venerdì 21 novembre 2008

Piccola bimba scura


( Le due sorelle - 1913 - Michele Cascella )


Piccola bimba scura

Piccola bimba scura
principessa orientale
nata tu all’alba
ed io al tramonto
ma di un giorno uguale
e mentre tu crescevi
io con te imparavo
un amore nuovo
di madre insieme e di sorella
Se su sapessi piccolina
con quel sorriso
se tu sapessi
quanto eri bella.
Quando lasciai la casa
incontro alla mia vita
tu stavi male
e sembravi smarrita
come un cucciolo solo
che bagnato rincasa
sotto un temporale.
Poi sei cresciuta in fretta
ma voglio ricordarti,
piccola bimba scura,
che ti ho tenuta stretta
sul fondo del mio cuore
come per ripararti
da ogni tua paura.


( a mia sorella Francesca )


( Sara Ferraglia )

giovedì 20 novembre 2008

20 - novembre : il ricordo di te




Ricordo d’infanzia


All’alba,il fruscio di passi felpati;
scendeva le scale il mio angelo stanco,
la notte era piena dei tempi passati
ed io respiravo,bambina,al suo fianco.

Il sole nei campi bruciava la pelle
riempiva di luce dolcissime rughe;
guardavo i suoi occhi aspettare le stelle
e sotto il cappello sognare di fughe.

Ricordo le sere davanti al camino;
salivan scintille ed erano draghi.
Seduta nel grembo di un nonno bambino
tremavo e ridevo alle storie di maghi.

Le notti d’inverno forse eran più bianche
o forse guardavo con occhi diversi.
Adesso le stelle mi sembran più stanche
o forse è il ricordo di sogni ormai persi.

( Sara Ferraglia )


Prima classificata al concorso “I Racconti del nonno contadino”
( Pernumia – Pd. Ottobre 2003)

martedì 18 novembre 2008

Passeggeri






Passeggero n° 2



Lui non timbra il biglietto
stringe in tasca le mani
Uno squillo improvviso
Forse il solo suo affetto
o il lavoro domani
e nemmeno un sorriso

Scende all’ultima strada
della periferia
fuori piove a dirotto
lui al cielo non bada
e percorre la via
nel suo vecchio giubbotto


( Sara Ferraglia )


giovedì 13 novembre 2008

Passeggeri






Passeggera n°1

Ha una sciarpa di lana
stinta come il suo sguardo
i capelli sul giallo
una corta sottana
maculata leopardo
tacchi a spillo in metallo

Alla prossima scende
Cambia nome al tramonto
se la luce s’abbassa
Quando il buio la prende
un sorriso già pronto
per il primo che passa



(Sara Ferraglia)

mercoledì 12 novembre 2008

C'era una volta

( Sabina Mammarella - www.sabinamammarella.com )

C’era una volta

Ti sento ancora al centro della stanza
Fra caldi fuochi e vesti in lana grezza
C’era una volta la tua tenerezza
Mentre ti muovi come in una danza.

Freddo l’inverno che ricopre i vetri
Di te mi porta il bianco della mano
Rosso il camino e mi parlavi piano
Di nere notti di folletti e spettri.

Ti sento ancora al centro del giardino
Tappeto di violette a primavera
Ritorna un dolce canto verso sera
E mi rivedo insieme a te bambino.

A come ali per volar lontano
B come baci sulle gote belle
C come il cielo e tutte le sue stelle
D come dita che accarezzan piano.

Eco di rime che per me intonavi
Tocchi e rintocchi dall’antica torre
Calda l’estate e la mia vita scorre
Con i tuoi passi sulle vecchie travi.

L’autunno invade con colori audaci
Le valli, i boschi ed apre la cantina
Odor di mosto ed in quest’aria fina
Riposa il tuo ricordo nelle braci.


( Sara Ferraglia )

domenica 2 novembre 2008

Del mio paese, giorni e stagioni

(Ricordi abbandonati - www.sabinamammarella.com)

Del mio paese, giorni e stagioni.

Ci son parole che all’improvviso
aprono squarci nella memoria
Lampi di luce sfumano intorno
solcando un cielo di nubi intriso
mentre riaffiora la mia storia,
quel che son stata fino a quel giorno.

Torno al canale dall’acqua chiara
dove respiro l’odor di menta
Vedo mia madre lavare china
e un’ape ardita che sulla giara
ronza, si posa e riparte lenta
verso la tenue rosa canina.

Torno alla Sagra di San Michele
a spume d’oro di dolci torte
nate da braci dei forni a legna
bagnate appena col dolce miele
di quel moscato dal timbro forte
che inebria i sensi e il palato impregna.

Se punge l’aria e si fa tormento
tornano giorni di ghiaccio e neve
quando il paese si addormentava
e rimaneva soltanto il vento
a spinger forte giù dalla Pieve
fantasmi e grida per chi sognava.

Ci son parole che in un istante
portano al mare dell’esistenza
S’addensa il delta delle emozioni
Ogni ricordo si fa vibrante
nel ricomporre la pura essenza
del mio paese, giorni e stagioni.

( Sara Ferraglia )