venerdì 5 gennaio 2018

Cara Befana


Cara Befana.

Ecco le calze addobbare  i camini,
ecco i bambini coi loro piedini
salir le scale in silenzio perfetto
e sprofondare in un morbido letto.

Quando anche l’ultima stella si accende
                                  sulla sua scopa la Befana scende,                                  
quando la notte si fa di ghiaccio
sui tetti bui finisce il suo viaggio.

Cara Befana, qui sul balcone
stavo aspettando la tua apparizione
per ricordarti che il mondo quaggiù
a volte è ingiusto, lo sai anche  tu.

Ci son bambini che non hanno nulla,
non hanno casa, né un letto o una culla,
nessuna favola li fa sognare
e nessun bacio li fa addormentare

e servirebbe un’immensa magia
che il loro pianto si porti via.

( Sara Ferraglia )


giovedì 21 dicembre 2017

Un semplice Natale



Un semplice Natale

Spento lo smartphone ed il cuore acceso
a leggere negli occhi dei passanti
sbirciando nei regali e nei discorsi.
Sentire in testa e dentro al petto il peso
di questi giorni oscuri ma abbaglianti,
di desideri vuoti eppur rincorsi.

In strada un solitario palloncino
che più non vola e rotola soltanto,
il guanto appeso ad una cancellata
perduto dalla mano di un bambino,
un volto anziano fisso nell’incanto
di una storia ormai solo ricordata.

Un fiore rosso, stella di Natale
di plastica, che forse si è staccata
dal pacco per un dono decorato
e un forte desiderio di fissare
brevi frammenti lungo la giornata,
prima che quell’istante sia passato.

Potessi impacchettare ogni emozione,
confezionarla in povero cartone
con soffici imballaggi d’empatìa
e regalarla a tutti sulla via…
Augurare qualcosa di speciale,
che sia, ad esempio, un semplice Natale.

Sara Ferraglia



Parma, Natale 2017

giovedì 7 dicembre 2017

Diamanti

Diamanti

Adamantina sempre, coraggiosa.
La forza del tuo segno, leonina,
ti sorregge da tempo nel tuo viaggio.
A tratti lenta, a tratti travolgente
ti ha spinta la corrente al tuo traguardo.
Quando posiamo su di te lo sguardo
vediamo ancora in te quella bambina,
dai primi passi incerti sulla strada
a quelli più sicuri fra la gente.
Lungo il cammino due cristalli puri,
staccati dal mantello della terra
o polveri piovute da una stella,
come diamanti hanno incastonato
la corona che oggi sul tuo cuore
felice ed orgogliosa tu hai posato.
E tu, come “diamante smemorato
trattiene la scintilla del pianeta”  
per sempre intrappolata nel suo cuore,
custodisci nel tempo il nostro amore
e i nostri auguri di una vita bella.

( Sara Ferraglia)

Dedicata a mia figlia nel giorno della Laurea Specialistica in Ginecologia e ostetricia. 

Le parole in grassetto sono tratte da una poesia di Don Paterson, poeta scozzese.

giovedì 2 novembre 2017

Diana, tre anni


Diana, tre anni

C’è a Vigatto una bella casetta
dove vive una bimba furbetta
- “la tua sorella” mi fa giocare-
Davvero Diana? Ne vuoi parlare?

NO no nemmeno neanche PER SOGNO
poi di fuggire sente il bisogno
e sotto il tavolo lei sta nascosta
mentre le faccio una nuova proposta:

Dai, ci vestiamo e andiamo in giardino
dopo aver fatto pipì nel vasino
Andiamo a fare una passeggiata?
- Sì ma la rosa lo sai, mi ha puntata!-

Fuori, nel prato il nonno incontriamo
e lei mi sfugge, mi lascia la mano
L’abbraccia il nonno e la fa volare
- io voglio in braccio, non camminare!– 


Mamma e papà son dietro la porta
e la sorella in mano ha la torta
Le luci spente, s’accende un razzo
lei ride forte,  grida “Sei pazzo”?

Auguri Diana, cantiamo in coro

per questa bimba, nostro tesoro.

( Sara Ferraglia )

mercoledì 1 novembre 2017

I loro volti oggi



I loro volti oggi.

I loro volti oggi,
sovrapposti al ricordo
delle foglie nel bosco,
dei piccoli cimiteri
silenziosi sui poggi
che l'autunno colora.
Nulla è come allora.
C'era sempre la neve
a impedire il passaggio
dagli antichi cancelli.
C'era un brusio lieve
come rosario di maggio,
erano più saluti
che preghiere sincere.
C'erano delicate mani
a pulire le tombe.
Chi lo farà domani?
Carezze su quei marmi
addobbati a festa.
Di questo, poco resta.
C'erano tradizioni, 
usanze antiche e riti
ormai persi nel tempo,
in cenere finiti.

( Sara Ferraglia  )


giovedì 26 ottobre 2017

La visione distorta delle cose


La visione distorta delle cose

La visione distorta delle cose 
ha un suo fascino precipuo.
Sui dorsi dei libri titoli spezzati 
stan generando frasi misteriose.
La linea,  che ha perso il suo contiguo, 
precipita nel pozzo dei dannati:
volti deformi e trasfigurati 
come anime di Munch e Modigliani,
di macchie nere e mostri un florilegio.
Vedere luoghi prima immaginati
e nuove dimensioni e mondi alieni,
visioni alternative,  un privilegio. 
Vedere il mondo dentro una clessidra 
è un fenomeno raro.
Ciò che più mi addolora
è perder la visione di sinistra
che l'han già persa in tanti 
eppur ne abbiam così bisogno, ancora.


( Sara Ferraglia )

giovedì 5 ottobre 2017

Claudia, sette anni


Claudia, sette anni

Da sette anni ti vedo arrivare
con quel sorriso che fa innamorare,
su per le scale o dall’ascensore
quando tu entri s’accende l’amore.
Sale dal cuore e dal profondo
a illuminare la stanza ed il mondo. 

Da sette anni il tuo passo è una danza,
ti muovi e parli con eleganza.
Ora che indossi anche body e tutù
sarai graziosa ancora di più.
Se hai scelto danza il motivo ci è noto…
Ci sarà tempo per la pallanuoto!

Da sette anni, mia dolce voce,
canti parole, regali luce
e da quest’anno, piccola mia,
leggi da sola questa poesia!
Per questo scrivo facili rime,
perché al tuo cuore arrivino prime

Prima dei giochi e dei bei vestiti
e della festa insieme agli amici,
prima di spegnere le candeline,
prima di auguri, buffetti e moine
c’è una parola, fa rima con “cuore”…
Trovala tu, mio grande…