martedì 22 giugno 2010

Fado

( fotografia di Daniele Bandini )

Fado

- Ho nelle ossa un umido dolore

Marcela mia, dolor che sa di muffa

nero come la pece e la mia veste

La notte puoi sentirne lo stridore

Dicono che sia il mare che si azzuffa

con la volta celeste

è il mio dolore, invece.

- Non fa rumore il male, è sordo e muto

Amalia, amica mia, se non lo fosse

sarebbe un urlo immenso l’universo!

E tu, per tutto il tempo che hai vissuto

non hai capito ancora le sue mosse,

che dargli troppo ascolto è tempo perso.

Il tuo dolore è tuo,

nessun altro lo sente.

( Sara Ferraglia )


3 commenti:

Anonimo ha detto...

"...Il tuo dolore è tuo,
nessun altro lo sente."

Sara, ti auguro di superare questo momento di estrema solitudine in cui ti trovi.

Sara ha detto...

Non è una poesia autobiografica.
Qualche "dolore" ce l'ho anch'io, ma principalmente fisico, dovuto all'età!
La poesia era sull'incapacità di condividere , sulla sempre più frequente mancanza di "compassione".
In particolare mi riferivo al dolore degli anziani, che spesso urlano silenziosamente la propria solitudine che si trasforma in dolore fisico!
Questo era.
Grazie per la lettura.
Sara

Anonimo ha detto...

Bella, Sara, come sempre. E interpretabile, come qualcuno ha fatto.... :) A me piace proprio per la possibile interpretazione e perche'.... ognuno sta solo, infondo, ad ascoltare la propria solitudine. Cosi' e' il vivere. E la foto? che bella! fai i complimenti all'autore! Dovresti andare a Lisbona, Sara. Sono certa che troveresti ispirazioni ulteriori. Magari vengo anch'io :) baci baci
(sorelleschi)