venerdì 14 settembre 2007

Poesia nella mia città



Notte emiliana
Mi siedo accanto a te amico mio,
tu bevi birra ed io una malvasìa
Straniero in questa terra sono anch’io
Da quando aspetto qui che sera sia.

Sulla via Emilia scorrono veloci
Luci e rumori nella nebbia fitta
Come fantasmi tornan volti e voci
Chiusi da tempo nella mia soffitta.

Pane e salame ed un bicchier di vino
Per festeggiare insieme un buon raccolto
Oppure la bottiglia del nocino
Per rincuorar l’amico triste in volto.

E quando il gelo tutto ricopriva
Sentivo già nell’aria la mattanza
La vita del maiale che finiva
Già prometteva sogni d’abbondanza.

Scompare il viso tuo nel denso fumo
Tu mi sorridi eppure sei lontano
E intanto io ricordo il suo profumo
Di Parma la Violetta e la sua mano.

Sulla via Emilia scorrono i ricordi
Si perdono sull’argine silente
Del “Va pensiero” mormoro gli accordi
Mentre cammino vecchio fra la gente.

Sara Ferraglia - 2005




Stamattina il torrente era in piena
Stamattina il torrente era in piena.
Tumultuosa e melmosa scendeva,
ed ai monti mostrava la schiena,
questa forza che ieri non c’era.

Sotto un cielo di nubi pesanti
nella nebbia che tutto avvolgeva,
sotto gli archi dei ponti tremanti
l’onda scura il suo corpo stendeva.

La guardava un vecchio passante.
Tutt’intorno cadevan le foglie,
lui chiudeva il cappotto pesante
e prendeva a braccetto sua moglie.

Lei diceva, parlando un po’ forte,
“E’ più grossa che nel trentadue.”
“Sai qual è la più grossa? La morte.
L’acqua và. Resteremo noi due?”

Lei si strinse al suo braccio e sorrise.
Calpestando il tappeto di foglie
lentamente in cammino si mise
quel vecchietto insieme a sua moglie.


Sara Ferraglia - 2003
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