giovedì 12 aprile 2018

Salvaschermo



Salvaschermo

Cambiar se stessi come un maglione
ad ogni cambio di stagione.
Mettere in naftalina il malumore,
il grigio della rabbia, la fredda nebbia,
nasconderli sul fondo coi piumini
fino alla prossima occasione,
alla nuova stagione dei vini.
Sostituire il microchip al cuore,
modello resistente all’onda d’urto
del pianto dei bambini – straziante-,
di missili e di navi in medio oriente.
Gustare un gianduiotto e non pensare
che è un privilegio questo mio piacere
e divenire esperti fruitori
del comodo pensiero indifferente.
Godersi poi lo sciabordìo dell’onda
diffuso dall’antenna del wi-fi,
tuffandosi beoti dalla sponda
nel mare di notizie ridondanti.
Naufragare nei vortici dell’odio
respingendo gli aiuti più opprimenti,
i salvagenti delle religioni.
Cercare un punto senza andare a capo
premendo il power off sul mio pc
o riavviare, ricominciar daccapo,
credere alla sirena della vita?
Colpo di reni, veloce risalita…
Raggiungere un approdo all’improvviso
guardando sullo schermo il suo sorriso.

( Sara Ferraglia )


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