mercoledì 27 gennaio 2010

Dov'eri TU?




Dov'eri TU?

Scusami per il “TU”

e per le mie domande irriverenti

Ma TU dov’eri

quando salì l’inferno in superficie?

Non c’eri nelle piaghe,

di questi nostri corpi trasparenti

Pensai che avesse un senso

continuare a cercarti nel lezzo

di giacigli ammassati,

nelle ossa di vetro,

e nel vuoto dei denti.

Ti cercai nelle tasche

vuote anche del nome

Dimmelo TU se c’eri.

Ti cercai anche dopo,

fra la melma lasciata

dalla barbarie in piena,

nel mio primo caffè zuccherato,

nella prima carezza e nel vino,

nei miei giorni "normali",

nel dolore dell’acqua passata.

Davvero, mi dispiace

non ti ho più ritrovato.

( Sara Ferraglia )

sabato 23 gennaio 2010

Alba


Alba

Albeggia appena
Lassù sbiadisce il ventre della luna
Pallido ed assonnato il sole arranca
sui rami spogli di una quercia altera
Silenzio ed occhi chiusi
Empie i polmoni l’aria del sollievo
Satura e rumorosa la tua mente,
affollato alveare di parole,
si svuota e sale lentamente
Sale, come una bolla di sapone
leggera e trasparente
E tu apri gli scuri
e poi spalanca i vetri
Respira a fondo, abbraccia la tua vita
Prima che il giorno appaia
porta le mani al cuore e grida forte
fino a svegliare il sole.
Dimmi, senti l’odore della gioia?
Vigatto, 22 gennaio 2010
(Sara Ferraglia)

giovedì 21 gennaio 2010

Un impegno importante


Consapevole dell'importanza e della solennità dell'atto che compio e dell'impegno che assumo, giuro:
• di esercitare la medicina in libertà e indipendenza di giudizio e di comportamento rifuggendo da ogni indebito condizionamento;
• di perseguire la difesa della vita, la tutela della salute fisica e psichica dell'uomo e il sollievo della sofferenza, cui ispirerò con responsabilità e costante impegno scientifico, culturale e sociale, ogni mio atto professionale;
• di curare ogni paziente con eguale scrupolo e impegno, prescindendo da etnia, religione, nazionalità, condizione sociale e ideologia politica e promuovendo l'eliminazione di ogni forma di discriminazione in campo sanitario;
• di non compiere mai atti idonei a provocare deliberatamente la morte di una persona;
• di astenermi da ogni accanimento diagnostico e terapeutico;
• di promuovere l'alleanza terapeutica con il paziente fondata sulla fiducia e sulla reciproca informazione, nel rispetto e condivisione dei principi a cui si ispira l'arte medica;
• di attenermi nella mia attività ai principi etici della solidarietà umana contro i quali, nel rispetto della vita e della persona, non utilizzerò mai le mie conoscenze;
• di mettere le mie conoscenze a disposizione del progresso della medicina;
• di affidare la mia reputazione professionale esclusivamente alla mia competenza e alle mie doti morali;
• di evitare, anche al di fuori dell'esercizio professionale, ogni atto e comportamento che possano ledere il decoro e la dignità della professione;
• di rispettare i colleghi anche in caso di contrasto di opinioni;
• di rispettare e facilitare il diritto alla libera scelta del medico;
• di prestare assistenza d'urgenza a chi ne abbisogni e di mettermi, in caso di pubblica calamità, a disposizione dell'autorità competente;
• di osservare il segreto professionale e di tutelare la riservatezza su tutto ciò che mi è confidato, che vedo o che ho veduto, inteso o intuito nell'esercizio della mia professione o in ragione del mio stato;
• di prestare, in scienza e coscienza, la mia opera, con diligenza, perizia e prudenza e secondo equità, osservando le norme deontologiche che regolano l'esercizio della medicina e quelle giuridiche che non risultino in contrasto con gli scopi della mia professione.

Gaudeamus igitur

Giovedì 21 gennaio 2010 - Aula Magna ore 9

Laurea di Cecilia - Medicina e Chirurgia


GAUDEAMUS IGITUR

giovedì 14 gennaio 2010

Lunga conservazione

Lunga conservazione


L’amore a lunga conservazione

è silenzioso

Infatti non fa rumore

quando apre il mio blog di poesia

E legge per suo piacere

ma anche per soddisfazione mia

L’amore a lunga conservazione

è premuroso

quando, ad esempio, la sera

posa un fazzoletto di carta

pulito sul mio comodino

Certo, non è gran cosa

ma non si sa mai che serva

così lo trovo pronto, lì vicino

L’amore che non scade a breve

ogni tanto ha il sapore

di piatti mille volte cucinati

con la stessa vecchia ricetta,

eppur rimane ciò che si tramanda,

di voce in voce, di cuore in cuore

attraversando il tempo,

senza fretta


( Sara Ferraglia )