mercoledì 26 settembre 2007

Una madre



( Furri - Madre delle nevi - 2003 )
Una madre


Io ti ricordo coi capelli neri
Raccolti sulla nuca a crocchia
Donna che nascondevi i tuoi pensieri
Quando prendevi me sulle ginocchia

Per quel tuo figlio perso nella guerra
Nell’anima tormento lacerante
Soltanto ti rimase un po’ di terra
E la sua voce sempre più distante

Negli anni tu aspettavi il suo ritorno
E lui viveva eterno nei tuoi gesti
Quand’io piccina ti giravo intorno
E m’aggrappavo ignara alle tue vesti

Un solido rifugio era il tuo fianco
Dolce giaciglio nella notte scura
A me bastava quel tuo corpo stanco
Per cacciar via del buio la paura

Io ti ricordo dolce e disperata
Anima in lotta contro il maestrale
Vela leggera dal tempo ammainata
Naufraga persa nel tuo antico male

( A mia nonna )

Sara Ferraglia - 2004




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venerdì 14 settembre 2007

Poesia nella mia città



Notte emiliana
Mi siedo accanto a te amico mio,
tu bevi birra ed io una malvasìa
Straniero in questa terra sono anch’io
Da quando aspetto qui che sera sia.

Sulla via Emilia scorrono veloci
Luci e rumori nella nebbia fitta
Come fantasmi tornan volti e voci
Chiusi da tempo nella mia soffitta.

Pane e salame ed un bicchier di vino
Per festeggiare insieme un buon raccolto
Oppure la bottiglia del nocino
Per rincuorar l’amico triste in volto.

E quando il gelo tutto ricopriva
Sentivo già nell’aria la mattanza
La vita del maiale che finiva
Già prometteva sogni d’abbondanza.

Scompare il viso tuo nel denso fumo
Tu mi sorridi eppure sei lontano
E intanto io ricordo il suo profumo
Di Parma la Violetta e la sua mano.

Sulla via Emilia scorrono i ricordi
Si perdono sull’argine silente
Del “Va pensiero” mormoro gli accordi
Mentre cammino vecchio fra la gente.

Sara Ferraglia - 2005




Stamattina il torrente era in piena
Stamattina il torrente era in piena.
Tumultuosa e melmosa scendeva,
ed ai monti mostrava la schiena,
questa forza che ieri non c’era.

Sotto un cielo di nubi pesanti
nella nebbia che tutto avvolgeva,
sotto gli archi dei ponti tremanti
l’onda scura il suo corpo stendeva.

La guardava un vecchio passante.
Tutt’intorno cadevan le foglie,
lui chiudeva il cappotto pesante
e prendeva a braccetto sua moglie.

Lei diceva, parlando un po’ forte,
“E’ più grossa che nel trentadue.”
“Sai qual è la più grossa? La morte.
L’acqua và. Resteremo noi due?”

Lei si strinse al suo braccio e sorrise.
Calpestando il tappeto di foglie
lentamente in cammino si mise
quel vecchietto insieme a sua moglie.


Sara Ferraglia - 2003
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Giochi di poesia



Credo che questi siano esempi di come con la poesia si possa anche giocare.



Il Punto disobbediente.

Signori della corte sono “il punto”.
Il mio dovere è chiudere il discorso
ed anche andare a capo all’occorrenza
ma ad una decisione sono giunto
spinto dall’onda amara del rimorso.
Vi chiedo di ascoltarmi con pazienza.

Non si può dire punto a capo e basta
dinnanzi a disperate mani tese,
a piedi nudi su terre bruciate,
ai privilegi di qualunque casta.
Non voglio più deludere le attese
di troppe voci a lungo soffocate.

Ci son parole che non hanno fine,
pagine intense che non so voltare
disobbediente allora io divento
poiché non posso metter un confine
a grida e gesti che non so fermare
che devono viaggiare insieme al vento.

Mi sembra giusto in certe circostanze
nel torbido torpore collettivo
che un mio fratello debba primeggiare
così che non sian perse le speranze
e questo “punto”, l’interrogativo,
piatti cervelli induca al ragionare.

Son pronto ad accettar le conseguenze
di questo mio rifiuto improvvisato.
Sapranno gli occhi grandi dei bambini
un giorno risvegliare le coscienze
in questo mondo mezz’addormentato?
Io chiudo il mio discorso coi puntini
……..


