra la gente.
Stamattina il torrente era in piena.
Tumultuosa e melmosa scendeva,
ed ai monti mostrava la schiena,
questa forza che ieri non c’era.
Sotto un cielo di nubi pesanti
nella nebbia che tutto avvolgeva,
sotto gli archi dei ponti tremanti
l’onda scura il suo corpo stendeva.
La guardava un vecchio passante.
Tutt’intorno cadevan le foglie,
lui chiudeva il cappotto pesante
e prendeva a braccetto sua moglie.
Lei diceva, parlando un po’ forte,
“E’ più grossa che nel trentadue.”
“Sai qual è la più grossa? La morte.
L’acqua và. Resteremo noi due?”
Lei si strinse al suo braccio e sorrise.
Calpestando il tappeto di foglie
lentamente in cammino si mise
quel vecchietto insieme a sua moglie.
Sara Ferraglia - 2003