Sara Ferraglia - 2006




La bugia più grossa

C’era una volta un lontano paese
il più sperduto di tutto il pianeta
che organizzava alla fine del mese
una tenzone alquanto inconsueta.

Ed arrivavano da tutto il mondo
Sull’ali aperte della fantasia
Per poi combattere fino in fondo
A chi diceva più grossa bugia.

“Sono Mohamed e sono africano
Fin qui arrivato su lussuosa nave
Laggiù la fame è un ricordo lontano
È l’abbondanza il problema più grave.”

Ed applaudiva quella folla immensa
Baci ed abbracci e grida della gente
E la tensione si faceva densa
All’apparir di un altro concorrente

“ Io son Saeb e son palestinese
Vi porto i frutti di un’antica terra
Ormai regna la pace al mio paese
Nessu bambino sa cos’è la guerra.”

E si guardavan tutti con stupore
Per l’alta qualità degli sfidanti
Sceglierne uno e farlo vincitore
Compito ingrato per i giudicanti.

All’improvviso in mezzo a quel frastuono
Vestita solo con una bandiera
Accompagnata da un tribale suono
Venne una donna dalla voce fiera.

“Io non ho nome né cittadinanza
mi chiaman pace o democrazia
mi chiamano giustizia oppur speranza
ma chi mi uccide è spesso la bugia.”

Cadde il silenzio nell’antica piazza
Svanì il sorriso da quei mille occhi
Appartenenti a gente di ogni razza
E furon molti a sentirsi sciocchi.

C’era una volta un paese lontano
E c’era il festival della bugia
Non mi credete? Vi sembra strano?
C’era davvero. Parola mia.




Sara Ferraglia - 2005



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Anche lo sport può essere poesia

( Mia figlia Cecilia, autrice di splendide palombelle - Rarinantes Bologna - A2 )


La Palombella


Lo scatto veloce già apre la sfida
Le braccia armoniose che taglian le onde
Lo stadio del nuoto come una corrida
E spruzzi di forza a lambirne le sponde.

E’gara di corpi e di gambe avvinghiate
E’gioco di schemi e sguardi d’intesa
Di fughe, ritorni e veloci nuotate
Di lanci potenti ed agile presa.

E quando i passaggi si fanno serrati
Si levan le braccia ad estremo baluardo
Immensa tensione nei volti bagnati
Ed è una preghiera quell’ultimo sguardo.

Un corpo si slancia, s’allunga proteso
Dal filo dell’acqua a cercare una stella
Quel metro di rete con forza difeso
Subisce l’affronto di una palombella.

La grande fatica nel cuor si dissolve
Per l’attimo intenso di gioia e di vita
Per quel solo gesto che tutto risolve
Il tempo che scorre, il fischio, è finita!






( a mia figlia )





Sara Ferraglia - 2005






Per saperne di più sulla pallanuoto:

http://www.waterpolonline.com/





http://www.rarinantesbologna.org/









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sabato 1 settembre 2007

E-mail che mi hanno lusingata...

13 settembre 2007

Segnalazione Concorso Nazionale di Poesia "Città di Giungano"

La Pro-loco Giungano è lieta di comunicarLe che la poesia"Donna dell'est" è stata giudicata meritevole di segnalazionedalla Giuria che ha valutato le 244 poesie pervenute al ConcorsoNazionale di poesia "Città di Giungano"; pertanto La invita allacerimonia di premiazione che si terrà a Giungano sabato 29 settembre2007 alle ore 19,00 per la lettura musicata della suddetta ,lalettura della motivazione della segnalazione con la consegna dellatarga e attestato di partecipazione.Per il buon esito dellamanifestazione La preghiamo di confermare la Sua presenza via e-mail.In attesa Le porgiamo distinti saluti.

14 agosto 2007

E' tanto bella la sua poesia "Ricordo d'infanzia"! Una delle poche tra tanta banalità! :)
L'ho letta sul sito del concorso con tema "La casa" (a cui sto partecipando anch'io con la poesia "Notturno"). Ho letto diverse poesie dopo aver inserito la mia e mi sono meravigliata di come la gente sia convinta che basti andare a capo un paio di volte per fare poesia... invece la sua era un'altra cosa... almeno ho una valida concorrente! :)
Giorgia Tribuiani